AFERPI: SITUAZIONE DI STALLO E IMPIANTI ORMAI SPENTI PER MARTINELLI

l’AFO 4 spento ormai da tre anni

Piombino (LI) Graziano Martinelli RSU Aferpi in un commento sui social networks fa il punto sulla situazione nell’area siderurgica, e ricorda che il 20 gennaio 2017 (appuntamento ancora da ufficializzare, ndr.), davanti alle portinerie, ci deve essere la città a protestare per quello che sta succedendo con la gestione Cevital.

Ma stiamo attenti a quello che dovrà chiedere la comunità al Governo in caso di abbandono da parte di Cevital. Perché la semplice richiesta di tornare a colare acciaio, a distanza di tre anni dallo spegnimento di tutta l’area a caldo, potrebbe NON essere quella giusta sul breve periodo, nonché quella meno credibile agli occhi dello Stato.

Meglio proporre l’immediato avvio delle demolizioni dei vecchi impianti ormai inutilizzabili, e le bonifiche delle aree inquinate come la “Li 53”, saltando la fase della loro messa in sicurezza, che lascerebbe i cumuli li dove sono per chissà quanto tempo.

Inoltre l’immediato avvio di tutti quei cantieri legati alle infrastrutture (SS398 e porto in primis), che sommati ai cantieri di demolizione e bonifiche sarebbero tanto lavoro VERO per gli abitanti della Val di Cornia (che ovviamente devono avere la precedenza nelle assunzioni) per almeno altri 10 anni.

Nel frattempo avviare una diversificazione credibile (che ovviamente NON esclude anche nuovi impianti siderurgici), che permetta nel lungo periodo a tutti i residenti (e non solo agli ex dipendenti Lucchini) di vivere con il LAVORO come dice la nostra Costituzione, e non con gli ammortizzatori sociali…

In questo passaggio storico che si sta compiendo, siamo gli UNICI responsabili del futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti… NON dimentichiamolo mai.

Giuseppe Trinchini

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La discarica Li 53 da bonificare

«Manca solo una settimana al giorno della manifestazione – inizia la nota di Graziano Martinelli – a me non preoccupa chi la pensa diversamente da me, ma preoccupa non essere capace di rappresentare la situazione in cui si trova lo stabilimento e le conseguenze che questo comporta per i lavoratori, diretti, indiretti, attività commerciali, ecc. ecc.

Ci provo ancora una volta usando termini forti, sapendo che se necessario dovrò rispondere delle affermazioni che farò adesso: vado veloce sulla attuale situazione, tutti gli impianti di laminazione o già fermi o fermi a breve, costruzione acciaieria, nuovo treno rotaie e opere civili atte alla riconversione dello stabilimento non ancora iniziate per mancanza di finanziamenti da parte di Rebrab.

Indiscrezioni dicono che con una solo forno e rimodulazione della laminazione sono necessari circa 800 lavoratori (dovevano essere oltre 1400 nel vecchio progetto!).

Per mancanza di presentazione di piano industriale e finanziario, Piombino Logistica potrebbe non avere la proroga. Le imprese dell’indotto e i loro lavoratori senza impiego e coperture sociali, perchè niente da Aferpi è stato fatto per smantellamento dei vecchi impianti. Dell’agroalimentare non c’è ancora nessuna traccia. Credo sia giunto il momento di non essere complici e di dire cosa succede se questa situazione permane.

Per capire questo dobbiamo leggere il punto 11 del verbale di compra/vendita del 3 Giugno 2015 ” Nell’ambito di tale offerta Cevital S.p.A. si impegna in caso di perfezionamento dell’operazione di compra/vendita a proseguire le attività imprenditoriali per almeno 2 anni dalla data dell’atto notarile di cessione e a mantenere per il medesimo periodo i livelli occupazionali così come previsto dalla legge Marzano” . Di conseguenza è palese che fermo restando la situazione attuale il ‘1/7/2017 questo territorio sarà soggetto alla Cassa Integrazione che porterà a licenziamenti per oltre 1500 lavoratori ed un indotto che rimarrà alla sbarra.

Se il Governo permettesse a Rebrab di diventare proprietario in questa situazione dello stabilimento oltre che diventarne complice si assumerebbe la piena responsabilità del dramma sociale che si abbatterà sul territorio ed è per questo che partecipare o non partecipare alla manifestazione del 20 Gennaio a Piombino diventa una scelta : chi pensa e qui sia chiaro vale per tutti, lavoratori, cittadini, associazioni, categorie, partiti, istituzioni di un territori vasto che comprende Bassa Val di Cecina, Val di Cornia e Alta Maremma che vada bene così non partecipi e stia casa (dopo però non si lamenti!) Deve partecipare chi ritiene sia indispensabile l’intervento del Governo, che è il garante del rilancio dello stabilimento di Piombino.

Ma amche qui x essere estremamente chiaro se il governo permette che sul territorio si abbatta il dramma descritto sopra, allora diventa anch’esso la controparte che contrasteremo con tutte le nostre forze. Non possiamo permettere che a Piombino ci siano licenziamenti.

Questo lo possiamo fare solo con una grande partecipazione da parte di tutti coloro che sono direttamente o indirettamente interessati. In tutta onestà, se mi si chiede: “Quali sono le iniziative da mettere in piedi dopo la manifestazione del 20 Gennaio? ” Posso solo rispondere che dipende da quanti saremo. Io vorrei poter dire “NON E’ FINITA!” Perché siamo tanti».

Martinelli Graziano RSU Aferpi

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Scritto da il 12.1.2017. Registrato sotto Economia, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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