EDITORIALE: NON SI FERMA MAI LA “BALLATA DEI MILIONI”?

L’EDITORIALE                                   di Giuseppe Trinchini trinchini

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EDITORIALE: NON SI FERMA MAI LA “BALLATA DEI MILIONI”?

Corriere Etrusco “numero 80” del 14 novembre 2014.

I l punto interrogativo è d’obbligo per quella che è stata definita da molti negli anni la “Ballata dei Milioni” di Piombino, ma questa, per l’ennesima volta, sembra davvero quella buona. Il progetto per Piombino, dai 112 milioni del 2012 per la città e la sua industria prevedeva quasi 48 milioni e mezzo chiesti alla Regione, un po’ più di 40 del Governo ed oltre 8 messi a disposizione dal Comune. Un programma su più fronti che, tuttavia, a distanza di oltre tre anni raccoglie la realizzazione del restyling di Piazza Bovio, il ripristino della falesia “sotto i frati” e la strada “Dalmine” per collegare l’azienda al porto.

Oggi la Regione, tramite l’assessore Simoncini, ha illustrato alle organizzazioni sindacali e imprenditoriali piombinesi  i contenuti della pre-call di giunta nel quale sono previsti un pacchetto di interventi, per complessivi 50 milioni di cui 32 di incentivi regionali. Il CIPE mercoledì ha assegnato 50 milioni per le operazioni di bonifica, 20 per le attività di smantellamento navi militari che si aggiungono ai 20 milioni già erogati per il porto. I più maligni dicono che si stanno avvicinando le regionali e che quindi fino alla prossima primavera questi annunci si ripeteranno in maniera insistente.

Più interessante, invece, analizzare i 20 milioni erogati per le navi militari dove l’autorità portuale dovrà realizzare un bacino di contenimento che poi sarà attrezzato da un privato. Però per questo tipo di smantellamento, ad oggi il ministero della difesa deve obbligatoriamente emanare un bando pubblico rivolto a privati che si propongono di demolire queste navi, cancellando di fatto quello che è scritto nell’accordo di programma. L’erogazione di questi 20 milioni liberano quindi il governo dall’impegno di portare le navi a Piombino, perché quest’ultimo mettendo l’opera a bando non può imporre il luogo di demolizione al privato che quindi potrà smantellarle dove reputa più opportuno.

Per quel che riguarda Piombino la domanda è se questi ­soldi saranno poi sufficienti per completare la realizzazione del bacino, e se ci sarà successivamente un privato che vorrà investire nella nostra città in un settore nel quale non c’è nessuna garanzia che le navi arrivino.

Giuseppe Trinchini

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