PIOMBINO: E DOPO LA SS398 NON ARRIVA NEANCHE LA CONCORDIA?

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Il fumaiolo della Costa Concordia a Piombino

Il governatore della Toscana insiste, il management di Costa temporeggia, il ministro dell’Ambiente sollecita e quasi minaccia: ma comunque si sono ancora allungati i tempi per la decisione su dove andrà il relitto della Costa Concordia una volta rimessa a galla. Prima l’ok era atteso entro dicembre, poi entro gennaio, poi entro febbraio, ora entro la fine di febbraio. Ma alcuni segnali fanno capire che il rischio che l’unico pezzo del relitto della nave da crociera che  arriverà a Piombino sia il solo fumaiolo è più che reale, anche se tutti ovviamente auspichiamo il contrario.

Sono due attualmente i porti in lizza: Palermo e Piombino. Palermo è in vantaggio per le strutture – ha un bacino di carenaggio già pronto- ed è un sito di Fincantieri, che ha costruito la nave e alla quale Titan/Micoperi si sta appoggiando. Ma Piombino è a 30 miglia dal Giglio contro gli oltre 300 di Palermo: il che vuol dire una giornata di navigazione del lento convoglio con il relitto sempre a rischio di sfasciarsi e affondare, contro oltre dieci giorni. Per questo a Piombino hanno commissionato un progetto alla Modimar presieduta dall’ingegner Marco Tartaglini – società romana specializzata in studi idraulici e portuali – che è stato presentato in questi giorni al ministero dell’Ambiente, alla Regione Toscana e alla Costa. Costo dell’adeguamento dell’avamporto di Piombino all’operazione Concordia: centocinquanta milioni, poco meno della metà di quanto costerà la rimessa in galleggiamento del relitto. Tempo di realizzazione: dieci mesi, lavorando 24 ore su 24. Ovvio che se il sì arrivasse a fine febbraio, il sito per accogliere a Piombino il relitto non potrebbe essere pronto prima dell’inizio del 2014. Micoperi e Titan prevedono l’avvio del rigalleggiamento a settembre/ottobre e il trasporto indicativamente un paio di mesi dopo.

I Centocinquanta milioni di euro (che sarebbero, nella speranza degli amministratori toscani  messi a disposizione dal successore di Passera e dalle assicurazioni) consentirebbero la realizzazione di un bacino di carenaggio provvisorio di oltre 300 metri di lunghezza per almeno 50 di larghezza, una serie di piazzali per 85 mila metri quadrati da ricavare dal mare (a nord del bacino provvisorio), il collegamento a terra attraverso la diga della Chiusa perchè i vari mezzi ruotati della demolizione possano trasportare altrove i brandelli del relitto. Il progetto Modimar, firmato dal professor Alberto Noli, ordinario di costruzioni marittime alla Sapienza di Roma, prevede l’uso di palancole affondate a 35 metri per creare una vera e propria penisola orientata da nord a sud, che costeggerebbe le vasche di colmata già nel piano regolatore del porto. Per accedere al bacino di demolizione, è previsto anche il dragaggio di un canale a 20 metri di profondità con la rimozione di circa due milioni di metri cubi di fanghi, che andrebbero in parte a riempire i nuovi piazzali a nord del bacino, in parte a “contenere” le sponde del canale, in parte infine nelle vasche di colmata.

Il fumaiolo giallo della Costa Concordia è stato il primo pezzo della nave naufragata oramai un anno fa a lasciare l’isola, per facilitare i lavori di raddrizzamento del relitto. Si trova adesso nei magazzini della Compagnia Portuali e lì dovrebbe restare diversi mesi, in attesa di essere poi rimontato a recupero concluso. L’enorme scritta «C», blu, di Costa Crociere campeggia in orizzontale su una delle tre sezioni (ognuna larga circa 10 metri per 20 metri di altezza) adagiate nell’area esterna dei magazzini, a pochi metri dai moli. In attesa che la Costa decida se accettare il bacino toscano come cantiere per il recupero della nave, il porto di Piombino è stato scelto dalla Micoperi, vincitrice della gara d’appalto, come base logistica per le operazioni antecedenti la rimozione vera e propria.

Ma lo slittamento  a fine febbraio della decisione della Costa sul porto dove verrà demolita la Concordia è comunque una notizia negativa per il porto di Piombino.
«Non è ancora stato scelto il porto in cui verrà dismessa la Costa Concordia e la scelta finale non sarà fatta prima della fine di febbraio». Così sia la Costa sia il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli hanno risposto ai cronisti che al Giglio che il 13 gennaio scorso, a un anno dall’incidente, chiedevano se fosse confermata la scelta di Piombino per lo smaltimento della nave. «Non abbiamo preso ancora alcuna decisione» ha spiegato l’ingegner Franco Porcellacchia, responsabile per la Costa del progetto di rimozione della nave». «Anche in questo caso, come abbiamo fatto per selezionare le ditte che si occupano della rimozione, abbiamo affidato ad una società di consulenza il compito di indicarci il sito migliore, tenendo presente quelle che dall’inizio di questa vicenda sono le nostre priorità: la sicurezza e il rispetto dell’ambiente».
«Da parte della regione Toscana c’è una richiesta chiara e assolutamente trasparente di essere coinvolta – ha aggiunto Gabrielli –. La Carnival e le assicurazioni hanno affidato la scelta del porto alla società londinese di consulenza che si è già occupata della selezione del progetto e dunque saranno loro a decidere». La Costa ha assicurato che la scelta del porto dove smaltire il relitto sarà fatta entro la fine di febbraio.

Secondo l’ultimo cronoprogramma la nave, è stato confermato, potrebbe essere rimossa tra luglio e settembre. Se prima o dopo dipenderà anche dalle condizioni del mare. Per contenere al massimo i tempi arriverà anche una seconda nave cantiere. “Dopo il fissaggio – rassicura l’ingegner Porcellacchia di Carnival – non si sono più registrati movimenti dello scafo”.

Ma la frase più criptica, che crea maggiori preoccupazioni la dice propprio Gabrielli: “Quel che è certo – ha ribadito il capo della Protezione civile – è che il trasferimento della nave non sarà in alcun modo condizionato dalla realizzazione di eventuali opere che si rendessero necessarie nel porto di destinazione. La nave sarà portata via immediatamente appena sarà nelle condizioni di farlo”. Confermato, tra le ipotesi, anche un suo possibile preventivo alleggerimento.

Tradotto: chi si assumerà il rischio di avviare le opere enormi da realizzare nel porto di Piombino (con contributi assicurativi privati e di stato), se poi la nave sarà pronta molto prima della conclusione degli enormi lavori da realizzare nel porto toscano, e quindi trasportata presso quello di Palermo? Speriamo quindi che anche la Concordia non si trasformi nell’ennesima “svolta epocale” mancata di questa città.

Giuseppe Trinchini

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Scritto da il 17.1.2013. Registrato sotto Economia, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

1 Commento per “PIOMBINO: E DOPO LA SS398 NON ARRIVA NEANCHE LA CONCORDIA?”

  1. Luca

    Certo che se salta anche la Concordia siamo proprio nei guai.

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