PIOMBINO: APPROVATA LA “VARIANTE AFERPI”, ANCHE SENZA REBRAB

Piombino (LI) – Il PD si approva praticamente da solo la Variante Aferpi (insieme solo a Spirito Libero). Per l’assessore Maestrini uno “strumento strategico per lo sviluppo di nuovi settori produttivi”. Le opposizioni in rivolta ne chiedevano l’annullamento. Un argomento spinoso per la città, specie dopo tutto quello che è successo, sul quale di sicuro torneremo nei prossimi giorni.

Approvata in consiglio comunale la Variante Aferpi, con i voti favorevoli delle forze di maggioranza presenti (Pd e Spirito Libero) la contrarietà del Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista, Ferrari sindaco Forza Italia, Un’Altra Piombino, e l’astensione di Riccardo Gelichi di Ascolta Piombino.

La discussione sull’argomento ha rappresentato l’occasione per parlare di bonifiche, del futuro industriale della città e del territorio e delle scelte future.

un momento della campagna di ascolto della “Variante Aferpi”

A introdurre l’argomento l’assessore Maestrini, che ha presentato la Variante confermando l’importanza dell’atto, nonostante il venir meno del piano industriale Cevital. “L’amministrazione comunale crede nei contenuti strategici di questa Variante, nonostante la decadenza del piano Aferpi, in riferimento soprattutto a tre punti principali – ha detto Maestrini – la delocalizzazione degli impianti con la conseguente liberazione dagli usi industriali delle aree contigue a Città futura, da riconvertire verso funzioni più leggere; il potenziamento delle aree portuali per la logistica. Questa Variante rappresenta pertanto un’occasione per riorganizzare l’area industriale in maniera funzionale anche allo sviluppo di nuovi settori produttivi. Ci dà quindi la possibilità di ripensare lo skyline della città per una siderurgia più sostenibile ambientalmente, capace di dialogare con le altre attività produttive. Pensiamo  Si tratta di una grande sfida culturale”.

Nel suo intervento Maestrini ha precisato come questo strumento sia indipendente da eventuali soggetti esterni e sia indispensabile per proporre al governo un’ipotesi progettuale di Piombino e del territorio,  con l’obiettivo di una nuova  prospettiva.

La posizione dell’assessore Maestrini è stata rafforzata dall’intervento di Bruna Geri, consigliera del PD e presidente della IV commissione consiliare.

“E’ indubbio che questo atto è sicuramente uno degli atti più importanti di questo mandato, che caratterizzerà maggiormente il governo di questa città per le risposte che diamo e che riusciremo a dare – ha detto Geri – Il compito dell’amministrazione è trasformare in atto tecnico il contenuto dell’accordo che prevedeva la reindustrializzazione dell’area siderurgica, progetto sostenibile aldilà della proprietà. Piombino può provare ad andare oltre. Vogliamo  Questa variante dà gli strumenti per ricominciare.”

Nella discussione che ha fatto seguito è emersa la contrarietà di quasi tutte le forze di opposizione, partendo dal presupposto che con il fallimento del piano industriale Aferpi viene a cadere il presupposto di questa Variante.

Nel mirino di alcuni gruppi consiliari (Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista, Forza italia Ferrari sindaco, Un’Altra Piombino) il tracciato della 398, l’ulteriore occupazione di suolo nell’area del Quagliodromo, la carenza in generale di un’idea di sviluppo.

Carla Bezzini di Un’altra Piombino ha avanzato  la richiesta di sospendere  la Variante, che ha subito ulteriori modifiche dopo l’approvazione delle controdeduzioni,  per aprire un nuovo percorso di discussione con la cittadinanza.

Daniele Pasquinelli del Movimento 5 Stelle ha parlato di questo strumento come di un tentativo estremo di difendere a oltranza delle previsioni che non sono più attuali, criticando fortemente il tracciato della 398.

Posizione condivisa anche da Francesco Ferrari che ha criticato l’amministrazione comunale per non aver verificato la fattibilità del progetto presentato da Rebrab e di aver fatto una Variante ad personam, calata dall’alto.

Per Fabrizio Callaioli di Rifondazione Comunista la Variante dovrebbe essere annullata ed è necessario pensare ad alternative che chiamino in causa il governo per le bonifiche delle aree  e per qualsiasi possibilità di ripresa industriale.

Diversa la posizione di Riccardo Gelichi che approva i contenuti della Variante come sforzo per andare oltre e per ripensare le aree in modo diverso in funzione delle bonifiche e di nuove destinazioni.

Nella sua risposta conclusiva Maestrini ha fornito precisazioni sulla procedura in merito alle eccezioni avanzate da Carla Bezzini e si è soffermata poi sulle questioni politiche sollevate.

Il nuovo percorso della SS398 ironicamente nel “Circuito automobilistico del Cotone”

“In questi mesi abbiamo cercato di spostare la discussione dai due argomenti Quagliodromo e 398 su contenuti per noi fondamentali come il riassetto del nuovo comparto industriale – ha detto Maestrini –  Il Quagliodromo non è area industriale e non lo sarebbe stato comunque perchè nel caso in cui il piano fosse andato in porto era prevista solo la realizzazione di binari ferroviari come infrastrutture necessarie alla produzione. A maggior ragione  non lo sarà adesso con la decadenza del piano Aferpi. Sulla 398 abbiamo sempre detto che non si tratta di un progetto esecuito, si tratta di una previsione per la quale dovrà essere fatto il progetto esecutivo da sottoporre a  Via. E’ un tracciato che individuiamo in una carta urbanistica.

A questo punto ci viene chiesto di fermarci ma la procedura  non può essere fermata al punto in cui siamo ora. Possiamo annullarla ma non possiamo modificarla. Temporeggiare in questo caso non è possibile, abbiamo anche altri procedimenti urbanistici da portare avanti. Veniamo accusati inoltre di mancanza di coraggio – ha concluso l’assessore –  Ma serve autonomia e riteniamo utile intervenire ora, indipendente da chi verrà”.

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Scritto da il 21.12.2017. Registrato sotto Economia, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
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