VARIANTE AFERPI: PESSIMO AFFARE, MA «PIOMBINESI STATE SERENI»

La variante cambierà Piombino, ma come?

Piombino (LI) – Molte le notizie uscite in questi giorni sulla vicenda piombinese della Cevital/Aferpi/Piombino Logistics che richiedono di fare il punto della situazione. E purtroppo quasi tutte quelle giunte in redazione non sembrano per nulla buone.

Sul fronte internazionale il Governatore Enrico Rossi, che non si capisce se ormai sia diventato o meno il promoter di Rebrab/Cevital, nei giorni scorsi aveva chiesto al governo aiuto: “Rebrab, che ha difficoltà a portare via i soldi dall’Algeria per problemi legislativi del suo paese, allo stato attuale ha comunque messo 130 milioni nel canale di Piombino. Difficile che uno getti in acqua questa cifra perché non ha voglia di far nulla”.
La nostra testata più volte ha fatto notare che andrebbe avviata una seria discussione sulle cifre indicate dal presidente Rossi, ma nonostante questo, a stretto giro di posta è comunque arrivata la risposta contraddittoria dell’ambasciatore italiano ad Algeri Ferrara.
“Il progetto è solido”, ha commentato Ferrara.  “Le condizioni del business plan non sono ancora raggiunte. C’è una questione di credito e di disponibilità finanziaria“, ha detto il diplomatico italiano, spiegando inoltre che i governi dei due paesi difficilmente possono svolgere un ruolo di intermediazione al riguardo. E la cosa letta così è tutt’altro che positiva.

Sul fronte nazionale: Cevital ed il governo italiano hanno concordato lo scorso 30 giugno, senza la presentazione per l’ennesima volta di alcun piano industriale da parte di Cevital, il prolungamento fino al 30 giugno 2019 del periodo di sorveglianza da parte degli organi della procedura di amministrazione straordinaria, sulla base di un piano di azione che prevede una “road map” per nuovi impegni, il cosidetto “Addendum”, del quale però ad oggi non è disponibile alcuna copia.

Per la parte siderurgica, è specificato nell’addendum, si prevede la ripresa dell’attività di laminazione ad agosto (per le rotaie) e a ottobre (per barre e vergella).

Nel documento è incluso anche un piano di liberazione delle aree: smantellamenti degli impianti piccoli entro settembre e assegnazione di ordini entro ottobre per lo smantellamento di impianti grandi, con fine lavori stimato entro l’ottobre del 2019. Questi tempi, vista la dimensione delle aree in oggetto e la dimensione degli impianti, sono sin d’ora inrispettabili, a meno di “iniettare” ingenti capitali nell’operazione che chiaramente oggi non ci sono.

Sul fronte locale. Qui la situazione è egualmente molto negativa. Nel silenzio più totale il comune ha comunicato il 12 luglio 2017 al Bollettino regionale (BURT) che in data 16 giugno 2017 Aferpi ha provveduto al deposito di integrazioni al Rapporto Ambientale nell’ambito del procedimento di VAS relativo alla “Variante Aferpi”, e che il tempo per presentare le osservazioni, esclusivamente per quanto riguarda la parte relativa alle integrazioni, scadrà il 2 settembre 2017.

In questo documento ci sono non poche “chicche”, e vi citiamo per il momento solo le due più plateali, che mostrano comunque “chiaramente” l’affidabilità di questo progetto, e che virgolettiamo dal documento presentato in Comune:

1) CEVITAL ci informa che (e la credibilità che va data a questa impresa valutatela voi, ndr.) «per il progetto agroalimentare (comprendente la creazione di un Polo Commerciale-Artigianale), la cui realizzazione è prevista a partire dalla seconda metà/fine 2020, è al momento in fase di definizione (cosa abbiano quindi fatto dal 2015 ad oggi non è dato saperlo, ndr).
Il progetto che prevede l’installazione di nuovi impianti per la triturazione di semi oleosi per 3 Mt/anno ed impianti per la raffinazione ed il trattamento di oli vegetali è allo stato di ipotesi (previsione inclusa nell’Allegato B “Piano Industriale per la rinascita del sito di Piombino” – aprile 2015” all’Accordo di Programma ex art. 252-bis del 30/06/2015)».

Da quanto su scritto quindi sembra qualcosa di molto simile ad una raffineria per Biodiesel che sarà realizzata al posto dell’acciaieria a poche centinaia di metri dalle case, ed è comunque solo alla fase di ipotesi. Allo stato attuale neanche la VAS  può definire il numero, l’ubicazione e la tipologia delle sorgenti sonore relative al progetto agroalimentare in quanto non sono presenti sufficienti informazioni.

2) «Il progetto logistico, anch’esso allo stato delle ipotesi, prevede la costruzione di cinque banchine portuali organizzate con 4 piazze di accosto. Allo stato attuale non sono presenti sufficienti informazioni per definire il numero, l’ubicazione e la tipologia delle sorgenti sonore relative al progetto».

Noi aggiungiamo che, visti i costi di realizzazione di una banchina portuale, certe “ipotesi” sembrano, e speriamo di sbagliarci per il bene della città, in buona parte prive di fondamento, quanto meno in tempi brevi. Di fronte a certezze di questo tipo (IPOTESI) forse a partire dalla fine del 2020, il 28 luglio prossimo il Comune di Piombino si appresterà comunque a votare la variante dando “carta bianca” all’imprenditore algerino che fino ad oggi non ha mantenuto nulla di quanto promesso. Ricordiao che la “Variante Aferpi” prevede la fine del Quagliodromo e una superstrada “spacciata” da strada comunale sotto le finestre delle case della gente al Poggetto/Cotone, Via della Resistenza, Via Pisa, Via di Portovecchio.

Per quanto riguarda le osservazioni presentate su tutto il resto dell’incartamento della “Variante Aferpi”, queste sono di fatto quasi tutte state “bocciate”, e il 28 luglio prossimo l’atto andrà in approvazione in Consiglio comunale. Il documento è scaricabile a questo indirizzo: Osservazioni-Controdeduzioni-variante aferpi 2017.

Riportiamo nell’ordine il comunicato di “Un’altra Piombino” che illustra, contestando un recente articolo dell’Assessore Maestrini apparso sulla stampa, la “Variante Aferpi”; una mozione di Rifondazione Comunista per la trasparenza sull’Addendum, e l’intervista all’Assessore Carla Maestrini al quale si riferisce l’intervento di “Un’Altra Piombino”.

Nonostate la lunghezza di questo articolo invitiamo i nostri lettori a leggere tutto con attenzione.

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VARIANTE AFERPI: PIOMBINESI STATE SERENI

la consigliera comunale di Piombino Carla Bezzini

«Per l’assessore Maestrini i piombinesi possono stare tranquilli sulle scelte che la Variante Aferpi ha fatto per il Quagliodromo.  Una variante che, sin dal titolo, denuncia che è stata adottata sotto dettatura del salvatore di turno, ignorando l’interesse generale della città e del territorio.

Le proteste per quelle scelte sono state molte, tra cui quelle sul Quagliodromo: 76 ettari di aree umide alla foce del Cornia sulle quali la variante consente ora la realizzazione di binari ferroviari per l’industria siderurgica.

Il Comune ha respinto tutte le proteste dei cittadini aggiungendo però che le previsioni della Variante Aferpi per il Quagliodromo varranno solo se Aferpi attuerà per intero il piano siderurgico, altrimenti tutto rimarrà com’è e i piombinesi potranno continuare a frequentare le spiagge di quella zona. Stiano dunque tranquilli.

C’è da restare allibiti. Cosa si auspica il Comune? Che il piano industriale di Aferpi fallisca ancora, bruciando così altri due anni si ammortizzatori sociali per lasciare la situazione sociale ancora peggio di come è oggi, o che decolli portandosi via il Quagliodromo?

In molti hanno denunciato che il piano industriale Aferpi non aveva basi solide per decollare, come oggi è chiaro agli occhi di tutti,  ma il Comune ha sempre sostenuto l’opposto e si è piegato alla sua volontà, su tutto. Non avendo tutelato l’interesse generale dei cittadini quando doveva, sembra oggi confidare più sul fallimento del quel piano che sulla sua realizzazione.

E’ un atteggiamento politico irresponsabile poiché destinato a produrre o il fallimento di ogni speranza per la ripresa economica o la perdita di beni comuni come il Quagliodromo. E non è certo l’unico.

Lo “state sereni” dell’assessore Maestrini è, dunque, il peggiore auspicio per i Piombinesi e per tutto il territorio.

Vie diverse esistevano ed esistono. Una su tutte: esaminare con maggiore attenzione il piano industriale di Aferpi e far valere comunque gli interessi generali della città su quelli di un imprenditore privato».

Un’Altra Piombino

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RIFONDAZIONE: NON ABBASSARE LA GUARDIA SULL’ADDENDUM

Riceviamo e pubblichiamo integralmente da Rifondazione Comunista.

il consigliere Fabrizio Callaioli

«Le scadenze temporali previste dall’addendum sono stringenti e riteniamo doveroso che le istituzioni diano alla cittadinanza comunicazione di quanto sta avvenendo, dei progressi o degli stalli. Non ci possiamo più permettere di perdere tempo come è avvenuto negli ultimi due anni. Per questo Rifondazione Comunista presenta nel prossimo CC la seguente Mozione: Addendum contratto Cevital Aferpi. Aggiornamento su stato di avanzamento. 

PREMESSO CHE:

– in qualche modo è  stata messa in sicurezza l’integrazione salariale per i lavoratori almeno fino al 31.12.2018 con presunte possibilità  di proroga;

– resta adesso da attuare la parte fondamentale del contratto integrato dall’addendum ovvero le azioni per la ripresa dell’attività  produttiva, vero elemento fondamentale per l’economia della città  e del territorio;

PRESO ATTO CHE: come tutti ricorderanno, l’addendum prevede la ripresa dell’attività  di laminazione ad agosto 2017 per rotaie e a ottobre per barre e vergella; lo smantellamento degli impianti piccoli con fine lavori a settembre 2017; Assegnazione ordine entro ottobre 2017 per lo smantellamento dei grandi impianti, con fine lavori prevista per ottobre 2019, con verifica sull’emissione degli ordini a partire da ottobre 2017 e semestralmente da gennaio 2018; Impegno ad individuare entro ottobre 2017 una partnership per la parte siderurgica o a presentare un piano industriale con evidenza delle fonti di finanziamento certe.

CONSIDERATO CHE: Ottobre 2017 è  una scadenza molto ravvicinata per portare a compimento quanto indicato nell’addendum perché  non si incorra ancora una volta all’inadempienza contrattuale,  e quindi si presume che siano in atto senza sosta le azioni per la realizzazione di quanto espresso nei punti 1,2,3,4,

SI IMPEGNA IL SINDACO, LA GIUNTA ED IL CONSIGLIO COMUNALE A

– dare informazioni, a partire dal prossimo Consiglio Comunale del 28 luglio, sullo stato di avanzamento delle azioni previste dall’addendum in particolar modo sullo stato di ricerca della partnership o sul piano industriale.

– a fornire tali informazioni con cadenza quindicinale sul sito del Comune di Piombino ed in ogni Consiglio Comunale fino ad ottobre 2017, in modo da consentire alle forze sociali e politiche, se del caso, di pensare ad eventuali forme di mobilitazione.

– ad agire sul Governo perché si opponga alla decisione di Aferpi di non pubblicare il testo dell’addendum, ritenendo questa presa di posizione irrispettosa nei confronti della città e dei lavoratori.

Consigliere Fabrizio Callaioli

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Maestrini: «Ecco la Variante per far ripartire la città»

di Cristiano Lozito (Il Tirreno del 22-07-2017)

L’assessori Maestrini a sinistra

PIOMBINO «Gli strumenti che stiamo per mettere in campo con l’obiettivo di favorire uno sviluppo diversificato, e in particolare quello del turismo, in realtà si tengono con la Variante Aferpi. Sì, perché con quella Variante abbiamo stabilito dopo 100 anni che lì, alle porte di Piombino, non si farà mai più siderurgia, che si sposta lontano dalla città, e che quelle aree recuperate serviranno comunque ad altre attività».L’assessora all’urbanistica Carla Maestrini, a questa puntualizzazione tiene molto, «perché sulla Variante Aferpi (il 28 in consiglio comunale andranno le controdeduzioni alle osservazioni ndr) ci sono state tante polemiche, ma dire “mai più siderurgia” in quel pezzo di città rappresenta un fatto storico. Così si inizia davvero la diversificazione».

Le opposizioni e i comitati però dicono che avete regalato il Quagliodromo a Rebrab…
«Macché, quell’infrastruttura ferroviaria è una previsione che si attuerà solo se il Piano Aferpi sarà attuato, altrimenti l’area resterà quello che è. I piombinesi stiano tranquilli, non regaliamo nulla a nessuno».

Lei parla di diversificazione, ma la città soffre una crisi profonda, e chi vuole fare impresa sostiene che a Piombino è tutto più difficile, per le rigidità delle norme e per i tempi.
«Il piano strutturale è del 2007, entro quest’anno avvieremo la progettazione di quello nuovo che proporrà una visione complessiva dello sviluppo della Val di Cornia puntato su economia del mare, quindi nautica, logistica, ittica, turismo, oltre ad agricoltura, parchi e cultura, per portarlo in adozione spero entro la prossima estate, così che passata la fase delle osservazioni si possa partire nel 2019. So che sembrano tempi lunghi, ma le assicuro che per le nostre forze, due architetti e un’ingegnera, sarebbe un grande risultato. Rispetto alle rigidità, consideri poi che sull’uso di nuovo suolo siamo sottoposti alla legge regionale dell’ex assessora Anna Marson, che propone molti vincoli».

E allora, aspettando il piano strutturale, quali sono gli strumenti per dare risposte e favore l’economia?
«Faremo in tempi brevi una variante al Regolamento urbanistico. Nella campagna di ascolto abbiamo ricevuto osservazioni da oltre 100 soggetti, utili a capire come facilitare alcuni interventi».

Può fare degli esempi?
«Penso al patrimonio edilizio esistente, e a misure che rendano più semplici cambi di destinazione e recuperi edilizi. Così credo che ci sarà lavoro per le imprese edili ma anche per quelle artigiane».

E sul turismo? i numeri sulle presenze sono molto alti ma la sensazione è che ci sia ancora molto da fare, specie per la ricettività.
«Il piano strutturale vigente rispetto al turismo era puntato tutto sulla ricettività alberghiera, la situazione è cambiata dal punto di vista della domanda, per questo parliamo di nuove tipologie nell’accoglienza, con maggiore flessibilità nelle previsioni legate alla ricettività. Ad esempio sul campeggio di Sant’Albinia (3,5 milioni di base d’asta, più mezzo milione per la messa in sicurezza idraulica ndr) è stato utile procedere alla richiesta di manifestazioni d’interesse. Gli imprenditori che si sono avvicinati ci hanno fatto intendere come fosse necessario aumentare i posti letto da 1000 a 1500, ma anche prevedere una diversificazione delle tipologie d’insediamento, che nel caso vedranno una soluzione mista, camping e villaggio turistico. Poi credo che quando sarà chiuso l’accordo con Enel sulla dismissione della centrale, lì ci saranno grandi spazi a disposizione per un polo turistico-ricettivo».

I Balneari della Costa est hanno presentato un documento con la loro visione e le loro proposte. Ci sono spunti di cui terrete conto nel piano particolareggiato?
«Il Consorzio per noi è un interlocutore importante e il loro ruolo sulla Costa est è di grande valore. Ora affideremo con un bando esterno la realizzazione del Piano particolareggiato, e sarà pronto per l’anno prossimo».

E lì come si fa a tenere insieme le esigenze di tutela ambientale e quelle della crescita dell’offerta turistica?
«Occorre fare un passo avanti per valorizzare la Sterpaia nel suo complesso. Massima tutela, ma quello è un luogo da vivere: penso ad esempio che il bosco è poco fruibile, quindi si possono fare interventi leggeri ma importanti sulla sentieristica, creando anche spazi per i bambini e migliorando i parcheggi. Certo nel Parco non ci sarà mai nulla dal punto di vista della ricettività, se non piccolissimi spazi già previsti per usi particolari».

E in città ci sono novità urbanistiche imminenti?
«Una importante è il progetto di trasferimento della Conad del Perticale. Il supermercato manterrà le sue dimensioni e andrà poco più in là, sullo stesso lato della strada, dove ci sono dei capannoni dismessi. Lì ci sono più spazi per i parcheggi e per i mezzi che portano la merce, al posto di Conad verrà un’altra struttura commerciale, alla fine è previsto anche un saldo occupazionale positivo. Conad inoltre sistemerà tutta l’area del Perticale vicino alla scuola. Al di là di tutto mi pare si tratti di un atto di fiducia verso la città».

E il vecchio progetto Unicoop di trasferire il negozio di via Gori in via Flemalle?
«E’ un momento particolare per la cooperativa, ma posso dire che non ha rinunciato, e sta facendo le sue valutazioni».

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Scritto da il 23.7.2017. Registrato sotto Economia, Foto, Toscana-Italia, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

4 Commenti per “VARIANTE AFERPI: PESSIMO AFFARE, MA «PIOMBINESI STATE SERENI»”

  1. Paolo

    E’ noto che qualunque imprenditore, una volta che ha deciso l’investimento, ha la massima urgenza di realizzarlo, sia perché vuole beneficiare il prima possibile del ritorno dell’investimento medesimo, sia perché possono cambiare le condizioni di mercato per le quali quello specifico piano di investimento è stato studiato.

    Qui siamo di fronte al caso, più unico che raro, in cui l’investitore, in cui ci si ostina a credere, pare non avere nessuna premura e, oltretutto, ha la rispettabile età di settantatré anni …

  2. cittadina

    esattamente. qui siamo davanti ad un personaggio che di imprenditore non ha nulla ma di nulla. e oltrettutto i signori politici .in primis Sig.Rossi. si sarebbe dovuto già accorgere anziché parlare e parlare a vanvera senza fare nulla di concreto. mi sono veramente stufata di sentire parole buttate al vento ed essere presi x dei fessi celebroresi.

  3. Stufo

    Enrico Rossi e tutta la combriccola di sinistrati sono degli incapaci in**ti par**siti.

  4. ciuco nero

    infatti, non solo non ha fretta… non ha la minima intenzione né di laminare e rivendere. figuriamoci di investire sui laminatoi e forni elettrici… a ottobre la buffonata finisce.

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