SUVERETO: “BORGO DEI RAGAZZI” UN SUCCESSO CON POCO PIU’ DI 2000 EURO

Suvereto (LI) –  Fare eventi di qualità che durano nel tempo utilizzando pochi soldi pubblici è possibile. Nella realtà della Val di Cornia, purtroppo, abbiamo assistito a un costante sperperare di risorse per iniziative di dubbio gusto o, quantomeno, che non valevano tale impegno di risorse dei cittadini. Fino a qualche anno fa, tanto per fare degli esempi, il Tuscany beach party sulla spiaggia della Conchiglia a San VIncenzo costava 33.000 euro, poi ridotte drasticamente al suo ultimo anno di vita. Oppure il Comic City a Piombino nella sua ultima edizione. Sono molti gli esempi non molto edificanti anche nel resto della Val di Cornia.

Uno dei pochi esempi virtuosi da salvare in Val di Cornia in cui si spende il giusto per l’organizzazione è il festival di Apritiborgo a Campiglia Marittima. Ma qui stiamo parlando di un’iniziativa straordinaria, fra le più affascinanti d’Italia, che porta al nostro territorio, oltre che bellezza, anche notorietà e pubblicità. In mezzo a questo giro di soldi pubblici non raramente spesi male, c’è un caso che dovrebbe fare scuola: stiamo parlando del Borgo dei ragazzi di Suvereto, la cui dodicesima edizione si è svolta lo scorso 24 settembre.

Migliaia di persone, con plotoni di bambini e ragazzi, hanno riempito il borgo e gli addirittura 40 laboratori approntati per l’occasione. Spettacoli, giochi, mostre, divertimento. Tutto questo preparato in tre mesi di lavoro e moltissimi volontari. Costo totale dell’evento: poco più di 2.000 euro. Sì, avete capito bene. E non è che non negli anni scorsi e nella precedente legislatura si spendesse molto di più.

Perché il merito di un’iniziativa simile va assolutamente diviso tra le giunte dell’ex sindaco Pd Giampaolo Pioli e quella attuale del sindaco Giuliano Parodi. Il primo è colui che con la sua amministrazione ha voluto e ideato l’evento, portandolo avanti con successo negli anni. Il secondo sta portando avanti degnamente l’iniziativa creata dal suo predecessore.

E non è un caso che ciò accada a Suvereto. Sia che governi il Pd o Assemblea popolare, il tessuto sociale di tale borgo è rimasto un esempio di coesione e collaborazione i cui protagonisti sono gli stessi suveretani. Tutti. Senza distinzione di età, sesso, credo religioso o idee politiche. Quella coesione e quel senso di identità fortissimo che è stato alla base del plebiscitario no al referendum sulla fusione dei Comuni di Suvereto e Campiglia.

Mentre a Piombino si fatica a mettere tutti insieme e d’accordo per uno stesso fine, e a San Vincenzo i commercianti della zona blu sono capaci di farsi la guerra e dividersi in fazioni, e almeno tre associazioni di categoria nello spazio di poche decine di metri quadrati, a Suvereto il tessuto sociale regge ancora. E regge bene, da sempre.  Nel Comune di Campiglia, una coesione sociale senza dubbio migliore di Piombino e San Vincenzo è quella di Venturina, sebbene le cose, anche lì, non vadano certamente come a Suvereto.

Poco più di 2.000 euro. Non è una bufala. E’ una realtà che dimostra la possibilità di fare cose di grande valore con pochi soldi e con molto “materiale umano”. Una collaborazione simile non può esistere, attualmente, in nessun altro Comune della Val di Cornia. Ma ci chiediamo: perché? Che cosa si è disgregato nel tessuto sociale piombinese, sanvincenzino e per certi versi anche in quello campigliese? E quali ne sono i motivi? Cosa si può fare? Non rispondiamo. A voi lettori l’ardua sentenza.

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Scritto da il 3.10.2017. Registrato sotto Foto, sociale, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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