EDITORIALE: SIAMO SICURI CHE NON CI PRENDONO IN GIRO?

L’EDITORIALE                                   di Giuseppe Trinchini trinchini

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EDITORIALE: SIAMO SICURI CHE NON CI PRENDONO IN GIRO?

Corriere Etrusco “numero 138” del 2 Marzo 2016.

La domanda è più che lecita per qualunque lettore che sfogli questo numero (in formato digitale al termine dell’editoriale), e si accorge oggi che, sul fronte siderurgico, anche la data del 1° di marzo è passata senza un nulla di fatto per Aferpi. Con i sindacati che, dopo il rinvio dei primi di febbraio, erano ottimisti sulle risposte dell’azienda sul nuovo cronoprogramma, compresa la data di acquisto del forno elettrico, l’avvio degli smantellamenti e smontaggi della vecchia area a caldo, e i tempi per l’avvio dei progetti per l’impianto agroindustriale. Senza dimenticare la risposta su quale sarà la fine del TFR dei lavoratori Lucchini.

La data fissata per dare il via al piano di riavvio dell’acciaieria elettrica sembra comunque il 20 marzo. Una volta scelto il fornitore si procederà con il contratto, che comprende anche l’acquisto del nuovo treno di laminazione. Non possiamo far altro che segnare sul calendario questa nuova scadenza, insieme ai sindacati che hanno fissato come nuovo ultimatum il 24 di aprile prossimo.

Buone notizie, infine, dal ministero dell’Ambiente: da metà aprile sarà chiusa la parte procedurale relativa all’avvio delle bonifiche del sito. Il crono programma prevede per il 2020-2021 la fine delle bonifiche se queste partivano da Gennaio scorso. Il Ministero dice che saranno pronti per Aprile. Segniamo quindi anche questa scadenza.

Sempre sul fronte bonifiche e rifiuti scopriamo poi che solo quelli “urbani” vanno a Grosseto smaltiti da Sei Toscana. Mentre i rifiuti speciali, compresi quelli pericolosi, invece rimarranno a Piombino con un progetto di una gigantesca discarica creata dalla somma dell’attuale di Ischia di Crociano più quelle Ex Lucchini confinanti, che saranno “fuse” insieme per una disponibilità di quattrocentomila nuovi metri cubi.

Questa maxi discarica probabilmente accoglierà principalmente amianto, visti i messaggi “tranquillizzanti” che si sentono in giro, e servirà probabilmente a ripianare il debito di 20-30 milioni di euro prodotto da Asiu negli anni passati, senza che mai nessun Consiglio Comunale abbia ratificato questa scelta o assodato il debito pregresso.

Ci stanno prendendo in giro oppure no? Vedremo. Ma è bene che i cittadini inizino a tenere da ora in poi gli occhi bene aperti.

Giuseppe Trinchini

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CORRIERE ETRUSCO SETTIMANALE N°138

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3 Commenti per “EDITORIALE: SIAMO SICURI CHE NON CI PRENDONO IN GIRO?”

  1. Sergio Tognarelli

    “è bene che i cittadini inizino a tenere da ora in poi gli occhi bene aperti.” è COME PRETENDERE CHE UN NERO DIVENTI BIANCO diceva l’anarchico Gori. Una città di gente abituata ad andare in fabbrica a prendersi il suo stipendino, mettendo magari la moglie a lavorare in qualche bell’ufficio in Comune o in Ospedale, alla Coop etc. (tutte cose che si sa bene come hanno girato per decenni), e dopo pensare alle ferie, alla barca, alla caccia, alle gite, a Borca, ad aspettare l’estate per andare al mare a Riva Verde a farsi delle belle spiaggiate etc., tutta questa gente non aveva bisogno di stare con gli occhi aperti. Le acciaierie sono state in deficit fin dal 1976, ma gli stipendi arrivavano lo stesso, di cosa si dovevano preoccupare. Quando furono mandati in pensione a 50 anni, gli occhi diventarono ancora più chiusi, non c’era bisogno di svegliarsi presto al mattino, si poteva dormire fino alle 10. E ora si dovrebbero risvegliare o insegnare ai figli a svegliarsi ? Ma per favore….

  2. Ciuco nero

    Senza dimenticare che dopo 20 anni di lavoro ti davano anche la buona uscita e ti trovavi a 45/50 anni pensionato e con tanti soldi in tasca. E adesso io come molti altri si pagano le conseguenze.

  3. oriundo cotonese

    Mi viene il vomito…..la ghigliottina dell’ultimo trentennio sono stati i prepensionamenti. Mandare in pensione gente che poteva tranquillamente lavorare almeno almeno altri 10 anni è stato un suicidio.
    Ha ragione Sergio: chi potrà dire ai propri figli “apri gli occhi” quando poi magari faceva parte di quel gruppo che uscì da una porta come prepensionato (con il sistema retributivo badate bene) e rientrare da un’altra come consulente.
    Per quanto riguarda Asiu lasciamo perdere, è inutile aver puntato il dito verso Murzi, ma i comuni dove erano? I sindaci revisori, presenze obbligatorie, dove erano? Poi alla fine quando la barca era no affondata ma inabissata si è alzato il polverone per giocare a nascondino.
    La cosa che più mi ferisce di tutte queste situazioni è che i cittadini sono tenuti all’oscuro di tutto, sembra di essere tornati al Medio Evo.

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