SETTIMANA ARMENA: VIDEO INTEGRALE CONVEGNO CON L’AMBASCIATORE HAMBARDZUMYAN

L'Ambasciatore con il Sindaco

I relatori con il Presidente di Area 57

I relatori con il Presidente di Area 57 Onlus

Piombino (LI) – Lunedì 9 maggio pubblico delle grandi occasioni per accogliere a Piombino S. E. l’Ambasciatore della Repubblica d’Armenia in Italia Tsovinar Hambardzumyan che è stata ospite dell’associazione Area 57 per una iniziativa patrocinata dall’amministrazione comunale della città ed inserita nel programma della “Settimana Armena 2022”.

YOUTUBE: https://www.youtube.com/watch?v=hW_LHcxrl5c

FACEBOOK: https://www.facebook.com/watch/?v=2684691755008599

Dopo i saluti del Sindaco che nell’occasione ha anche ricordato il percorso di approvazione della delibera in consiglio comunale a Piombino, ha preso la parola l’ambasciatore di Armenia in Italia che ha ringraziato, nel suo intervento, l’amministrazione comunale ricordando che «con l’adozione delle delibere di riconoscimento del Genocidio armeno i comuni e le regioni di tutta Italia esprimono non solo il loro sostegno al popolo armeno, ma anche l’impegno per la difesa dei valori universali e contro le ingiustizie».

Per questo l’Ambasciatore ha voluto anche «ringraziare quegli oltre 100 Comuni e Regioni che hanno riconosciuto il Genocidio armeno, così come gli oltre 50 Comuni e Regioni che hanno riconosciuto l’indipendenza del Nagorno Karabakh attraverso varie risoluzioni e delibere, a conferma del fatto che il popolo del Nagorno Karabakh non può vivere sotto la giurisdizione dell’Azerbaigian».

L’Ambasciatore con il Sindaco

Il convegno è proseguito con una nota storica a cura della giornalista Letizia Leonardi, ed il racconto di alcune peculiarità di questo popolo affascinante popolo evidenziate prima dal fotografo ed editore Andrea Ulivi e a seguire dalla direttrice artistica di Versiliadanza Angela Torriani Evangelisti che ha letto, con l’occasione, anche alcune poesie armene.

Al termine della mostra è seguito lo scambio di doni tra il presidente dell’associazione Rosanna Esposito e l’Ambasciatore Tsovinar Hambardzumyan, e si è concluso con la visita della mostra del fotografo Andrea Ulivi sempre a Palazzo Appiani (che ad oggi ha avuto già più di duecento visitatori) da parte di tutto il pubblico e delle istituzioni.
Il programma della “Settimana Armena” prosegue fino a lunedì 16 maggio 2022. La mostra resterà aperta tutti i giorni dalle ore 17.00 alle 19.00 (in altri orari su prenotazione al 338 8991771 oppure 373 7340760).
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INTERVENTO INTEGRALE DELL’AMBASCIATORE
Piombino, 9 maggio 2022

Egregio Signor Sindaco,
Cari connazionali,
Gentili Signore e Signori,
Per me è un piacere e un onore trovarmi qui a Piombino, in questa splendida città della Provincia di Livorno e assistere all’inaugurazione della “Settimana Armena”.
In un momento così drammatico in cui vive attualmente il mondo, vi ringrazio per l’attenzione riservata all’Armenia e per l’atteggiamento premuroso nei confronti delle questioni armene. Questo ha per noi un significato speciale in quanto mette in evidenza ancora una volta la stretta amicizia tra gli armeni e gli italiani, l’indissolubile legame spirituale, il rispetto reciproco verso le rispettive culture, i valori comuni e la volontà di collaborare. E tutto ciò viene consolidato anche oggi, al 30° anniversario delle relazioni diplomatiche tra l’Armenia e l’Italia, legate da un’indissolubile amicizia e legame spirituale tra i due popoli.
Gli armeni si stabilirono nella provincia di Livorno sin dal 17° secolo, e si occupavano principalmente di attività commerciale. Nel 18° secolo a Livorno gli armeni ottennero il permesso di costruire una chiesa Armena che venne dedicata a San Gregorio Illuminatore.
San Gregorio l’Illuminatore, come sapete, è il primo Catholicos di Tutti gli Armeni ed è il Santo comune dei nostri due popoli. L’adozione del Cristianesimo quale religione di Stato nel 301, segnò il percorso dello sviluppo dello Stato armeno e del suo popolo, della nostra vita spirituale, della cultura, della scienza, dell’arte, della mentalità e della visione del mondo, che gradualmente penetrarono nella nostra coscienza nazionale, nella nostra vita quotidiana.
L’evento odierno è molto importante in quanto contribuisce alla piu’ ampia conoscenza della storia e della cultura armena, e lo è soprattutto ora, in questo periodo di ingenti sfide per l’Armenia, su cui tornerò tra breve.
Giorni fa gli armeni di tutto il mondo e le nazioni amiche hanno commemorato il 107° Anniversario del Genocidio armeno. In tutta Italia, dal nord al sud, si sono svolti numerosi eventi per onorare la memoria dei santi martiri del Genocidio e per diffondere il massaggio che crimini come quello del Genocidio non devono accadere mai più. A questo proposito vorrei ricordare, con gratitudine, che la Camera dei Deputati del Parlamento italiano nel 2019, così come più di cento Consigli Regionali e Comunali italiani, hanno riconosciuto e condannato il Genocidio degli armeni. Le mozioni e le risoluzioni adottate al riguardo sono delle chiare espressioni di dedizione ai valori universali ed aggiungono un’altra pietra all’amicizia armeno-italiana.
Colgo questa occasione per ringraziare le Autorità Comunali di Piombino per aver espresso la propria piena solidarietà e sostegno al popolo armeno.
A volte sembra che le autorità comunali e regionali non abbiano la competenza di svolgere una politica estera, e quindi si potrebbe pensare che le loro delibere non abbiano alcun significato giuridico. Voglio ribadire con fermezza che in questo caso non si tratta di una questione giuridica, ma di una questione puramente etica e morale. Con l’adozione delle delibere di riconoscimento del Genocidio armeno i comuni e le regioni di tutta Italia esprimono non solo il loro sostegno al popolo armeno, ma anche l’impegno per la difesa dei valori universali e contro le ingiustizie.
Voglio pertanto ringraziare quegli oltre 100 Comuni e Regioni che hanno riconosciuto il Genocidio armeno, così come gli oltre 50 Comuni e Regioni che hanno riconosciuto l’indipendenza del Nagorno Karabakh attraverso varie risoluzioni e delibere, a conferma del fatto che il popolo del Nagorno Karabakh non può vivere sotto la giurisdizione dell’Azerbaigian.

Cari amici,
Nel 2020 siete stati tutti testimoni che le aspirazioni ottomane di sterminare gli armeni sono ancora più che attuali. Dopo 107 anni, né gli obiettivi né i mezzi per cancellare la traccia armena sulla propria terra sono cambiati. Proprio come allora quando l’Impero Ottomano, con il pretesto della Prima guerra mondiale, iniziava un mostruoso programma dello sterminio e della deportazione degli armeni, così due anni fa, approfittando della situazione pandemica, l’Azerbaigian e la Turchia, con l’appoggio dei jihadisti islamici hanno scatenato una guerra su larga scala contro la popolazione del Nagorno-Karabakh. Il risultato è: più di 4.000 vittime, migliaia di feriti, dispersi e prigionieri detenuti illegalmente fino ad oggi nelle carceri dell’Azerbaigian.
Per giunta, ora che l’attenzione della comunità internazionale è concentrata sull’Ucraina, l’Azerbaigian, attraverso pressioni psicologiche e minacce di morte, persegue costantemente la politica disumana di pulizia etnica degli armeni nell’Artsakh aggravando ancora di più la crisi umanitaria nel Paese.
Purtroppo, questa politica genocida senza fine è finalizzata anche alla distruzione del patrimonio storico e culturale degli armeni, il primo popolo cristiano. I nostri monumenti culturali e religiosi continuano ad essere distorti, distrutti, sottratti indebitamente o privati dell’identità. Si tratta di una sopraffazione non solo contro il popolo armeno, ma anche contro l’identità cristiana in generale.

Cari amici,
Nel corso della storia dell’umanità, la cultura è stata sempre lo specchio della realtà. Nacquero così le opere del celebre poeta armeno Yeghishe Charents e il suo poema epico “La leggenda dantesca”- con la sintesi ideologica dell'”inferno” dantesco – dopo aver subito sulla propria pelle gli orrori della guerra e aver assistito al tragico destino degli armeni. Quest’anno si celebra il 125° anniversario di Charents, e lo ricordiamo anche qui, oggi. Vi ringrazio per esservi uniti con questo evento alle celebrazioni in onore del grande poeta.
Vorrei notare che in Armenia recentemente è stata presentata la traduzione del poema “La leggenda dantesca” tradotto congiuntamente dallo scrittore Pierpaolo Faggi, già Professore all’Università di Padova e da Grigor Ghazaryan, Professore dell’Università Statale di Yerevan.
Aggiungo con piacere anche che la qui presente giornalista, scrittrice Letizia Leonardi, grande amica del popolo armeno, ha portato un contributo unico per far conoscere Yeghishe Charents al lettore italiano. Grazie a lei in questi giorni verrà pubblicata l’ampia biografia del poeta in italiano.
Mentre per questa estate è in preparazione un altro volume, bilingue, che presenterà più di cento poesie e poemi di Charents.
Esprimo un ringraziamento speciale a Letizia Leonardi per aver posto al centro della propria attenzione quotidiana gli eventi inerenti all’Armenia. Grazie, cara Letizia.
Credo di non sarebbe un’esagerazione affermare che “Io della mia dolce Armenia” (“Ode all’Armenia”) è la poesia più famosa di Charents. Molti la ritengono un capolavoro impareggiabile, l’inno del popolo armeno. La mostra fotografica di Andrea Ulivi che tra poco avrò il piacere di visitare, richiama proprio questa poesia che gode dell’amore di tutti gli armeni. Ringrazio Andrea per aver guardato l’Armenia, il mondo armeno, attraverso Charents, e auguro a lui nuovi traguardi artistici e creativi.
Oggi ho avuto il piacere di conoscere Angela Torriani Evangelisti, di Versiliadanza, che ringrazio tanto per quello che ha fatto e sta facendo per l’Armenia.
Come durante il Genocidio, anche ora, popolo armeno si alza in piedi grazie anche alle persone che in modo disinteressato ci esprimono la propria solidarietà e sostegno. Noi armeni non lo dimenticheremo mai.
E quindi vorrei esprimere la mia piu’ profonda gratitudine al Sindaco di Piombino Francesco Ferrari, al Presidente dell’Associazione onlus AREA 57 Rosanna Esposito e a tutti coloro che hanno contribuito alla promozione del dialogo interculturale con l’Armenia e alla realizzazione di questo evento.
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PROGRAMMA PROSSIMI GIORNI SETTIMANA ARMENA

14 maggio 2022 – Ore 17 conferenza “Storia vera di un figlio della diaspora” con Letizia Leonardi;
15 maggio 2022 – Incontro alle ore 17.00 nella sala di palazzo Appiani con lo scrittore Arthur Alexanian che presenterà il suo ultimo libro “Il Calice frantumato” introdotto da Letizia Leonardi;
16 maggio 2022 – Dalle 9.30 alle 13.30 visita per le scuole con l’autore della mostra Andrea Ulivi, a seguire chiusura.

TUTTE LE INIZIATIVE SONO AD INGRESSO GRATUITO

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Scritto da il 12.5.2022. Registrato sotto cultura, Foto, Toscana-Italia, ultime_notizie, video. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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