JINDAL AL MISE HA PRESENTATO LE LINEE GUIDA PER AFERPI

un momento della presentazione (Facebook)

Roma – Il gruppo Jsw Steel Ltd ha presentato ieri pomeriggio le linee guida per il rilancio delle acciaierie di Piombino. Presenti al Mise oltre al gruppo indiano, Rsu, Sindacati nazionali e locali, il Sindaco di Piombino, l’Autorità portuale e la Regione Toscana. Queste linee guida dovranno essere poi perfezionate in un vero piano industriale dopo il closing, l’accordo per il subentro a Cevital nel controllo della società, per un importo di circa 90 milioni di euro.

Quello che è stato presentato oggi non è quindi ancora il piano definitivo, non essendo ancora conclusa la procedura di acquisizione dello stabilimento da parte del gruppo indiano. Il piano, già oggi sollecitato dai sindacati, è atteso probabilmente per la metà di giugno. Il documento, presentato dall’azienda indiana con una serie di slides, prevede un investimento di circa 1 miliardo di euro, anche se sono ovviamente da approfondire i tempi e le modalità.

Nell’incontro al Mise è stata confermata infatti la previsione dei lavori in due fasi fondamentali: la prima, fino al 2020, che prevede la ripartenza e l’efficientamento dei tre laminatoi, contemporaneamente la progettazione dei forni elettrici e le demolizioni degli impianti non più utilizzabili.
La seconda fase, a partire dal 2020, prevede la costruzione dei forni elettrici e la realizzazione di un ulteriore treno di laminazione.

Lo stabilimento piombinese quindi sarebbe a pieno regime nel 2024-2025. Jindal punterebbe da subito alla produzione di rotaie, barre e vergella con la ripresa dei laminatoi con il rientro da subito di 435 lavoratori (700 a regime) mentre l’avvio a regime dei due forni elettrici è previsto entro il 2023, con l’aggiunta di un eventuale terzo forno elettrico per il 2025.

«Jindal intende, ha commentato Nicola Alberta Fim-Cisl – riavviare la produzione di acciaio con investimenti importanti di costruzione di due forni elettrici e di riavvio delle linee di laminazione. Il piano si estende su un periodo di 4 anni e prevedrebbe di occupare circa 800 dipendenti diretti nel 2019.  Il sindacato, pur ritenendo importante la scelta di investimento di Jindal, ha chiesto precisi impegni produttivi in grado di offrire garanzie per tutti i 2000 addetti, diretti e dell’indotto, con adeguati carichi di lavoro, oltre alla necessaria copertura di ammortizzatori sociali che va ottenuta dal Ministero del Lavoro».

«Per noi – commenta Guglielmo Gambardella Uilm –  tutta l’attuale occupazione deve essere garantita. Infine, è necessario che Jsw riduca i tempi di realizzazione del piano ed il Governo assicuri gli ammortizzatori sociali per tutta la durata del processo di rilancio. Il piano di demolizioni deve partire quanto prima per recuperare da subito lavoro ed occupazione per i lavoratori diretti ed indiretti».

«Prima di dare un giudizio sul piano industriale – ha commentato l’UGL – ci riserviamo di conoscerlo nel dettaglio. Intanto, l’auspicio è che il governo in corso di formazione sia garante della trattativa: i lavoratori non vanno lasciati soli al loro destino».

Giuseppe Trinchini

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COMUNICATO REGIONE TOSCANA

Rossi su Piombino: “Il piano di Jindal ci pare incoraggiante: siamo ottimisti”

ROMA – “Permettetemi di vedere il bicchiere interamente pieno. Il piano di Jindal ci pare incoraggiante, quindi siamo ottimisti”.
È con questa valutazione complessiva che il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha lasciato la sala degli Arazzi del Ministero dello sviluppo economico, al termine della presentazione da parte del gruppo indiano delle prime anticipazioni del piano industriale per il rilancio delle acciaierie di Piombino.

“Ne ho apprezzato – ha aggiunto il presidente Rossi – la competenza, la misura e la prudenza nel delineare le prospettive del sito produttivo che mi sembrano improntate alla serietà. Noi naturalmente chiediamo di più, ovvero il reintegro di tutti i lavoratori. Per quelli dell’indotto occorre invece intervenire con il Ministero del lavoro, e così faremo. Insomma stiamo lavorando su basi solide, ma è necessario che ci si chiarisca, che i tempi siano definiti con maggiore precisione e che ci siano date più certezze. La Regione Toscana sta facendo la sua parte e se penso a come eravamo messi solo qualche tempo fa, fatemi essere ottimista perché di passi avanti ne abbiamo fatti molti”.

Rispondendo alla domanda se sia preoccupato per possibili rallentamenti dovuti al nuovo Governo, il presidente Rossi ha detto di “sperare proprio di no” e di contare sul fatto che tutto procederà secondo le linee fin qui seguite, “in modo concertato, coerente, nel rispetto dei lavoratori che con il loro impegno e la loro lotta sono alla base di questo risultato. Ci siamo sempre mossi con grande sinergia e questo è stato il risultato”.

Il gruppo Jindal SW, dopo aver affidato l’illustrazione di numerose diapositive sulla sua capacità produttiva e sui programmi per Piombino al direttore del marketing internazionale, Narender Sharma, ha lasciato la replica alle richieste di sindacati ed istituzioni al fiduciario Fausto Azzi, che ha parlato del frutto di una prima ricognizione, ha promesso che una volta preso possesso del sito potranno dettagliare meglio la proposta e si è detto pronto alla massima concertazione con istituzioni e sindacati. Ha aggiunto di non voler “strapromettere” e ha riconfermato che l’intenzione é quella di andare alla realizzazione di due forni elettrici, aggiungendo l’impegno a cercare di dare lavoro anche agli addetti dell’indotto.

Da parte di Giampiero Castano, dirigente del Mise che si occupa di crisi aziendali, è stato sottolineato che, sulla base di verifiche con il Ministero del lavoro, a legislazione vigente, c’è la possibilità di garantire quasi integralmente il periodo del piano industriale con gli ammortizzatori. Tutti i presenti hanno ritenuto di approfondire ulteriormente la questione con l’impegno a garantire una copertura per tutti i lavoratori nella fase di attuazione del Piano industriale.

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COMUNICATO COMUNE PIOMBINO

Presentate oggi da Jsw alle istituzioni e ai sindacati le linee guida del progetto industriale per lo stabilimento Aferpi di Piombino. Alla riunione, che si è svolta al Mise, alle 13,00, hanno partecipato tre rappresentanti del gruppo indiano e Fausto Azzi, le istituzioni rappresentate dal presidente della regione Enrico Rossi accompagnato dal consigliere regionale Gianni Anselmi, dal sindaco Massimo Giuliani e dal presidente dell’Autorità Portuale. Presenti inoltre per la prima volta tutte le rappresentanze sindacali.

Quello che è stato presentato non è ancora il piano definitivo, anche perché non si è del tutto conclusa la procedura di acquisizione dello stabilimento da parte del gruppo indiano Jindal. Il piano definitivo è atteso probabilmente per la metà di giugno.
Il documento contiene comunque i contenuti anticipati dalla stampa in questi giorni e conferma l’interesse che Piombino riveste per il conseguimento degli obiettivi industriali di Jsw.
“Jindal mira a raggiungere nel 2025 la produzione di 40 milioni di tonnellate di acciaio, il doppio rispetto a quello che produce ora – afferma il sindaco Massimo Giuliani – Piombino rappresenta un tassello importante per questi suoi obiettivi e si conferma come sito importante per le sue caratteristiche e potenzialità, anche logistiche. Con Piombino Jindal mantiene una posizione sul mercato europeo con possibilità anche di diversificazione produttiva, sfruttando le caratteristiche del porto e la sua posizione geografica.”

Nell’incontro di oggi è stata confermata infatti la previsione dei lavori in due fasi fondamentali: una prima fase, fino al 2020, che prevede la ripartenza e l’efficientamento dei tre laminatoi, l’avvio della progettazione di due, forse tre forni elettrici, e delle demolizioni degli impianti. Nella seconda fase, a partire dal 2020, si prevede la costruzione dei forni elettrici e la realizzazione di un ulteriore treno di laminazione.
Il porto resta fondamentale nelle strategie del progetto di Jindal, con una base logistica in grado di importare nella prima fase blumi e billette per il funzionamento dei tre laminatoi esistenti.

“Come istituzioni – continua il sindaco – abbiamo posto all’attenzione soprattutto tre questioni: la necessità di abbreviare e comprimere i tempi previsti, sia quelli di studio ma soprattutto quelli di inizio delle demolizioni, per il rispetto dell’ambiente e per favorire una maggiore occupazione sin da subito. Nell’occasione abbiamo prospettato infatti le difficoltà del nostro indotto. L’altro aspetto è quello dell’occupazione. E’ importante capire meglio quali saranno i numeri dei lavoratori occupati nelle varie fasi ed è importante assicurare l’intervento e il supporto degli ammortizzatori sociali, per garantire il sostegno a tutti i lavoratori nelle diverse fasi, prevedendo eventualmente delle rotazioni. Infine abbiamo messo in evidenza l’assoluta necessità di garantire la compatibilità e sostenibilità ambientale e sociale del progetto presentato.

C’è ancora molto da lavorare – aggiunge Giuliani – ma con prudenza stiamo andando avanti. Intanto la Regione ha convocato per la prossima settimana, lunedì 28 e giovedì 31 maggio, due incontri per ridefinire un accordo di programma che supporti il piano.”

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UGL:  28 MAGGIO ORE 10 AL CAVALCAVIA ASSEMBLEA LAVORATORI E IMPRESE DELLO STABILIMENTO EX AFERPI

Dopo il mancato accordo sulla vicenda ILVA l’Unione Sindacale di Base non è stata convocata al tavolo di trattativa presso il Ministero dello sviluppo economico per la presentazione del piano industriale di Jindal.

Probabilmente il pretesto utilizzato è quello della mancanza di una nostra RSU. Siamo consapevoli che la nostra organizzazione è attualmente considerata “scomoda” in un momento in cui il Ministro Calenda, ormai dimissionario, cercherà di far ingoiare la pillola amara alle altre organizzazioni sindacali. Sicuramente anche FIOM, FIM e UILM non avrebbero gradito la nostra presenza.
Nonostante ciò USB ha un cospicuo numero di iscritti all’interno dell’acciaieria. Noi continuiamo a ribadire che le RSU di oggi non sono lo specchio delle votazioni passate. E’ una questione di democrazia e trasparenza.
Per tutti questi motivi abbiamo deciso di convocare un’assemblea aperta di tutti i lavoratori ( compresi i lavoratori dell’indotto che non hanno potuto partecipare a quella interna).
Lunedì 28 maggio dalle ore 10 alle 12 al cavalcavia in Via caduto del Lavoro di fronte al Palatenda.

USB PIOMBINO

 

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Scritto da il 24.5.2018. Registrato sotto Economia, Foto, Toscana-Italia, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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DA QUANTO TEMPO...

  • QUANTO E' PASSATO DAL 1 LUGLIO 2017 DATA TERMINE DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA CON CEVITAL?

    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
    17 mesi, 11 giorni, 21 ore, 33 minute fa

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