GRIG: «BASTA CON IL TANFO A PIOMBINO»

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Piombino (LI) -Riportiamo integralmente un comunicato del “Gruppo d’Intervento Giuridico onlus”  (associazione di protezione ambientale riconosciuta (art. 13 della legge n. 349/1986) con D.M. Ambiente n. 203 del 18 luglio 2016) che ha  inoltrato (15 maggio 2018) una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione provvedimenti al Ministero dell’ambiente, alla Regione Toscana, al Comune di Piombino, all’A.R.P.A.T., informando la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Livorno e i Carabinieri del N.O.E., perché siano risolte definitivamente le problematiche che danno corso agli insopportabili sgradevoli olezzi.

«Tanti residenti a Piombino (LI) non ne possono più. Oltre ai notevoli problemi ambientali e occupazionali già esistenti nella cittadina costiera toscana, troppo spesso si aggiunge un tanfo pestilenziale tutt’altro che gradito proveniente dalla discarica per rifiuti non pericolosi sita in località Ischia di Crociano e gestito da Rimateria s.p.a. (fino al settembre 2016 era gestita dalla A.S.I.U. s.p.a., ora in liquidazione).

Dagli accertamenti svolti dalle autorità competenti, dei 34 pozzi di captazione del biogas (nel progetto iniziale ne erano previsti 73) ne sono risultati collegati solo 16, gli altri diffondono nell’aria i relativi miasmi.

La situazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti è piuttosto complessa.

Lo scorso 21 marzo 2018 era stata posta sotto sequestro preventivo (art. 321 cod. proc. pen.) da parte della Magistratura inquirente e dei Carabinieri del N.O.E. di Grosseto in seguito a indagini avviate nel febbraio 2017, nell’ambito di una campagna nazionale di controllo delle discariche promossa dal Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale.

Grazie anche alla collaborazione della Regione Toscana – Settore Bonifiche, Autorizzazione Rifiuti ed Energetiche, i Carabinieri hanno appurato che la discarica era gestita violando le norme tecniche di riferimento e le prescrizioni imposte nell’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A., determinazioni dirigenziali Provincia di Livorno n. 189 del 9 dicembre 2011 e Regione Toscana n. DGRT 761 dell’1 agosto 2016).

Non aveva, inoltre, avuto alcun effetto positivo la diffida effettuata dalla Regione Toscana il 29 novembre 2017, con cui era stata imposte al gestore della discarica l’attuazione di tutte le prescrizioni A.I.A.: un’ispezione dei Carabinieri del N.O.E. svolta nel febbraio 2018 ne aveva riscontrato la mancata effettuazione.

La discarica è anche coinvolta nell’indagine tuttora in corso sul traffico illecito di rifiuti speciali e pericolosi da parte della Direzione distrettuale antimafia di Firenze, che ha certamente causato devastanti effetti ambientali e sanitari in varie località della Toscana.

Tuttavia, il provvedimento cautelare è stato temporaneamente revocato il 17 aprile 2018 per consentire le operazioni di adeguamento e miglioramento degli impianti, mentre la Regione Toscana, con determinazione dirigenziale D.G. Ambiente ed Energia n. 5859 del 20 aprile 2018, modificata con successiva determinazione dirigenziale D.G. Ambiente ed Energia n. 6018 del 23 aprile 2018, consente “il proseguo dei conferimenti dei rifiuti autorizzati, alle condizioni stabilite nell’Atto di dissequestro temporaneo, assunto dal GIP della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Livorno, in data 17/04/2018”.

La discarica e i relativi lavoratori continuano così a operare e ad avere i fondi per gli interventi di adeguamento e miglioramento degli impianti.

Resta il fatto, però, che i miasmi continuano a riproporsi ai residenti della zona, segno che qualcosa non funziona a dovere.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, raccogliendo le segnalazioni dei residenti, ha, quindi, inoltrato (15 maggio 2018) una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione provvedimenti al Ministero dell’ambiente, alla Regione Toscana, al Comune di Piombino, all’A.R.P.A.T., informando la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Livorno e i Carabinieri del N.O.E., perché siano risolte definitivamente le problematiche che danno corso agli insopportabili sgradevoli olezzi.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus sostiene l’azione di Magistratura e Carabinieri volta a ripristinare la legalità ambientale e sottolinea come, ancora una volta, tale azione abbia dovuto sopperire alla carenza di controlli e, soprattutto, di provvedimenti da parte delle amministrazioni pubbliche competenti.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus è al fianco dei cittadini che giustamente pretendono il rispetto delle normative ambientali, la tutela della salute pubblica e della loro qualità della vita».

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus
Stefano Deliperi

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Scritto da il 16.5.2018. Registrato sotto ambiente/territorio, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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