CAMPING CIG: NUOVA “REPLICA SINDACALE” SULLA VICENDA AFERPI

gli operai del Camping CIG

Piombino (LI) – I lavoratori di “Articolo 1 – Camping CIG” non ci stanno ad assistere alla solita replica della “lotta sindacale” contro l’imprenditore Rebrab che adesso sembra perfino interessato a vendere Aferpi.  Perché si chiedono, e non sono i soli,  a questo punto se in realtà non si stia invece girando un’altra sequenza del solito brutto film che su questa vicenda viene “prodotto” da anni.  Perché, se fossero vere e proprie opere cinematografiche, qualcuno fece da sponsor nel 2013 de “Il foulard di Khaled”, poi uscì il trailer de “L’auto dello sceicco”, adesso è tre anni che “in sala” trasmettono ininterrottamente “Il salvatore del Merci”…  tutti film della “premiata ditta” (affermato per bocca dello stesso Ministro Calenda, ndr.) bocciati “al botteghino”, ma che hanno avuto comunque come principale  risultato quello di lasciare nel dramma sociale ed economico questo territorio, per consegnare il “fardello” allo sfortunato di turno, che presto sarà costretto a traghettare la Val di Cornia fuori dal mare di rifiuti (reali) nella quale è stata portata, oppure affondare. Riportiamo integralmente la preoccupata lettera del Camping CIG, in attesa dell’incontro di martedi prossimo sempre al MISE.

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«La riunione tenuta al MiSE martedì 30 gennaio è stata una vera e propria farsa messa in scena da Calenda e Nardi a beneficio di un pubblico ristretto, composto dai quattro coordinatori delle RSU Aferpi e Piombino Logistic e dalle segreterie provinciali di FIM, FIOM, UILM, UGL e dalle segreterie nazionali di FIM, FIOM, UILM, UGL. Molto apprezzati i cammei del Governatore Rossi, del Vicesindaco di Piombino e di altre comparse di contorno. La trama semplicissima: ora la responsabilità è del commissario Nardi che ancora una volta non ha trovato il sistema di allontanare Cevital (mai una volta che venga ammessa la colpa del governo! Suvvia, siamo in campagna elettorale!!).

La durata della pièce è stata di pochi minuti, tanto da domandarsi se valeva la spesa affrontata per assistervi. Eppure al pubblico presente in sala è piaciuta, tanto che nell’assemblea del giorno successivo si è manifestata soddisfazione e si è deciso di non fare nulla, in attesa della replica, già in cartellone per martedì 6 febbraio.

Noi abbiamo sempre fortemente criticato le posizioni attendiste e rinunciatarie dei sindacati, la loro sudditanza alla politica del partito di governo e, con le nostre forze, abbiamo stimolato la mobilitazione. Oggi, con l’esaurirsi del tempo, con una fabbrica che rischia la chiusura definitiva, con un territorio che muore per inedia, lo facciamo con ancora maggior forza. Le nostre proposte, ribadite anche in questa ultima assemblea sono riassumibili in una frase: PIOMBINO DEVE DIVENTARE UN CASO NAZIONALE!

Per ottenere questo è indispensabile che febbraio, mese antecedente alle elezioni, sia un mese di mobilitazione e di lotte, fino a culminare in uno sciopero generale intercategoriale ed una grande manifestazione, in modo che anche il governo che verrà dopo le elezioni, qualunque esso sia, sia obbligato a rispondere alle istanze del territorio:
• Via immediatamente la Cevital;
• Lo Stato si assuma l’obbligo di far ripartire la produzione, assumendo la gestione diretta della fabbrica, almeno fino al punto di renderla di nuovo vendibile e creando i presupposti per una siderurgia moderna, sostenibile, di qualità nella ricerca di nuove leghe e nuovi impieghi, capace di fornire una gamma ampia di servizi alla clientela; in questa logica è indispensabile che il governo agisca affinché la commessa per le rotaie della RFI venga data a Piombino, per garantirne la continuità;
• Il territorio della Val di Cornia, già Area di crisi complessa e Sito di Interesse Nazionale venga considerata, per i risvolti economici e sociali della crisi in atto, zona speciale, alla quale destinare normative e risorse finanziarie eccezionali per:
• L’attuazione delle bonifiche e degli smantellamenti necessari da subito;
• Il completamento delle opere infrastrutturali indispensabili (porto, accesso viario e ferroviario)
• Il sostegno al reddito, non solo per i lavoratori ex-Lucchini, ma esteso a tutte le categorie sociali colpite ed ai giovani, per evitare la loro fuga;
• Le istituzioni a tutti i livelli devono impegnarsi a realizzare per la Val di Cornia un progetto unitario, che metta in relazione l’industria siderurgica (ridotta in dimensioni) con altri investimenti industriali e con una gestione e programmazione territoriale che permettano di sviluppare le differenti vocazioni del territorio. I sindacati devono accompagnare questa progettualità con una vertenza territoriale, che permetta a lavoratori e cittadini di essere partecipi e protagonisti, senza permettere che le scelte vengano fatte nelle “segrete stanze”!

Per l’immediato avevamo proposto che le RSU di Aferpi e Piombino Logistic, con tutti e quattro i sindacati che le compongono, organizzinassero il trasporto del maggior numero possibile di lavoratori a Roma per il giorno 6 febbraio.

E’ vergognoso che le OOSS abbiano rifiutato di portare i lavoratori a Roma.

Noi insistiamo per andare a Roma, per dire a gran voce al governo che i lavoratori ed i cittadini della Val di Cornia sono stufi di essere presi in giro; suggeriamo inoltre che, se si deve continuare con questa pratica degli incontri, che almeno questi avvengano a Piombino, magari in assemblea pubblica, cosicché la farsa/tragedia possa venir apprezzata da un pubblico ben più vasto».

ARTICOLO 1 – Camping CIG

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Scritto da il 4.2.2018. Registrato sotto Foto, sociale, Toscana-Italia, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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  • QUANTO E' PASSATO DAL 1 LUGLIO 2017 DATA TERMINE DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA CON CEVITAL?

    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
    12 mesi, 18 giorni, 16 ore, 32 minute fa

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