PIOMBINO: PROMESSE, MA L’ALTOFORNO E’ SPENTO DA DUE ANNI

lucchini2Piombino (LI) – «Il 24 aprile è l’ultimo giorno utile per gli investimenti per il rilancio dell’area di Piombino, che passano dall’acquisto del forno elettrico e del nuovo treno a rotaie». Così tuonava il sindacato il 3 marzo scorso, di fronte ai continui rinvii di Aferpi. Ma è bastato un preventivo, non per due, ma  per l’acquisto di un solo forno elettrico, annunciato il giovedì santo prima di Pasqua, per silenziare qualsiasi tipo di protesta tra gli operai, “Camping CIG” esclusi, a due anni dallo spegnimento dello stabilimento.

Nell’ assemblea del 3 marzo 2016 dei lavoratori di Aferpi (il gruppo che ha rilevato l’ex Lucchini) e Piombino Logistics era stato infatti approvato all’unanimità il documento che sancisce, appunto, il 24 aprile come “data limite perché l’azienda passi alla fase concreta degli investimenti”.

“A questo punto – aveva concluso Lorenzo Fusco (Rsu Uilm) a fine assemblea – non sono più sufficienti impegni e parole: Aferpi deve passare alla seconda fase, quella dell’investimento vero e proprio. E’ per questo che abbiamo fissato come data limite il 24 aprile, data simbolo in cui due anni fa si è spento l’altoforno. Ora dobbiamo lavorare tutti perché a quella data ci sia la certezza di tornare a produrre acciaio a Piombino, altrimenti ci aspetta una fase di grandi mobilitazioni e soprattutto di grande incertezza sul futuro”.

Ricordiamo che l’accordo, che viene definito “Cooperazione programmata” dalla SMS-Demag, sarà esecutivo solo dopo la copertura finanziaria da parte di Aferpi dell’ordine effettuato, per il quale l’azienda piombinese sta aspettando da dicembre 2015 l’ok da parte di alcune banche internazionali. Per poter avere questo finanziamento però, Aferpi dovrà necessariamente fare un aumento di capitale, cosa attualmente impossibile per Rebrab a causa del divieto di esportazione dei capitali da parte della Banca di Algeria.

Si prevede quindi, se Rebrab vuole uscire dallo stallo, l’ingresso di nuovi soci dentro Aferpi. L’alternativa purtroppo è che la “Cooperazione programmata” non si trasformerà per lungo tempo in un vero “Ordine di acquisto”.

Il nuovo complesso siderurgico che sostituirà gli impianti obsoleti presso il sito di Piombino sarà composto da una acciaieria con una capacità di oltre un milione di tonnellate e un laminatoio per rotaie  con una capacità di 700.000 tonnellate all’anno. Ma ci vogliono garanzie… e il sindacato non si può accontentare a fine aprile 2016 di un’altra “Promessa di acquisto” non supportata da aumenti di capitale da parte di Aferpi.

 

 Sull’argomento riportiamo integralmente un commento di “Minoranza Sindacale”.

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A DUE ANNI DALLA CHIUSURA DELL’ALTOFORNO

SI COMMEMORA CON ALTRE PROMESSE BUGIARDE

Il 16 febbraio 2016 sotto la prefettura di Livorno

Il 16 febbraio 2016 sotto la prefettura di Livorno

È stata proprio una bella festa, quella organizzata per la consegna dei premi “personaggi dell’anno” a Venturina il giorno 15 aprile.
Tutti compiaciuti a dirsi “sei stato bravo” “no, tu sei stato bravo”, “no, siamo tutti bravi!”, spargendo nuvole di ottimismo e di tranquillante spray. “Hanno visto i gufi? I mestatori nel torbido? Quelli che vogliono dividere i lavoratori e i cittadini? Il forno elettrico si comprerà e sarà bello luccicante e il treno di laminazione farà anche i cannoli alla crema e al cioccolato”! E i soliti personaggetti di contorno, gli sponsor (Amministrazioni Comunali, Unicoop) e la stampa di regime ad applaudire estasiati.

Ma… e i soldi?
A due anni quasi esatti dalla fermata dell’altoforno (ricordiamolo, era il 24 aprile 2014) siamo ancora qui ad ascoltare gli imbonitori pubblici e privati sventolarci le loro promesse, dimenticando le vecchie mai realizzate e soprattutto coprendole di cortine fumogene, per evitare domande semplici come questa: ma… e i soldi?
Dove sono i soldi per concretizzare le promesse? Dove sono le fideiussioni e le garanzie finanziarie per iniziare i lavori? I fatti sono sotto gli occhi di tutti.
La capitalizzazione della società Aferpi è largamente inferiore a quanto servirebbe per rappresentare una garanzia.
I treni di laminazione marciano a singhiozzo perché la società non ha abbastanza circolante per pagare i semilavorati che servono.

I 205 lavoratori assunti ad aprile (anche questa sventolata come una dimostrazione di “serietà e impegno”) sono stati avvisati che non faranno neanche un giorno di lavoro: in realtà la loro iscrizione nell’organico Aferpi serviva solo a non perdere gli aiuti statali al pagamento dei salari (che sono a totale carico degli ammortizzatori sociali!).

Ed allora: dove sono le risorse finanziarie che soddisferanno la Demag e permetteranno ad Aferpi di concretizzare l’acquisto, al di là di un paio di firme? E dove sono le risorse per completare il piano di investimenti previsto per l’acciaieria? Perché il solo forno (ma non dovevano essere due?) non basta: servono le stazioni di affinamento, le colate continue, i parchi di stoccaggio, linee elettriche, idriche, per i gas, stradali, ferroviarie…. E le risorse per il progetto agroindustriale dove sono?
Ed ancora: dove sono le richieste di autorizzazione, i programmi, i cronogrammi, le richieste di manifestazione di interesse per realizzare le indispensabili bonifiche dei terreni dove dovranno sorgere i nuovi impianti? E… i soldi per farle?

Se non verranno date risposte sincere e documentabili a queste domande, vorrà dire che siamo ancora nel mondo dell’assurdo, della “narrazione felice”, delle promesse fatte al solo scopo di addormentare le coscienze e dare una (falsa) speranza alla disperazione di lavoratori e cittadini che potrebbe trasformarsi in rabbia e contestazione.
Se non verrà presentato un cronoprogramma dettagliato, che comprenda piano e tempi per le bonifiche, piani e tempi per le installazioni siderurgiche, piani e tempi per l’insediamento agroindustriale, vorrà dire che ancora una volta di fumo si tratta e di un insulto all’intelligenza dei cittadini e dei lavoratori di Piombino.

A proposito di lavoratori: il signor Rebraab dice ora che le attività riprenderanno alla fine del 2020 e candidamente ammette che ci sono tempi tecnici da rispettare. E allora l’altra domanda: cosa si pensa di fare per quei lavoratori che, se anche assunti da Aferpi nelle date previste, non saranno occupati? Come si prevede che arrivino a quella data?

Per parte nostra continueremo a porre questioni, a batterci contro la svendita del territorio, perché le bonifiche vengano fatte con criteri di efficacia e soprattutto di trasparenza, a lavorare per un coordinamento di tutte le realtà siderurgiche italiane per rivendicare che il Governo si faccia carico di una politica per la siderurgia nazionale, a batterci perché vengano istituite forme di sostegno al reddito per i lavoratori espulsi dai processi produttivi. Forme di sostegno che servano anche alla riqualificazione sociale e alla diversificazione produttiva per il territorio.

Apprendiamo all’ultimo minuto il risultato dell’incontro a Roma per la realizzazione della 398. Governatore Rossi, la montagna delle sue promesse elettorali aveva partorito in ultima analisi il topolino della 398; ma anche questa era una gravidanza isterica. Siamo sicuri che adesso lei vanterà come un risultato eccezionale aver ottenuto una dichiarazione di strategicità della strada, ma sta di fatto che per la 398 i soldi non ci sono e non ci saranno nel prossimo futuro. Alla faccia dell’investimento strategico.

In occasione del secondo anniversario dello spegnimento dell’Afo, il gruppo Minoranza sindacale-Camping CIG organizzerà domenica 24 aprile un presidio, a Piombino, in piazza Verdi, dalle ore 18.00 alle ore 23.00. Si invitano tutti i cittadini a partecipare. Sara’ allestita anche una mostra per ricordare gli avvenimenti che si sono succeduti, sulla vicenda Lucchini, da allora ad oggi. Alle ore 23.00 il presidio parteciperà all’iniziativa per cantare ” Bella ciao”, aspettando tutti insieme l’arrivo della Liberazione.

Gruppo Minoranza Sindacale – Camping CIG

 

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Scritto da il 24.4.2016. Registrato sotto Economia, Foto, Toscana-Italia, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

5 Commenti per “PIOMBINO: PROMESSE, MA L’ALTOFORNO E’ SPENTO DA DUE ANNI”

  1. Ciuco nero

    Intanto all ultima assemblea i sindacati hanno detto che la visita da parte della forestale non è piaciuta a l azienda e chi si vanta (legambiente? ) è irresponsabile. In parole povere è giusto aver creato disastro ambientale ed è giusto continuare a farlo,come se nulla fosse…bravi davvero i nostri sindacalisti….paladini dell azienda. Invece di essere i primi a combattere l azienda su scelte suicide dannose e sbagliate la difendono a spada tratta. Buffoni.

  2. Sergio Tognarelli

    “A DUE ANNI DALLA CHIUSURA DELL’ALTOFORNO
    SI COMMEMORA CON ALTRE PROMESSE BUGIARDE”
    Questo comunicato del Gruppo Minoranza Sindacale – Camping CIG parla con decisa chiarezza di come stanno veramente le cose, ma le manovre mediatiche del blocco di potere partitocratico continuano a propagandare notizie continuamente smentite dai fatti. La faccenda della consegna dei premi “personaggi dell’anno” a Venturina, si inquadra perfettamente in queste manovre risultando, per certi aspetti, offensiva e delirante.

  3. Ciuco nero

    Ma ci si rende conto che tutta la dirigenza che ha causato un disastro ambientale ed ha preso 450 milioni di euro di multa dal governo è ancora tutta al comando come nulla fosse?? Ma mi chiedo queste persone perché non vengono perseguite??? E i sindacati difendono pure certe scelte !!!

  4. stefano sarallo

    ma se l’altro giorno a Venturina Terme gli hanno dato anche il premio….merci….

  5. Ciuco nero

    Si infatti …merci anche a tutti i dirigenti che hanno devastato un territorio fregandosene di tutte le leggi che salvaguardano l ambiente .merci che per colpa vostra la nostra liquidazione è congelata,le ferie da pagare sparite i permessi retribuiti persi…tutto questo x risparmiare soldi che sono finiti dove??? E il sindacato le tutela non l operaio ma queste figure…

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  • QUANTO E' PASSATO DAL 1 LUGLIO 2017 DATA TERMINE DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA CON CEVITAL?

    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
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