EDITORIALE: I TAGLI SEMPRE NEL POSTO SBAGLIATO

L’EDITORIALE                                   di Giuseppe Trinchini trinchini

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EDITORIALE: I TAGLI SEMPRE NEL POSTO SBAGLIATO

Corriere Etrusco “numero 114” del 7 agosto 2015.

Sono continue le denunce che i vari sindacati degli operatori sanitari piombinesi stanno muovendo in merito alla inaccettabile riduzione dei servizi offerti dall’ospedale di Villamarina. Preoccupati per i grandi tagli e per il riordino, anche geografico, della sanità toscana voluta dalla recente riforma. La nuova legge rappresenta infatti per molti una gravissima minaccia per il nostro ospedale e per la città.

Un Ecografia al cuore? Se uno la vuole fare a Piombino la data è marzo 2016. Per una mammografia gennaio 2017. Sono solo due esempi delle date di prenotazione del CUP di questi giorni a Villa Marina.

Per questo Rifondazione comunista ha chiesto spiegazioni in consiglio comunale sulle criticità sanitarie al sindaco, mentre il consigliere Ferrari chiede la convocazione di un nuovo consiglio comunale monotematico per una sanità che costa al contribuente, ma che lo obbliga comunque ad andare dal privato, e con la fusione degli ospedali di Piombino e Cecina, che rischia di dimezzare Villa Marina.

Ma possibile che questo Stato debba sempre risparmiare solo su servizi, istruzione e sanità che sono i compiti principali del rapporto sano con un cittadino sempre più spremuto dalle tasse, mentre non taglia mai sui privilegi e sulle strutture e servizi che invece andrebbero lasciati, quelli sì, ai privati?

Un primo esempio le “Partecipate”: Il commissario alla spending review Carlo Cottarelli, lo scorso anno stimava che nel 2015 i risparmi ottenibili dai tagli alle partecipate pubbliche, che non sono stati ancora fatti, potrebbero ammontare a circa 500 milioni di euro. In un anno il totale di 8.000 partecipate potrebbe essere ridotto di 2.000 unità. Cottarelli ha quindi ribadito gli obiettivi a 3-4 anni, con una riduzione drastica da 8.000 a 1.000 partecipate e risparmi a regime di 2-3 miliardi l’anno, a cui aggiungere le entrate una tantum derivanti dalle dismissioni. Per non parlare poi, e di questi non se ne parla mai abbastanza, dei costi astronomici dei Ministeri e dei privilegi più o meno grandi dati ai politici e ai parlamentari nostrani.

Ogni anno poi, esattamente fino al 5 febbraio, gli italiani lavorano e producono solamente per fornire allo Stato fondi che vengono sprecati in opere inutili o che non verranno mai completate. Il 5 febbraio è quindi. Come dice Sky, “Il giorno della liberazione dagli sprechi”, per un’ Italia che arricchisce pochi intimi, che non sa o non vuole amministrare, che imprigiona il paese nell’immobilismo e nella crescita dello “zero virgola”, ma soprattutto che punisce i bilanci delle imprese e dei cittadini che si ostinano ancora a lavorare sodo, e colpisce la sanità e l’istruzione che sono il futuro dell’Italia.

Buon Ferragosto.

Giuseppe Trinchini

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