EDITORIALE: LA PARCHI E LA PROMOZIONE “SENZA MEZZI”

L’EDITORIALE                                   di Giuseppe Trinchini trinchini

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EDITORIALE: LA PARCHI E LA PROMOZIONE “SENZA MEZZI”

Corriere Etrusco “numero 97” del 27 marzo 2015.

«I l tema dell’accoglienza è oggi uno dei punti fondamentali per chi si occupa di turismo e un ruolo fondamentale in tale ottica è giocato proprio dagli uffici informazione turistica».  Inizia così il comunicato della Parchi Val di Cornia che annuncia la riapertura degli uffici turistici dal mese di aprile. Purtroppo però, nonostante l’indubbio impegno,  la Parchi continua a marciare ancora nell’incertezza di bilancio e nell’incertezza di sede.

La lista civica Assemblea Sanvincenzina in un recente comunicato ricorda infatti che per ora il solo comune di Piombino ha deliberato il Contratto di Servizio con la Parchi, e con tre mesi di ritardo, mentre non risulta che il Consiglio comunale di San Vincenzo abbia deliberato una modifica della convenzione della Parchi ed è ancora più misterioso quale criterio sia stato adottato per ripartire il contributo.

«Della gestione di parcheggi di Sterpaia e Baratti, sottratti dal Comune di Piombino alla gestione della Parchi, non si parla più, nonostante rappresentassero un incasso superiore al milione di euro. Ci limitiamo a prendere atto che il contributo quest’anno è aumentato perché la Società Parchi è messa in condizione di operare senza una strategia di lungo respiro e in un quadro assurdo di incertezza in relazione alla propria funzione».

«Chi ha affidato alla Società Parchi – si chiede poi la lista civica – la gestione dell’Ufficio Turistico e con quale mandato visto che sarebbe toccato al consiglio comunale deliberare in materia?».

Si parla sempre più insistentemente inoltre che la sede della Parchi potrebbe trasferirsi a breve nei locali di Villa Lanzi nel comune di Campiglia. Perché questo trasferimento se il comune di Piombino è il socio di maggioranza per oltre il 60%, nonché il maggior contribuente in termini economici?

Chi decide e coordina poi le politiche turistiche di area se non esiste ancora una “Unione dei Comuni” ne un coordinamento pubblico-privato che si occupi di tutto questo?

L’impressione è sempre la stessa: si parla e si riparla di turismo, ma poi il cuore sta sempre lì, e batte, oggi più forte che mai, per l’altoforno.

Giuseppe Trinchini

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