EDITORIALE: CITTADINI DI SERIE A, CITTADINI DI SERIE B

L’EDITORIALE                                   di Giuseppe Trinchini trinchini

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EDITORIALE: CITTADINI DI SERIE A, CITTADINI DI SERIE B

Corriere Etrusco “numero 63” del 4 luglio 2014.

Girando per le vie della Val di Cornia, e di Piombino in particolare, non si può non notare un fenomeno che va ad aggravarsi di mese in mese: quello delle scritte “Affittasi” o “Vendesi” davanti alle vetrine dove fino a qualche mese prima c’era un negozio o un bar. Un fenomeno che è destinato ad aggravarsi nei prossimi mesi a causa della congiuntura economica nazionale che va a sommarsi alla crisi della Val di Cornia.

In questa situazione però i cittadini non sono tutti uguali: da una parte ci sono i dipendenti pubblici e quelli dello stabilimento, il cui reddito fino ad oggi è garantito dallo Stato, dall’altro le imprese del territorio che, sempre più vessate dalla crisi e dalle tasse, lottano per andare avanti, chiudono o peggio si indebitano per non chiudere.

Una crisi economica che si aggraverà probabilmente nei prossimi due anni a causa del ridimensionamento dell’industria e dei ritardi infrastrutturali (porto e SS398 in primis) che, uniti alla congiuntura economica ancora negativa, porterà la città anche ad un ridimensionamento a livello di residenti.

Quello che incuriosisce è, ad esempio, il “premio di produttività” di 740 euro che andrà nelle tasche degli operai, i quali hanno lavorato nonostante un altoforno fermo da mesi. Una boccata di ossigeno che si aggiunge a CIG e “solidarietà” che però probabilmente non ricadrà nelle tasche dei commercianti locali. Troppe le distrazioni per un dipendente dello stabilimento che, sempre che non abbia già debiti da pagare, in piena estate e senza vincoli lavorativi può approfittare di last minute sempre più allettanti per andare in vacanza. E così i negozianti (in perenne concorrenza con la globalizzazione del web) soffrono, e chi può chiude.

«Meglio poveri che indebitati» è lo slogan… di una città che sta morendo. Riusciranno invece i commercianti e la piccola impresa ad essere il nuovo volano di Piombino e ad intercettare le possibili, o creare le nuove, opportunità che si presenteranno?

Giuseppe Trinchini

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Scritto da il 6.7.2014. Registrato sotto Editoriali, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

1 Commento per “EDITORIALE: CITTADINI DI SERIE A, CITTADINI DI SERIE B”

  1. Nadja

    Grande articolo,sembra che in città ci siano solamente statali,operai o pensionati tutti pagati ovviamente con soldi pubblici,perchè anche la stessa lucchini pare mezza statalizzata oramai,o quanto meno ultimamente creata per funzionare da ammortizzatore sociale quindi spesa (e poi aumentano tasse); e delle imprese o del commercio in generale,quello cioè che porta ricchezza in un certo tipo di economia…?Cittadini di serie a e b è da una vita che qualcuno lo dice,ma con mentalità del genere che la fa lunga per una battuta di un politico,ma non guarda a cose di massima importanza come si può andare avanti?! Faremo tutti i vigli urbani pagati dal Comune,con concorsi trasparentissimi (eufemismo),il comune che non ha mai i soldi?!!!

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    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
    16 mesi, 19 giorni, 8 ore, 18 minute fa

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