GIANI SULLA SANITÀ: “TOSCANA AI VERTICI, MA RIFORME NECESSARIE”. MA I 500 MILIONI DI DEFICIT?

Eugenio Giani

Firenze – “Nella gestione della sanità la Toscana è ai vertici delle classifiche nazionali, ma proprio per questo si impongono una serie di riforme, che hanno il volto di un investimento sulla sanità pubblica, che è e rimane la nostra scelta fondamentale”. Il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha introdotto così l’iniziativa che si è svolta mercoledì 8 febbraio a Pistoia presso l’ospedale San Jacopo, per presentare i progetti di riforma regionali che riguardano in primo luogo, ma non solo, la continuità assistenziale, l’emergenza urgenza e la riorganizzazione delle reti integrate. Non una parola ovviamente sui 500 milioni di euro di passivo che, il 10 novembre 2022 il presidente regionale Eugenio Giani, davanti alla commissione Affari istituzionali del consiglio regionale defini “Una spesa sanitaria strutturalmente più alta di mezzo miliardo” rispetto alla quota di Fondo sanitario nazionale destinata alla Toscana. 

“A dicembre abbiamo approvato – ha aggiunto il presidente – tre delibere, che delineano le linee guida di una riorganizzazione completa del nostro sistema socio sanitario. Abbiamo a che fare con 57.000 operatori, che con l’indotto arrivano a 100.000, cioè con la più grande azienda di questa regione, che è dotata di energie forti. Purtroppo sono le risorse economiche ma anche umane che mancano e il Governo deve aumentare le risorse per consentirci maggiori investimenti”.

E’ toccato poi all’assessore al sociale, Serena Spinelli, puntare l’attenzione sulla necessità di riorganizzare, anche per il settore di sua competenza, i servizi territoriali.

“C’è poi – ha sottolineato l’assessore – un’ulteriore sfida che viene dal mondo della disabilità al quale intendiamo garantire un più alto livello di assistenza. Creeremo punti unici di accesso alle prestazioni per dar modo a tutti di sapere su cosa possono contare e dove, senza essere costretti a rivolgersi a sportelli diversi e distanti tra loro. Vogliamo costruire un sistema di valutazione multidisciplinare e ci stiamo attrezzando per avere un maggior numero di assistenti sociali e anche un sistema di emergenza urgenza dedicato al sociale. Lo faremo mettendo in rete le risorse che abbiamo sul territorio a partire dal capitale rappresentato dai soggetti del terzo settore”.

Secondo l’assessore al diritto alla salute, Simone Bezzini, siamo di fronte a grandi difficoltà sia dal punto di vista economico che delle professionalità a disposizione, in un contesto nazionale in cui alla sanità è destinato meno del 7% del Pil, mentre in Francia e in Germania la percentuale è superiore al 10%.

“Nonostante ciò – ha però aggiunto l’assessore – il nostro Sistema sanitario regionale sta facendo miracoli, garantendo una buona sanità. E, grazie ai nostri operatori sanitari, la Toscana continua ad attestarsi ai vertici nazionali. La riforma che stamani abbiamo presentato è indispensabile per continuare a fornire questi alti livelli qualitativi. Avremo un occhio di riguardo per le aree più periferiche e non stiamo parlando di tagli, quanto di un uso ottimale delle risorse professionali a disposizione.

Rispetto ai Pronto soccorso contiamo di poter utilizzare per un certo periodo i medici di medicina interna selezionati con il recente concorso, dando un aiuto ai Pronto soccorso che potranno avvalersi dei medici dei reparti. A questo si aggiunge la nostra volontà di rafforzare l’assistenza sul territorio così da allentare la pressione sui maggiori presidi ospedalieri attraverso ospedali e case di comunità”.

Quanto alle preoccupazioni circa le centrali di emergenza presenti a Pistoia, l’assessore ha precisato che con l’istituzione del nuovo numero 116117, si farà, e a Firenze, un’unica centrale regionale, poiché si tratta dell’evoluzione di quella, già attiva nel capoluogo regionale, dedicata al numero di emergenza 112. La centrale della Cross resterà invece a Pistoia.

E’ toccato poi al direttore generale della direzione sanità della Regione Toscana, Federico Gelli, di illustrare le linee fondamentali del progetto complessivo di riforma. Gelli ha parlato della riforma del trasporto sanitario, della revisione delle tariffe dei rimborsi che spettano alla Toscana per le prestazioni fornite a chi viene a curarsi qui abitando in altre regioni. Verranno creati un dipartimento interaziendale per le politiche del farmaco e un coordinamento che si occuperà di efficientamento energetico. Saranno potenziati i Cup attraverso le maggiori possibilità di effettuare prenotazioni online, valorizzati i piccoli ospedali, rafforzata la rete dei consultori e unificato il sistema delle cartelle cliniche.

“Vi invito – questa la sua conclusione – a considerare queste azioni come una riforma di sistema e non come singoli provvedimenti scollegati tra loro”.

Nel corso della giornata sono intervenuti anche il direttore generale della Asl Toscana Centro, Paolo Marchese Morello e la presidente della società della salute di Pistoia, Anna Maria Celesti.

Speriamo solo che oggi sappiano quello che stanno facendo meglio di come fecero con la delibera 1220 promulgata dall’allora direttrice dell’assessorato alla Salute, Monica Calamai nel 2019, che impediva alle case di cura private di operare i pazienti di altre regioni italiane che ha significato, per il sistema sanitario pubblico, dilapidare un patrimonio che, Francesco Matera, presidente di Acop, l’associazione coordinamento dell’ospedalità privata, calcolò a quel tempo, in 50 milioni di euro all’anno per la nostra regione.

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Scritto da il 9.2.2023. Registrato sotto Foto, sociale, Toscana-Italia, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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