LA TOSCANA E LA SANITA’ DOVE NON SI STA BENE AFFATTO

Toscana – Contrariamente alle martellanti dichiarazioni provenienti dell’enturage del Presidente Rossi e dei suoi referenti locali, lo stato della popolazione toscana riguardo alla salute, al benessere soggettivo e all’assistenza agli anziani, non sta affatto bene, anzi. Inoltre la vicenda della riforma delle ASL, che si è conclusa con il colpo di scena della legge che alla fine le annulla ha fatto salire alle cronache un problema che fino a poco tempo fa sembrava neanche immaginabile. Vediamo di capirci qualcosa di più.

Il rapporto 2015 sul Benessere Equo e Sostenibile in Italia (Bes 2015) presentato dall’Istituto nazionale di statistica (Istat) negli ultimi giorni di dicembre, evidenzia per la Toscana varie criticità.
Oltre ad avere il primato di regione con il più alto consumo di antidepressivi, si registra un aumento della mortalità per demenze e per malattie del sistema nervoso tra gli anziani con conseguente carico assistenziale per le famiglie, scarsità di posti letto nei presidi residenziali socio-assistenziali e socio sanitari, bassa percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata.

Insomma, in base dell’articolo pubblicato da “Per un altra città”, anche secondo l’Istat si consolida il trend depressivo dei toscani, insoddisfatti della qualità della propria vita, con scarsa fiducia nel futuro e poco assistiti, specialmente se anziani.
Tutto si evince in questo articolo dal titolo “Come stanno i Toscani? Non bene secondo il Rapporto 2015 sul Benessere dell’Istat” di Gian Luca Garetti medico di medicina generale e psicoterapeuta.
Leggi: http://www.perunaltracitta.org/2016/01/11/come-stanno-i-toscani-non-bene-secondo-il-rapporto-2015-sul-benessere-dellistat/

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LA TOSCANA E IL REFERENDUM SULLA SANITA’

Ma non è tutto. C’è poi la vicenda del referendum per il quale entro il 12 gennaio gli uffici della regione Toscana concudono l’iter di verifica delle firme per la richiesta di referendum sulla sanita’. Venerdi’ 8 gennaio erano state convalidate oltre 35.000.

Terminata questa fase il Collegio di Garanzia invia il verbale al Governatore, Enrico Rossi, che una volta ricevuto, deve invitare il Collegio stesso a verificare se si può modificare il quesito referendario. Se il Collegio indica le condizioni per la modifica, lo stesso convoca i promotori per formulare il nuovo testo. Tutto questo deve avvenire entro il mese di gennaio, salvo il verbale che deve essere inviato entro il 14 gennaio.

La riforma, amputata dallo stesso PD per la fretta di approvarla e che contiene errori formali non da poco (come l’art 83 che fa riferimenti agli allegati della legge 40 per quanto riguarda l’istituzioni delle nuove ASL,e che le istituisce e le abroga contemporaneamente). Una legge figlia del regolamento Balduzzi, che centralizza i servizi e penalizza le periferie, che apre in maniera palese al privato nella sanita’ pubblica.

«Siamo di fronte ad un PD che dichiara di voler tutelare e promuovere il Servizio Sanitario Pubblico – commenta il sindaco di Suvereto Parodi –  quando invece: contraggono il personale dipendente, provocano scientemente lunghe liste di attesa per le prestazioni di diagnostica e specialistica per costringere i cittadini a rivolgersi alle strutture private, respingono le cronicità, sperperano risorse pubbliche, basta vedere gli accordi con UNIPOL, acquisti immobiliari di sedi e/o di Ospedali pubblici come il caso di Siena, costringono a pagare prestazioni già pagate con le tasse, impongono un ticket salato, riducono le potenzialità di ricovero ospedaliero e riducono ad arte posti letto, nel disegno di riforma del sistema sanitario nazionale in Toscana pare siano indicate 5 strutture che dovranno chiudere per un totale di 231 posti letto, si tratterebbe dei seguenti ospedali: P. O. S. Maria Maddalena a Borgo San Lazzaro Volterra: 55 posti letto; Ospedale del Casentino a Bibbena: 57 posti letto; Ospedale della Valtiberina a Sansepolcro: 54 posti letto; Ospedale civile di Castel del Piano Grosseto: 39 posti letto; P. O. Amiata Senese a Abbadia San Salvatore: 26 posti letto».

QUALI I PROBLEMI DI QUESTA RIFORMA?

Giuliano Parodi: “Il PD locale non ha mai avanzato una concreta proposta di riorganizzazione locale basata sui numeri, nessun documento ufficiale e’ mai stato portato all’attenzione dei Sindaci nei luoghi deputati, (vedi conferenza zonale provinciale) siamo fermi al documenti redatto dal sindaco di Cecina nel 2013 e su cui tra l’altro non abbiamo piu’ discusso da mesi.” commenta il sindaco Parodi “Non capisco cosa ci sia da rivendicare da parte loro nell’idea di creare un’unica zona distretto che vada da Rosignano a Piombino (val di Cecina e Val di Cornia insieme), per far questo i sindaci, e non i segretari di partito, devono esprimersi entro il 30 marzio sottoponendo alla Regione una ipotesi di ri-perimetrazione dell’area.

Una sola Zona-Distretto significa anche una sola Societa’ della salute, e allora mi chiedo come mai se il PD e’ da mesi che sembra vada dicendo questo (non si capisce bene dove) non ha chiesto la sospensione del concorso in atto per selezionare il nuovo direttore della societa’ della salute della Val di Cornia? Fabiani come puo’ suggerire che la loro zona distretto ipotizzata comprenda anche le colline metallifere quando le stesse appartengono ad una altra ASL, area vasta Sud-est, mentre noi siamo in area vasta Nord-ovest? Mente sapendo di mentire o e’ incompetente in materia e quindi sarebbe opportuno che tacesse e lasciasse ai sindaci l’onere di occuparsi di questo?

In conclusione se l’idea era della zona distretto unica come, mai il PD ha esultato per la conquista della zona distretto dell’Elba, di fatto inficiando la possibilita’ di avere un unico contenitori dove gestire i 3 presidi ospedalieri? La confusione in casa PD e’ molta e la loro incompetenza sta portando un servizio essenziale come quello della sanita’ allo sbaraglio, creando cittadini di serie A e cittadini di serie B e sulla salute non si scherza, la buona politica non e’ una corsa a mettere bandierine e non sara’ una tessera di partito a salvarci la vita, ma solo strutture adeguatamente attrezzate.

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#DITELOAGIANNI: «I CONSIGLIERI REGIONALI ABOLISCONO I CITTADINI»

Il Movimento 5 Stelle picchia duro sulla vicenda in cui si palesa la politica confusionaria e inadatta del PD, a discapito dei cittadini.

«Gianni Anselmi – commenta il Movimento 5 Stelle di Piombino – ricorda che é il rappresentante della Val di Cornia, si era affrettato a commentare in maniera sardonica l’approvazione della riforma sanitaria, invitando i contestatori (55000 cittadini che la vogliono abolire con Referendum) a leggere i testi, insinuando scarsa conoscenza e proteste ingiustificate. A giudicare dai testi risultanti, sembrerebbe invece che siano proprio i consiglieri regionali del PD, a non conoscere cosa hanno approvato».

Ecco cosa è successo:

MACRO ASL INESISTENTI PER ERRORE NELLA RIFORMA PD: ORA SACCARDI SI DIMETTA

“Nella fretta di approvare una legge dovuta ai tagli governativi e mirata ad evitare il referendum il PD ha mostrato tutto il suo pressapochismo e la sua irresponsabilità lasciando la Toscana, di fatto, nel caos organizzativo.

Infatti tra le norme stralciate per velocizzare i lavori d’aula il Partito Democratico ha perso l’allegato nel quale erano costituite le nuove tre Aziende USL, con i relativi territori di competenza. Ne consegue l’assurdo che l’art. 83 della legge approvata istituisce dal 1 gennaio 2016 le 12 aziende unità sanitarie locali esistenti, al primo comma e le sopprime dal 31 dicembre 2015 nel secondo. Questa prova di incompetenza politica del PD mette a rischio la legittimità di ogni atto amministrativo delle nuove Aziende USL fino alla modifica di legge che tamponerà la falla.

Se fa sorridere pensare alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dagli ex commissari, quali Direttori Generali di un ente che di fatto la legge non prevede, in qualsiasi paese europeo la principale responsabile politica di questo caso da barzelletta, Stefania Saccardi, si dovrebbe dimettere. Auspichiamo lo faccia.”

Giacomo Giannarelli, Andrea Quartini, Irene Galletti, Gabriele Bianchi, Enrico Cantone Consiglieri Portavoce alla Regione Toscana”

È questo il modo di difendere il territorio? È questa la voce che volete sia portata nelle stanze della Regione Toscana? Come si fa ad affermare con certezza che il punto nascite, il presidio ospedaliero di Piombino, insomma, i servizi che spettano ai cittadini che pagano le tasse siano salvaguardati, se poi succedono queste cose?

Movimento 5 stelle piombino

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IL COMMENTO DEI SINDACI PD DELLA VAL DI CORNIA

I sindaci di Campiglia Marittima, Piombino, San Vincenzo e Sassetta intervengono congiuntamente sui temi della sanità sollevati negli ultimi tempi.

Un tema delicato e complesso come quello della sanità ultimamente è oggetto di esternazioni superficiali, di presentazioni di proposte che erano già state avanzate in tempi in cui il Sindaco Parodi si occupava d’altro, di ricerca di visibilità ad ogni costo cercando anche di prendersi meriti che sono ovviamente attribuibili all’intuizione di altri.

La Val di Cornia e la sua Società della salute hanno per primi avanzato l’idea della collaborazione con la Società della salute della Bassa Val di Cecina e proposto una rete tra gli ospedali. Il tema politico costante è sempre stato l’allargamento della nostra zona distretto a quella o quelle vicino a noi, perché ne siamo convinti da tempo, prima ancora che la Regione individuasse l’accorpamento delle zone distretto come un obiettivo che produce efficienza e potenziamento. Non ci pare, invece, che possa essere considerato un filo conduttore del ragionamento politico del sindaco di Suvereto, quello di allargare gli orizzonti, dato che ha sempre preferito la tesi del “piccolo è bello, si può fare meglio se siamo di piccole dimensioni” e così via.

Noi siamo convinti dell’esatto contrario e sulla sanità vogliamo lavorare con i territori vicini per fare un progetto unitario. E se il progetto convincesse anche i comuni della zona delle Colline Metallifere ci confronteremo con la Regione, anche se la ASL è diversa. D’altra parte è la stessa legge regionale a promuovere un protagonismo e un’assunzione di responsabilità da parte dei comuni la cui volontà, una volta espressa ufficialmente, non potrà che essere recepita dalla Regione stessa.

La polemica sterile sul bando del direttore della SDS, a voler sottintendere che si sprecano soldi, è a dir poco scorretta. Ovviamente Parodi, che partecipa alle assemblee dei Sindaci della SDS si guarda bene da esprimere la propria opinione nelle sedi opportune, anzi a volte sembra anche non ricordare gli argomenti discussi. In quella sede infatti abbiamo discusso e approvato il documento che propone l’integrazione fra le due aree della Val di Cornia e della Bassa Val di Cecina ed erano presenti e concordi tutti i Comuni;

così come in quella stessa sede abbiamo discusso della nomina del Direttore, figura indispensabile per il funzionamento dei Servizi e che oggi esiste già, retto da una facente funzione. Decideremo noi sindaci in accordo con il direttore generale, alla luce della nuova legge quello che è più opportuno fare. Se riterremo corretto procedere avremo anche noi, come tutti gli altri un direttore che decadrà alla scadenza di legge, altrimenti prorogheremo l’attuale. Nessuna scorrettezza. Tutto trasparente. Come sempre del resto.

Invece alle assemblee dei Sindaci Parodi si è visto molto poco.

Noi continueremo a lavorare seriamente fino a giungere ad una proposta definitiva all’assemblea dei sindaci per poi procedere con il passaggio in tutti i Consigli comunali dove sarà ufficializzata la richiesta alla Regione di riperimetrazione delle zone distretto. Vogliamo che tutte le aree siano egualmente valorizzate,

Siamo convinti che una maggiore dimensione possa garantirci un’autonomia e una collocazione nel panorama Regionale che possa darci servizi più adeguati alle sempre maggiori esigenze dei cittadini. Più servizi territoriali, case della salute, meno liste d’attesa, specialistiche distribuite in modo adeguato…

Infine il referendum su una legge nella sua interezza è una bestialità in sé, giuridica e politica. Il comportamento dei consiglieri Regionali di opposizione, del movimento 5 stelle e dalle nostre parti del Sindaco di Suvereto possono incasellarsi nel facile attacco a cui si presta bene un argomento come la tutela della salute dei cittadini. E’ facile produrre allarmismi, facile sostenere che tutto andrà peggio. Facile non significa né serio né reale.

 

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Scritto da il 12.1.2016. Registrato sotto Foto, sociale, Toscana-Italia, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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