EDITORIALE: E SE RIMATERIA FOSSE DAVVERO “LA SOLUZIONE”?

L’EDITORIALE                                   di Giuseppe Trinchini trinchini

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EDITORIALE: E SE RIMATERIA FOSSE DAVVERO “LA SOLUZIONE”?

Lo slogan di Rimateria

Rimateria S.p.A. è una Società che gestisce rifiuti speciali, sia come attività di trattamento a recupero, che come smaltimento in discarica, e fino agli anni ‘90 si chiamava TAP (Tecnologie Ambientali Pulite) e si occupava, insieme alla società madre ASIU di rifiuti urbani e del famoso conglomix, una specie di cemento per sottofondi stradali che però non è mai stato messo in commercio per tutta una serie di motivi economici che meriterebbero un editoriale a sé stante.

Dopo il conferimento del ramo di azienda di ASIU relativo alla “privativa” dei rifiuti urbani a SEI Toscana (gestore unico di ATO SUD) ASIU ha cambiato nome alla TAP, chiamandola Rimateria, la quale ha ereditato i codici CER di gestione dei rifiuti e poi è stata messa sul mercato come gestore della discarica di Ischia di Crociano, dopo di che la stessa ASIU è stata messa in liquidazione dai suoi Comuni soci.

Prima dell’ingresso delle due aziende private Unirecuperi e Navarra nel capitale sociale di Rimateria con due quote del 30% ciascuna, la prima ufficialmente il 27 settembre 2018 (anche se questa già operava in discarica da più di un anno detenendo la commercializzazione esclusiva dei conferimenti dei rifiuti nell’impianto) e la seconda in data 31 gennaio 2019, Rimateria aveva come azionista di riferimento ASIU SpA (con un cospicuo 87,75% passato dopo la cessione del 60% ai privati ad un ben più modesto 27,75%) attraverso i Comuni di Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo, Suvereto, e come azionista di minoranza Lucchini in Amministrazione Straordinaria (12,25%).

Lo slogan coniato dall’ufficio comunicazione di Rimateria nel 2016 al lancio dell’azienda era “Rimateria, è la soluzione, non il problema”. Nonostante questo di lì a pochi anni la già enorme discarica controllata da ASIU è cresciuta in altezza a dismisura, riempita da rifiuti speciali provenienti da tutta Italia. Oggi poi, dopo anni di proteste da parte dei residenti, è arrivato il fallimento.

E adesso? In molti hanno chiesto alla politica di dare risposte concrete su quale dovrebbe a questo punto essere la via da seguire, ma ancora risposte chiare in tal senso faticano ad arrivare.

Facciamo adesso un passo indietro, e torniamo all’inizio del 2019, al programma elettorale presentato dall’attuale Sindaco Ferrari alla città di Piombino. In quel documento sono contenute alcune interessanti intuizioni che possono essere utili per rispondere alle criticità attuali. Vediamole:

«Dobbiamo pretendere che inizino le opere di bonifica del Sito di Interesse Nazionale (SIN) e che l’amministrazione comunale partecipi attivamente alla stesura di progetti chiari e coerenti; sarà necessario lo stanziamento di risorse finanziarie adeguate in tempi certi. Proporremo che le bonifiche utilizzino in via prioritaria aziende locali e vi sia il reimpiego dei lavoratori attualmente in CIGS e dell’indotto, anche tramite percorsi formativi».

E poi «Il SIN di Piombino è da tempo uno dei limiti dello sviluppo dell’economia industriale: la bonifica è il primo passo per trasformare questo vincolo in opportunità e portare la città ad una riqualificazione complessiva. Non è utopia: sono numerosi, nel mondo, gli esempi di riconversione: il più eclatante è quello della regione della Ruhr, in Germania».

Recentemente l’attuale giunta comunale, nel pieno rispetto del programma elettorale, ha avviato le bonifiche di “Poggio ai venti” e “Città futura”, ma poco può fare sul SIN, che è, come dice il suo stesso nome “d’interesse nazionale” e quindi vincolato alle scelte di questo governo.

E qui si torna al titolo di questo editoriale. E se Rimateria fosse la soluzione?

Perché l’azienda, oggi fallita, potrebbe trasformarsi, basta volerlo, in quella famosa “Impresa pubblica di scopo” che servirebbe alla Val di Cornia per effettuare tutte quelle bonifiche e ripristini necessari a questo territorio.

Se la Regione e/o lo Stato Italiano acquisissero le quote dei privati presso il Tribunale di Livorno e i Comuni soci di Rimateria quelle della Lucchini in amministrazione straordinaria (anch’essa comunque Statale) ci troveremmo davanti ad una società di scopo, già in possesso di tutte le autorizzazioni per lo smaltimento dei rifiuti (i cosidetti codici CER ereditati da ASIU) che a quel punto potrebbe chiamarsi ad esempio “Val di Cornia bonifiche”.

Questa potrebbe attuare tutte le opere di demolizione e bonifica del SIN, le conseguenti opere infrastrutturali e stradali a servizio delle nuove aree retro portuali, e tutte le operazioni di messa in sicurezza e chiusura della discarica di Ischia di Crociano (non dimentichiamoci che va comunque riempito, per chiudere l’impianto, ancora una parte del “Cono rovescio” e una parte della discarica Ex Lucchini ancora aperta).

Con il beneficio aggiuntivo dell’assunzione sia del personale dipendente di Rimateria (i famosi 41 lavoratori), sia del personale in esubero di JSW, che nell’ultima nota del Commissario Lucchini Nardi identificava in almeno 1000 persone, buona parte delle quali però da tempo non risiedono più a Piombino, e quindi dubitiamo siano interessate ad entrare in servizio presso un’azienda che essendo “di scopo” avrà comunque un orizzonte temporale operativo definito che stimiamo in almeno 10 anni. Necessari per bonificare il SIN e contemporaneamente mandare in pensione buona parte degli esuberi Ex Lucchini.

Questa operazione oggi potrebbe essere a costo zero per le casse dello Stato e consentirebbe di accelerare in modo significativo il cambiamento e lo sviluppo di questo territorio.

Non è più il tempo dell’attesa. Le esperienze passate di Bagnoli hanno mostrato che le bonifiche pubbliche hanno tempi biblici, tempi che la Val di Cornia non può più permettersi. Anche perché se Rimateria viene messa all’asta e acquisita da nuovi privati la soluzione prospettata sarà persa. Una riflessione che deve coinvolgere l’intero territorio.

Giuseppe Trinchini

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Scritto da il 22.6.2021. Registrato sotto Editoriali, Foto, Toscana-Italia, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

1 Commento per “EDITORIALE: E SE RIMATERIA FOSSE DAVVERO “LA SOLUZIONE”?”

  1. Elga

    Conoscevo persone che ci lavoravano e ho potuto vedere con i miei occhi il primo carrello di divisione
    Può essere il monte riciclabile

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DA QUANTO TEMPO...

  • QUANTO E' PASSATO DAL 1 LUGLIO 2017 DATA TERMINE DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA CON CEVITAL?

    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
    48 mesi, 27 giorni, 23 ore, 7 minute fa

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