CSP: RIMATERIA, PROGETTI IN CONTRASTO CON LA PROGRAMMAZIONE DI PIOMBINO

Piombino (LI) – Il Comitato Salute Pubblica Piombino-Val di Cornia ha scritto una lettera indirizzata al neo Assessore all’ambiente della Regione Toscana, Monia Monni, che evidenzia tutti quegli atti giuridico amministrativi compiuti dalla amministrazione comunale di Piombino per scongiurare l’aumento dei volumi di discarica richiesti dalla società Rimateria.
In allegato trovate anche la sintesi conclusiva di uno studio geologico che mette in rilievo le principali criticità dell’area sulla quale si richiede l’ampliamento.
Di seguito il testo della lettera e la sintesi dello studio geologico.
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All’Assessore all’Ambiente della Regione Toscana Monia Monni.
OGGETTO: discariche a Ischia di Crociano nel Comune di Piombino.
Dalla stampa abbiamo appreso in questi giorni un Suo diretto interessamento sul tema in oggetto.
Quale Comitato di Salute Pubblica di Piombino intendiamo rivolgerci a Lei, Assessore all’Ambiente della Regione Toscana, per ricordare e inquadrare le recenti proposte di ampliamento delle discariche esistenti a Ischia di Crociano, da parte del gestore Soc. Rimateria ,nell’ambito del contesto cittadino e degli atti
posti in essere dalla Amministrazione comunale.
A Ischia di Crociano è presente una discarica, una montagna di rifiuti di 1.860.000 metri cubi provenienti da ogni parte d’Italia tranne che dalle discariche presenti nel confinante SIN ove sono abbancate le scorie degli impianti siderurgici. La società che gestisce la discarica si è chiamata Rimateria perché l’intento iniziale
era quello di recuperare le scorie siderurgiche e trasformarle in materia prima-seconda. In 23 anni di vita in questa discarica non è stato trattato un grammo dei rifiuti siderurgici esistenti . Una discarica perennemente fuori norma che continua a operare, grazie alle proroghe che le vengono concesse dalla Regione ,e sulla quale grava anche un procedimento penale ancora in corso, in cui sia codesta Regione che il Comune di Piombino sono costituiti parte civile. Una discarica dove presumibilmente sono stati smaltiti fusti di mercurio , come afferma la COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SULLE ATTIVITÀ ILLECITE CONNESSE AL CICLO DEI RIFIUTI E SU ILLECITI AMBIENTALI AD ESSE CORRELATI — RELAZIONE TERRITORIALE SULLA REGIONE TOSCANA (Febbraio 2018).
Alla luce di questi fatti gravissimi, è stato istituito un procedimento penale, contro Lonzi e RaRi due aziende di Livorno, che vede la richiesta di rinvio a giudizio di una trentina di persone tra cui l’ex presidente Caramassi : tra i capi di imputazione a carico di RIMateria figurano il traffico illecito di rifiuti anche pericolosi, smaltimento illegale e conferimento abusivo mediante produzione di certificati di analisi falsi, truffa ai danni della Regione Toscana, omesso versamento dell’ecotassa. La regione Toscana emana il
Decreto dirigenziale n.761 del 27-01-2020 Oggetto: Costituzione di parte civile nel procedimento penale n.15787/2014-traffico illecito di rifiuti e mancata riscossione di ecotassa. Affidamento incarico all’Avvocatura regionale (15365).
Ci troviamo così tra vecchie e nuove discariche a diventare un polo di rifiuti situato non in un territorio isolato , avulso dal contesto urbano e sociale, ma lambito dalla viabilità principale che conduce al vicino Centro città, al Porto, al Parco della Sterpaia, all’Oasi naturalistica degli Orti Bottagone, alle Spiagge del golfo, ai Villaggi e Campeggi turistici, agli Agriturismi della campagne, alle campagne coltivate da famiglie di agricoltori, inoltre a distanza ravvicinata, di meno di 500mt, dai centri abitati di Colmata e di Montegemoli.
Mentre l’obiettivo della cittadinanza era ed è, quello di bonificare la zona siderurgica e intraprendere un percorso di risanamento ambientale e salutare, utilizzando le bellezze della nostra zona , Rimateria presenta nel mese di Agosto una AIA per rialzare una discarica denominata ex-Lucchini , alta già 19,5 metri, della quale ha la concessione demaniale e costruirvi sopra un’altra discarica fino al raggiungimento di 35 metri di rifiuti siderurgici provenienti da tutta Italia. Inoltre richiede, usando il termine riprofilatura con la
discarica adiacente ex-Asiu , un nuovo enorme aumento di volumi di rifiuti speciali .
L’innalzamento della “collina dei rifiuti” ora ribattezzato “Monte puzzo”, il via vai di camion nei pressi delle discariche, le maleodoranze, le preoccupazioni di carattere igienico sanitario, la conoscenza di proposte o progetti presentati dai gestori per ampliamenti, sopraelevazioni con l’intento, a loro dire, di accogliere
nuove e ingenti quantità rifiuti da varie parti d’Italia per avere risorse economiche da destinare al ripristino ambientale, hanno indotto molti cittadini a richiedere, alla precedente amministrazione
comunale, di indire un referendum contro detti progetti. Era il novembre 2018, il Consiglio Comunale di allora non accolse le proposte referendarie.
La città si è più volte mobilitata, in manifestazioni, sit-in, raccolta di firme, comunicati.
Nel maggio 2019 con le elezioni amministrative comunali la maggioranza degli elettori ha dato il proprio consenso a una amministrazione che ha presentato un programma dove non si condividevano ampliamenti di discariche, ma si prevedevano atti di modifica della destinazione d’uso di tali territori, per un loro recupero, fatte salve autorizzazioni in essere al momento della entrata in vigore degli atti pianificatori.
Così dalle linee programmatiche del primo consiglio comunale del 28 agosto 2019 dove si confermavano le proposte elettorali, con l’esplicito intento di favorire economie diversificate legate al turismo, alla cantieristica, si è passati alla conseguente approvazione di atti ovvero:
Deliberazione G.C n.295 del 1.10.2019” Deliberazione di indirizzo per la redazione di una variante urbanistica della zona F6 “aree e attrezzature per la raccolta e lo smaltimento di rifiuti e attività assimilate.
In questo atto si specifica :
– che l’area del polo di smaltimento di rifiuti di Ischia di Crociano,secondo quanto rappresentato dall’Asl, è esposta ad un rischio sanitario importante essendo in parte ubicata all’interno del SIN (sito di interesse nazionale) ai fini della bonifica e risanamento Ambientale ex legge 426/1988 ed è oggetto di studi epidemiologici;
-che la cittadinanza residente nei pressi dell’impianto risulta in contatto con una situazione di rischio ambientale sanitario;
-che la criticità delle condizioni ambientali per la presenza storica degli impianti siderurgici, del SIN, della diffusione di impatti odorigeni, contribuiscono a determinare una condizione di particolare attenzione per i cittadini residenti nella zona tale da giustificare l’adozione del presente atto al fine di evitare che su dette aree anche in futuro possano ipotizzarsi soluzioni progettuale di incremento della pressione ambientale e sanitaria a tutela della pubblica incolumità e della salute pubblica; -che per tali motivazioni si ritiene di procedere a una variante che modifichi le destinazioni dell’area in modo da mettere in sicurezza e mitighi lo sfavorevole impatto visivo e contribuisca a risanare un’area che interessa tutta la val di Cornia.
Con tali motivazioni è stato indicato al Settore Pianificazione del Comune di predisporre una variante per modificare la destinazione F6 “ aree per la raccolta e smaltimento di rifiuti” in un’area con forte valenza di salvaguardia ambientale per permettere la riqualificazione paesaggistica della zona mediante la sua rinaturalizzazione prevedendo la formazione di un parco o comunque di aree verdi.
Deliberazione Consiglio Comunale n.138 del 25.11.2019” Variante al Vigente Regolamento Urbanistico per la sottozona F6 in Loc. Ischia di Crociano, ai sensi dell’art.30 e seguenti della LR n.65/2014.
ADOZIONE: In seguito all’atto di Indirizzo di cui sopra il Consiglio Comunale ha approvato la deliberazione di Adozione di variante al regolamento urbanistico da area F6, raccolta smaltimento rifiuti, a F g Parco pubblico urbano di cui all’art 93 delle Norme Tecniche di Attuazione precisando che tale destinazione non è in contrasto con la pianificazione comunale,regionale,provinciale. Nell’atto si illustra la procedura e l’acquisizione dei pareri ai soggetti con competenze ambientali ai sensi delle disposizioni vigenti ( Regione Toscana settori Ambiente Energia Bonifiche, Inquinamento, tutela del mare, urbanistica, Agenzia del demanio, Arpat ,Provincia, Asl, Comuni limitrofi ecc… ) e si delibera di adottare la variante al R.U che
interessa le aree dove insistono le varie discariche (area ex ASIU, Ex Lucchini chiusa e ancora aperta, LI53 zona TAP e cono rovescio) per agevolare lo sviluppo legato alla diversificazione produttiva in particolare turistica con il potenziamento del sistema dei parchi e la valorizzazione del patrimonio paesistico,storico,culturale del territorio.
Nella stessa delibera si aprono i termini per le osservazioni.
Deliberazione Giunta Comunale n.250 del 7. 9.2020”Variante al Vigente Regolamento Urbanistico per la sottozona F6- Loc. Ischia di Crociano- Presa d’atto del documento di controdeduzione predisposto ed indirizzo a procedere con approvazione variante.
Con tale atto si fa propria l’istruttoria e le relazioni degli uffici incaricati di risposta alle osservazioni pervenute e si conferma sostanzialmente le disposizioni adottate con deliberazione C. C 138/2019. Nell’atto si precisa che la pianificazione comunale nell’ambito urbanistico è caratterizzata da un vincolo di carattere esclusivamente funzionale, ovvero il perseguimento
dell’interesse pubblico e pertanto l’ente è tenuto ad effettuare una ponderazione comparativa nell’interesse primario del governo del territorio con tutti gli interesse secondari che possono essere
pubblici, collettivi e privati cui il primo è collegato. La comparazione adeguata e esaustiva di detti interessi guida l’azione pianificatoria. Nella relazione allegata alla deliberazione ed in risposta ad una osservazione si precisa che la previsione di aree a parco con piantumazioni a verde è in armonia, anzi in continuità, a quanto indicato in Autorizzazioni Integrate Ambientali già in possesso di Rimateria per la gestione e chiusura della discarica ex Lucchini ed ex Asiu e nei progetti proposti dalla stessa alla Regione dove si parla in chiusura di discarica, di verde, piantumazioni, aree e spazio giochi……
Deliberazione Consiglio Comunale n.100 del 16 settembre 2020”Variante al vigente regolamento Urbanistico per le sottozonaF6- loc. Ischia di Crociano” Approvazione ai sensi dell’art.32 della LR.n.65/2014
Con tale deliberazione il Consiglio Comunale ha approvato la Variante in oggetto. Tale atto richiama l’iter procedurale adottato, i vari strumenti di pianificazione in armonia con la variante stessa, i pareri richiesti ai vari enti interessati ai sensi di normative vigenti , la normativa che disciplina le attività nelle aree destinate a Parco urbano specificando la irretroattività delle previsioni urbanistiche, richiama la istruttoria e contro deduce alle osservazioni presentate, dispone la trasmissione, come per tutti gli atti deliberativi fin qui adottati in materia, alla Regione Toscana .Fa propria la relazione allegata agli atti che tra l’altro specifica che:
-la stessa Variante richiama e si armonizza con la messa in sicurezza dell’area LI53 , titolare Rimateria, compresa nel SIN di cui al decreto 2014 e 2017.La stessa Variante è ritenuta propedeutica e funzionale al risanamento ambientale e economico di Piombino e della Val di Cornia la cui attuazione, si legge nel provvedimento, richiederà una azione complessa con il coinvolgimento di soggetti privati responsabili di inquinamento delle aree e delle relative responsabilità di bonifica e con l’attivazione di strumenti finanziari comunali, regionali, nazionali e europei.
Da ricordare infine, non certo per minore importanza, la Deliberazione GC. N.304 del 9.10.2019
“Definizione dei centri abitati di Montegemoli e Colmata. Distanza tra i perimetri dei centri abitati e degli impianti. Deliberazione con la quale i due complessi abitativi di Colmata e Montegemoli sono stati individuati centri abitati ai sensi del nuovo codice della strada di cui all’art.3 comma1 punto 8) del D.Lgs 285/1992 e che si trovano ubicati ad una distanza inferiore di 500mt ( limite minimo imposto dalla legge) dal perimetro dell’area delle discariche di Ischia di Crociano.
In questo contesto di atti di pianificazione territoriale ad opera dall’amministrazione comunale su mandato della maggioranza di cittadini piombinesi, la Soc. Rimateria, già titolare di Autorizzazioni
Integrate ambientali per le due discariche ex ASIU e Ex Lucchini ha presentato, come già detto, nell’agosto del 2020 istanza di riunificazione in un’unica AIA per il sopralzo della discarica ex Lucchini con rifiuti siderurgici e la riprofilatura con discarica ex ASIU con rifiuti speciali.
In tale data Il Comune aveva già approvato atti determinanti quali la definizione di centro abitato di Colmata e Montegemoli n.304/2019 ,e gli atti di indirizzo per predisporre variante a parco urbano delle aree interessate dalle discariche n.295/ 2019 e di adozione della variante stessa con deliberazione n.138/2019.
Tutto ciò non è stato minimamente preso in considerazione dalla Soc. Rimateria.
Si comprende che una società che gestisce rifiuti pensi a tutelare il proprio interesse economico, a presentare progetti che però sono entrati in contrasto con atti della programmazione territoriale redatti dal comune nell’interesse pubblico. Da ciò la Regione invece, essendo un Ente territoriale pubblico, a nostro avviso, non potrà prescindere.
La richiesta di Autorizzazione ovvero la richiesta di riunire le due autorizzazioni per realizzare di fatto una nuova discarica, per dare vita a un unico altopiano di rifiuti contrasta palesemente con le destinazioni pianificatorie comunali che prevedono in quella zona un’area destinata a Parco urbano. Gli interessi e le aspettative di pochi non possono sacrificare gli interessi di gran parte della comunità.
In ultimo preme ricordare il contesto territoriale in cui si trovano le discariche in argomento, sono vicinissime al mare dove vi sono spiagge di sabbia bianchissima, pinete e il Parco costiero della Sterpaia, e situate a poca distanza dalla città e dal suo centro storico che vanta monumenti e chiese antiche e che sfocia nella piazza sul mare la più estesa di Europa davanti alle Isole dell’arcipelago toscano e dove, se ci si sposta verso nord, si incontrano falesie, coste rocciose sul mare con macchia mediterranea che arriva alla necropoli di Baratti e al borgo di Populonia.
Una città, Piombino, inserita nell’ambito della Val di Cornia dove si trovano borghi e paesi medioevali con le loro case in pietra e ambienti naturali e paesistici di grande valore.
Confidando nell’interesse di codesto assessorato preposto allo sviluppo e alla salvaguardia dell’ambiente, chiediamo di approfondire leggendo la sintesi conclusiva in allegato dello studio geologico “AF GEOSCIEAND TECHNOLOGY CONSULTING S.R.L.” che ha prodotto una relazione sui risultati dell’analisi tecnica critica degli elaborati progettuali, e dei chiarimenti ed integrazioni forniti da RIMATERIA per il progetto definitivo opere di chiusura – Variante 2 discarica ex Lucchini – riprofilatura discarica RIMATERIA e per il progetto definitivo della nuova discarica su Area Li53.
Rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento ,
si porgono distinti saluti.
Comitato Salute Pubblica Piombino-Val di Cornia
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SINTESI CONCLUSIVA studio geologico “AF GEOSCIENCE AND TECHNOLOGY CONSULTING S.R.L.”
Di seguito si riporta una sintesi delle criticità più rilevanti osservate nel progetto
• Modello idrogeologico
L’aspetto idrogeologico risulta affrontato con la produzione di un modello concettuale sostanzialmente aprioristico che ignora sia alcuni dati rilevati nel corso delle indagini specifiche di supporto al progetto, sia dati pregressi frutto di precedenti indagini aventi ad oggetto la stessa area sia le necessarie considerazioni di più ampio raggio relative alle evoluzioni idrologico idrauliche della sequenza di paleoambienti (lagunari, palustri, di bonifica per colmata) che hanno generato il complesso assetto stratigrafico dell’attuale porzione di Pianura Piombinese che ha sostituito la laguna di Piombino.
Il modello concettuale presentato a sostegno della fattibilità dei progetti di sopraelevazione , ampliamento e rimodulazione di discariche industriali e civili variamente datate asserisce l’esistenza di un orizzonte superficiale, permeabile, ospitato in riporti antropici di materiali artificiali derivanti dalla messa in posto di rifiuti dell’attività siderurgica, un livello sostanzialmente impermeabile, di natura prevalentemente argillosa, continuo di almeno 10m di spessore ed una serie di livelli permeabili di origine naturali ospitati in sabbie e ghiaie. Nessuna considerazione viene data agli effetti del non confinamento laterale dell’orizzonte
superficiale, pur ammettendone la continuità idraulica con il fiume Cornia ma senza trarre alcuna conseguenza da tale evidenza. Per quanto riguarda la pretesa continuità ed impermeabilità dell’orizzonte
immediatamente sottostante, al quale vengono attribuite conducibilità idrauliche che variano da 10-6 a 10-9 m/s sulla base di prove non dettagliate o almeno specificate, essa viene smentita sia dalla stratigrafia del sondaggio S2 A (R. Mazzei), sia dalla sez. tomografica elettrica (14-14′) di “bianco” dei rilievi effettuati dalla
Ditta TriGeo, sia dalle stratigrafie dei sondaggi eseguite da Geotecnica Pisana nel 1993 nell’area LI53 (S2,S3, S4) : tutti dati che convergono a dimostrare numerosi punti di inequivocabile ed evidente discontinuità dell’orizzonte “impermeabile” preteso continuo, sia a suggerire la probabile presenza di un paleoalveo
fluviale orientato all’incirca N-S parallelo all’attuale fosso della Cornia Vecchia e sfalsato rispetto ad esso verso est di circa 300 m.
Il modello idrogeologico di riferimento arriva persino a considerare l’acquifero “superficiale” come un corpo idrico isolato ignorando la banale evidenza che un corpo idrico sotterraneo isolato, ma attivamente ricaricato dall’infiltrazione meteorica, finisce necessariamente per affiorare e\o tracimare lateralmente
Su tale modello concettuale, viziato dalle carenze sopra esposte, si sono basate tutte le successive elaborazioni che coinvolgevano considerazioni idrogeologiche, minando alla base l‘applicazione del principio di precauzione sul quale dovrebbero basarsi sia le analisi di rischio che gli studi di impatto ambientale.
E’ doveroso rilevare che per la scelta di far riferimento a questo modello concettuale e non a quello, ben diverso e probabilisticamente più rappresentativo dei risultati della storia geologica nota del sito riportato in “Sintesi Piano di caratterizzazione” non viene fornita giustificazione alcuna.
• Implicazioni delle analisi geotecniche presentate
Per le discariche ex Lucchini e nuova discarica LI53 le verifiche geotecniche, in particolare quelle effettuate a mezzo simulazione tridimensionale dei cedimenti mostrano cedimenti a fine coltivazione che vanno da 1.5m fino a 2.5 m ed a 30 anni raggiungono i 2.8 m.
Premesso che la sopraelevazione della discarica ex Luchini è separata dalle opere di “chiusura” (capping della discarica preesistente e che per l’intera area LI53 è previsto un pacchetto di impermeabilizzazione superficiale a prevenzione della percolazione delle acque meteoriche nell’ambito delle attività di bonifica
della falda idrica del SIN Piombino, i cedimenti previsti avranno come effetto certo ed inevitabile di far sprofondare all’interno del volume ipogeo di oscillazione della falda i depositi di origine antropica che ad oggi si trovano al di sopra del tetto di tale fascia di variazione. Ciò comporta che la discarica ex Lucchini chiusa, sprofonderà fino a portare il suo fondo a quote non consentite dal franco obbligatoriamente previsto per la base di discarica ancorchè impermeabilizzata. In realtà il rilievo tomografico geoelettrico
dimostra che già ad oggi il fondo della discarica, munito di telo impermeabile, si trova per ampie porzioni ben al di sotto del livello del mare e quindi immerso in falda.
Per l’area LI53, la situazione è anche peggiore in quanto ad immergersi all’interno della fascia di variazione dei livelli di falda non saranno dei rifiuti almeno teoricamente isolati da una impermeabilizzazione di fondo discarica ma direttamente i riporti artificiali di scorie siderurgiche.
E’ opportuno notare che tale inevitabile evoluzione vanificherà gli effetti della bonifica di falda prevista per il SIN ed attuata mediante la prevenzione della percolazione delle acque meteoriche attraverso i depositi contaminanti.
La percolazione verrà infatti impedita ma i depositi contaminanti andranno ad immergersi direttamente in porzioni sature del sottosuolo. In assenza di un confinamento laterale che interessi l’intero spessore dei riporti antropici fino al preteso e non verificato orizzonte impermeabile al loro letto, la diffusione di contaminanti per advezione e per diffusione proseguirà indisturbata ed incrementata.
I cedimenti attesi, inoltre interferiranno inevitabilmente con il sistema di raccolta percolato della discarica LI53, previsto come divergente dall’asse discarica che vedrà invertite le sue pendenze con accumulo del percolato non allontanabile con le opere di progetto. I cedimenti interferiranno inoltre con l’officiosità
idraulica della rete perimetrale di raccolta ed allontanamento acque meteoriche con possibili inversioni delle pendenze di progetto e conseguenti probabili ristagni ed esondazioni. E’ da notare che negli elaborati progettuali, nelle risposte ai chiarimenti, nell’analisi dell’impatto ambientale, nella sintesi non tecnica ed in tutti gli elaborati grafici a corredo dei sopra definiti documenti, non vi è traccia di considerazione alcuna dei sopraelencati effetti certi dei cedimenti indotti dalla ricarica geotecnica artificiale (discariche in costruendo) sugli orizzonti naturali molli presenti nel sottosuolo delle aree di progetto.
Le ennesime variazioni progettuali riportate nell’elaborato consegnato il 26 settembre non alterano in nulla la validità di quanto sopra esposto
• Migrazione dei contaminanti e monitoraggi
Nell’intera documentazione progettuale non si ritrova traccia né menzione delle necessarie simulazioni previsionali delle direzioni di flusso delle acque sotterranee stato attuale, stato modificato.
Non vi è neppure traccia di considerazioni ed eventuali simulazioni dello spostamento di contaminanti per meccanismo di diffusione, meccanismo che è d’uopo notare ha luogo in depositi saturi ad elevata porosità totale in modo del tutto indipendentemente dalla conducibilità idraulica degli stessi: anche volendo ammettere la continuità ed impermeabilità del deposito “limo argilloso” sottostante il deposito antropico la sua potenzialità di veicolazione contaminanti per diffusione avrebbe dovuto essere in ipotesi minimale presa in considerazione, non fosse altro per trovare logica giustificazione alle evidenze di contaminazione da composti chiaramente provenienti dalle scorie siderurgiche nell’”acquifero profondo” che si pretende isolato idraulicamente dalla sorgente di dette contaminazioni.
Anche accettando, scorrettamente, di ignorare il fenomeno della diffusione vale la pena di far sommessamente notare che valori di conducibilità idraulica di 10-6 10-7 m/sec sono meglio riferibili ad un acquitardo piuttosto che ad un acquicludo e che con tali valori di conducibilità idraulica, la veicolazione di inquinanti per mera advezione non può essere trascurata.
• Analisi di rischio assoluto
Per quanto riguarda le problematiche di possibile migrazione dei percolati che dovessero sfuggire ai sistemi di impermeabilizzazione delle nuove discariche, l’intero calcolo è viziato da:
1. Per il complesso sopraelevazione discariche complesso ex Luchini Rimateria, dall’insanabile erroreconcettuale nel calcolo del gradiente idraulico (sostituzione della quota assoluta di falda con la soggiacenza)
2. Per la LI53, l’utilizzo di un valore di gradiente idraulico datato di ben 12 anni
La parte di elaborato che tratta le problematiche percolato assume acriticamente e si basa sull’ipotesi, ampiamente smentita da dati di sondaggi di un acquifero superficiale completamente isolato dagli acquiferi più profondi.
• Criterio escludente – Distanza da centri abitati
Si nega il sussistere del criterio distanza dai centri abitati che secondo la definizione del vigente codice della strada (Art.3 comma 8) deve garantire il permanere di una fascia di rispetto di 500 m fra il perimetro del centro abitato e quello dell’impianto.
• Impatto odorigeno
L’impatto odorigeno derivante dalla coltivazione delle tre discariche comporterà per un periodo non inferiore ai 12 anni la diffusione di odori sgradevoli per un area di circa 16 km2 all’intorno del punto di emissione, odori la cui intensità supererà la soglia di 2 unità olfattometriche (odore forte) per un areale di circa 9 km2 ampiamente comprendenti i centri abitati di Colmata e Montegemoli.
Relativamente agli scenari sopra citati RIMATERIA dichiara che: “la gestione delle discariche future sarà migliorata sia dal punto di vista della gestione delle coperture che dell’ottimizzazione della captazione del biogas” Lodevole dichiarazione d’intenti priva di supporto tecnico e di impegni legalmente vincolanti.
Dichiara inoltre che “conferirà rifiuti con un minor contenuto organico biodegradabile rispetto a quelli storicamente conferiti, questo garantirà un impatto olfattivo sicuramente minore rispetto alle attuali condizioni di esercizio”; tale affermazione oltre a non avere nessun valore legale vincolante è in palese contrasto con l’oggetto della proposta di modifica sostanziale alla variante 4 che prevede che la quasi totalità dei rifiuti da conferirsi nelle sopraelevazioni delle discariche chiuse sia di natura biodegradabile e con il progetto della LI53 che prevede rifiuti biodegradabili per il 54.4% dei 2.5 milioni di m3 che vi verranno smaltiti.
L’ impatto è condizione direttamente derivante dal conferimento di materiali biodegradabili ed in questo caso ineliminabile Una gestione di conferimento attenta alla minimizzazione degli odori, stanti i volumi di biogas dei quali si prevede comunque la dispersione, appare solo un palliativo di ragionevolmente prevedibile modesta efficacia.
Si rileva che la nuova simulazione modellistica, riportata nell’elaborato consegnato il 26 settembre 2019, risulta basarsi su una situazione immotivatamente modificata rispetto alla modellazione precedente.
La diminuzione dell’entità delle emissioni percepibili sui bersagli (riduzione media 35%) a fronte di una riduzione del corpo emettitore del 17% appare eccedere largamente la non linearità del rapporto dimensioni emettitore-entità emissioni. Per i motivi di cui sopra l’aggiornamento dei calcoli non può essere accettato su base oggettiva.
• Fabbisogno idrico
Non c’è accenno alcuno ai fabbisogni idrici per la realizzazione e conduzione dell’impianto (quali ad esempio le irrorazioni delle piste di cantiere, delle piste non pavimentate ed il bagnamento dei rifiuti pulverulenti per mitigare la dispersione di polveri in aria), a quale fonte si intenda attingere e quali misure si intendano adottare per verificare la compatibilità di tali ablazioni idriche con la situazione di crisi idrica dell’area. L’unico accenno alla problematica si ritrova nella relazione di incidenza dove per eventuali interventi di irrigazione di soccorso degli inerbimenti delle coperture si dichiara di far conto (in palese illegalità ) alla rete acquedottistica ed alla presenza di un non meglio identificato pozzo già attivo.
• Responsabilità professionale Progetti ed elaborati
Gli elaborati depositati “Analisi assoluta di rischio sito specifica”, “Studio Impatto sulla qualità dell’ariamodellistica di dispersione”, “Analisi di rischio Valutazione della concentrazione nel punto di esposizione”, “Determinazione dei livelli di controllo e di guardia per il monitoraggio delle acque sotterranee – Discarica Ischia di Crociano Piombino LI” e loro aggiornamenti ove presenti, sono privi di dimostrazione di qualificazione professionale dei redattori come invece richiesto dalla vigente normativa italiana e dalle linee guida della Regione Toscana per le materie trattate.
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Scritto da il 26.11.2020. Registrato sotto ambiente/territorio, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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