RIMATERIA: CAROTAGGI E DIALOGO IN ATTESA DELL’OK AL REFERENDUM

Piombino (LI) – Con questa lettera aperta il Comitato di Salute Pubblica Piombino si propone di sottoporre all’attenzione  di tutti la questione dei carotaggi richiesti da mesi sulla discarica RiMateria (ex-ASIU) di Ischia di Crociano. Nel frattempo la lista di maggioranza “Spirito Libero” cerca il dialogo coi promotori ed i cittadini contrari allo stoccaggio di 2 milioni e ottocentocinquantamila metri cubi di rifiuti proveniente da fuori.

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COMITATO SALUTE PIOMBINO: E’ ARRIVATA L’ORA DEI CAROTAGGI

Nell’incontro del 4 luglio 2018 tra un comitato di cittadini e i rappresentanti di alcuni Comuni del comprensorio (Sindaco di Piombino M. Giuliani, Sindaco di Suvereto G. Parodi, assessore all’ambiente del Comune di Campiglia M.ma V. Bartalesi, assessore all’ambiente del Comune di San Vincenzo A. Russo, Presidente di RiMateria V. Caramassi) furono presi vari impegni, fra i quali quello di attivare una centralina per l’analisi dell’aria e quello di effettuare, appena possibile, dei carotaggi sulla discarica per escludere la possibilità che vi sia stato conferito materiale particolarmente pericoloso.

Apprendiamo con soddisfazione che la centralina per il controllo dell’aria è stata attivata, mentre ad oggi il Sindaco di Piombino ci informa che i carotaggi non sono ancora stati eseguiti perché è ancora in attesa dell’autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria per poter procedere. Concedere questa autorizzazione è, a nostro avviso, particolarmente importante in quanto ricordiamo che RiMateria è indagata in merito al traffico illecito di rifiuti provenienti dalle ditte Lonzi e RaRi di Livorno. Circa un terzo dei rifiuti con cui la discarica è stata innalzata da 26 a 32 metri provengono proprio da queste due ditte.

RiMateria ha escluso che rifiuti pericolosi siano potuti finire in discarica e ha sottolineato che, nel caso, si riterrebbe lei stessa vittima di questa situazione. Siamo convinti che sia assolutamente necessario stabilire con certezza, attraverso i suddetti carotaggi, se dentro la discarica di Ischia di Crociano sono finiti rifiuti pericolosi sia per la tutela dell’ambiente e dei cittadini che abitano vicino alla discarica, sia per la tutela degli stessi lavoratori di RiMateria, che sopra la discarica operano quotidianamente.

Mentre nell’incontro del 4 luglio ai cittadini fu assicurato che la ditta che avrebbe eseguito i carotaggi sarebbe stata una ditta esterna a RiMateria e che i costi dell’operazione (carotaggi e analisi) sarebbero stati pagati dal Comune, nell’ultima dichiarazione fatta a mezzo stampa il Sindaco, oltre ad imputare la non esecuzione dei carotaggi alla mancata autorizzazione della Magistratura parla anche di “carotaggi in autocontrollo”. Speriamo che questo non significhi affidare a RiMateria, diversamente da quanto promesso, l’esecuzione degli stessi e le analisi relative e che queste siano affidate a un Ente Pubblico, come l’ARPAT o i NOE, che si configuri come Ente qualificato e super partes.

Ci preme sottolineare che le preoccupazioni dei cittadini circa questi impianti, gestiti fino a pochi giorni fa senza alcun rispetto delle norme tecniche di riferimento e delle prescrizioni della Regione Toscana, sono del tutto legittime anche in considerazione dei notevoli disagi a cui  i suddetti impianti hanno dato origine. Non dimentichiamoci che la discarica di RiMateria è menzionata più volte dalla Commissione parlamentare di inchiesta (presieduta dalla Senatrice Laura Puppato e dall’Onorevole Stefano Vignaroli) sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati.

Abbiamo totale fiducia nella Magistratura e nella Procura della Repubblica. Ci permettiamo di rivolgere loro questo invito dopo le ultime dichiarazioni fatte dal Sindaco e solo per sottolineare come i carotaggi e le analisi richieste potrebbero tranquillizzare i cittadini che, ad oggi, stanno continuando a seguire la vicenda con preoccupazione, nel rispetto comunque delle esigenze di indagine dei Magistrati che seguono il caso, al cui giudizio ci rimettiamo.

CSP

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SPIRITO LIBERO: RIMATERIA, NECESSARIO FAR RIPARTIRE IL DIALOGO

La ragione non può essere indifferente alla paura, né quest’ultima può essere sottostimata, rigettata, irrisa. Perciò crediamo che alla paura generata dal futuro della discarica occorra offrire una risposta, fosse anche al di là della ragione stessa, aprendo un dialogo col Comitato Promotore del referendum. Con altrettanta determinazione bisogna però partire da alcuni oggettivi dati di fatto; dei punti fermi senza i quali non è possibile formulare alcuna proposta seria. Il primo è che una discarica regolarmente autorizzata, ancorché posizionata nel peggior punto in cui potesse essere messa, esiste e purtroppo non si può più tornare indietro. Il secondo è che nell’area industriale esistono già da tempo due discariche abusive: la 36 ettari di proprietà di Lucchini in amministrazione straordinaria e la LI53, che Rimateria ha acquisito con l’obiettivo/obbligo di bonificarla. Sono entrambe discariche che, se non bonificate a dovere, anch’esse esistono e creano oggi danni alla salute. Ecco perché concordiamo appieno con lo slogan lanciato dagli operai di Rimateria, che appunto “Rimateria è la soluzione, non il problema”. Il terzo è che Rimateria – senza le bonifiche della 36 ettari in cui sono già stoccati oltre 1.800.000 metri cubi di rifiuti da trattare e poi senza la ripresa della produzione siderurgica – per evitare il fallimento avrebbe bisogno giocoforza di importare rifiuti speciali da fuori, Anch’esso è un semplice dato di fatto, ma genera ovvie preoccupazioni e paure per le opacità che spesso in Italia vi sono sui conferimenti di tali rifiuti, considerando tutti i possibili rischi per la salute.

Il tema principale di uno dei referendum che si vorrebbero dal comitato è proprio quello della importazione dei rifiuti da fuori. Noi riteniamo che è proprio dalla condivisione di questa paura che bisogna partire per impostare un dialogo coi promotori e i cittadini contrari, poiché sull’esigenza di bonificare le aree industriali nonché di smaltire correttamente i residui del ciclo produttivo siderurgico in discarica controllata ci pare vi sia abbastanza condivisione. Allora Comune e Comitato marcino insieme e si impegnino, dandosi un tempo massimo di due mesi affinché il nuovo governo, preso atto che quelli precedenti non vi sono palesemente riusciti, destini da subito i famosi 50 milioni o parti di esse per rimuovere quei cumuli presenti nella discarica abusiva di 36 ettari facendoli smaltire in Rimateria. Del pari ci si attivi affinché la nuova proprietà JSW si impegni formalmente a conferire i residui delle produzioni siderurgiche sempre in Rimateria.

Anche Fausto Azzi lo ha già detto chiaramente: occorre un atto formale. Se entro i due mesi avremo tutti insieme ottenuto questo, allora avremo messo Rimateria nella condizione di portare a termine esattamente la missione per cui è nata, senza cioè alcuna necessità di dover importare rifiuti da fuori perché occorrerebbero circa una decina di anni solo per bonificare le masse già esistenti), quindi il Comitato ritiri il referendum. Se invece non ci saremo riusciti allora il Consiglio Comunale, qualora la commissione lo valutasse ammissibile, voti per far indire il referendum senza cioè gravare il Comitato dell’onere di raccogliere le firme, ossia semplificando al massimo il percorso. I tempi possono coincidere con la procedura che comunque prevede in questo lasso di tempo la nomina della commissione tecnica per verificare la ammissibilità del referendum, la verifica e la sua successiva indizione. Occorre un atto di coraggio e di buon senso da parte di tutti, noi chiediamo lo si faccia per la città.

Spirito Libero

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Scritto da il 28.9.2018. Registrato sotto ambiente/territorio, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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