PIOMBINO: A COLMATA RIUNIONE PER I MIASMI DI “MONTE PUZZO”

alcuni dei partecipanti alla riunione

Piombino (LI) – Si è tenuta il 20 febbraio scorso un’assemblea del Consiglio di quartiere Populonia-Fiorentina sul tema “Discarica: ascolto dei cittadini e proposte di intervento”. All’incontro, chiaramente voluto dai residenti per gli sgradevoli odori proveniente da quello che ormai simpaticamente è stato ribattezzato “Monte puzzo”,  erano stati invitati anche il sindaco Giuliani e l’assessore all’ambiente Chiarei, che però non si sono presentati. 

Questo primo appuntamento è stato molto partecipato ed ha visto il confronto di posizioni, anche contrastanti, ma tutte convergenti su un punto condiviso:  il forte disagio che la discarica sta creando e la necessità  di trovare una soluzione a questo disagio. Sono emersi  principalmete i  problemi legati allo stato di salute degli abitanti delle zone limitrofe alla discarica: disturbi delle vie respiratorie, irritazioni oculari, cefalea; e come costante, l’esalazione di miasmi insopportabili. Questi disagi sono presenti da molto tempo, da quando la discarica ha cominciato a crescere come una montagna ora giunta all’altezza di 32 metri , ma al momento non è stata ancora avviata un’indagine epidemiologica sullo stato di salute degli  abitanti, nonostante sia stata chiesta e promessa dall’ASL locale.

Sono emerse posizioni diverse, in un confronto a tratti acceso, ma sempre civile e rispettoso: comune la  richiesta di fare chiarezza sul tipo di rifiuti che sono stati conferiti in discarica, soprattutto  dopo l’indagine della DDA di Firenze sul traffico illecito di rifiuti che ha visto coinvolte le due aziende livornesi Lonzi e Rari; queste aziende, secondo gli inquirenti avrebbero smaltito abusivamente circa 200mila le tonnellate  di riufiuti speciali, anche pericolosi e nocivi,  miscelati con altri e mascherati come ordinari, nelle  discariche di Rosignano e Piombino.

Se è vero che dovrà essere la magistratura, e non altri, a stabilire eventuali  responsabilità, è anche vero che la prima preoccupazione della popolazione residente è per la propria salute, perchè non si sa cosa esattamente sia finito in discarica dal momento che 1/3 dei conferimenti è avvenuto ad opera delle aziende indagate.

Pertanto una prima richiesta è stata quella di effettuare prelievi in discarica per sapere quale tipo di rifiuti sono stati conferiti. 

L’altra richiesta emersa è quella di mettere a norma la discarica, dal momento che secondo la diffida della Regione Toscana  “risulta condotta in maniera non adeguata alle norme tecniche di riferimento e difformemente a quanto autorizzato”

La Regione a novembre 2017 ha diffidato RiMateria a mettere in atto tutte le procedure necessarie ad eliminare le inosservanze e a ricondurre la gestione degli impianti  nel rispetto delle prescrizioni imposte dalle normative.  La diffida non è stata impugnata da RiMateria, ciò a dimostrazione della veridicità di quanto in essa si afferma, ma non è stata nemmeno rispettata, in quanto RiMateria ha risposto che sta  lavorando per mettersi a norma.

Ma i cittadini presenti chiaramente non vogliono più continuare a pagare “sulla loro pelle” questa gestione RiMateria, a prescindere dalle sue criticità finanziarie.

Le irregolarità che la regione ha riscontrato non erano solo relative all’inadeguatezza impiantistica (con le conseguenze sullo stato delle matrici ambientali) ma anche al non corretto controllo dei rifiuti conferiti. Dato tutto ciò e dati i disturbi di cui sopra, gli abitanti non si sentono affatto rassicurati e intendono procedere nelle loro richiesta.

Si terrà pertanto una nuova riunione per decidere i passi da intraprendere.

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Scritto da il 24.2.2018. Registrato sotto ambiente/territorio, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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