AFERPI: STABILIMENTO SPENTO, RICHIESTE MEDIOEVALI E SILENZIO DALLE ISTITUZIONI

Issad Rebrab e Piero Nardi

Piombino (LI) – Da fonti sindacali sembra che, in una riunione in Aferpi di oggi, sia ormai certa la fermata anche del Tpp (treno rotaie) a tempo indeterminato. Dopo che gli altri due treni Tmp e Tve nel 2017 non hanno mai lavorato. Aferpi non ha più contratti con nessun fornitore, e le uniche 12.500 tonnellate di blumi per la laminazione delle rotaie, con le quali il commerciale di Aferpi provava ad “incantare” i clienti, sembra che l’acciaieria fornitrice non le metterà in produzione essendo ad oggi Cevital inadempiente.

«Per convincere Roma a intervenire, Rebrab conta su 2.200 persone che scendono in piazza. Sa infatti che l’azienda non potrebbe sopravvivere a una lunga disputa legale che deriverebbe dalla rescissione del contratto di cessione degli impianti. Perché si continuerebbero a perdere fornitori e quote di mercato fino a un punto di non ritorno», disse Fausto Azzi, l’ultimo degli amministratori di Aferpi al Sole 24H il 7 maggio scorso. Si prospetta quindi una sorta di “ricatto” dell’Algerino al Governo di una nazione europea tramite l’utilizzo dei sindacati e dei lavoratori  che nel comunicato di oggi hanno gia anticipato che, a 37 giorni dal pieno controllo di Rebrab dell’area siderurgica, «nei prossimi giorni alzeranno il livello della mobilitazione».

E’ chiaro che la messa in sicurezza dei dipendenti dello stabilimento “diretti” come dicono Fim-Fiom-Uilm, facendo però intendere quale sarà la fine delle ditte dell’indotto, è un obbiettivo prioritario quanto meno per il sostentamento dell’economia del territorio, meno chiare sono però le richieste di “tornare a colare acciaio” o sperare ancora in progetti mai definiti da Cevital come quelli della Logistica e della Agroindustria.

Garantire poi il 40% della produzione originaria dello stabilimento per accedere ai contratti di solidarietà sembra una missione degna di James Bond oppure Superman, visto che tutto è fermo, e che solo una cospicua iniezione di denaro pubblico potrebbe permettere di andare avanti per altri due anni di “nulla”, viste le promesse farlocche dell’imprenditore algerino dal 2014 ad oggi.

Richieste più sagge potrebbero essere quelle di svincolare i laminatoi dal resto dello stabilimento (area a caldo) fermo da aprile 2014, reclamare chiarezza e verità, attuando le scelte più giuste senza cedere ai ricatti, e pretendere un lavoro dal Governo, che è un diritto, ma non uno specifico, se ormai quel tipo di lavoro non esiste più.

Si deve pretendere UN LAVORO e con una degna retribuzione.

Da tempo propongo la riconversione del territorio attraverso le bonifiche del SIN (e non la sola messa in sicurezza) che occupino il più alto numero di personale locale, ed in un tempo che non sia quello di tre generazioni (60 anni) come ipotizzato da Invitalia.

Oggi servono leggi “Ad hoc” per Piombino, affinché le opere di bonifica si realizzino al massimo in 2500 giorni (7-8 anni), occupando buona parte degli esuberi e riprogettando contemporaneamente il territorio per attuare la necessaria diversificazione (turismo, nautica, artigianato, industria, eccetera) che garantisca LAVORO VERO per questa e le future generazioni. Continuare in Val di Cornia a campare “alla giornata” è molto pericoloso, e la scadenza del 1° luglio 2017, con Rebrab “padrone”, sempre più vicina.

“Siate il cambiamento che vorreste vedere nel mondo” disse una volta Ghandi. Se i piombinesi non vogliono farlo per loro stessi, almeno lo facciano per salvare il futuro dei loro figli.

Giuseppe Trinchini

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CAMPING CIG: VOGLIAMO SAPERE COSA C’E’ SCRITTO NELLE LETTERE DI MESSA IN MORA A CEVITAL

il camping CIG oggi in consiglio comunale

Nel Consiglio Comunale del 23 maggio si è discusso della mozione presentata dal Movimento 5 Stelle che chiede all’Amministrazione Comunale di procurare e rendere pubblico lo scambio di lettere tra il MiSE e Cevital sulla messa in mora.

Il Coordinamento Art. 1 – Camping CIG è presente per dare sostegno alla mozione. Il futuro dei lavoratori e del territorio non può essere un fatto privato tra pochi soggetti, ma deve coinvolgere, sia in informazione, sia in partecipazione e decisioni, tutti, lavoratori e cittadini.

Il tempo rimasto per impedire che la Cevital divenga definitivamente proprietaria e possa disporre a suo piacimento dell’organico e del futuro produttivo della fabbrica e non solo, sta scadendo. Dopo aver lasciato per due anni che gli obiettivi contenuti nel Progetto Piombino venissero puntualmente disattesi è ora il momento che il Governo mostri una decisione che fino ad oggi è mancata. Prima di tutto dimostri una maggiore trasparenza ed informi i lavoratori ed i cittadini.

Nella mattinata, sempre in Consiglio Comunale, si è discussa la mozione di sostegno alla lotta delle lavoratrici delle pulizie, che rischiano la perdita del lavoro. Anche in questo caso abbiamo voluto essere presenti per portare la nostra solidarietà.

LA LOTTA PER IL LAVORO È LA LOTTA DI TUTTI E SOLO CON COMPORTAMENTI SOLIDALI SI PUÒ ARRIVARE ALLA VITTORIA.

Coordinamento Art. 1 – Camping CIG

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FIM-FIOM-UILM PIOMBINO CONTINUANO A CHIEDERE AMMORTIZZATORI SOCIALI

Rebrab con Renda

La scorsa settimana si è tenuta una partecipata assemblea al Phalesia in cui le Organizzazioni Sindacali, con la presenza delle Segreterie Nazionali di Fim-Fiom-Uilm, hanno fatto il punto con i lavoratori della grave situazione in cui versa lo stabilimento.

«Dopo quasi due anni di immobilismo, seppure con colpevole ritardo visto gli allarmi più volte lanciati dal Sindacato, è importante che il Governo abbia deciso di cambiare passo e affrontare con decisione la vertenza Come affermato dal Ministro in uno degli ultimi incontri, ci troviamo in una fase molto delicata della vicenda ma l’importante è uscire da questo stallo.

Nell’ultimo incontro al Mise, quando si è parlato di un tavolo tecnico tra Commissario e Azienda con la supervisione del Ministero, abbiamo richiesto di essere costantemente aggiornati dell’evolversi della situazione. L’obiettivo del sindacato è la messa in sicurezza innanzitutto di tutti i lavoratori diretti tramite un accordo per prolungare di altri due anni il periodo di sorveglianza, utilizzando in questo periodo i contratti di solidarietà così come previsto nell’accordo firmato nel Giugno 2015 al Ministero e con le modalità previste nello stesso accordo.

Vogliamo risposte e date certe in merito al tavolo degli ammortizzatori sociali per l’indotto, più volte richiesto e condiviso anche con il Ministero.

Vogliamo aggiornamenti da parte del Governo rispetto alla ricerca del partner siderurgico, per capire se ci sono soggetti realmente interessati e soprattutto ricordiamo che non ci accontenteremo di un soggetto che non metta come priorità l’obiettivo di tornare a produrre acciaio a Piombino, sia perché solo questo può garantire la ricollocazione dei molti lavoratori interessati, sia perché sarebbe la fine della siderurgia nel nostro territorio.

Attualmente ci troviamo con il solo treno rotaie in marcia, probabilmente anche questo solo per pochi altri giorni visto che ad oggi non ci sono in arrivo navi di semiprodotti, mentre non ci sono segnali di ripartenza del treno barre e vergella che sono fermi già da oltre 5 mesi Vogliamo aggiornamenti sia rispetto agli smantellamenti che spettano al privato, sia rispetto alle bonifiche che spettano al pubblico.

E’ fondamentale capire a che punto siamo davvero con i progetti della Logistica e della Agroindustria che sono settori fondamentali per garantire la piena occupazione e il futuro sociale del Comprensorio. Uno degli elementi ribaditi con forza dal Sindacato, ma anche dallo stesso Ministro, è stata la richiesta della continuità produttiva e dell’attività lavorativa per garantire il mantenimento dell’attuale ammortizzatore sociale, previa grave inadempienza che porterebbe alla risoluzione del contratto.

Siamo consapevoli della gravità e dell’incertezza che un atto del genere potrebbe creare, ma pretendiamo che qualunque sia la soluzione, questa debba mantenere comunque la continuità produttiva e il lavoro e debba garantire che non siano i lavoratori a pagare i ritardi e le inadempienze che ci sono state fino ad oggi Fim-Fiom-Uilm chiedono formalmente, a fronte del tavolo tecnico del 17 maggio scorso, un incontro rapidissimo sia al Commissario che al Ministero, per avere risposte ed aggiornamenti sull’attuale situazione, per capire e condividere come si procede, sapendo che il 30 Giugno (data in cui scadono i termini della Legge Marzano e i primi 24 mesi di solidarietà) è ormai alle porte.

Le Organizzazioni Sindacali non si renderanno disponibili a questo stato di inerzia e non accetteranno che si arrivi in “zona Cesarini” solo con la soluzione del rinnovo di 2 anni di sorveglianza senza le risposte certificate su continuità produttiva e senza una soluzione industriale concreta.

Nei prossimi giorni alzeremo il livello della mobilitazione se non avremo riscontro e puntuale informazione delle trattative del Commissario con Cevital».

FIM-FIOM-UILM PIOMBINO 23 MAGGIO 2017
Coordinatori Rsu

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SENATRICE SARA PAGLINI (M5S): INTERROGAZIONE SU ACCIAIERIE DI PIOMBINO (AFERPI)

La senatrice Paglini

ROMA, 23.05.2017 – La senatrice Sara Paglini, capo-gruppo M5S in Commissione lavoro, è intervenuta al Senato sul caso AFERPI (Acciaierie e Ferriere di Piombino SpA) presentando un’interrogazione a risposta orale al Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.

“Sono stata alle acciaierie di Piombino prima che l’altoforno fosse chiuso” – ha ricordato la senatrice Paglini – “e ho avuto immediatamente delle perplessità sull’entusiasmo mostrato dall’allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi su quanto stava per essere sottoscritto a Palazzo Chigi nel 2014 con Issad Rebrab, Presidente della società algerina Cevital. Proprio per questo già il 17 dicembre 2014 mi sono attivata sul caso e ho formulato una richiesta all’allora Ministro dello sviluppo economico Federica Guidi per avere pieno accesso ai documenti relativi all’accordo”.

Come ricordato dalla senatrice Paglini la necessità di presentare un nuovo atto all’attenzione del Ministro Calenda è dettata dal fatto che “è interesse prioritario attivare tutti gli strumenti possibili perché sia salvaguardata l’occupazione e sia scongiurato il rischio che l’area delle acciaierie di Piombino diventi l’ennesimo ‘cimitero industriale’.”

“E’ bene ricordare che il Governo e il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi avevano definito l’accordo con la società algerina Cevital come il primo atto che avrebbe posto le premesse per attrarre nuovi investimenti e rilanciare l’area industriale di Piombino, dopo la chiusura dell’altoforno. Gli eventi successivi all’accordo, tra cui l’incontro svoltosi presso il Ministero dello sviluppo economico il 19 aprile 2017, smentiscono chiaramente le dichiarazioni fatte dal Governo e dal Presidente della Regione”.

Recentemente il Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, ha inviato una lettera ufficiale alla proprietà AFERPI, con la quale avrebbe messo in mora la società rispetto ai termini del contratto di cessione dei rami di azienda Lucchini e Lucchini Servizi ed imposto il rispetto di una serie di condizioni di cui non si conoscono i dettagli.

E’ necessaria una maggiore trasparenza e, in particolare, nella interrogazione a risposta orale depositata dai senatori del M5S, si chiede al Ministro Calenda “di informare tempestivamente il Parlamento sugli esiti degli accordi citati nonché rendere fruibili i contenuti di tutte le documentazioni e lettere intercorse tra il Ministero ed AFERPI”.

Infine la senatrice Paglini ha fatto presente che “la vicenda della crisi delle acciaierie di Piombino è stata oggetto di diverse interrogazioni da parte del M5S, depositate al Senato della Repubblica rispettivamente il 22 aprile 2015, nella seduta n. 435 (Atto n.4-03838) e il 1° agosto 2016, nella seduta n. 672 (Atto n.4-06213), che ad oggi non hanno ricevuto alcuna risposta da parte del Governo”.

Il Gruppo M5S al Senato ha dato fin dall’inizio della legislatura rilevanza al caso delle acciaierie di Piombino e già il 27 settembre 2013 era stato organizzato, su invito del M5S di Piombino, un sopralluogo agli impianti a cui presero parte le senatrici Paglini e Mangili, i senatori Martelli, Cioffi e Scibona e i relativi staff tecnici.

 

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Scritto da il 23.5.2017. Registrato sotto Economia, Foto, Toscana-Italia, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

1 Commento per “AFERPI: STABILIMENTO SPENTO, RICHIESTE MEDIOEVALI E SILENZIO DALLE ISTITUZIONI”

  1. Paolo

    Per mandare avanti lo Stabilimento con i soldi pubblici, non era necessario cederlo a qualcuno, tantomeno algerino.

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DA QUANTO TEMPO...

  • QUANTO E' PASSATO DAL 1 LUGLIO 2017 DATA TERMINE DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA CON CEVITAL?

    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
    14 mesi, 21 giorni, 15 ore, 42 minute fa

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