EDITORIALE: IL FUTURO DEL POLO DI PIOMBINO

L’EDITORIALE                                   di Giuseppe Trinchini trinchini

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EDITORIALE: IL FUTURO DEL POLO DI PIOMBINO

Corriere Etrusco “numero 111” del 17 luglio 2015.

 

La firma da parte di Cevital per l’acquisto della ormai fallita Lucchini ha creato nuove speranze per il futuro del polo industriale piombinese, ma contemporaneamente ha aperto tutta una serie di domande che stanno preoccupando non poco, in particolare quei mille operai che oggi sono rimasti dentro l’amministrazione controllata in cassa integrazione, e che iniziano a guardare con invidia l’altra metà di dipendenti che sono già passati in Aferpi.

L’impegno di Cevital infatti è quello di prendere tutti e duemila gli impiegati entro novembre 2016, e per fare il punto sulla situazione le associazioni “Restiamo Umani”, “Ruggero Toffolutti”, “Lavoro Salute Dignità” e Legambiente hanno posto delle domande pubbliche sul futuro dello stabilimento, alle quali cercheranno risposte in un incontro, aperto a tutti, cittadini e istituzioni, che si terrà il 24 luglio alle ore 21 presso palazzo Appiani in Piazza Bovio.

Tra queste c’è il reddito e le condizioni di lavoro dei dipendenti diretti e dell’indotto, e quali ammortizzatori sociali saranno attivi, per chi e per quanto tempo? Poi quali saranno i criteri di scelta per le assunzioni in Aferpi, nell’agroindustria e sul porto?

Quali i tempi per tornare a funzionare a regime, e la strategia industriale a lungo termine che ha in mente Cevital nel dettaglio per l’acciaio, il porto, l’agroindustria? E per concludere quale politica industriale dovrà attuare il Governo, e quali bonifiche ambientali saranno realizzate, e con quali tempi e costi.

Tutte domande che in un mondo normale avrebbero dovuto avere risposta prima della firma da parte di Cevital, e che invece ancora oggi sono in gran parte sconosciute.

In tutte queste domande c’è di sicuro una certezza: in una città che è già in sofferenza e che ha praticamente la metà dei fondi commerciali sfitti o con il cartello vendesi, dal mese prossimo mancherà un altro milione e mezzo di euro circa di stipendi in circolazione.

Riuscirà a reggere l’indotto e il commercio locale questo ulteriore colpo, o assisteremo ad altre chiusure e licenziamenti?

Giuseppe Trinchini

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Dizionario Etrusco:

Dune costiere: Le dune costiere sono accumuli di sedimento che si formano sui litorali in seguito all’azione prevalente dei venti, spesso combinata con l’azione delle onde di tempesta dal mare e con gli eventi alluvionali da terra. I sedimenti provenienti dalla spiaggia o da corsi d’acqua limitrofi possono essere trasportati dal vento e accumulati nel retro spiaggia, formando depositi, chiamati campi dunali, le cui dimensioni possono variare da pochi metri a diversi chilometri quadrati, raggiungendo in alcuni casi altezze di oltre dieci metri. Questi ecosistemi, poveri di nutrienti e sferzati da venti salmastri, vengono comunque popolati da specie vegetali (alcune delle quali rare o a rischio di estinzione) che tendono a disporsi in fasce parallele alla riva.

Le dune costiere, oltre a rappresentare un importante ecosistema meritevole di conservazione, svolgono un ruolo importante nella difesa della costa dall’ingressione del mare. Sono infatti un ostacolo fisico al suo avanzamento e costituiscono un consistente deposito di sabbia che può ripascere naturalmente la spiaggia dopo che le mareggiate invernali hanno distrutto la spiaggia ed intaccato la duna stessa. Anno dopo anno le concessioni demaniali aumentano e i gestori ampliano poco alla volta lo spazio occupato dalle loro attrezzature. La stessa pulitura dell’arenile con mezzi meccanizzati porta alla sparizione delle dune.

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Scritto da il 18.7.2015. Registrato sotto Editoriali, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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  • QUANTO E' PASSATO DAL 1 LUGLIO 2017 DATA TERMINE DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA CON CEVITAL?

    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
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