SUVERETO: LA FUSIONE E I «NO» CHE AIUTANO A CRESCERE

nella foto Alessandro Camerini

nella foto Alessandro Camerini

Finito il periodo da guerra fredda ora torna la saggezza nel borgo di Suvereto… e sia Alessandro Camerini, Coordinatore del Comitato No Fusione Suvereto – Campiglia, che il sindaco di Suvereto Giampaolo Pioli, fanno tutta una serie di riflessioni indirizzate a riappacificare gli animi dopo la tempesta che ha visto stravincere il NO alla fusione dei due comuni.

 

CAMERINI: SUVERETO E «LE PAROLE ESATTE DA CUI RICOMINCIARE»

«Poco tempo fa ho partecipato ad un evento, nell’ambito del  laboratorio di idee organizzato da un importante gruppo editoriale sul tema Scrivere per ricominciare;  idee di personalità della cultura, della politica e dell’arte, sul tema  della ‘ripartenza’ verso un nuovo modello di società; quella sera, nel Salone dei Cinquecento, lo scrittore Baricco ha tenuto una sorta di lectio magistralis su Le parole esatte da cui ricomiciare

La prima parola è EDUCAZIONE: il recupero di una capacità di educare, formare  il cittadino in sintonia con le proprie pecularità e quelle del proprio contesto, per avere eccellenze in ogni campo ed  un nuovo e diverso modello di classe dirigente.

La seconda  è  CITTADINANZA:  espressione della coesione di persone che trovano, come nella polis  greca, elementi  di adesione ad un modello di vita e anche di governo  svincolato dal concetto di politica come siamo ormai abituati ad intendere (falso/ democratica, oligarchica, non rappresentativa).

La terza  parola è CATTIVERIA, la capacità di indignarsi davanti a cose che si ritengono ingiuste; la capacità di ‘uccidere’ le cose che non vanno, di demolire vecchi schemi.

La quarta è SPERANZA, non intesa come virtù teologale,  attesa passiva di una Provvidenza, ma come Ottimismo della Volontà,  attesa  fiduciosa del risultato della propria attività.

L’esperienza che Suvereto ha vissuto in occasione del recente referendum sulla fusione di Comuni, ricorda  la lezione di Baricco:  una partecipazione massiva e compatta di cittadini  ha portato ad  un risultato di netto contrasto con quanto l’apparato politico  aveva deciso, anche fuori dalle deleghe ricevute  ( con il sostegno  di Governatori, Amministrazioni, Onorevoli).  E’  emerso il senso della Cittadinanza, svincolata dalle logiche di mansueta appartenenza politica ed  ha preso corpo l’indignazione, sostenuta da una speranza mai venuta meno;  la vicenda di Suvereto  ha sottolineato la inadeguatezza della attuale idea di  politica, e la necessità di ritrovarne l’etica perduta e, in prospettiva, educare e formare una nuova classe dirigente.

Questa è la lezione che il popolo di Suvereto, che qualcuno ha sbrigativamente liquidato come campanilista spingitore di botti, ha dato alla politica locale, da tempo avviata verso  una deriva oligarchica ed autoreferenziale  che l’ha progressivamente allontanata dai cittadini. Tanto da perdere la capacità (e l’interesse?) di captarne gli umori, le necessità e le volontà, e quindi a perdere il suo ruolo di rappresentanza.

Se questa vicenda trovasse un riscontro  su scala nazionale, potremmo davvero sperare di avere un’Italia diversa».

Alessandro Camerini

Coordinatore del Comitato No Fusione Suvereto – Campiglia

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PIOLI: LAVORIAMO PER IL FUTURO DI SUVERETO

i sindaci Pioli e Soffritti

i sindaci Pioli e Soffritti

«Abbiamo proposto al nostro paese, in totale buona fede e senza secondi fini di nessun genere, una via, quella della fusione con un comune limitrofo come Campiglia, nel tentativo di affrontare in modo deciso problemi seri, come la riduzione di risorse e il Patto di stabilità che ci limita, e come la perdita di importanza dei comuni più piccoli che si profila nei nuovi assetti territoriali annunciati. I cittadini a larghissima maggioranza hanno deciso di no. Ne prendiamo atto con serenità e con il rispetto assoluto che si deve alle decisioni frutto della democrazia e, da subito, ci rimbocchiamo le maniche per fare ciò che è meglio e che è possibile per Suvereto nelle condizioni date. Ora voltiamo pagina e dimentichiamo le polemiche, a tratti troppo accese, le divisioni, i personalismi. Ci aspettano decisioni importanti, che prenderemo meglio se le affrontiamo insieme, anche con chi ha sostenuto il no.

Non solo perché i problemi pratici sono molti: lavori pubblici che attendono risposte, limitate dalle poche risorse; interventi sul patrimonio comune come il centro storico, per il quale abbiamo fatto molto, ma c’è ancora da fare, o sul territorio; la scuola, per la quale i miglioramenti non sono mai abbastanza, e via dicendo. Ma purtroppo, permettetemi di ripeterlo, niente sarà come prima. Dovremo da un lato, al di là delle proroghe che sono richieste da molte voci, rispondere presto all’obbligo di associazione delle funzioni con altri comuni e, dall’altro, imprimere alle politiche sovra comunali un impulso serio e deciso, fondato su idee nuove e più consone alla realtà attuale, senza nostalgie del passato. Come amministrazione chiediamo quindi agli altri comuni della Val di Cornia di lavorare ancora di più insieme, come stiamo facendo su tanti temi, affinché la questione di Suvereto “comune obbligato ad associarsi” sia un tema di tutto il territorio.

Suvereto è un pezzo importante della Val di Cornia e porta a questa valle un grande valore aggiunto. Sappiamo quanto sia difficile per un solo comune amico, come Campiglia, prendere in carico tutte le nostre funzioni. La questione dovrà quindi essere affrontata anche con gli altri, innanzitutto Piombino e, perché no, San Vincenzo, Sassetta, ecc. È un percorso su cui ci si è già confrontati, mentre si discuteva di fusione, e che può dare risposte in tempi brevi, visti i rapporti di amicizia e collaborazione.

Allo stesso tempo, per preparare il futuro, guardiamo più lontano, anche al di là della Val di Cornia. Il lavoro che stiamo facendo sull’Alta Maremma, partendo dal turismo, deve essere la base per la creazione di una grande area, di dimensioni tali da permetterci di affrontare le nuove sfide e pesare sulle decisioni regionali. Ci sono tutte le condizioni per poterlo fare, individuando tappe intermedie che intanto risolvano i problemi di comuni obbligati ma che soprattutto guardino in avanti, ad una fase in cui, se nulla sarà come prima, lavoriamo perché sia migliore di adesso».

Giampaolo Pioli (sindaco di Suvereto)

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Scritto da il 14.10.2013. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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