PARODI: «BASTA CON LA CON-FUSIONE»

Parodi, a sinistra, ad un convegno

Parodi, a sinistra, ad un convegno

Suvereto (LI) – Riceviamo e pubblichiamo integralmente da Giuliano Parodi, capogruppo di Uniti per Suvereto, che si inserisce nell’accesa discussione che si sta sviluppando intorno alla fusione possibile tra Campiglia e Suvereto chiedendo di abbassarne i toni.  Riportiamo al termine dell’articolo anche i recenti interventi di Comune dei cittadini e del sindaco di Campiglia Soffritti.

«La discussione sul referendum per la fusione tra i comuni di Campiglia e Suvereto sta, a mio avviso degenerando (sia per le strade, sui social network e sulla stampa) e dalle proposte civili per un dibattito tra diverse linee di pensiero siamo passati dagli sfotto’ (che lasciano il tempo che trovano) alle “minacce” (consentitemi il termine) che stanno insinuando il pensiero che se vince il NO, il comune di Campiglia e tutta la Val di Cornia la faranno a pagare a Suvereto e ai Suveretani.

Questo genere di messaggi, oltre a non essere reale, e’ oggettivamente disturbante e pericoloso…I sindaci come Giampaolo Pioli e Rosanna Soffritti, che sono persone serie e responsabili, dovrebbero prendere le distanze da queste affermazioni e rassicurare la cittadinanza che qualunque sia la decisione del popolo (sovrano) al referendum, le amministrazioni della Val di Cornia si adopereranno in maniera congiunta per risolvere al meglio la situazione, perché’ per quello sono state eletti.

A proposito della polemica sullo “sfruttamento” dei bambini che indossano magliette arancioni con scritto NO FUSIONE, credo che ogni figlio ha un padre e cresce nelle convinzioni, ideali, regole, sogni che quel padre cerca di trasmettergli. Cosi’ come son felice di vedere tanti ragazzi che si adoperano volontariamente alle feste di partito o nelle associazioni. Perché’ in quei contesti tra una risata, uno scherzo due euro di mancia si formano una coscienza politico-sociale, imparano a stare coi grandi ed assorbire i loro valori.

Strumentalizzare i “bambini” e’ ben altra cosa. Ad esempio se qualcuno dicesse che “senza la fusione la scuola materna sarà’ chiusa e tutti i “bambini” di Suvereto non avrebbero più’ diritto allo studio “, questo trattasi di strumentalizzazione del termine “bambino” al fine di far leva anche, in maniera un po “terroristica”, sui sentimenti dei genitori e sul futuro dei loro figli.

In conclusione ben vengano i ragazzi, i giovani, i bambini ed i nonni che finalmente prendono una posizione, giusta o sbagliata dal mio punto di vista non mi importa, sempre meglio dell’apatia che genera mostri…..che poi vanno in Parlamento.

Per questo mi auguro come ho sempre fatto dal primo giorno che questa proposta di fusione e’ approdata sui
tavoli del consiglio comunale, che i 2 mesi che ci separano dal voto sia utilizzati da tutti per informare
correttamente i cittadini in maniera tale da consentirgli di esprimere una preferenza con cognizione di causa».

Giuliano Parodi
capogruppo UPS

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Lettera aperta del Sindaco Soffritti ai giovani dei comuni di Campiglia e Suvereto

«Si stanno svolgendo in queste settimane le assemblee informative sul processo di fusione tra Campiglia e Suvereto. Ho incontrato con piacere molti cittadini responsabili, desiderosi di informarsi senza pregiudizi. Essere protagonisti in un processo di ammodernamento della pubblica amministrazione, facendo la nostra parte per dare opportunità ai cittadini e alle imprese dei nostri Comuni: è questa la base della proposta che sarà oggetto di referendum ad ottobre. Non vengono usate magliette, né venduti sogni di gloria, né lanciati messaggi infantili. Credo che la partita sia troppo seria per poterla ridurre ad un qualche slancio folkloristico, né che ci si possa permettere di prendere alla leggera il futuro delle nostre comunità. Sta nella maturità di ognuno di noi documentarci senza fermarci alle semplificazioni e senza lasciarci ingannare da slogan facili e illusori.

Mi ha molto colpito il fatto che il “comitato del no” coinvolga i giovani con questi mezzucci (slogan e semplificazioni) invece di renderli davvero parte in causa consapevole di una scelta importante che coinvolgerà soprattutto loro e le loro famiglie.  Questa leggerezza mi pare la cosa più irresponsabile che sia accaduta negli ultimi tempi. Siccome io credo molto nell’intelligenza dei giovani, li esorto spesso a pensare con la propria testa ed anche in questa occasione mi rivolgo a loro: chiedete ai sostenitori del ‘no’ cosa prospettano di così allettante per i prossimi anni. Dovranno dirvi che, se mancheranno asili nido per i vostri bambini, potrete sempre cercare una baby sitter; che se i vostri genitori avranno bisogno di cure domiciliari ci sarete voi a disposizione; che se avrete un disabile in famiglia potrete occuparvi della sua cura ed educazione da soli se non ci saranno sostegni sociali; che se la cultura e le strutture storiche del vostro paese andranno a perdersi si potrà comunque sperare nella provvidenza; che se i vostri paesi saranno sempre meno ben mantenuti e attrattivi per imprese e turisti potremo sempre vivere della nostra storia. Probabilmente non ve lo diranno.  Vi diranno invece della vostra identità in pericolo. E allora mi permetto ancora di invitarvi a ragionare con la vostra testa facendo un gioco: trovatevi coi vostri amici e compagni di Suvereto e di Campiglia; fissate negli occhi qualcuno che risiede nell’altro comune e provate a dirgli, senza mettervi a ridere, “la mia identità è in pericolo”. Dopo aver fatto una bella risata tornate a ragionare di cose serie, del vostro futuro e di ciò che potete fare per renderlo migliore.

Le cose non stanno andando molto bene nel nostro Paese (se qualcuno ancora non se ne fosse accorto) e i comuni che rispondono veramente ai bisogni dei cittadini e danno un impulso non trascurabile all’economia sono una ricchezza alla quale non possiamo permetterci di rinunciare. Come sindaco che conosce bene le dinamiche dell’amministrazione pubblica, ho il dovere di dare prospettive alla comunità che rappresento. La possibile fusione è una vera opportunità: costruiamola insieme nei contenuti senza timori, e potremo dare alle nostre comunità delle possibilità che, obiettivamente, perderemmo in caso la fusione non si facesse. E’ tempo di smetterla con le illusioni e con chi le propone, con chi spera in una soluzione di ripiego o in uno slancio di solidarietà. Non ci sono comuni ricchi che possano prendere in carico da soli gli obblighi cui sono sottoposti i comuni piccoli. Le funzioni associate che invocano come soluzione i sostenitori del ‘no’ o non si realizzeranno, o, se si realizzeranno, saranno soprattutto a carico di chi è obbligato ad associarsi . E questo non per mancanza di solidarietà: la solidarietà tra i nostri comuni, Val di Cornia tutta, è fuori discussione. Semplicemente le nostre strutture non hanno le risorse umane ed economiche per poter sopportare un qualsiasi aggravio del lavoro o dei bisogni. Se la fusione non si farà, bene che vada Suvereto perderà gradualmente in competenze, autonomia e individualità; il Comune di Campiglia e quello di Suvereto perderanno entrambi servizi, investimenti e l’occasione di essere qualcosa di più e di meglio di ciò che siamo oggi».

Rossana Soffritti

Sindaco di Campiglia M.ma

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COMUNE DEI CITTADINI: «FUSIONE, ORA ARRIVANO E MINACCE DEI SINDACI»

Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

«Hanno deciso la fusione Campiglia Suvereto in pochi giorni senza consultare i cittadini e ora s’indignano se in tanti, sentendosi offesi, si oppongono.

La Sindaca di Campiglia se la prende anche con i giovani che si farebbero illudere dai contrari alla fusione e li esorta a non usare magliette e palloncini per “vendere sogni di gloria”.  Chissà cosa vorrà dire, visto che i sogni di gloria li spargono a man bassa proprio coloro che sostengono la fusione come  soluzione taumaturgica ai problemi finanziari dei due Comuni. Abbiamo già detto che i contributi dello Stato e della Regione cessano dopo 5-10 anni, che saranno erogati solo se ci saranno coperture finanziarie, che il loro importo totale in 10 anni sarà circa il 50% del bilancio di un solo anno del nuovo Comune, che serviranno per sostenere i costi amministrativi della fusione, che dei 7 milioni (da anni nelle casse comunali di Campiglia) 4 sono vincolati  per nuove opere di urbanizzazioni nelle aree PEEP e PIP di Venturina, che non sono state dimostrate (perché non ci sono) economie durature per la gestione finanziaria del nuovo Comune.

Dopo i sogni, arrivano ora le minacce. Il Sindaco di Suvereto ha più volte detto che senza fusione Suvereto muore. Ci chiediamo che faranno i Comuni come il suo che non si sciolgono. La Sindaca di Campiglia si rivolge ai giovani e  arriva a dire che senza fusione chiuderanno gli asili nido, che non saranno più erogate le cure domiciliari e che toccherà ai giovani prendersi cura degli anziani e dei disabili nelle famiglie, che non ci saranno più soldi per la cultura.

Gli chiediamo se le sciagure che descrive sono una nostra disgraziata specificità o riguardano tutti i Comuni italiani che non fanno fusioni? E ammesso che noi si sia particolarmente sfortunati (magari perché amministrati peggio), cosa accadrà quando  verranno meno i contributi statali e regionali?

La realtà è che la della fusione Campiglia Suvereto nasce dal clamoroso fallimento del progetto dell’Unione della Val di Cornia che, se ben governata, avrebbe risolto i problemi dei piccoli e dei grandi Comuni, senza fusioni,  con economie reali e maggiore capacità di programmazione in un territorio che ne ha urgente bisogno.

Non condividiamo gli attacchi personali, anche se sappiamo benissimo che chi governa ne ha fatto largo uso. I Sindaci hanno il torto di non aver detto chi e perché ha fatto fallire la sovracomunalità, ma il PD  ha la responsabilità di non aver fatto sintesi unitarie e di aver lasciato prevalere umori e posizioni individuali.  Così è venuta meno la coesione istituzionale in Val di Cornia.

Ai giovani bisogna dire che tutto questo rende più difficile fare progetti per il turismo,  l’agricoltura, la riconversione dell’economia, la valorizzazione del patrimonio culturale, la formazione e i servizi. Non basta invitarli a guardarsi negli occhi, come fa la Sindaca di Campiglia. I giovani chiedono lavoro e speranza.  La politica ha  il dovere di mettere in campo idee per il loro futuro e la fusione Campiglia Suvereto, purtroppo,  non ne suggerisce neppure mezza».

Comune dei Cittadini

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