COPPOLA: «A PIOMBINO L’UDC NON FARA’ DA STAMPELLA A NESSUNO»

Dopo il commento di alcuni giorni fa, su una possibile fuoriuscita dell’IDV dalla compagine di governo che guida la città di Piombino, abbiamo intervistato Luigi Coppola, consigliere comunale a Piombino e segretario provinciale dell’UDC, sulle possibili alleanze che ci potranno essere da oggi alle prossime elezioni. E le risposte sono state tutt’altro che ovvie. Leggiamo insieme l’intervista ricordando che al termine della stessa è possibile effettuare come al solito commentare.

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1)      A meno di due anni dalle elezioni comunali e a pochi mesi dalle politiche, come si colloca l’UDC nel panorama politico locale?

R: L’UDC rimane dove è sempre stato, casomai sono gli altri che si muovono in funzione delle loro esigenze temporanee. Noi eravamo all’opposizione e continuiamo ad esserlo, non siamo abituati in questo territorio a partecipare ad i convivi della sinistra. Se poi riterremo di sostenere provvedimenti utili alla comunità, faremo responsabilmente il nostro dovere, ma sempre nel rispetto del mandato che ci hanno affidato i nostri elettori. Ovviamente, se qualcuno si aspetta da noi un atteggiamento pregiudiziale ed ideologico solo per avversare la maggioranza, è evidente che non ci conosce bene. Il nostro è un partito che per vocazione propone le soluzioni, non le ostacola, anche quando per noi sono indigeribili, sia che si tratti di provvedimenti amministrativi che di altre questioni.

2)      Come giudicate l’operato dell’attuale amministrazione che governa la città di Piombino? Siete soddisfatti dei risultati raggiunti?

R: Se siamo all’opposizione è evidente che la nostra idea di governo della città è distante da quella della maggioranza. Purtroppo nonostante le metamorfosi che ci sono state nell’ambito della sinistra locale, è ancora forte la presenza di una certa tradizione che ha fatto della monocultura industriale il punto di riferimento dell’economia locale. Oggi si vedono i limiti di tale impostazione: con la crisi delle fabbriche è entrato in crisi tutto il sistema produttivo e difficilmente si potrà uscire da una situazione che sta diventando sempre più pesante. Oltretutto la maggioranza ha sognato troppo, investendo su progetti irrealizzabili dei quali rimarranno solo le illusioni. Avrebbero fatto meglio a fare piccoli passi cercando di sviluppare quelle poche peculiarità che il territorio offre, invece alcuni settori, fra i quali l’agricoltura, sono stati abbandonati a se stessi.

Anche se è vero che gli amministratori di oggi hanno ereditato una realtà di per se già compromessa e soprattutto hanno dovuto affrontare, non per colpa loro, una delle peggiori crisi istituzionali  ed economiche degli ultimi 60 anni. C’è stato un oggettivo aiuto alla vocazione turistica, ma nonostante gli sforzi evidenti è mancata una programmazione adeguata e peraltro ha coinvolto solo una parte del territorio comunale.

3)      La maggioranza che sostiene Anselmi perde pezzi. Credete possibile che l’UDC possa essere una solida stampella?

R: E’ ovvio che noi non faremo la stampella a nessuno. L’UDC non è corso in aiuto del governo Berlusconi, figuriamoci se dovremmo farlo a Piombino od in qualsiasi altro comune della provincia di Livorno. Gli impegni si prendono con gli elettori e non con le nomenclature. Tuttavia non ci sembra che Anselmi abbia per ora una maggioranza molto più debole rispetto all’inizio della legislatura, casomai sono diminuiti leggermente i numeri, ma se facciamo riferimento all’ultimo periodo del suo mandato precedente, non sembra che al momento i problemi siano così gravi. Di fatto, a parte il Gelichi e qualche malumore dei socialisti, non ci sono state grandi defezioni. Il rapporto con l’IDV è sempre stato difficile ed il loro voto in Consiglio Comunale non è comunque mai stato scontato. Pertanto qualora decidessero una volta per tutte di uscire dalla maggioranza, non farebbero nient’altro che fare un favore al PD, capace di poter governare anche da solo fino alla fine.

4)      Nel caso di un appoggio esterno a livello nazionale dell’UDC nei confronti del PD, pensate possibile una replica a livello locale?

L’UDC andrà oltre se stesso alle prossime elezioni politiche e si proporrà come forza aggregatrice per un preciso programma di governo. Non faremo certamente la ruota di scorta a nessuno, tanto meno ad una possibile alleanza fra PD e SeL. Per quel che riguarda il livello locale vale lo stesso principio, spetterà al Segretario Comunale Simone Verucci costruire un percorso politico e programmatico che vada oltre quello che rappresentiamo oggi. Dopo di che, non possiamo nascondere che questo territorio dovrà affrontare problematiche che avrebbero bisogno di una forte coesione sociale, in quanto la crisi del comparto industriale potrebbe diventare irreversibile. Se servisse un impegno da parte delle forze politiche più responsabili, non ci sottrarremo dalle nostre responsabilità.,  se saremo all’opposizione avremo un atteggiamento sobrio con l’obbiettivo di tutelare l’interesse generale.

5)      Nel caso l’UDC governasse per un anno, quali sarebbero le prime tre cose che realizzerebbe?

R: in questo momento particolare, se ci è concessa una battuta, preferiremmo rimanere all’opposizione, in quanto chi avrà l’onere di governare la città dovrà affrontare problematiche di difficilissima soluzione. Oramai le risorse per gli enti locali sono sempre meno e gli strumenti a disposizione per reperirle colpiscono direttamente i cittadini. D’altra parte il comune è il primo erogatore di servizi alla persona e come tale uno sforzo deve comunque farlo per garantire il minimo indispensabile.

La prima cosa che faremmo sarebbe una riorganizzazione degli uffici e per quel che riguarda i tecnici ci avvarremmo delle risorse professionali presenti sul territorio con una selezione di tipo strettamente meritocratico. Successivamente una revisione totale delle partecipate impostando il tutto su una forte politica di risparmio. Lo stesso con le risorse comunali a disposizione, avendo il coraggio di tagliare quei rami secchi che costituiscono i punti nevralgici di un’amministrazione per gli stretti legami che hanno con la politica. Pochi interventi nei lavori pubblici, ma mirati e tutti tesi a qualificare la città in quei settori che potrebbero comportare un ritorno economico e se possibile occupazionale.

Comunque fin dall’inizio ci impegneremmo a tentare di costruire un percorso che permetta una concreta diversificazione economica, in modo che al momento opportuno ci possano essere le condizioni per ripartire. Chiaramente sappiamo bene che ci vorranno molti anni , ma prima o poi qualcuno dovrà incominciare a fare delle scelte che sarebbero dovute essere fatte molti anni fa. Punteremmo molto sul porto, ma non su una miriade di posti barca sullo stile dei modelli in discussione attualmente (Chiusa e Poggio Batteria),  bensì cercando di immaginare una filiera nautica che veda nel posto barca il primo  tassello di un lungo processo produttivo. In questo territorio non mancano le aree, ma è  pressoché inesistente l’iniziativa privata autonoma dalla siderurgia. E’ ovvio che dovrà passare la crisi, ma se non si incomincia, fra 20 anni ci troveremo nelle stesse condizioni di oggi.

6)      Si faccia  una domanda, si dia una risposta.

R: Di domande ce ne facciamo molte, purtroppo sono le risposte che a volte non riusciamo a darci. Una delle più frequenti riguarda il futuro del nostro territorio. Il problema è che oggi è tutto più difficile rispetto a qualche anno fa. La crisi mondiale colpisce duramente tutto il sistema produttivo del paese, ma le difficoltà in cui vertono le nostre fabbriche e l’economia locale oramai sono strutturali e comunque prima o poi saremmo arrivati a questo punto. Sicuramente ora le vie di uscita sono ridotte al lumicino, ma la cosa peggiore e la totale mancanza di risorse per gli investimenti e chi li ha cerca paesi in cui l’impresa è sostenuta e garantisce maggiori opportunità. Per questo motivo abbiamo difficoltà a darci una risposta, ma non facciamo ricorso a quello in cui crediamo ed allora ci rassereniamo, poiché abbiamo la speranza che prima o poi se ci impegneremo tutti, qualcosa potrebbe anche accadere, l’importante è incominciare a volerlo.

Giuseppe Trinchini

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Scritto da il 8.9.2012. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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