LETTERE DALLA VAL DI CORNIA DEL 19 MARZO 2012

RINALDO BARSOTTI : PROGETTI MANCATI A PIOMBINO?

Riceviamo e pubblichiamo dal Rinaldo Barsotti, consigliere PD a Piombino.

C’è veramente da restare di stucco! In un’altra occasione mi chiesi dove mai vivessero costoro, sicuramente su un altro pianeta, dove le montagne sono di panna montata, le strade lastricate di cioccolato, dagli alberi si raccolgono le monete, mentre le banconote di qualsiasi conio spuntano dalla terra come insalata cappuccina.

Eppure chi frequenta o soltanto segue con attenzione le vicende politiche della nostra città dovrebbe avere acquisito da tempo che la crisi economica e finanziaria sta mordendo ferocemente l’intera Europa, compresa l’Italia e compresa Piombino.

Come sappiamo e come sanno soprattutto le famiglie, i pensionati ed i pensionandi, le cure adottate per fare fronte a questa congiuntura planetaria, ma ancora una volta soprattutto a quella italiana, sono pesantissime e di certo non finirà presto, semmai un giorno finirà.

I trasferimenti statali a Regioni, Province e Comuni si sono notevolmente ridotti: le cifre sono sotto gli occhi di chiunque abbia l’onestà politica ed intellettuale di andare a leggerle, ricordo che negli ultimi due o tre anni sono venuti a mancare al nostro Comune alcuni milioni di euro.

Siamo tutti impegnati, come  centro sinistra, a cominciare da chi ha il difficile compito di amministrare la nostra città in un periodo di totale mancanza persino delle famose “vacche magre” (sono esaurite anche quelle) a fare quadrare i conti a fronte di una aumentata richiesta di servizi ed assistenza alla popolazione: dai trasporti alle mense, dal contributo per l’affitto alle famiglie più bisognose, ai contributi per l’assistenza sanitaria e così via.

Ebbene sembra che a fronte di questa situazione vi sia chi non riesca a sollevare lo sguardo un po’ più in alto e resti a fissare quanto non si è potuto fare rispetto a programmi di grande prospettiva strategica per il futuro della nostra città. Programmi si badi bene che non sono certo accantonati e che  restano validi punti di riferimento, di grandissimo respiro strategico per la nostra città, ma che purtroppo in buona parte devono restare tali in attesa di tempi migliori, non rinunciando tuttavia a recuperare quanto possibile dal bilancio comunale e questo sforzo viene abbondantemente dimostrato dal regolamento urbanistico, insieme al piano triennale dei lavori pubblici.

Infatti, seppure attraverso queste enormi difficoltà, Piombino avanza lentamente, ma costantemente, verso una rinnovata connotazione strutturale a vocazione turistica e culturale, a fianco della difesa di una siderurgia sempre più minacciata e così essenziale per la nostra economia.

Non solo promesse o libro dei sogni come qualcuno maliziosamente vorrebbe far credere, ma opere visibili e sotto gli occhi di tutti e soprattutto sotto gli occhi dei nostri graditi ospiti sempre più numerosi anno dopo anno lungo le nostre spiagge ed in città.

E sarebbe inutile elencare quanto è stato fatto in pochi anni,  i piombinesi conoscono benissimo la loro città e sanno essere critici quando vi siano aspetti da criticare (i percorsi partecipati lo dimostrano ampiamente) così come sanno apprezzare quelli positivi che nelle ultime legislature sono venuti a compimento anche come conseguenza di politiche avviate in precedenti legislature.

Chi non vede questo sforzo e soprattutto trascura la “contestualizzazione” degli eventi davvero epocali che affliggono l’intero pianeta, delle due una: o è in buona fede, ma dovrebbe informarsi meglio, o è semplicemente un “politicante” che tenta di strumentalizzare le difficoltà  che dovremmo tutti assieme affrontare nell’interesse della città e dei piombinesi.

I cittadini sapranno riconoscere chi si impegna seriamente ed onestamente da chi esprime solo critiche senza proporre mai niente di costruttivo per il nostro territorio e la nostra città  col solo scopo di apparire sulla stampa locale come difensore dell’ ”isola che non c’è”.

Rinaldo Barsotti

Consigliere PD -Piombino

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SAN VINCENZO: QUALI SONO I TITOLI DI LEGITTIMITÀ DEI FABBRICATI PRESENTI A RIMIGLIANO?

Riceviamo e pubblichiamo da Nicola Bertini, Consigliere Forum per San Vincenzo.

Nella relazione esplicativa a firma del Dirigente, si afferma che, dall’esame delle foto del 1954 e del 1976 e dall’acquisizione di testimonianze orali, si evince che tutti i fabbricati censiti sono precedenti al 1967. Ci dobbiamo fidare delle sole testimonianze perché nelle foto del 1954 ne mancavano diversi, perché quelle del 1976 non possono certificare la presenza d’un fabbricato nove anni prima, e soprattutto perché, sempre secondo la relazione del Dirigente, non sono “presenti agli atti del Comune di San Vincenzo pratiche edilizie in merito”. Non ci sarebbero quindi pratiche edilizie per le decine di case, stalle, pollai, fagianaie e tettoie rinvenute nella Tenuta di Rimigliano dai tecnici.

Questo punto è fondamentale. Infatti l’assenza di documentazione, sempre secondo la relazione del Dirigente, sarebbe prova che non c’era necessità, prima del 1967, di istruire una pratica edilizia per costruire qualcosa, pertanto è tutto a posto. Anche prendendo per buone le argomentazioni, il ragionamento fa acqua da tutte le parti ma, volendo essere pignoli, siamo almeno sicuri che tali affermazioni rispondano al vero?

Facendo una semplicissima ricerca in archivio per trovare le pratiche relative alle proprietà dei Della Gherardesca, si scopre che prima del 1967 sono state presentate numerose pratiche sia in paese sia in campagna.

Questo è già un dato sufficiente a dimostrare come l’argomento per cui gli edifici censiti nella Tenuta di Rimigliano sarebbero legittimi perché privi di pratica edilizia, sia completamente destituito di fondamento (oltreché grottesco). Anche prima del 1967 era necessario, per costruire o modificare un edificio, istruire una pratica.

Infatti se ne contano, a solo nome “Della Gherardesca”, ben nove tra il 1952 e il 1964 di cui tre fanno riferimento alla “Località Rimigliano”.

Una prima pratica edilizia del 1955  ha per oggetto “ampliamento” le altre due risalgono al 1961 e parlano di “ampliamento fabbricato” e “costruzione civile abitazione”.

Conclusioni. Non è assolutamente vero che non sarebbero presenti agli atti del Comune di San Vincenzo pratiche edilizie per gli immobili della Tenuta di Rimigliano. Eccone tre:

num°1955/520

num° 1961/141

num° 1961/142

Facendo un rapido controllo nell’archivio di Campiglia, saremmo in grado di reperire forse altre domande comprese tra il 1939 e il 1949 e potremmo stabilire, con assoluta certezza, quali sono gli edifici regolari e quali sono quelli abusivi.

Chiedersi perché tali controlli non siano stati fatti e soprattutto, come il Dirigente abbia potuto dichiarare nella relazione (a pagina 3) che non c’era nessuna pratica relativa ai fabbricati di Rimigliano agli atti del Comune di San Vincenzo, è forse pleonastico ma assolutamente necessario.

Si attendono, come al solito, risposte.

Nicola Bertini

Consigliere Forum per San VIncenzo

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SAN VINCENZO: SEL COMMENTA LA COMMISSIONE PARITETICA SU RIMIGLIANO

Riceviamo e pubblichiamo dal  Carla Bezzini del Circolo SEL di Piombino.

La variante urbanistica alla Tenuta di Rimigliano, approvata dal Comune di S.Vincenzo al termine di un percorso accidentato durato sette anni, ha trovato un nuovo ostacolo nella Conferenza Paritetica Interistituzionale che la regione Toscana ha deciso di convocare: la variante sulla tenuta prevede la trasformazione dei vecchi nuclei poderali in 120 appartamenti e la costruzione ex-novo di un albergo di 6.000 mq , piscine, giardini, il tutto su una superficie complessiva di circa 16.000 mq.

La regione Toscana, che già aveva avanzato osservazioni, si è avvalsa anche del parere dell’Avvocatura, che ha confermato i profili di contrasto con i contenuti del PIT, nello specifico con quelli relativi alla tutela dei valori paesaggistici e rurali della Vdc.

L’attivazione della Conferenza era stata richiesta da più soggetti per verificare la correttezza formale e giuridica del progetto.

In coerenza con la nostra linea sul  consumo di suolo, abbiamo da tempo espresso giudizio negativo sulla variante alla tenuta, giudizio rafforzato dalle osservazioni a suo tempo avanzate dalla Regione, dalle quali , tra l’altro, si evidenziava la mancanza di una corretta procedura di valutazione ambientale strategica.

Rimigliano, per il quale non è stata istituita una ANPIL,  rappresenta uno dei luoghi di maggior pregio del litorale toscano: un luogo di una suggestione unica che, come Baratti, non può essere assimilato agli anonimi luoghi di turismo omologato.

E’ un luogo che conserva un’identità collettiva e storica, con i suoi nuclei poderali suggestivi di una attività agricola in prossimità del mare. E’ questo paesaggio, nel suo complesso, che va conservato integralmente, a testimonianza di una civiltà che ci caratterizza e ci appartiene. La costruzione di appartamenti con giardini , seconde case , alberghi e piscine, non solo snatura e smarrisce questa identità, ma non va a creare nessun sviluppo o ricchezza per il territorio, se non per chi costruisce. La ricchezza del nostro paese sta nelle bellezze naturali e paesaggistiche, la cui integrità se, ben valorizzata, può creare sviluppo e risorse di gran lunga superiori a case usate solo per pochi mesi all’anno. La cementificazione e il consumo insensato di territorio non sono più in grado di offrire una valida alternativa alla crisi economica che preme: è un vecchio modello di sviluppo che in Italia ha prodotto il degrado di buona parte del territorio, nostra prima grande e insostituibile risorsa. La ripresa di una produzione agricola, con prodotti a marchio locale, legata magari a un’offerta di agriturismo inserito in un parco in prossimità del mare offrirebbe forse una previsione di sviluppo diversificato e di lungo respiro nel rispetto dell’integrità del luogo.

Apprezziamo e  sosteniamo  la coraggiosa iniziativa della Regione Toscana, che ci auguriamo riesca a salvare Rimigliano dagli appetiti speculativi e a mantenerlo nella sua integrità alla fruizione pubblica.

Circolo”Cento passi”

Sinistra Ecologia Libertà

Piombino VdC

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MOSCHINI: A VOLTE RITORNANO; L’URBANISTICA CONTRATTATA

Riceviamo e pubblichiamo da Renzo Moschini , tra i più autorevoli esperti di parchi e aree naturali protette in Italia.

«Dunque l’urbanistica contratta come è stato scritto è terreno di scontro nel Pd in cerca di una identità.

Ricordo che lo fu e non solo per un partito ( il Pd manco c’era) per i danni che aveva prodotto specie nelle città e su cui malgrado le roventi denunce naufragò l’ennesimo tentativo di fare approvare finalmente una nuova legge urbanistica.

Seguirono piani casa, abusivismo e condoni. Ora in Toscana si torna a discuterne dopo la legge del 2005, il PIT, i disastri alluvionali e i non pochi fronti caldi che da tempo rinfocolano  polemiche dalla Tirrenica a Rimigliano, alla Piana etc etc. Registriamo anche singolari impegni come quello di non costruire più nelle golene visti i danni che ne derivano che la legge però vieta  già da tempi lontani ma evidentemente dimenticati. Lasciando quindi  per un momento da parte le recenti  polemiche postprocessuali fiorentine sulla contrattazione, mi chiedo se e come si intende dare seguito agli impegni assunti dalla nuova giunta regionale di rivedere -e non per finta- il PIT ed anche di provvedere al rinnovo di leggi come quella regionale sui parchi che proprio in riferimento al ruolo della pianificazione presenta aspetti da rivedere.

La Facoltà di Archiettura dell’Università di Firenze ha da tempo presentato le osservazioni e proposte sul PIT richiestegli dalla Giunta regionale. Quel documento riconduce e recupera la trama e le relazioni territoriali della Toscana non riconducibili unicamente al ruolo dei comuni ma a quella scala in cui si ritrovano con i bacini, i parchi e le aree protette e l’ente intermedio ora boccheggiante quei livelli  di ‘adeguatezza e giustezza’ richiesti dalla legge ma assai poco rispettati.

Alla luce di queste sommarie e non nuove annotazioni colpisce che, ad esempio, la vicenda della Val di Cornia ( dove stando alle decisioni del passato consiglio regionale doveva essere istituito il quarto parco regionale) l’ennesima e vivacissima polemica attenga unicamente alle procedure su cui regione e livelli locali non la vedrebbero  proprio allo stesso modo. Eppure si tratta di ambienti di straordinario pregio dove il tipo di intervento e i volumi contano pur qualcosa. Quello è già passato agli atti e in giudicato? Può darsi che sia così ma colpisce ugualmente dati i tempi e i guai che registriamo anche da quelle parti come in altre aree contigue e non, che le cronache non ne facciano più neppure parola.

Si torna così a quell’esigenza che le tante e diverse situazioni toscane  ritrovino una matrice regionale affidabile».

Renzo Moschini

 

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FLI: A PIOMBINO LA CONFUSIONE REGNA SOVRANA

Riceviamo e pubblichiamo da FLI Piombino.

«La confusione regna sovrana nei partiti della maggioranza del Consiglio Comunale! Questo è quello che appare ormai evidente, agli occhi della cittadinanza e di FLI Piombino.

E’ chiaro che all’interno di una  coalizione dove il PD la fa da padrone, è difficile a volte per gli altri, non solo far valere le proprie posizioni ma anche poter instaurare un dialogo.

Tutto ciò va sicuramente a discapito dei cittadini i quali si aspettano un modo di amministrare che porti benefici per tutti, cosa che non può avvenire con una maggioranza che in questi ultimi giorni ha dei grossi dissidi interni.

Senza voler fare il processo alle intenzioni, ci chiediamo, per esempio, perché ad una discussione importante come il “ Piano Particolareggiato di Baratti” del Consiglio Comunale non era presente il Sindaco.

Gli ultimi fatti, sfociati con le dimissioni degli assessori Chiarei e Giorgi e non ultimo il passaggio da Sel  al Gruppo Misto di un consigliere Comunale, hanno portato in evidenza una crisi che covava già da tempo».

FLI Piombino

La Segreteria

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Scritto da il 19.3.2012. Registrato sotto Foto, Lettere, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

2 Commenti per “LETTERE DALLA VAL DI CORNIA DEL 19 MARZO 2012”

  1. luciano

    la difesa d’ufficio del sig. barsotti è comprensibile, ma prurtroppo non modifica l’impressione di una città ripiegata su se stessa, con molti annunci e nessun importante progetto realizzato negli utlimi anni, sempre più degradata socialmente e isolata, con una classe politica sempre in difesa e senza idee

  2. rinaldo barsotti

    Vede sig. Luciano, lei mi conferma, negando quel poco o tanto che è stato fatto e di quel tanto che non si potrà fare per le ragioni incontrovertibili che ho menzionato, proprio quanto ho riportato nella mia lettera.
    Sulla città degradata ed isolata francamente mi parrebbe una esagerazione e forse sembrerà anche a lei rileggendosi, tuttavia che occorra porre un argine verso alcuni episodi di scarso senso civico che qua e la sta affiorando sono senz’altro d’accordo ed è anche un impegno che l’assessorato competente si è preso da tempo con risultati tuttora insufficienti.
    La ringrazio per il tono pacato e sincero che ha usato e mi metto a sua disposizione per qualsiasi approfondimento, saluti Rinaldo Barsotti (rinaldo.barsotti@tin.it)

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