SIDERURGIA: TARANTO (E PIOMBINO) CHIEDONO PIANO NAZIONALE

L’ingresso dello stabilimento piombinese

Taranto – Un piano nazionale della siderurgia, investimenti, sicurezza, sostenibilità ambientale: queste le richieste alla base dello sciopero proclamato da Fim, Fiom e Uilm per il 10 novembre, presso Acciaierie d’Italia-ex Ilva e di Jsw ex Lucchini di Piombino (Livorno).

Questo — mette in evidenza il segretario generale della Fim Roberto Benaglia — è «il primo sciopero dei metalmeccanici» che «vogliono che la decarbonizzazione sia socialmente sostenibile». Si apre così una «nuova stagione» che porta con sé una richiesta specifica: un «fondo sociale» per accompagnare la decarbonizzazione con «soluzioni creative», e sostenere i lavoratori con soluzioni che non siano la Cassa integrazione. «Giorgetti ha detto che lo Stato è pronto a investire fino a 1,3 miliardi per rendere ambientalmente sostenibile l’ex Ilva — osserva Benaglia — ma quanti soldi ci sono per evitare i drammi sociali? Servono misure eccezionali. La decarbonizzazione non possono pagarla i lavoratori. Ci vuole un confronto diverso da parte dello Stato».

«La situazione non è più sopportabile, rischia di degenerare – osserva il segretario generale Uilm Rocco Palombella – siamo all’ingovernabilità, e noi non siamo in grado di reggerla. Il governo se ne deve rendere conto. Parliamo di un totale di 60mila lavoratori tra diretto e indotto per la siderurgia italiana». «Il ministro Giorgetti sostiene da mesi di avere il piano nazionale della siderurgia — dice il segretario nazionale della Fiom Gianni Venturi — che nessuno finora ha mai visto. È indispensabile averlo, coordinato con un piano energetico e ambientale nazionale», ha aggiunto.

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IL CAMPING CIG CONTINUA A CHIEDERE (DOPO 8 ANNI) ANCORA IL FORNO ELETTRICO

Piombino (LI) – Aspettando la manifestazione di Roma, il Camping Cig ha illustrato il risultato delle risposte alle dieci domande indirizzate a politica e sindacati. “Crediamo che Jsw non sia un imprenditore credibile in relazione ai progetti presentati tre anni fa, lo affermiamo da tempo: non possiamo più dare credito alle sue promesse”.

“Il giudizio fortemente negativo su Jsw è oggi fatto proprio anche da tutti gli intervistati che hanno risposto. Questo è il primo elemento di analisi condiviso da tutti”, il riferimento è alle risposte alle dieci domande raccolte in queste settimane dal coordinamento per capire l’opinione di oggetti istituzionali, politici e sindacali sul tema. Le risposte sono arrivate da: Movimento 5 Stelle, Uglm, Partito della Rifondazione Comunista, sindaco e giunta, il gruppo Forza italia -Udc- Civici Popolari Liberali.

“Non è accettabile lasciare in mano lo stabilimento a Jsw, con lo Stato come bancomat solo per saldare i debiti contratti ed evitarne il fallimento. Questo è il secondo elemento di analisi condiviso da tutti. Chiediamo allora a tutti di essere conseguenti e assumere la posizione che l’unico interlocutore è oggi il Governo. – hanno spiegato in una nota – Dobbiamo prendere atto che lo Stato è oggi l’unico interlocutore capace di risolvere positivamente la vicenda acciaierie insieme alla soluzione dei problemi di tutto il nostro territorio riconosciuto Sin ed area di Crisi Industriale Complessa. Stato che dovrà certo confrontarsi con l’attuale proprietario ma mettendo i soldi, Jsw ha dichiarato di non essere disponibile a sborsare nemmeno un euro per gli indispensabili investimenti, dovrà pretendere la maggioranza delle quote e la direzione dello stabilimento e se necessario, in caso di contrasto, arrivare a liquidare per intero le quote Jsw. Secondo noi solo lo Stato con o senza partner privato in minoranza potrà guidare le nuove acciaierie”.

Di questo ultimo aspetto, dalle risposte raccolte, non ne sarebbe molto convinta l’Amministrazione comunale. “Lo Stato secondo loro deve limitarsi a valutare e finanziare il piano industriale che dovrà presentare Jsw. – hanno riferito dal Camping Cig – Tale posizione è contraddittoria, come possono aspettarsi un piano industriale accettabile da un imprenditore che anche loro ritengono non credibile?. Ed inoltre se come probabile Jsw non presenterà nemmeno entro il 31 Dicembre il piano industriale che promette da anni l’Amministrazione ne prenderà semplicemente atto ed accetterà il conseguente inevitabile fallimento? Invitiamo l’Amministrazione Comunale a riflettere sul fatto che la fine delle acciaierie non sarà una opportunità di sviluppo per altri settori del nostro territorio ma il segno tangibile del suo completo abbandono da parte dello Stato”.

Per il Camping Cig “senza la previsione immediata all’interno del piano industriale del forno elettrico da affiancare al revamping serio dei treni e alla costruzione del nuovo tpp siamo condannati alla chiusura”.

Altro punto da sviscerare è quello delle bonifiche e degli smantellamenti degli impianti delle acciaierie in disuso. Aspetto da tutti condiviso, per il Camping Cig però deve essere chiaramente espresso all’interno del piano industriale.

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Scritto da il 10.11.2021. Registrato sotto Economia, Foto, Toscana-Italia, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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  • QUANTO E' PASSATO DAL 1 LUGLIO 2017 DATA TERMINE DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA CON CEVITAL?

    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
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