CAMPING CIG: QUALE FUTURO PER LA SIDERURGIA DI PIOMBINO?

Camping Cig e opposizione CGIL

Piombino (LI) – Anche il Coordinamento Art. 1 Camping-CIG ha sottoposto alcune interessanti domande ai candidati sindaco di Piombino, e a differenza di quelle del Comitato Salute, queste sono centrate sulla crisi industriale di Piombino e sulle prospettive per invertire la rotta del declino. Nonostante la lunghezza pubblichiamo quelle che ci sono pervenute. Nel caso in cui ci arrivino al Camping Cig  anche le risposte di Anna Tempestini provvederemo ad integrare immediatamente l’articolo.

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1) Aree di Crisi Complessa (AdCC) e Siti inquinati di Interesse Nazionale (SIN)

L’ esperienza fatta con i vari Accordi di Programma (AdP) sin’ora stilati per la Val di Cornia è scoraggiante, per inconcludenza rispetto alle intenzioni formalizzate (con parziale eccezione per il Porto, purtroppo ach’esso oggi “in stallo”) . Lo stesso dicasi per l’ avvio delle bonifiche del SIN di Piombino. E’ sconcertante che non si sia proceduto neanche alla bonifica delle aree del SIN di competenza pubblica per le quali erano già disponibili progetti (v. Citta’ Futura) e stanziamenti finanziari (Città Futura e discarica dei Poggio ai Venti).
È sotto gli occhi di tutti che occorre un cambio di passo sostanziale per la gestione di questi processi ed una revisione degli strumenti amministrativi che li dovrebbero governare, in particolar modo per quanto riguarda le AdCC ed i SIN.

1. Quali atteggiamenti, iniziative, strumenti pensa sia possibile mettere in campo (localmente e/o su scala regionale e nazionale) per rendere piu’ efficace la gestione degli AdP, delle bonifiche e in generale l’ intervento della mano pubblica nelle AdCC e nei SIN ?

Fabrizio Callaioli
Sino ad ora abbiamo assistito ad una dialettica surreale in cui le promesse in quanto tali hanno avuto un ruolo centrale. Ho sempre manifestato il sospetto che le promesse servissero a narcotizzare il tessuto sociale piombinese più che a presagire la realizzazione dei progetti.
Gli AdP mi sono sempre sembrati concepiti per essere funzionali a questo clima di promesse e narcotizzazioni più che ad una reale volontà di realizzare le bonifiche e creare le premesse per la ripartenza economica del territorio.
Gli atteggiamenti da tenere sono quindi quelli che ho detto in altre occasioni, ossia: smettere di essere concilianti con chi propone progetti irrealizzabili ed essere debitamente pressanti in ordine alle previsioni che invece rivestirebbero i connotati della fattibilità.
Troppo spesso i nostri amministratori si sono dimostrati compiacenti e incapaci di incalzare debitamente le autorità regionali e nazionali competenti. Senza indugiare ad ipotizzare possibili ragioni elettorali per tali tentennamenti, ciò che va detto qui è che ritengo necessario chiedere senza mezzi termini tutti gli interventi necessari per Piombino e denunciare severamente le inadempienze della regione e del governo ogni volta che non arriveranno risposte, così da obbligarli ad occuparsi della nostra situazione, pena l’esposizione alla critica dell’elettorato, esposizione che invece mai è stata provocata nelle debite misure o a volte per niente.

Daniele Pasquinelli
Gli Accordi di Programma Quadro non hanno un’anima, di per sé non sono buoni o cattivi e sono valutabili unicamente in base alla copertura economica relativa agli obiettivi che si propongono di ottenere ed alle relative clausole di garanzia. Poi ci sono le persone, gli enti, le competenze attraverso le quali si presuppone di attingere per arrivare al risultato prefissato. In sei anni (il primo ADP per Piombino area di crisi industriale complessa risale al 2013) il commissario straordinario all’attuazione dell’ADP Enrico Rossi non è stato capace di spendere un centesimo; i commissari straordinari vengono istituiti proprio perché i poteri commissariali dovrebbero permettere una più snella ed agevole attuazione degli stessi, quindi in mancanza di risultati tangibili si deve parlare di fallimento politico. Il mio obiettivo sarà ottenere la nomina di persone competenti in tutti i ruoli chiave per l’attuazione dell’ADP, mettendo da parte le nomine politiche funzionali solamente a coprire passate responsabilità e che antepongono il consenso elettorale all’interesse della città. Impossibile negare il fatto che le risorse previste per la bonifica dell’area denominata Città Futura e per la MISO della ex discarica di Poggio ai Venti si è tentato in tutti i modi possibili di farle utilizzare da ASIU, semplicemente per tamponare il dissesto finanziario dell’azienda partecipata e ben sapendo che un’ azienda che si occupa di igiene urbana non ha il know how per fare bonifiche, come pure la Port Authority, soggetto al quale è stata affidata successivamente la progettazione degli interventi. Per quanto riguarda i 50 milioni stanziati per le bonifiche di parte pubblica, attualmente affidati ad INVITALIA e che nel frattempo sono diventati 16 a suon di progettazioni, sarà mia intenzione chiedere che venga reintegrata la parte andata persa in studi e progetti, e che parte di essa venga stornata per la rimozione dei cumuli di scorie sversati abusivamente. Anche perché senza previa rimozione dei cumuli, nessuna operazione di MISO potrà essere messa in opera.

Francesco Ferrari
A parte il fatto che tutti gli accordi di programma finora firmati vanno rivisti e meglio ancora sostituiti da uno o due (è solo una questione tecnica e amministrativa in rapporto alle disposizioni legislative esistenti) che abbia come argomento il risanamento ed il rilancio dell’intera Val di Cornia, di cui il tema Aferpi è una componente importante ma non il tutto, già nella fase transitoria occorre introdurre una modifica agli accordi di programma esistenti: inserire un articolo nel quale il Comune di Piombino diventa il coordinatore dell’attuazione dell’intero accordo di programma e stabilire un finanziameno pubblico da trasferire, a questo scopo, al Comune stesso. E non si tratta di una pretesa illegittima e sproporzionata né dal punto di vista istituzionale (dato che il problema è nel territorio di Piombino è giusto che il Comune sia il primo attore) né dal punto di vista finanziario (le azioni di sistema, così si chiamano, sono inserite in ogni programma europeo). Ciò consente anche, e non è cosa di poco conto, una gestione di ogni problema a contatto diretto con la popolazione con partecipazione e controllo.

Stefano Ferrini
Occorrono  azioni:
a) nominare cone commissario dell’AdP il Sindaco di Piombino;
b) riunire il comitato esecutivo dell’AdP con cadenza fissa mensile;
c) chiedere conto ad Invitalia dei fallimenti sin qui ottenuti sia sulla gestione delle bonifiche che sulla reindustrializzazione riformulando in sede di comitato esecutivo AdP nuovo cronoprgramma che preveda per le bonifiche nuovo progetto con dentro anche la rimozione dei cumuli.

2) Il modello di sviluppo locale

Da molti anni a Piombino si parla della necessità di uscire dalla monocultura siderurgica per andare verso una diversificazione economico-produttiva, ma non ci sono elaborazioni complessive ed esaurienti sui modi per attuarla,. Senza una visione d’insieme non si possono gestire né le bonifiche né la programmazione urbanistica e vengono meno i criteri di scelta dei possibili futuri insediamenti. Si rischia di accogliere tutto cio’ che altri non vogliono o di allocare attività che si ostacolano l’ un l’ altra. Un nuovo equilibrio economico e territoriale tra i vari settori dovrebbe salvaguardare occupazione e e ambiente.

2. Può indicarci sommariamente (anche eventualmente allegando o rimandando a documenti programmatici), la sua visione d’insieme dei nuovi equilibri da costruire per un futuro praticabile di rilancio economico delle nostre zone?

Fabrizio Callaioli
La diversificazione è una dinamica economico programmatica da attuare tenendo a mente in primis la necessità di evitare il passaggio da una monocultura ad un’altra.
Quindi non è concepibile, né praticabile, passare dalla monocultura industriale a quella turistica o peggio ancora dei rifiuti.
È necessario prima di tutto diversificare il manifatturiero e questo è praticabile attraverso la realizzazione delle bonifiche e delle dismissioni, con la liberazione di spazi immensi e capaci di ospitare l’insediamento di nuove industrie, che magari si caratterizzino per una produzione collegata ai semi prodotti dei laminatoi. Quella che si dice “filiera corta”.
La realizzazione delle bonifiche deve essere accompagnata da una programmazione complessiva di tutto il territorio per creare sinergie e soprattutto compatibilità territoriali e ambientali, onde evitare le concezioni a macchia di leopardo che fino ad ora hanno purtroppo caratterizzato il nostro territorio. Ne è un triste esempio la progettazione del polo dei rifiuti.
Nel programma del PRC è spiegato più diffusamente l’idea di turismo che abbiamo, la valorizzazione dell’agricoltura in cui crediamo e le strategie che riteniamo necessarie per far partire finalmente un porto dalle immense potenzialità nonché per riacquisire traffici che ultimamente sono stati perduti.

Daniele Pasquinelli
Anzitutto occorre avere una visione organica e di lungo periodo del territorio che vogliamo, dentro la quale investimenti pubblici e privati si integrano e concorrono a realizzare i nostri obiettivi, ma occorre anche avere ben chiaro quali sono i paletti, quali sono i vincoli ai quali non si può assolutamente derogare. Nessuna attività che possa comportare un rischio per la salute dei cittadini o anche solo una situazione di incertezza troverà mai posto nei nostri piani di sviluppo economico. Così come non ci sarà mai posto per qualsiasi tipo di monocultura economica che tornerebbe a legare le sorti del territorio alle imprevedibili oscillazioni dei mercati o, ancor peggio, alla volontà di una singola azienda di investire nel nostro territorio. Per noi il tempo della città-azienda è finito, per noi il tempo in cui le scelte pianificatorie erano figlie di interessi privati e non di quelli generali è finito, per noi qualsiasi investimento privato sarà ben accetto, e dunque sostenuto, nel limite in cui concorrerà a realizzare la pianificazione territoriale che la Politica ha scelto. Vogliamo una diversificazione economica reale, non la solita vuota enunciazione di principio che fino ad oggi ha riempito la bocca di chi ci ha amministrato, che guardi convintamente a settori mai valorizzati come il turismo, la cultura, l’agricoltura, il commercio e la piccola e media impresa in generale, la cantieristica navale, le bellezze naturalistiche come l’oasi del WWF e non ultima la portualità con tutto il suo indotto. Settori economici che troppo spesso vengono concepiti come fra loro scollegati, ma che noi sappiamo essere intimamente legati e sinergici fra di loro. Comunque vada la siderurgia non darà più 4.000 posti di lavoro e questa ormai deve essere una presa d’atto, rivolgere attenzioni ed energie altrove non è più una scelta; detto questo siamo consapevoli che la presenza dell’industria in questo territorio deve essere convintamente difesa, sia perché sarebbe impossibile reimpiegare in tempi sostenibili migliaia di addetti, sia perché direttamente collegata alla bonifica di parte privata che interessa tutte quelle aree limitrofe al centro abitato ed al porto. Siamo tuttavia consapevoli che tutte le questioni inerenti la reindustrializzazione e la bonifica del SIN, così come l’infrastrutturazione del territorio e del porto, abbracciano una sfera di competenza sovracomunale, quindi ci impegneremo ad aprire un percorso di fattiva collaborazione con tutte le istituzioni sovraordinate, ben sapendo che l’amministrazione comunale ha in mano i poteri e le competenze per svolgere una parte importante di questo lavoro e su queste concentreremo le nostre energie. Viviamo in un territorio vasto e ricco di potenzialità inespresse che comprende due importanti frazioni come Populonia, naturale porta di accesso al golfo di Baratti, e Riotorto, frazione che attira presenze turistiche con numeri di tutto rilievo, che meritano di essere valorizzate e concepite come parte integrante di un unico comune. Abbiamo un’estesa area a vocazione agricola che deve essere riscoperta ed assistita con tutti i servizi che il Comune può offrire. Non ci dimenticheremo delle periferie perché i loro abitanti hanno pari dignità rispetto agli altri cittadini e non permetteremo più che realtà come la borgata Poggetto Cotone e Colmata debbano subire i disagi di scelte programmatiche che li relegano di fatto a zone urbane di serie B. Piombino e la Val di Cornia hanno alle spalle 3.500 anni di storia ed un patrimonio storico culturale che può rivaleggiare con quello di realtà ben più conosciute e che può essere il volano di sviluppo di un turismo destagionalizzato che vada oltre quello prettamente balneare. Anche il mercato del turismo si sta globalizzando e per essere competitivi in questo settore occorre ampliare l’offerta collegando i siti di interesse storico in un territorio sempre più vasto e non guardando ai confini amministrativi, ma a quelli che i legami storici richiedono. Per fare questo vanno messe in campo politiche sovracomunali che guardino oltre la Val di Cornia, cosa che le passate amministrazioni non sono state in grado di fare nonostante il monocolore politico di questa parte della Toscana, noi possiamo farlo per il semplice fatto che l’interesse della cittadinanza viene prima di quello della nostra forza politica di appartenenza.
La prossima amministrazione, appena insediata, si troverà in mano la grande opportunità di scrivere il nuovo Piano Operativo, a nessuno sarà passato inosservato il fatto che oggi paghiamo pesantemente il conto di scelte programmatiche discutibili fatte decenni or sono. Le scelte urbanistiche della prossima amministrazione vincoleranno indelebilmente il futuro del territorio e noi abbiamo un’idea di sviluppo fatta di scelte concrete e sostenibili. Per fare questo ci affideremo alle migliori risorse umane che questo territorio può offrire, collaborando con tutti gli esponenti della società civile che si sono distinti nel proprio settore di appartenenza e mai affidando ruoli apicali a riciclati della politica. Il tempo delle speculazioni funzionali solamente a riempire le tasche di qualche scaltro imprenditore, il tempo delle svolte epocali funzionali solamente a far crescere il consenso in prossimità delle elezioni con noi è finito. Con noi finirà il tempo delle scelte calate dall’alto, vogliamo amministrare questo Comune nella massima trasparenza e condividendo le scelte con la cittadinanza, con le associazioni di categoria, con i sindacati, con il tessuto associativo, perché chi vince le elezioni non diventa il padrone del Comune, ma riceve una delega per amministrare pro tempore tutti i cittadini, sia quelli che ci avranno votato che gli altri. Nessun cambiamento sarà mai possibile senza la partecipazione ed il coinvolgimento della cittadinanza, senza che ognuno di noi torni a sentirsi parte di una comunità.
Per il programma integrale: http://www.movimento5stellepiombino.it/danielepasquinellisindaco/?fbclid=IwAR1wQEkUwxg6AIX9RXFFB8I9Is1oArHfIH5WwY6E05ju27zDfGo6NJYd0Ig

Francesco Ferrari
Un nuovo sviluppo non può non richiamarsi a settori economici a cui la Val di Cornia è vocata (agricoltura, turismo, industria, porto, per fare alcuni esempi) ma lo deve fare introducendo elementi di modernità dai quali non si può prescindere: agricoltura di qualità lungo le filiere già affermate proficuamente, turismo attraverso la dotazione di servizi ed in integrazione con la stessa agricoltura di qualità e con i beni culturali, industria con il marchio della ecocompatibilità e dell’innovazione tecnologica intrinsecamente legate, infrastrutture portuali ma integrate con quelle ferroviarie e stradali. E il tutto legato da infrastrutture immateriali oggi inesistenti. Dal punto di vista degli strumenti amministrativi un accordo di programma integrato e sostitutivo di quelli esistenti, un nuovo piano strutturale di tutta la Val di Cornia che non sia l’assemblaggio dei desiderata di ogni singolo Comune e soprattutto alcune scelte di priorità sulle quali far convergere gli investimenti pubblici di ogni livello in un arco temporale dato e precisato: infrastrutture e bonifiche sono le due priorità per rendere appetibile il territorio ad investimenti compatibili con il quadro così delineato dal pubblico.

Stefano Ferrini
Allego schede:
+Sviluppo,
+Diversifivazione.

3) Accordo di Programma JSW- Parte Pubblica (P.P.)

L’ AdP del giugno 2018 non prevede veri vincoli cronologici e impegni precisi per gli investimenti che JSW dovrebbe realizzare, né penali in caso di inadempienza. Anche la nota scadenza di 18 mesi per la valutazione di fattibilità degli investimenti per la produzione di acciaio non è tassativa: l’ Azienda potrebbe dilazionare le risposte o non confermare gli impegni , causando ulteriore perdita di mercato oltre che un pesante ostacolo alla programmazione pubblica per l’assetto del territorio e per lo sviluppo economico.

3. Quali atteggiamenti, iniziative, strumenti pensa sia possibile mettere in campo perché JSW adegui i suoi comportamenti alle necessità della P.P. di procedere alla programmazione urbanistica ed economica ?

Fabrizio Callaioli
Ho denunciato altre volte l’assenza di vincoli stringenti nell’AdP.
Di sicuro sarebbe indispensabile non indulgere alle richieste “ad aziendam” che potrebbero provenire dalla società e, in parte stanno già arrivando, senza riscontri precisi e rassicuranti.
In secondo luogo, resterà essenziale agire nei confronti del governo affinché operi sia con un’azione di pressione nei confronti di JSW, sia con una programmazione che preveda l’intervento diretto dello Stato in caso di mancanze da parte dell’imprenditore.

Daniele Pasquinelli
Inutile negare che il nuovo ADP non pone vincoli concreti a JSW, quindi su quel fronte l’azione di controllo deve essere demandata al MISE. Tuttavia è mia intenzione fare sì che l’Amministrazione Comunale ed il Sindaco di Piombino abbiano un ruolo attivo e paritario nei rapporti con la proprietà dell’azienda. Qualsiasi necessità di carattere urbanistico ed autorizzativo che competa al Comune non potrà essere demandata ad enti di livello superiore (impianto per la tempra docet), il mantra delle passate amministrazioni secondo il quale bisogna concedere tutto per non fornire alibi deve essere decisamente accantonato. La programmazione territoriale compete al Comune e qualsiasi modifica degli strumenti comunali vigenti dovrà essere necessariamente discussa con il Sindaco, anche dietro nuove garanzie sugli investimenti previsti dal piano industriale di JSW. Recentemente l’azienda ha presentato il piano per le demolizioni, il mio obiettivo sarà quello di pretendere che venga data priorità a quegli impianti la cui presenza rappresenta un pericolo per la salute (amianto).

Francesco Ferrari
Una priorità su tutte: il giorno dopo l’insediamento del nuovo governo della città richiedere subito, e se necessario convocare, una riunione di tutti i firmatari degli accordi di programma nella quale dichiarare esplicitamente che gli accordi vanno rivisti, che il Comune ne vuole essere il coordinatore, che gli impegni pubblici e privati che in essi sono stati o saranno scritti debbono essere scadenzati precisamente attraverso un preciso cronoprogramma e che gli accordi non possono essere protocolli d’intesa politici ma veri accordi di programma che impegnano tutti in ogni dettaglio.

Stefano Ferrini
Occore riunire immediatemantre il comitato esecutivo dell’AdP per chiamare tutti i soggetti firmatari al rispetto degli impegni presi, fissando un cronoprogramma vincolante delle rispettive azioni, comprese quindi qeulle di JSW.

4) Trasparenza e partecipazione

A tutt’oggi la collettività Piombinese non ha potuto prendere visione (ammesso che esista) di un vero Piano Industriale per il futuro del maggiore complesso siderurgico; non sa come saranno impiegate le aree su cui sorgono i vecchi impianti della “area a caldo” ; non sa se ci saranno forni elettrici e dove eventualmente sorgeranno ; non sa come verranno gestiti i rifiuti siderurgici; non sa quali aree del Porto di Piombino saranno “opzionabili” da parte di JWS. La collettività di Piombino e della Val di Cornia è defraudata della possibilità di partecipazione attiva alla discussione sul futuro del proprio territorio. A nostro avviso si tratta di una grave restrizione della sovranità popolare.

4.1 Quali atteggiamenti, iniziative, strumenti pensa sia possibile mettere in campo per rendere trasparente e partecipato il processo di programmazione territoriale ai fini di un futuro assetto urbanistico e di uno sviluppo economico diversificato?

Fabrizio Callaioli
Nel caso in cui io sia il sindaco di Piombino, mi impegno a dialogare con i cittadini, sia nelle solite sedi dei quartieri, sia esaminando attentamente eventuali osservazioni agli strumenti urbanistici, sia in altre eventuali occasioni. Soprattutto, mi impegno a non tener nascoste tutte le informazioni che potrebbero essere a disposizione dell’amministrazione.

Daniele Pasquinelli
Abbiamo elaborato un programma elettorale di 50 pagine, proprio perché il rapporto fra un candidato Sindaco, la forza politica che rappresenta e la cittadinanza deve essere ben chiaro prima del voto. In ogni caso la nuova Amministrazione avrà immediatamente l’onere e l’onore di elaborare alcuni strumenti urbanistici fondamentali per lo sviluppo territoriale dei prossimi 10 anni, come il Piano Strutturale d’Area ed il Piano Operativo. La LR 65 già prevede l’obbligo di percorsi partecipati con la cittadinanza, ma sarà mia premura far sì che tali percorsi siano concreti e non pure formalità. Gli strumenti da mettere in campo saranno campagne di ascolto rivolte a tutti i portatori di interesse (associazioni, sindacati, associazioni di categoria), assemblee pubbliche di discussione, ma soprattutto con il coinvolgimento di tutto il Consiglio Comunale in quanto organo di rappresentanza della città intera e quindi con ampio coinvolgimento anche dei gruppi di opposizione.

Francesco Ferrari
Il rilancio della Val di Cornia non può prescidere da condivisione e partecipazione che debbono coinvolgere tutti i corpi intermedi ma non solo essi. Anche chi non è rappresentato da essi ha il diritto di dire la sua e partecipare alle scelte. Del resto la partecipazione è l’unico modo per unire una comunità in uno sforzo difficilissimo, inutile negarlo. Non ci deve essere nemmeno il sospetto dell’arroganza, modalità che invece negli ultimi quindici anni l’ha fatta da padrone nella Val di Cornia, minando così alla base la sua rinascita che richiede piuttosto discussione aperta e coralità.

Stefano Ferrini
In sede di variante al Piano Strutturale d’Area implementare i percorsi partecipati previsti anche per legge coinvolgendo cittadini e portatori di interesse.

4.2 E’ d’ accordo sul rendere pubblici tutti gli allegati menzionati nella schema di accordo di cui alla DRT n. 807 del 16/07/2018 ed in particolare il “piano industriale” di JSW e la mappa delle aree portuali menzionata come “planimetria allegata sub C” (da cui si deducono le aree portuali “opzionabili” da JSW)?

Fabrizio Callaioli
Assolutamente si. Ovviamente per tutto ciò che riguarda l’uso del territorio o che comunque riguardi gli interessi della comunità, con eccezione quindi dei segreti industriali di cui il sindaco non può disporre.

Daniele Pasquinelli
Sì.

Francesco Ferrari
Naturalmente sì. Colpevole non averli resi pubblici.

Stefano Ferrini
Al netto di informazioni che potrebbero avere un carattere riservato e pertanto portare nocumento all’azienda perché dati sensibili e protetti per legge, sì.

4.3 E’ d’accordo a render pubblici tutti verbali delle riunioni dei “tavoli” relativi agli Accordi di Programma che riguardano i territori di Piombino e della Val di Cornia dali’inizio del 2014 ad oggi?

Fabrizio Callaioli
Sì.

Daniele Pasquinelli
Sì.

Francesco Ferrari
Naturalmente sì. Colpevole non averli resi pubblici.

Stefano Ferrini
Al netto di informazioni che protrebbero avere un carattere riservato e pertanto portare nocumento all’azienda perché dati sensibili e protetti per legge, sì.

5) Il futuro della siderurgia locale

Nei confronti della siderurgia l’ opinione pubblica locale mostra un ventaglio di opinioni che oscilla tra due estremi: da una parte la conferma identitaria della natura siderurgica della zona, senza riguardo per le altre possibilità di sviluppo; dall’ altra l’ auspicio della chiusura definitiva delle ex acciaierie per dar spazio ad altre attività piu’ “leggere”, a minor impatto ambientale, in primis il turismo.
5.1Ritiene utile che Comune e Regione si facciano promotori di un convegno di alto profilo per contribuire alla elaborazione di linee guida per una politica siderurgica nazionale?

Fabrizio Callaioli
Assolutamente si, lo sostengo da tempo.

Daniele Pasquinelli
Sì.

Francesco Ferrari
Sì, si amministra un Comune facendolo essere presente, anche culturalmente, nelle più avanzate eleaborazioni nazionali e, nel caso specifico, europee. Il provincialismo è uno dei peggiori mali che si possono coltivare così come propalare retoricamente l’illusione di essere l’ombellico del mondo senza studiare e tener presenti i contesti nazionali ed europei in cui si opera. Per rendere più forte l’elaborazione locale non per affossarla.

Stefano Ferrini
Sì, Piombino deve farsi promotore di questo.

5.2 Ritiene necessario che a Piombino si continui a colare acciaio?

Fabrizio Callaioli
Colare acciaio è sicuramente importante non solo per far ripartire la fabbrica, ma anche per rendere più economica la lavorazione dei laminatoi, che viceversa, senza un ciclo integrale rischiano di diventare una diseconomia.

Daniele Pasquinelli
Non in assoluto. Sarà necessario solo se ciò consentirà il mantenimento degli attuali livelli occupazionali della siderurgia, ma le strategie delle multinazionali come JSW sono figlie di logiche che sfuggono ad un’analisi locale del fenomeno. Ad oggi l’unica strategia pensata per obbligare le varie proprietà ad investire è stata quella di promettere soldi pubblici senza neanche chiedere garanzie sugli investimenti, ma anche questo non è oggettivamente servito a niente. Un Sindaco deve lavorare al fine di rendere conveniente investire sul proprio territorio, quindi promuovere il completamento della 398 fino al porto, come pure la penetrazione ferroviaria fino alle banchine, deve ricercare e promuovere quelle potenziali sinergie fra le aziende locali (come in passato si tentò di fare fra Lucchini e Magona), in assoluto deve valorizzare le potenzialità del territorio, ad esempio far diventare il porto di Piombino il collettore italiano per il rottame di qualità sarebbe un vantaggio sia per AFERPI che per tutte la acciaierie elettriche italiane.

Francesco Ferrari
È certamente opportuno tenere presente concretamente questa prospettiva ma non senza condizioni. Le condizioni sono legate alla possibilità che lo si faccia in modo ecocompatibile, il che vuol dire lontano dalla città e con le migliori tecnologie disponibili.

Stefano Ferrini
Sì, altrimenti lo stabilimento, dati gli alti costi di acquiato dei semiprodotti, non può reggere.

5.3 Cosa pensa dell’ ipotesi di favorire lo sviluppo di una settore locale di piccola e media impresa, a tipo “filiera corta”, per la lavorazione dei prodotti siderurgici provenienti dagli stabilimenti della zona?

Fabrizio Callaioli
L’ho detto sopra e lo vado dicendo da anni: favorire l’insediamento di aziende in filiera corta con i laminatoi è una delle migliori opzioni della diversificazione industriale.

Daniele Pasquinelli
Sono assolutamente favorevole, accorciando la filiera si abbattono sensibilmente i costi di trasporto e si tutela l’ambiente, oltretutto la siderurgia finalizzata a produzioni a bassissimo valore aggiunto (barre, vergella) non regge più la concorrenza dei paesi emergenti. Solo allungando la filiera si raggiungono dei margini operativi lordi tali da riparare le aziende italiane dalle oscillazioni dei mercati.

Francesco Ferrari
Ipotesi da praticare ma non certamente fermandosi alla declamazione. I problemi prioritari da risolvere sono quelli, sopra se ne è già parlato, indispensabili per creare le condizioni per facilitare simili investimenti in Val di Cornia: le infrastrutture e le bonifiche. La funzione delle istituzioni pubbliche è prioritariamente questa.

Stefano Ferrini
Deve essere l’impegno cui dare massima priorità perché è dalla lavoraioni a valle, generalmente meno inquinanti peraltro, che deriva maggior valore aggiunto.

5.4 Se JSW per colare acciaio ponesse la condizione di costruire un forno elettrico in area attigua al centro urbano ( i.e. nella vecchia area a caldo), sarebbe favorevole?

Fabrizio Callaioli
No. Intanto è importante non tradire il progetto di allontanare gli impianti dalla città. Ma poi, dobbiamo considerare che quello stabilimento è logisticamente irrazionale e produttivo di perdite economiche proprio per la sua distribuzione cervellotica nello spazio. Per diventare economicamente conveniente, quella fabbrica deve essere spostata e ricostruita tutta con il forno vicino all’acciaieria e questa vicina ai laminatoi. Quindi, atteso che ora vi sono distanze illogiche tra i vari reparti, è necessario ricostruire tutto in adiacenza, e quindi dovendo ricostruire è inevitabile farlo lontano dalla città. Se la proprietà propone un insediamento vicino alla città, per le ragioni sopra esposte, vuol dire che non crede molto nel futuro di quello stabilimento e che ha in mente solo progetti a breve termine.

Daniele Pasquinelli
No.

Francesco Ferrari
No, forno elettrico ed acciaieria possono trovare spazio solo lontano dalla città.

Stefano Ferrini
No.

5.5Se lo “studio di fattibilità” di JSW si concludesse, alla scadenza prevista, con una ulteriore dilazione o con decisione negativa per la costruzione di forni elettrici, riterrebbe utile impegnarsi per sollecitare il Governo a riprendere il controllo pubblico dello stabilimento per riavviare una prospettiva di produzione di acciaio di qualità?

Fabrizio Callaioli
Assolutamente sì.

Daniele Pasquinelli
Dal punto di vista prettamente politico lo riterrei certamente utile, tuttavia non si può negare che ci sono delle oggettive difficoltà dal punto di vista legale. Presentando uno studio di fattibilità con una valutazione negativa, l’azienda avrebbe comunque rispettato l’impegno sottoscritto, quindi non ci sarebbero inadempienze.

Francesco Ferrari
L’aver permesso a JSW di non assumere nessun impegno in proposito (è questo quanto è scritto nell’ultimo accordo di programma non quello che colpevolmente viene raccontato) è una colpa terribile che non può essere sottaciuta. Che piaccia o no è un accordo di programma capestro per le istituzioni pubbliche,e non solo a questo proposito. Un discorso analogo vale per le concessioni del demanio marittimo. Ciò potrebbe determinare, paradossalmente, una situazione nella quale il non realizzare un nuovo forno elettrico non si configurerebbe come una indempienza ma uno dei possibili scenari permessi da quell’accordo di programma. Nelle linee guida presentate da Jindal, in merito al forno elettrico, si parla di studi di fattibilità. Si potrebbe dire che sarebbe una situazione più difficile di quella rappresentata dalle indempienze di Cevital. La prima cosa da fare è predisporre gli strumenti per affrontare una situazione di questo tipo, non certo da desiderare né agevolare, e quando parlo di strumenti intendo strumenti sia politici che amministrativi da utilizzare nel contesto locale, nazionale ed europeo.

Stefano Ferrini
No, il tempo e gli sprechi delle partecipazioni statali è finito e non potrà riproporsi; considerando che senza la produzione di acciaio questo stabilimento non regge economicamente, occorrerebbe riprendere la ricerca di altro investitore e parallelamente porre la questione Piombino a livello nazionale per progettare un piano B che preveda altro dall’acciaio.

5.6 Sarebbe favorevole a una revisione dell’AdP per collegare le agevolazioni pubbliche previste per lo sviluppo del piano JSW a precise scadenze di investimento e a significative penalità nel caso di mancata attuazione ?

Fabrizio Callaioli
Sì.

Daniele Pasquinelli
Si in assoluto, ma ritengo francamente difficile che la proprietà sia disposta a farlo. Fortunatamente viviamo in un Stato di Diritto ed i matrimoni si fanno in due, sarebbe stato opportuno legare i due aspetti prima della firma dell’ AdP.

Francesco Ferrari
Ovviamente sì per quello che è stato detto sopra. Fa parte della revisione dell’accordo di programma con JSW da scrivere subito mentre si scrive un accordo di programma interamente sostitutivo avente come oggetto il rilancio economico, ambientale e sociale di tutta la Val di Cornia.

Stefano Ferrini
Sì, da condividere naturlamente anche con le parti interessate perché occorre tener presente tutte le dinamiche, comprese quelle non controllabili dalle stesse.

6) Nocività
L’ amianto è significativamente presente nei vecchi impianti siderurgici. Gli smantellamenti e le demolizioni, e i generali gli interventi sui vecchi impianti, possono essere momenti pericolosi per esposizione nociva dei diretti interessati ma in parte anche per la popolazione esterna.
Il piombo esplica azioni tossiche importanti a concentrazioni molto piu’ basse di quanto si ritenesse in passato, e decisamente piu’ basse di quelle indicate come limiti di sicurezza dalla normativa italiana in materia, come hanno dimostrato le ricerche degli ultimi 30 anni. Nei paesi industrialmente piu’ avanzati ci si adopera per la progressiva eliminazione del piombo dalle piu’ diffuse applicazioni industriali.
6.1Nella possibile futura veste di massimo responsabile locale della salute pubblica, quali iniziative intende attivare per la gestione del “pericolo amianto”?

Fabrizio Callaioli
Usare tutti i poteri accordati dalla legge al responsabile sanitario (il sindaco) per far effettuare la bonifica e la messa in sicurezza di ogni sito inquinato da amianto e, allo stesso scopo, letteralmente assediare il ministero competente ad assicurare le medesime opere.

Daniele Pasquinelli
Tutti quelle che la legge mi metterà a disposizione, sulla salute non si transige.

Francesco Ferrari
Facciamo nostre le considerazioni dell’ARPAT secondo cui “In relazione alla problematica amianto, Piombino rappresenta senza dubbio un’area da seguire con la dovuta attenzione. L’area industriale è interessata dalla presenza di manufatti contenenti amianto, con particolare riferimento ai vecchi impianti siderurgici.“ e per questo crediamo che debbano essere resi pubblici i risultati del monitoraggio che proseguirà nei mesi di maggio e giugno. Sono due comunque le linee di azione da intraprendere. Il tema amianto è parte del più generale tema delle bonifiche e si intreccia con quello delle demolizioni (nell’occasione si ricorda che sulle demolizioni occorre già prima uno studio complessivo degli impianti siderurgici esistenti xonuna mappatura dettagliata e precisa per stabilire quelli da demolire e quelli da salvare a fini monumentali, culturali e turistici) e delle bonifiche. Ma è allo stesso tempo un capitolo particolare per cui è da verificare la possibilità di un “piano stralcio” di bonifica amianto finanziato pubblicamente i cui contorni e contenuti siano stabiliti dagli organi pubblici competenti. Da un altro punto di vista è da verificare la possibilità di riaprire a livello nazionale il capitolo dei risarcimenti da esposizione all’amianto.

Stefano Ferrini
Tutte le best practices possibili oltre a ciò che prevede la legge.

6.2Quali atteggiamenti, iniziative e strumenti intende mettere in atto verso l’ ipotesi di reintroduzione della lavorazione di acciai al Piombo nel locale stabilimento siderurgico?

Fabrizio Callaioli
Pretendere di essere messo a conoscenza di tutti i progetti relativi alla realizzazione dei relativi impianti. Verificare il rispetto delle normative vigenti in materia di sicurezza dei lavoratori e di tutela della salute dei cittadini e in caso di mancanze pretenderne il rispetto. Incaricare degli esperti che, per conto del comune, studino la correttezza della costruzione degli impianti e il loro funzionamento secondo le norme di sicurezza. Aprire un tavolo di relazione continua con gli uffici dell’ASL per la verifica del rispetto di tutte le misure idonee a tutelare la salute dei lavoratori, chiedendo, in caso di mancanze, l’intervento della Magistratura. Chiedere la consegna di tutta la documentazione che la legge 257/1992 impone all’imprenditore di redigere.

Daniele Pasquinelli
Purtroppo su questo i poteri diretti del sindaco sono pochi. Pretenderò che ASL e ARPAT facciano tutti i controlli previsti dalla normativa vigente e chiederò al governo che i parametri di valutazione per l’esposizione al piombo previsti dalla normativa italiana siano adeguati a quelli europei.

Francesco Ferrari
Dato che le normative di tutela sanitaria sono insufficienti e sicuramente datate e dato che si tratta di lavorazioni che non hanno le caratteristiche dell’innovatività e furono già introdotte e poi dismesse sono decisamente contrario. Da ricordare che Jindal non ha mai parlato di questo tipo di lavorazione.

Stefano Ferrini
Scoraggiare il più possibile, cercando di trovare soluzioni produttive alternative che consentano di raggiungere gli stessi risultati in termini di prodotti per il mercato; in ogni caso utilizzare tutte  le best practices possibili oltre a ciò che prevede la legge.

7) Ammortizzatori sociali
A fine ottobre 2019 scade la CIG per Aferpi. Il rinnovo non è automatico e deve essere promosso dalla Azienda. In passato abbiamo avuto esperienze negative su questi “passaggi” da una fase all’ altra della CIG. Il mancato rinnovo avrebbe conseguenze pesantissime per tutto il comprensorio. L’ indotto ha già subito un colpo pesantissimo.
7.1Cosa pensa che sia necessario fare per evitare che alla prossima scadenza ci siano ulteriori sorprese dell’ ultima ora ed evoluzioni drammaticamente negative per l’ occupazione?

Fabrizio Callaioli
Occorre rispetto per i lavoratori e per le loro famiglie, le scadenze che ricordate non sono segrete, e non arrivano certo all’improvviso, occorre che le parti sociali si accordino per tempo, in modo che ci sia continuità e non venga sospeso il pagamento della cig. I lavoratori di Piombino, dopo cinque anni di cassa integrazione, molti di loro senza mai rientrare in fabbrica, hanno finito i loro risparmi e le piccole riserve familiari, una sospensione dei pagamenti per molti sarebbe devastante. Inoltre da un tempestivo impegno di Jindal, in questo senso, si potrebbe cogliere un gesto di rispetto verso una comunità, che comunque sta ancora aspettando di conoscere il piano industriale e le scelte strategiche della proprietà. Ovviamente anche il governo deve fare la propria parte, non è un segnale incoraggiante il fatto che i sindacati lamentino che il ministro Di Maio non li abbia ancora incontrati, anche perché è difficile immaginare che ogni volta il governo concepisca un ammortizzatore sociale ad hoc per Piombino, nel giro di 24 ore.

Daniele Pasquinelli
Il Governo ha preso un preciso impegno politico affinché i lavoratori siano accompagnati alla fine 2024 con gli ammortizzatori sociali. Se così non fosse sarò il primo ad andare a Roma a chiedere con forza il mantenimento dell’impegno.

Francesco Ferrari
Siamo area di crisi industriale complessa, con la possibilità di usufruire anche di ammortizzatori sociali stabiliti proprio per queste aree sia per i lavoratori strettamente siderurgici che per quelli dell’indotto. Dobbiamo sicuramente garagntire con ammortizzatori sociali il periodo necessario per il ritorno “al lavoro” ma siccome non possono essere solo il veicolo dell’assistenza, dobbiamo ben valutare il loro legame stretto per la riconversione della zona e l’essere strumenti, non i soli, per la tutela e la valorizzazione della professionalità delle persone che qui vivono.

Stefano Ferrini
Far prendere al Governo impegni vincolanti in anticipo in sede di comitato esecutivo dell’AdP.

7.2Quali iniziative potrebbe prendere il futuro Sindaco per il riutilizzo della mano d’opera e delle ditte dell’ indotto siderurgico che hanno esaurito o stanno esaurendo il periodo di fruibilità degli ammortizzatori sociali?

Fabrizio Callaioli
Il territorio di Piombino ha bisogno di dismissioni e bonifiche per poter progettare qualunque tipo di diversificazione futura, ed è indubbiamente un’opportunità per coloro che hanno perso il loro posto di lavoro o che sono in cig. Questa però non è materia che possa essere decisa solo dall’amministrazione locale, quindi il compito del nuovo sindaco sarà quello di fare pressione, anche decisa, presso il governo, in modo che vengano stanziati fondi immediatamente spendibili per le bonifiche. Occorre però che la nuova amministrazione pretenda corsi formativi specifici non solo per i lavoratori, ma anche per gli imprenditori locali del settore, in modo da essere veramente competitivi e lavorare IN SICUREZZA e con le migliori tecnologie presenti sul mercato.

Daniele Pasquinelli
Concordare con il Ministero del Lavoro e con la Regione Toscana degli sgravi fiscali per le aziende che effettueranno demolizioni e bonifiche utilizzando il personale delle ditte dell’indotto che hanno esaurito gli ammortizzatori sociali. Costruire con la regione Toscana un percorso di formazione verso attività specifiche, in modo da limitare al massimo l’utilizzo di personale specializzato proveniente da fuori del territorio.

Francesco Ferrari
Vale quanto detto sopra. La valorizzazione, la riqualificazione, la professionalizzazione dei lavoratori e dei disoccupati, degli adulti e dei giovani sono un tema centrale di ogni ipotesi di rilancio della zona. Fino ad oggi affrontati in modo marginale e spesso da un punto di vista assistenziale debbono diventare il fulcro e non l’appendice marginalizzata di un futuro dignitoso per ogni persona.

Stefano Ferrini
Alcune azioni:
a) inserire nei bandi per la reindustrializzazione punteggi fortemente incentivanti per le imprese che assumeranno personale espluso dal ciclo produttivo legato alla siderurgia;
b)  attuare quanto previsto dal protocollo di intesa sulla formazione firmato da Comune, associaioni di categoria, sindacati e scuole per mappare il fabbisogno formativo delle imprese che si insedieranno e la situazione professionale delle persone espluse dal ciclo produttivo siderurgico, in modo da far incontrare domanda di lavoro con offerta utilizzando i bandi regionali sulla formazione in modo mirato alle reali esigenze del territorio;
c) estendere il più possibile, in attesa delle ripartenza del ciclo produttivo siderurgico e della implementazione di nuove imprese, la durata degli ammortizzatori sociali equiparando le ditte dell’indotto a quelle siderurgiche nella fruizione degli stessi.

8) Lavori di Pubblica Necessità (LPN)
Il Coordinamento Art. 1 – Camping CIG si è fatto promotore di una proposta1 volta a utilizzare la forza lavoro “congelata” negli Ammortizzatori Sociali in progetti pubblici mirati ad investimenti produttivi per il rilancio dello sviluppo locale, con effetti di “traino” anche per i disoccupati e per i giovani in cerca di prima occupazione.

8.1Qual’ è il suo parere generale sulla proposta di LPN?

Fabrizio Callaioli
Proposta difficile e rivoluzionaria, sicuramente piena di dignità e orgoglio, lo stesso orgoglio che è possibile riscontrare nei racconti degli operai, quando descrivono la fabbrica, i loro compagni, il loro lavoro. Perché chi non li conosce non comprende, che, per loro, rimanere a casa, senza entrare mai in quella fabbrica è un dolore, anche se le condizioni di lavoro sono sempre più difficili.

Daniele Pasquinelli
Decisamente positivo, tant’è che mi sono già attivato con i miei rappresentanti affinché il Coordinamento ART1 – Camping CIG potesse portare tale progetto all’attenzione della Commissione Lavoro della Camera. Alcuni aspetti della proposta potrebbero risultare determinanti per la riuscita generale, come ad esempio la sinergia fra imprese private ed i vari ammortizzatori sociali già erogati sul territorio. Ciò potrebbe rendere conveniente per pubblico e privato aderire all’iniziativa con evidenti vantaggi per i lavoratori.

Francesco Ferrari
Proposta interessante che rientra nel disegno di salvaguardia e valorizzazione delle risorse umane di cui sopra.

Stefano Ferrini
Credo sia molto più agevole e veloce  attuare quanto previsto dalla normativa sui Lavori di Pubblica Utilità piuttosto che impostare una battaglia su un nuovo ordinamento che preveda i LPN. Senza contare che il rischio potrebbe essere quello di mettere in una pericolosa concorrenza tra “poveri” lavoratori di aziende che già versano in difficili condizioni stante la crisi con coloro che si trovano “congelati” negli ammortizzatori sociali; occorre quindi puntare con forza su nuovi LPU impegnando l’amministrazione, di concerto con sindacati ed associazini di categoria, a realizzare un vero e proprio “piano di sviluppo dei LPU”.

8.2Ritiene utile che la futura Amministrazione Comunale si adoperi perché la proposta dei LPN possa essere sviluppata e possibilmente attuata?

Fabrizio Callaioli
Penso che la nuova amministrazione debba dichiararsi disponibile a sperimentare questa opportunità fin da subito. Questa proposta, chiaramente, è stata concepita per coniugare la volontà dei lavoratori di non sentirsi inattivi, e la voglia di essere utili alla propria comunità di appartenenza. Come ho detto più volte Piombino è una città che ha bisogno di cure speciali, perché questi anni difficili l’hanno irrimediabilmente impoverita e ciò si percepisce anche nella scarsa cura posta nella conduzione della cosa pubblica. Occorre amore per la città, e questa proposta che deriva dall’amore e dall’orgoglio per la propria condizione di lavoratori, va sicuramente in questo senso.

Daniele Pasquinelli
Sì.

Francesco Ferrari
Sì nel quadro di un progetto e di un programma di rilancio della zona che abbia le caratteristiche illustrate sopra, cioé di un quadro organico, realistico, realizzabile e verificabile nei tempi dovuti con le idee dovute e con i finanziamenti dovuti.

Stefano Ferrini
Per le ragioni di cui sopra, no.

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Scritto da il 24.5.2019. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
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