PIOMBINO: VILLAMARINA CHIUDE NEL DISINTERESSE DI POLITICA E CITTADINI?

l’ospedale di Piombino

Piombino (LI) – Riportiamo due gravissimi comunicati, il primo della UIL-FPL e il secondo del gruppo “La Piazza” che denunciano, dopo i 133 giorni di sciopero del comitato difesa di Villamarina, che non solo nulla è cambiato, ma che si va verso lo smantellamento della struttura per mancanza di personale, senza che la popolazione abbia piena coscienza di quello che sta realmente accadendo.

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UIL-FPL: SE LA REGIONE CONFERMA IL BLOCCO DELLE ASSUNZIONI LA RISPOSTA NON PUO’ CHE ESSERE LO SCIOPERO DEGLI OPERATORI DELLA SALUTE

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il durissimo comunicato UIL-FPL.

«Dopo 20 mesi di grande impegno nella bufera della pandemia il confronto con l’Azienda Sanitaria Nord Ovest è giunto ad una linea di confine; O si attivano con procedure di urgenza le necessarie assunzioni richieste dalla UILFPL oppure si va dritti allo scontro.

Non sono più tollerabili ritardi ne rimpalli di responsabilità tra Azienda Sanitaria ed Regione Toscana; Nel Territorio Livorno-Cecina-Piombino-Elba mancano all’appello oltre 150 operatori tra Medici,Infermieri ,Oss,Tecnici di riabilitazione,prevenzione,diagnostica.

Il prossimo quadrimestre vedrà uscire ulteriori operatori per pensionamento e mobilità.

Negli Ospedali e nel Territorio siamo in presenza di un dilagare del lavoro aggiuntivo e straordinario con conseguenze pesanti sulle condizioni di lavoro,sulla sicurezza e sulla qualità delle prestazioni, per assurdo ci sono turni scoperti nei reparti e orario di aggiuntiva per i vaccini, si toglie ore di lavoro all’assistenza diretta dei pazienti.

La Regione Toscana sembra voler rispondere con una inaccettabile strategia di riduzione dei tempi di prestazione il che significa un ulteriore incremento dei carichi di lavoro sulle spalle di personale già fortemente stremato.

Comprimere i tempi di una prestazione diagnostica (risonanza,tac,visita specialistica) oppure ridurre ulteriormente i giorni di degenza in ospedale accellerando le dimissioni,significa da un lato aumentare la pressione sugli operatori e dall’altra scaricare sui cittadini e le loro famiglie il peso di una organizzazione assistenziale che è fortemente in crisi.

Se veramente esiste in Toscana un problema di risorse finanziarie insufficienti lo si dica chiaramente e lo si motivi;

Ci si dica ad  esempio se tutti i costi sostenuti nella battaglia contro il Covid sono stati coperti dal finanziamento storico e se in presenza di ciò esiste un indirizzo del Governo e delle Regioni che genera l’attuale stasi nelle assunzioni e nell’attuazione di importanti investimenti per lo sviluppo dei servizi ed il potenziamento delle tecnologie a loro supporto.

Di certo non è possibile tacere dinanzi ad un grave rischio di vedere perfino blocchi operatori, diagnostiche, pronti soccorso, attività chirurgiche e mediche, servizi territoriali e domiciliari restare in condizioni di criticità proprio nel momento in cui il sistema socio-sanitario dovrebbe incrementare le prorie attività anche per recuperare tutto ciò che è stato sospeso o ridotto nel periodo di massima allerta pandemica.

Noi non saremo disponibili a lasciare passare il tempo senza reagire; Il declinio dei servizi ed il peggioramento delle condizioni di lavoro non è la nostra scelta; Vogliamo risposte e le vogliamo adesso».

UIL  – FPL

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LA PIAZZA: LO SMANTELLAMENTO DI VILLAMARINA E’ LO STATO DELL’ARTE DELLA GESTIONE ASL?

Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

«Ricordate il vecchio adagio che recita “non tutto il Male viene per nuocere”? Se, a ragione, possiamo considerare il Covid come un Male, questo avrebbe dovuto insegnarci qualcosa, farci riflettere e quindi modificare radicalmente alcune nostre convinzioni: ad esempio quella che la riduzione degli Ospedali e il loro accorpamento in una unica sede (con disagi per chi abita lontano da essi) sia una scelta vantaggiosa da perseguire.

Molte delle criticità legate alla gestione del Covid sono state infatti legate anche alla riduzione dei posti letto.

Lo smantellamento (perché di questo si tratta) di Ospedali come quello di Piombino, non può essere giustificato con la carenza di Personale o con la solita litania degli Ospedali in rete.

Una rete è efficiente solo se non ha dei buchi immensi come quello che c’è da Livorno a Grosseto e non è accettabile che vi siano sedi sprovviste di Personale Medico come Piombino (e non ci riferiamo ad attività ultraspecialistiche, ma a quelle di base, necessarie al buon funzionamento di qualsiasi Ospedale).

Sorvoliamo su Ostetricia e Pediatria, che avrebbero dovuto far parte di un piano più complesso e la cui triste situazione ormai è nota a tutti: anche la Radiologia è ormai in situazione estremamente critica, cosi come lo sono la Dialisi e la Cardiologia, l’Ortopedia, la Neurologia e l’Oculistica.

Sappiamo bene che c’è carenza (a livello Regionale ancor prima che di USL Nord-Ovest) di Medici dedicati a queste Specialità, ma resta difficile capire come questa rete ospedaliera sia gestita. Prendere un cardiologo da Cecina e fargli fare gli straordinari a Piombino non crediamo possa essere la “soluzione” al problema, se non in via emergenziale e per un ridottissimo periodo di tempo.

In pratica, ogni necessità che non possa essere soddisfatta al Pronto Soccorso deve trovare soluzione in altri Ospedali (Cecina, Livorno o Pisa), visto che sono scomparse anche le reperibilità per Ortopedia, Oculistica o Urologia (richieste spesso come primo trattamento).

Qualcuno può smentirci? Ce ne rallegreremmo! Purtroppo è evidente il continuo pellegrinaggio verso strutture private per eseguire anche banali esami di routine, così come lo sono i continui trasferimenti verso altri Ospedali, con tutti i disagi che questi comportano.

È una situazione grave e inaccettabile, soprattutto per chi, anziano o indigente, a queste condizioni non può praticamente più permettersi di curarsi.

Eppure il Covid ha mostrato chiaramente che una distribuzione logica di Ospedali efficienti e la disponibilità di posti letto siano le risposte migliori ai bisogni di Salute dei Cittadini.
Ricordate le corse del Presidente Giani all’affannosa ricerca di posti letto dovunque era possibile, essendo quelli negli Ospedali già occupati? Ricordate la richiesta di aiuto alle
strutture private (che hanno però ben altra impostazione nei trattamenti dei Clienti)?

Tuttavia l’emergenza passata non ha cambiato di una virgola i piani delle Aziende Sanitarie: al primo posto continua ad esserci la gestione economica e non la risposta alle
necessità delle persone. Basta leggere i documenti ufficiali della Regione per capire quanto il concetto di offerta sanitaria sia rimasto ancora allo stato teorico e quanto invece
si continui ad enfatizzare la razionalizzazione, che va tradotta unicamente col termine “risparmio”.

Infatti, riducendo il numero dei posti letto (e di tutto ciò che è ad esso collegato) non si riduce il numero dei malati, si allungano semplicemente i tempi in cui
questi malati potranno essere curati o si impedisce loro di curarsi.

Questo è ad oggi “lo stato dell’Arte” e non vorremmo che tutto questo si trasformasse in rassegnazione da parte di chi ha bisogno e diritto di veder soddisfatto questo bisogno».

LA PIAZZA – VAL DI CORNIA

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Scritto da il 29.8.2021. Registrato sotto ambiente/territorio, Economia, Foto, Toscana-Italia, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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