LEGAMBIENTE: PETIZIONE CONTRO L’AUMENTO DEI RISCHI ELETTROMAGNETICI DEL 5G

Legambiente e 5G, petizione contro l’aumento dei limiti di esposizione ai campi elettromagnietici artificiali. Interessante articolo che invitiamo tutti a leggere con attenzione.

«Nonostante il persistente tombale silenzio da parte dei media mainstream sui gravi rischi per la salute umana, animale e vegetale derivanti da una prossima massiccia introduzione della nuova tecnologia di connettività mobile 5G e e del’Internet delle Cose, non in sostituzione ma in aggiunta alle preesistenti reti di 3G e 4G, le leve decisionali della politica nostrale non si fermano dinanzi agli ormai innumerevoli appelli invocanti il Principio di Precauzione e, anche in questo caso molto alla chetichella, zitti zitti, a fine marzo scorso la Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera, ha espresso parere favorevole sull’aumento dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici artificiali dagli attuali 6V/metro della normativa italiana in merito ai 61V/metro, in relazione alle proposte per il ”Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” (PNRR) del Governo Draghi, per la sezione riguardante Banda larga, 5G e monitoraggio satellitare.

Questo atto è molto grave, non tenendo in minimo conto le ricadute sanitarie e sulla biosfera derivanti da un tale massiccio aumento, e vale la pena ricordare il perchè.

Il dr. Stefano Gallozzi, Astrofisico INAF, ad esempio ci ricorda che aumentare da 6 a 61V/m i limiti di Legge significa aumentare il campo elettromagnetico di 103 volte.
E’ come se al posto dell’attuale ripetitore davanti casa ne mettessero 100; vi allarmereste?

Questo perché i Volt/metro rappresentano dell’onda elettromagnetica solo la componente elettrica, mentre il campo elettromagnetico si misura in Watt/m^2 (densità di potenza) e comprende anche la componente magnetica.

6.0 V/m corrisponde a 0.095W/m^2

61.0 V/m corrisponde a 9.87W/m^2

9.87/0.095=103.89 volte è l’aumento di campo elettromagnetico che si ha nel passare da 6 a 61V/m.

Bene, non è tutto. Il Campo Elettromagnetico Naturale di fondo, il campo di forze dove tutte le forme viventi si sono evolute ed adattate in quanto entità Bio-elettriche da 3,5 – 3,8 miliardi di anni questa parte e che rappresenta, di conseguenza, un fattore fondamentale della biosfera, già oggi, con le attuali potenze di emissione delle tecnologie wireless disponibili, risulta profondamente inquinato e modificato; nella regione delle alte frequenze, quelle interessate da tali tecnologie, il campo statico proprio di questo fondo naturale registra densità di potenza di circa 100picowatt/m^2 (cioè 10miliardesimi di watt/m^2) mentre i Campi elttromagnetici artificiali, e pulsati, da wireless possono raggiungere picchi di potenza dell’ordine di 1Watt/m^2, cioè 10miliardi di volte il Campo di fondo naturale. Naturalmente tutto ciò ha ricadute a livello di salute generale nella popolazione e nella biosfera e gli effetti biologici non – termici sulla materia vivente sono stati ben evidenziati da decine di migliaia di studi pubblicati anche in peer review; se il recente parere favorevole sull’innalzamento dei limiti di esposizione dovesse disgraziatamente tradursi in Legge al passaggio di Camera e Senato, i rischi saranno naturalmente notevolmente amplificati per tutti, nessuno escluso.

E si parla di interferenze e patologie a carico di sistema nervoso ed endocrino, interferenze e patologie sul sistema immunitario, tumori, disturbi del comportamento e dell’attenzione, ecc. Vi sono anche studi che mettono in evidenza come i campi elettromagnetici artificiali possono essere una delle concause della sindrome da spopolamento degli alveari e della morìa di Api che da qualche anno interessa un po’ tutto il mondo civilizzato, interferendo le emissioni elettrromagnetiche artificiali, sia nelle alte che nelle basse frequenze, con le capacità di orientamento di questi insetti impollinatori, fondamentali per l’ecosistema. Come non ricordare poi gli studi che mettono in evidenza l’induzione di antibiotico-resistenza da parrte delle tecnologie wireless in microrganismi protagonisti di infezioni ospedaliere che nei prossimi anni saranno la principale emergenza a livello globale?,

Comunque per i più desiderosi di informarsi ulteriormente riguardo a questi studi, qua riporto alcuni link a cui attingere: https://www.emf-portal.org/en, https://comitatotutelamonteporziocatone.wordpress.com/documentazione/elettrosensibilita-studi/, https://www.powerwatch.org.uk/science/studies.asp,

Le buone notizie. Legambiente Italia, la più autorevole e diffusa voce dell’associazionismo ambientale in Italia, ha preso posizione di fronte all’atto della Commissione riguardante l’innalzamento dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici artificiali e dal suo sito web istituzionale e dal sito della rivista Nuova Ecologia ha promosso e lanciato una petizione, che tutti possono firmare, contro tale atto. Nel frattempo ha scritto già sulla questione al Presidente del Consiglio Draghi e ai Presidenti di Camera e Senato, Casellati e Fico.

In questo Legambiente, si affianca a quanti negli ultimi anni, tra scienziati e ricercatori ed enti di ricerca indipendenti, associazioni (ad es. Alleanza Stop5G Italia), movimenti politici (Verdi, Movimento 3V ed altri), Sindaci e privati cittadini, in Italia si oppongono e denunciano i gravi rischi di una diffusione sempre più pervasiva e massiccia, nel tempo e nello spazio, dell’irradiazione da tecnologie wireless. Gli allarmi sono aumentati in particolare nell’ultimo anno con l’ascesa al potere, prima nel Governo Conte e adesso come Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale nel governo Draghi, del sig.

Vittorio Colao, ex amministratore delegato Vodafone (dal 2008 al 2018) e adesso, tuttora, nel comitato direttivo della società di telefonia wireless Verizon, principale attore a livello mondiale per il 5G, con enormi interessi anche qua in Italia, ovviamente. Dalla sua apparizione nello scenario della politica italiana il sig. Colao ha proposto e promosso, prima con il governo Conte e adesso con Draghi, l’innalzamento dei limiti di esposizione nella misura per la quale è stato espresso parere favorevole dalla Commissione, e non poteva essere altrimenti, naturalemte; una volta esisteva il concetto di Conflitto di Interessi, ma evidentemente certe sottigliezze non interessano più ad alcuno, anche quando certe decisioni, da tali enormi conflitti dipendenti, passano incuranti sulla salute della popolazione, sempre da sacrificarsi sul sacro altare del profitto da parte dei grandi gruppi multinazionali, in questo caso delle aziende di TelCo.

I punti su cui Legambiente ha chiamato ad esprimersi tramite la petizione, e per i quali ha chiesto di conto a Draghi, Casellati e Fico, sono fondamentali per il futuro del wireless in questo Paese.

Il primo punto riguarda appunto il fissare i limiti di esposizione agli attuali 6v/m. Il secondo punto riguarda la rilevazione delle potenze di emissione, da non considerarsi più come media sulle 24 ore (il chè ad oggi permette alle compagnie telefoniche sforamenti anche importanti rispetto ai 6V/m) ma sui 6 minuti nelle fascie di più intenso traffico telefonico. Il terzo punto, cruciale, è il reperimento di fondi e finanziamenti per una ricerca indipendente sugli effetti biologici derivanti dalla frequenza di 26Ghz, frequenza che sarà usata, fra le altre, dal 5G in funzione soprattutto dell’implementazione dell’Internet delle Cose; questo punto è cruciale intanto perchè si parla di ricerca indipendente, senza alcun conflitto di interesse, e poi perchè non esiste uno straccio di studio al momento sugli effetti di tali frequenze sulla salute umana e nonostante ciò l’utilizzo di tale frequenza è stata già approvata dal governo Conte, all’atto della vendita all’asta delle frequenze per il 5G alle multinazionali del settore nel 2019.

Chiudo citando il presidente di Legambiente Italia, dr. Stefano Ciafani, che così si esprime su Nuova Ecologia, riguardo alla questione: “Asserire che i limiti italiani sono inferiori solo di tre volte a quelli europei, quando lo sono di 100 volte in termini di densità di potenza, è riduttivo e fuorviante rispetto alla reale entità del cambiamento. L’Italia ha una normativa molto avanzata sotto il punto di vista della tutela della salute: sono gli altri paesi europei che devono allinearsi al nostro e non viceversa”.

Riporto qua il link a cui potrete firmare, mi auguro numerosi, la petizione di Legambiente: https://attivati.legambiente.it/page/67542/petition/1?locale=it-IT&fbclid=IwAR0sdc6LScYJyZRL8IvvzciN9USL3HZxLdTkqGn4MGt9n60yHljZJL9QCIQ

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Scritto da il 26.4.2021. Registrato sotto ambiente/territorio, Foto, Toscana-Italia, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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