JINDAL: I SINDACATI PROTESTANO PER IL RINVIO DI UN ANNO DEL PIANO INDUSTRIALE

Enrico Rossi e Sajian Jindal nel 2014

Piombino (LI) –  La richiesta di un rinvio di 12 mesi per la presentazione del piano industriale per la ex Lucchini da parte di Jindal ha provocato le proteste dei sindacati confederali, che hanno emanato questo comunicato, mentre l’UGL è stata perfino più netta riguardo l’argomento.

«Apprendiamo dalla stampa, della richiesta da parte di Jindal di ulteriori 12 mesi di proroga nella presentazione del piano industriale. Colpisce che a partire dall’azienda, fino all’ultimo dei destinatari di tale eventuale richiesta, nessuno abbia sentito l’esigenza di confrontare tale preoccupante novità, con le organizzazioni sindacali a qualsiasi livello, prima di rilasciare le proprie dichiarazioni del caso. Una caduta di stile e di metodo inedito che lascia pensare sul nuovo che avanza.

Sul merito, conforta che al momento è confermata la Call-Conferenze tra il titolare del MISE, il Ministro Patuanelli e la Proprietà del Gruppo Indiano, informazione confermata anche dall’azienda, un passaggio che riteniamo a maggior ragione cruciale per le sorti di questo territorio.

Ci aspettiamo dal Ministro una maggior attenzione per Piombino nell’ambito dell’emergenza Siderurgica Nazionale.

Ci attendiamo per Piombino un intervento del Governo attraverso Cassa depositi Prestiti a fronte della presentazione del piano industriale da parte della multinazionale, un intervento governativo finalizzato agli investimenti certi e verificabili nel tempo.

Non siamo interessati per Piombino ad un intervento del Governo liquidatorio o di disimpegno.

Ma soprattutto pretendiamo per Piombino, certi che ne abbia il diritto, di essere convocati e aggiornati ad un qualsiasi livello, l’istante successivo al confronto programmato.

Se questo non avverrà o se si registrasse sufficienza e disinteresse, data la possibilità di muoversi tra regioni dai primi di giugno, le OOSS lavoreranno per una iniziativa per manifestare il proprio dissenso a Roma».

FIM-CISL FIOM-CGIL UILM-UIL Provinciali Fausto Fagioli David Romagnani Lorenzo Fusco

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UGLM: ORA BASTA, JINDAL DEVE PRESENTARE IL PIANO INDUSTRIALE

Il logo dell’UGL Metalmeccanici

«UGLM apprende dal comunicato del Sindaco Ferrari che Jindal avrebbe chiesto un altro anno per presentare il Piano Industriale.  Riteniamo questa richiesta irricevibile!

I lavoratori di Piombino non possono più essere presi in giro in questo modo.  L’emergenza sanitaria ha comportato dei ritardi, comprensibile.
Ma prendersi addirittura ulteriori 12 mesi è assolutamente ingiustificabile. Adesso basta.  La multinazionale indiana deve presentare il suo Piano Industriale per Piombino. Un piano industriale dettagliato, finanziato e con tutti gli steps cadenzati, per realizzare quanto promesso. In alternativa il Governo  ne tragga le dovute conseguenze ed attivi subito un piano per la Siderurgia nazionale, anche in ragione delle ultime notizie preoccupanti  che arrivano da Taranto e da Terni.
Il Governo  deve trovare, quanto prima, gli strumenti più adeguati per dare a Piombino un futuro.  Il nostro territorio ha bisogno di una azienda moderna con impianti locati lontana dalla città e a basso impatto ambientale. Che dia finalmente lavoro a lavoratori diretti e dell’indotto che sono da troppi anni in cassa integrazione.  E per dare un futuro economico alla città ed a tutto il comprensorio della Val di Cornia.
Ci sono centinaia e centinaia di lavoratori che non mettono piede in Fabbrica dal 2014/2015. Questa situazione è diventata intollerabile.
È impensabile per UGLM,  aspettare ancora 12 mesi.  Ci opporremo  con tutte le nostre forze e con tutti gli strumenti a nostra disposizione, a questa richiesta scellerata e offensiva per  Piombino che merita rispetto!
È finito il tempo delle attese e dei rinvii».
Vincenzo Tuvè RSU UGLmetalmeccanici
Claudio Lucchesi   Segretaria Provinciale UGL
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