BEZZINI: IL CAMBIAMENTO NON PUO’ VENIRE DA CHI HA CREATO IL DISSESTO

la consigliera comunale di Piombino Carla Bezzini

Piombino (LI) – Riceviamo e pubblichiamo una lettera da Carla Bezzini, che recentemente ha comunicato che la sua lista civica “Un’Altra Piombino” non si ripresenterà alle prossime elezioni comunali, in  risposta indiretta alla lettera di Bruna Geri (Segretario PD Piombino) che invita a fare “fronte comune” per arginare “l’avanzata della destra nei nostri comuni”. L’analisi prodotta, precisa ed impietosa, è d’indubbio interesse ed invitiamo tutti a leggerla.

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BEZZINI: IL CAMBIAMENTO NON PUO’ VENIRE DA CHI HA CREATO IL DISSESTO

«Leggo stamani di un richiamo all’unità da parte dell’Unione Comunale del PD, in vista delle prossime amministrative: un appello all’unità del partito, che ricomponga le lacerazioni passate e recenti, e soprattutto un appello ad una unità più ampia per “la costruzione di un nuovo fronte europeista, ambientalista e femminista, aperto e inclusivo che propone un messaggio di radicale opposizione alla destra italiana ed europea della chiusura e della paura”.
Insomma un fronte per arginare “l’avanzata della destra nei nostri comuni”.
Con questo comunicato, la segreteria locale del PD definisce quella che sarà la cifra dominante della sua campagna elettorale: la paura della destra.

Legittimo, ci mancherebbe. Ma alcuni interrogativi sono inevitabili.
Il primo è relativo alla parola “ambientalista”: il disastro ambientale di Piombino è sotto gli occhi di tutti ed è innegabile. Le politiche degli ultimi anni hanno decretato, nei fatti e nei percorsi amministrativi, che il nostro territorio ospiterà una delle discariche più grandi d’Europa, che non servirà né ai nostri rifiuti urbani (che dal 2016 vanno nel grossetano e i cittadini pagano quel conferimento) , né agli scarti delle produzioni locali, men che meno a dei forni elettrici che tutti auspichiamo ma che per il momento esistono solo nel mondo dei sogni (sogni di tutti) e delle narrazioni (dei soliti pochi).

Una discarica che da anni lavora con gli impianti non a norma (e ancora non lo è, giova ricordarlo) che ha ricevuto conferimenti anche da ditte inquisite per traffico di rifiuti pericolosi, che rende irrespirabile l’aria di chi abita a pochi metri e che ha provocato la chiusura di esercizi commerciali vicini. Il tutto senza uno straccio di Valutazione Sanitaria sullo stato di salute delle persone.

Dopo 5 anni dalla chiusura dell’altoforno, Piombino vive di assistenzialismo (chi ne ha diritto) , di disoccupazione, e le uniche attività produttive che si affacciano (e che altri non vogliono) sono a forte impatto ambientale: lavorazioni sporche, trattamento di rifiuti speciali, anche pericolosi, che vengono da ogni dove, che aumenteranno il già grave inquinamento ambientale e che renderanno pochissimi posti di lavoro.

A pochi metri da una spiaggia che si affaccia su uno dei golfi più belli della costa tirrenica, si stanno ergendo 6 pale eoliche, le più alte d’Italia, che produrranno zero posti di lavoro e che non serviranno affatto alla siderurgia (quando ci sarà) come vogliono farci credere. Un’indicibile aggressione ambientale in cambio di un compenso irrisorio al comune e di nessun posto di lavoro.

Un partito che guardi ai più deboli, si legge: un partito che ha permesso lo smantellamento del servizio sanitario locale, che ha sottratto prestazioni, imposto tickets esosi e liste di attesa inqualificabili, precludendo di fatto l’accesso dei più deboli, quelli che non possono pagarsi il privato e che sono sempre più numerosi, un partito così dovrebbe chiedersi perché ha perso tanti consensi proprio tra i più deboli.

Non li ha persi certo perché i vari dirigenti litigavano tra di loro per qualche poltrona! No, li ha persi perché quelle fasce di debolezza non le ha più rappresentate e ha scelto di rappresentare il mercato e le sue leggi (cioè gli interessi delle banche, delle multinazionali, delle oligarchie finanziarie, di chi ha sottratto risorse e servizi ai deboli per concentrare ricchezze crescenti nelle proprie mani).

Oggi è tempo di unità, si legge. Per arginare il cambiamento? Io credo invece che oggi sia tempo di cambiamento e di chiarezza: che questo territorio così bello e così maltrattato abbia diritto ad una rinascita. Ed una cosa è certa: la rinascita non può venire da chi ha creato il dissesto.

Le contrapposizioni puramente ideologiche, a livello amministrativo territoriale, rischiano di essere strumentali e sterili se vengono usate come armi perché tutto resti com’è».

Carla Bezzini
Consigliere Comunale a Piombino

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«UN’ALTRA PIOMBINO» NON SI RIPRESENTERA’ ALLE AMMINISTRATIVE 2019

La lista civica UN’ ALTRA PIOMBINO non si ripresenterà alle elezioni amministrative nel Comune di Piombino. Questa decisione nasce da una riflessione sul momento critico che attraversa la Val di Cornia e in modo particolare il Comune di Piombino. C’è bisogno di una svolta, a livello politico, sia a Piombino che in Val di Cornia.

Il fallimento delle politiche condotte fino a oggi, a livello locale, dalle amministrazioni a gestione PD, è evidente, sotto gli occhi di tutti.  La cifra dominante è quella della disoccupazione, dell’assistenzialismo, del declino culturale, del degrado ambientale, dell’agonia del commercio.  

Il disagio viene percepito e vissuto a ogni livello: cresce l’insicurezza per il futuro e sempre più giovani lasciano il territorio. Negli ultimi anni non è stata data nessuna risposta: si sono sentiti solo annunci che hanno prodotto unicamente promesse mancate e hanno aggiunto ipoteche a ipoteche: la vicenda dei rifiuti speciali, quella delle grandi  discariche, degli impianti a forte ricaduta ambientale, l’abbandono delle politiche sovracomunali, la diversificazione resa  sempre più problematica, la mancanza di trasparenza , l’esclusione dei cittadini dalle scelte,  fino alla negazione dei referendum chiesti a gran voce dalla città,  mettono in evidenza un’“emergenza territoriale” che richiede senso di responsabilità e competenza.

La lista Un’Altra Piombino ha svolto, in questi anni, il compito per cui era nata:  dare voce a quei cittadini che non si rassegnano al degrado politico, economico e sociale della città. Le numerose interrogazioni, mozioni, ordini del giorno, la passione politica messa nel proporre soluzioni che andassero incontro alle aspirazioni di tanti cittadini per riaccendere una speranza di rinascita, testimoniano tutto ciò.

Ora è tempo di scelte. La lista fa un passo indietro. Data la situazione, occorre valutare le proposte programmatiche che verranno presentate dalle varie forze in campo, guardandole dal punto di vista della rinascita del territorio, dei beni comuni, del mettere al centro le persone e l’ambiente, la democrazia, la partecipazione. Il discrimine sarà la volontà, unita alla capacità reale, di invertire la rotta e portare la città fuori dalle secche in cui da troppi anni si è incagliata. Avendo ben chiaro che per fare questo è necessario andare oltre il municipalismo asfittico e vedere la Val di Cornia come un solo ambito geografico e amministrativo. Del resto, Un’Altra Piombino ha sempre lavorato in sinergia con le Liste Civiche della Val di Cornia. Per questo guardiamo con fiducia all’affermazione di Jessica Pasquini a Suvereto, in continuità con la valida esperienza amministrativa di questi cinque anni, e sosteniamo Nicola Bertini e il Gruppo 2019 a Campiglia: la speranza è quella di un lavoro futuro coordinato che faccia rinascere la Val di Cornia.

Ringraziamo le due consigliere che si sono avvicendate in consiglio comunale, assumendosi un impegno gravoso che hanno portato avanti con passione e con studio, in difesa, sempre, dell’interesse comune e non di un’appartenenza.

Lista Civica UN’ ALTRA PIOMBINO

 

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Scritto da il 11.3.2019. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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