VAL DI CORNIA: IL PD FORSE CAMBIA REGISTRO SU BONIFICHE E INFRASTRUTTURE

Il manifesto della Festa del PD di Piombino del 2013

Piombino (LI) -La Federazione del Partito Democratico ha inviato un comunicato in cui sembra finalmente prendere coscienza, anche se con grave ritardo, della situazione reale della Val di Cornia. Per questo prova a definire quali possano essere le possibili soluzioni per uscire da questa impasse. I temi trattati sono quelli che da almeno 3-4 anni la nostra testata pone quasi quotidianamente come soluzioni per salvare il nostro territorio, ma che oggi non possono essere risolti usando quei termini in modo generico.

Ad esempio:bonifiche” (mettere in sicurezza la falda non è la stessa cosa di riportare a “Quota zero” le montagne di veleni disseminate per il territorio), “infrastrutture” (far passare una strada statale su ponte o sotto le finestre dei residenti non è la stessa cosa), e “innovazione” (innoviamo nel portare nuove aziende di rifiuti pericolosi, o in una nuova “Silicon Valley”?).

Ben vengano quindi i “Cinque punti”, ma questi devono essere analizzati ed elaborati da persone estremamente preparate, e non possono essere solo spot pre elettorali.

Il PD che ha portato la Val di Cornia davanti a questo baratro, oggi o ha  il coraggio di cambiare davvero, oppure forse è giunta l’ora che si faccia da parte insieme ad i suoi accoliti.

Giuseppe Trinchini

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«La piega che ormai ha preso  la vicenda Aferpi impone una decisa iniziativa politica e un disegno di governo coraggioso e praticabile.

Per questo motivo sosteniamo convintamente il ministro Carlo Calenda che con decisione, e non da oggi, ritiene che l’acclarata insolvenza del gruppo Cevital richieda un immediato allontanamento di Issad Rebrab.

Coerentemente con la condotta del ministro Calenda è necessario accompagnare un’iniziativa territoriale perché l’uscita di Rebrab è, ovviamente , una condizione imprescindibile ma  tuttavia non sufficiente.

In questa situazione è fondamentale impostare una linea politica e di governo, almeno per le variabili di cui disponiamo, dicendo sin da subito con chiarezza verso  la cittadinanza che in  una vicenda con queste caratteristiche non tutte le variabili sono disponibili e programmabili perché si intersecano con l’articolazione del mercato mondiale, la riorganizzazione e le scelte dei grandi gruppi, la vicenda di Taranto, solo per fare alcuni esempi.

La ricerca di un nuovo partner industriale per la produzione di acciaio deve essere visto come un pezzo di un disegno di governo autonomo e più ampio.
Per questo riteniamo che le riflessioni sul dopo Rebrab indicate nella mozione proposta dalla maggioranza e sostenuta dal gruppo di Ascolta Piombino,  possano essere la base su cui costruire una politica che necessariamente dovrà fare i conti con l’esito e i tempi dell’uscita di Aferpi.

Le proposte sono cinque:

– in caso di nuova procedura pubblica di assegnazione delle aree industriali, si propone di non mettere a gara in blocco tutto il compendio, in particolare per le porzioni di territorio non più interessate da attività siderurgiche e più adiacenti alla città;
– di valutare, in questa ipotesi, la proposizione di un soggetto pubblico territoriale per acquisire la titolarità delle aree industriali dismesse al fine di gestire nel suo complesso la fase di bonifica,  riconversione produttiva, urbanistica e del capitale umano, al fine di ricercare investitori a cui assegnare dette aree secondo criteri di mercato;
– di tenere fermi i criteri di attrazione di attività ad elevato valore aggiunto,  ambientalmente sostenibili  e di produzione di posti di lavoro;
– nel rispetto delle prerogative dell’Autorità Portuale di sistema, di avanzare il criterio di concessionare le aree demaniali marittime per sostenere i processi di diversificazione economica in coerenza con le nuove funzioni allocabili nelle aree industriali dismesse.
– di proporre un nuovo accordo di programma che si ponga l’obiettivo di affrontare poche e chiare priorità, in particolare i nodi della competitività del territorio connessi al contesto ambientale  (le bonifiche), al contesto infrastrutturale materiale ( viario e ferroviario ) e immateriale ( innovazione tecnologica e del sapere ), con l’obiettivo di canalizzare tutte le risorse disponibili su questi assi specifici.

Massimiliano Roventini, segretario federazione Val di Cornia Elba Pd
Marcello Maio, responsabile industria segreteria federazione Val di Cornia Elba Pd
Ettore Rosalba, segretario unione comunale Piombino Pd

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4 Commenti per “VAL DI CORNIA: IL PD FORSE CAMBIA REGISTRO SU BONIFICHE E INFRASTRUTTURE”

  1. Sergio M.

    Onestamente… mi viene da vomitare. Ho la stessa sensazione di chi è stato scarnificato da anni di inettitudine dilagante a cui lo stesso responsabille della scarnificazione cerca di vendere un unguento portentoso per attenuare il dolore. O della giovane violentata che corre a denunciare il suo violentatore e se lo ritrova in divisa seduto alla scrivania… Nel contempo, però, provo pena, compassione per loro. Me li immagino (sicuramente sbagliando) questi signori, senza dubbio espertissimi e navigatissimi in pianificazione strategica territoriale, tutti lì presi a scervellarsi nelle loro lunghe notti insonni per cercare di capire come trattenere sul treno i passeggeri che stanno sfuggendo loro di mano. Come convincere quella gente, stremata da anni di viaggi tra pulci, zecche e fetenzie varie, che in effetti quel treno fa schifo e che è l’ora di pensare (badate bene, PENSARE) a ripulirlo e portarlo al passo con i tempi. In effetti, tutto questo non può che deprimermi, perché mi conferma la già assoluta certezza di essere in mano a chi di me non ha il più remoto interesse, se non in certe date, in certe occasioni, quando il treno fischia.

  2. Luca

    Sergio la segreteria PD è tutta “nuova” (le virgolette sono obbligatorie). Sono sempre gli stessi, ma dell’ala riformatrice del partito, e sono li da un mese. Se è vero quello che hanno scritto nel giro di poco tempo dovranno fare delle azioni chiare e trasparenti. Altrimenti sanno di essere solo dei chiacchieroni più chiaccheroni di quelli che hanno sostituito.
    Le bonifiche che non partono; un responsabile c’è e ha nome e cognome. Se fra un mese sta sempre lì è chiaro che fanno solo chiacchere. Idem per un altro “furbetto del quartierino” che gironzola dentro la giunta piombinese… il Sindaco ha bisogno di esperti, non di chiaccheroni e trafficoni. Ha bisogno di gente seria che lo consigli per il meglio nell’interesse di tutti. Anche di chi non lo ha votato. Se Piombino e la Val di Cornia affondano… anneghiamo tutti.

  3. Sergio M.

    La ringrazio Luca della sua puntuale risposta. Solo una domanda, solo per capire cosa lei intenda per “nuova”: il Roventini sottoscrivente dei cinque punti di cui sopra è mica lo stesso che appare in questo articolo del tirreno di un paio di giorni fa nella cronaca di San Vincenzo?

    https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1769042829793262&set=gm.1370105113093409&type=3&theater

    No, perché, il Roventini di San Vincenzo è assessore in carica all’urbanistica/edilizia/sviluppo economico di quel comune e, se l’articolo in questione riporta il giusto (e ripeto SE) mi pare che il NUOVO qui ha un odore di RANCIDO che nemmeno a Ischia di Crociano con il vento a favore… Lei che ne pensa?

  4. Luca

    Purtroppo come abbiamo potuto vedere in un altro articolo su questo giornale (http://www.corriereetrusco.it/2018/01/26/val-di-cornia-la-nuova-federazione-del-partito-democratico/) dentro il PD della Val di Cornia di NUOVO, senza virgolette, non c’è nessuno.
    C’è il fratello di…, l’assessore di…, la fidanzata di…, l’Ex consigliere regionale di…, eccetera, eccetera.
    L’unica novità è che sono quelli dell’area renziana, mentre prima governava l’area Cuperliana che era legata a doppio filo a Rebrab e alla monocultura industriale.
    Non credo comunque che possano tirare fuori la città da questa situazione, difficilmente se ne potrà uscire politicamente, troppo vasto è il danno, come disse tempo fa il Sindaco “C’è stato un terremoto a Piombino”.

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