PIOMBINO: SIA CHIARO, E’ TUTTA COLPA DI RE BRAB

Piombino (LI) – Incontro carico di tensione oggi 20 ottobre al MISE (ministero dello sviluppo economico), dove il ministro Calenda, ha convocato una riunione con i sindacati per fare il punto sulla vicenda Aferpi. Alla riunione erano presenti il ministro Calenda, il sottosegretario Teresa Bellanova e il commissario Nardi, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il sindaco di Piombino Massimo Giuliani insieme a tutte le rappresentanze sindacali nazionali e locali.

Un anno e 4 mesi fa Rebrab veniva celebrato “Uomo dell’Anno”.

La riunione ha confermato le scadenze già stabilite negli atti e nei documenti precedenti e cioè “l’impegno di Cevital/Aferpi, a individuare, entro il 31 ottobre 2017, una partnership per la parte siderurgica del Progetto Piombino o a presentare, nello stesso termine, un piano industriale con evidenza delle fonti di finanziamento certe”, di fatto scordandosi il “dettaglio” della mancata ripresa dell’attività di laminazione ad agosto 2017.

Dalla riunione comunque nulla di nuovo rispetto a quanto stabilito nell’addendum, se non che ormai si percepisce chiaramente lo “scarica barile” di responsabilità tra il partito di governo e la “triplice”.

Ovviamente tutti disponibili ad aspettare il 31 ottobre, data di scadenza dell’impegno richiesto a Cevital  per portare un nuovo partner industriale o ilpiano industriale e vera liquidità, insistendo strenuamente sulla garanzia degli ammortizzatori sociali per gli ormai Ex lavoratori, e scordandosi per l’ennesima volta di affrontare il tema delle bonifiche dei 1000 ettari del SIN che invece darebbero lavoro nel breve periodo e futuro sviluppo economico per tutta la Val di Cornia.

Il presidente della Toscana Enrico Rossi, che ha già parlato con Jindal è sereno, anche se, sulla base di uno studio dell’IRPET, ha scoperto che il polo agroalimentare promesso da Rebrab adesso non è convincente,  perché prevede investimenti superiori a quelli promessi nel settore siderurgico e così permanendo l’inadempienza di Cevital, potrebbe essere rivista anche l’assegnazione delle aree portuali destinate alla piattaforma agroalimentare.

Il sindaco di Piombino Massimo Giuliani, che se non fosse stato per le osservazioni presentate da numerosi cittadini ed associazioni avrebbe già approvato la «variante “ad personam” Aferpi»,  si è finalmente accorto che per sbloccare la situazione occorre terminare i lavori sul porto, dare il via alla bonifica del SIN e al completamento della 398, “questioni che l’attuale accordo non affronta in maniera specifica”.

Ribadiamo per concludere che è inquietante anche la sola idea, uscita più volte durante la riunione, che un imprenditore privato Algerino (ritenuto tra parentesi inaffidabile dal governo italiano, ndr.) contratti privatamente con uno Indiano il destino economico e sociale di un intero territorio, ed il futuro sviluppo  di un Asset fondamentale per l’Italia come è quello dell’acciaio.

Di seguito comunque riportiamo i comunicati stampa integrali giunti presso la nostra redazione.

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Sindaco di Piombino, Massimo Giuliani

Nessuna proroga, rispetto a quella già prevista dall’addendum e dalla lettera che il commissario Piero Nardi aveva inviato il 1 agosto scorso. Il 31 ottobre Rebrab dovrà necessariamente presentare un nuovo piano industriale con un partner siderurgico o un nuovo partner che presenti un piano di produzione credibile.
Il ministro nel corso della riunione ha ribadito l’importanza di gestire questa fase cercando di trovare soluzioni consensuali che permettano un passaggio concordato dalla gestione Cevital a quella di altri soggetti interessati. L’obiettivo è di trovare un accordo entro ottobre per evitare eventuali contenziosi e favorire una soluzione efficace.
L’ad di Cevital, Said Benikene, nel corso di un precedente incontro con il ministro ha riferito che ci sono circa 7 o 8 gruppi che stanno interloquendo con Cevital per entrare in sinergia o che possono essere interessati a rilevare il gruppo industriale. Tra questi anche Jindal e British Steel che partecipano insieme. In ogni caso l’accordo che potrebbe essere trovato tra Jindal o altri gruppi deve avere l’avallo del governo. Per il governo non è tanto importante il prezzo di vendita ma il piano industriale che verrà presentato con il piano degli investimenti. Nel caso in cui ci sia un accordo di partnership o di gestione, questo dovrà comunque essere valutato in via prioritaria dal governo.
“Concordiamo con la linea del governo affinché siano rispettati i tempi già definiti nell’addendum e affinché venga valorizzato il ruolo di questo strumento per uscire da questa situazione di stallo – ha affermato il sindaco Giuliani – Il Comune intende  collaborare con il governo per gestire questa situazione e per verificare nuove possibilità di accordi con i soggetti istituzionali. Entro il 31 ottobre ci aspettiamo una risposta chiara da Cevital.”
“C’è poi la necessità di aggiornare e realizzare un nuovo accordo di programma  — ha aggiunto  il sindaco — per sbloccare la situazione, terminare i lavori sul porto, dare il via alla bonifica e al completamento della 398. Questioni che l’attuale accordo non affronta in maniera specifica e che comunque ha bisogno di un aggiornamento. Se ci sarà un nuovo interlocutore occorrerà ripartire anche dal  tema delle demolizioni sia per la pericolosità di alcuni impianti, sia per creare opportunità di lavoro e di occupazione per i lavoratori di Aferpi e indotto. La città non può aspettare oltre.”

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Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi

A Piombino il bisogno di certezze diventa fortissimo. Io ho avuto modo di incontrare Jindal, che si è detto interessato all’acquisizione. Credo che chiunque sia l’eventuale subentrante la nostra attenzione debba concentrarsi sulle condizioni di gestione, sul piano industriale, sugli investimenti, ma soprattutto sull’aspetto occupazionale. Se dovessimo essere in presenza di un’offerta che prevede la possibilità di tornare a produrre acciaio, con le dovute cautele ed attenzioni dovremmo prenderla in seria considerazione”.
Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, è intervenuto con questa posizione alla riunione convocata a Roma, al Ministero dello sviluppo economico dal ministro Carlo Calenda, per fare il punto, insieme al commissario Piero Nardi e alle organizzazioni sindacali, sulla difficile situazione del polo industriale di Piombino, a undici giorni dalla scadenza di quanto previsto dall’addendum contrattuale sottoscritto nel giugno scorso tra l’amministratore straordinario della ex Lucchini e Cevital in merito all’individuazione di un partner industriale o alla presentazione di un convincente piano industriale.
Il presidente Rossi ha poi fatto un quadro della situazione complessiva del polo e del porto piombinesi, così da illustrare ai presenti la situazione, alla luce delle informazioni raccolte dalla Regione e degli studi effettuati.
“Ricordo — ha aggiunto il presidente Rossi — che abbiamo prospettive in sospeso con Bruxelles per ciò che riguarda l’accesso a finanziamenti comunitari e al fondo sviluppo e coesione. E anche nell’area portuale le prospettive sono buone, con Neri e S. Giorgio che dovrebbe a breve iniziare l’attività di demolizione e refitting, con buoni riflessi sull’occupazione. Abbiamo poi l’accordo siglato con General Electric che nel 2019 ultimerà la realizzazione della piattaforma di prova turbine. E anche il fondo da 40 milioni di euro di risorse Ue e ministeriali per agevolazioni alle piccole e medie imprese locali, sta andando bene. Meglio che a Livorno”.
Enrico Rossi ha poi affrontato la questione della realizzazione del polo agroalimentare promessa da Rebrab e prevista dall’addendum entro il luglio 2018, affermando che lo studio commissionato dalla Regione all’Irpet, giudica il progetto non convincente, anche perché prevede investimenti superiori a quelli promessi nel settore siderurgico. Il presidente ha quindi aggiunto che, una volta realizzato l’escavo dei fondali a 20 metri, e permanendo l’inadempienza di Cevital, potrebbe essere rivista anche l’assegnazione delle aree portuali destinate alla piattaforma agroalimentare.

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Segretario generale della UILM, Rocco Palombella

Occorre cercare subito al più presto soluzioni affidabili attraverso un piano industriale che si basi su risorse certe e sinergie possibili. Il rilancio del distretto industriale di Piombino attraverso la produzione di buon acciaio e il mantenimento dei livelli occupazionali non può attendere oltre.
Il ministro ha ribadito che il gruppo algerino avrà tempo fino ad ottobre per finalizzare gli impegni previsti per lo stabilimento siderurgico di Piombino. Data la situazione il dicastero sta vagliando, però una rosa di compratori, tra cui c’è il gruppo Jindal, interessati all’acquisto se Cevital dovesse risultare inadempiente. Prima opzione del governo rimane comunque quella di trovare un’intesa ‘in bonis’ col ‘management’ del gruppo algerino, ma eventuali azioni legali non sono escluse da parte dello stesso esecutivo. Una scelta condivisibile rispetto ad atteggiamenti inaffidabili ed irresponsabili che ledono gli impegni presi ed offendono i lavoratori.

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Segretaria provinciale Uglm, Sabrina Nigro

Stamani si è svolto al Ministero dello sviluppo economico un incontro relativo alla vertenza Aferpi del sito di Piombino. Per il Ministero erano presenti il ministro Calenda il viceministro Teresa Bellanova e il responsabile dottor Castano.
Erano inoltre presenti le istituzioni comunali e regionali,  il commissario Piero Nardi e le organizzazioni sindacali. Per la  UGLmet hanno partecipato all’incontro il segretario nazionale con delega impiegati e quadri Paolo Di Giovine e la segreteria provinciale con Sabrina Nigro e Nilo Pepi e la RSU Aferpi Claudio Lucchesi.
Il ministro ha ribadito come termine ultimo il 31 ottobre per l’individuazione di uno o più potenziali acquirenti o partnership, nessun tempo supplementare sarà concesso a Cevital. Lo stesso ministro ha comunicato che alla data attuale ci sarebbero diversi gruppi interessati al sito di Piombino.
“È stato un incontro interlocutorio” così commenta il segretario provinciale, “Inutile cercare colpe o colpevoli non è iniziata la caccia alle streghe”, prosegue Sabrina Nigro, ribadendo che occorre un progetto concreto, duraturo ed economicamente sostenibile.
“Ci aspettiamo già dal prossimo incontro, previsto per metà ottobre, di avere un quadro più completo della situazione fermo restando il principio fondamentale della salvaguardia occupazionale di tutti i dipendenti”, così commenta il segretario generale Antonio Spera.
Su questo punto UGLmet, ha anche ribadito che sappiamo bene tutti che il solo progetto siderurgico non potrà riassorbire l’intero organico ( 2000 diretti e tutti gli altri dell’indotto ) occorrerà individuare forme e/o normative nuove.
Tra l’altro, come sostenuto dal governatore Rossi, di agroindustria se ne riparlerà eventualmente a luglio 2018 e sembrerebbe che lo studio commissariato dalla Regione all’IRPET giudicherebbe il progetto non del tutto convincente.
UGLmet ha altresì evidenziato la necessità di continuare con le demolizioni degli impianti esistenti e fatiscenti che potrebbero creare pericolo per i lavoratori e cittadini. Le stesse demolizioni potrebbero essere opportunità lavorative. Anche il sindaco Giuliani ha mostrato subito condivisione della problematica, dando disponibilità ad intervenire per la sicurezza della cittadinanza nonché dei lavoratori.

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Scritto da il 20.9.2017. Registrato sotto Economia, Foto, Toscana-Italia, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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  • QUANTO MANCA AL TERMINE DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA CON LA CEVITAL DI ISSAD REBRAB?

    Se non viene rescisso il contratto, o rinnovato l'accordo di programma, dal 1° luglio Rebrab non avrà più vincoli con lo Stato italiano, diventerà "Padrone" a tutti gli effetti, e potrà disporre delle sue società e del personale in queste assunto come meglio crederà. Questo avverrà
    3 mesi, 17 giorni, 18 ore, 19 minute fa

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