PIOMBINO: QUALE DECORO VALE PIU’ DI UN OPERAIO IN CATENE?

L'articolo con dietro un operaio in catene

altre situazioni di grave degrado in centro

Piombino (LI) – Continua il “braccio di ferro” tra i lavoratori del “Camping CIG” che rivendicano il loro diritto a manifestare visto il rischio concreto, dopo il 1° luglio se Cevital sarà svincolata dall’Accordo di programma, di un numero imprecisato di esuberi, e per questo sono in presidio permanente fino a tale data, e l’amministrazione comunale e le liste a lei vicine, che cercano di spostare la loro protesta in un punto dove questa sia meno visibile, ponendo questioni di decoro e suolo pubblico. Riportiamo integralmente la risposta del Camping CIG alle liste e a seguire l’articolo integrale apparso sulla stampa.

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CAMPING CIG: NOI DIFENDIAMO SOLO IL NOSTRO DIRITTO AD AVERE UN LAVORO

Non era necessario l’articolo pubblicato oggi sul Tirreno, targato “Spirito libero” e “Ascolta Piombino”, riguardo al decoro ed alla posizione del nostro presidio, per capire cosa preme alla giunta comunale e ai suoi satelliti: sviare l’ attenzione dal dramma di cui sono corresponsabili insieme al loro governo.

Tentano di creare un problema politico sulla nostra presenza al Rivellino accusando di essere noi il problema, parlando solo di decoro urbano e di immagine. Questi signori fanno  finta di non capire perché siamo qui.  Per loro  è assolutamente superfluo se dal 1 luglio AFERPI potrà licenziare liberamente chi gli pare e piace, come se i 900 e passa posti di lavoro ad alto rischio  fossero solo fantasie; come se non fossero già nel baratro 1000 lavoratori dell’ indotto;  come se l’eventuale flop e chiusura definitiva della fabbrica riguardasse solo chi ci lavora; come se i fallimenti a catena dei negozi di Piombino, gli sfratti,  i giovani che se ne vanno, il degrado della citta’ e tutto quello a cui assistiamo fossero cose che non li riguardano.

altre situazioni di grave degrado in pieno centro

A chi volete che interessi tutto questo ??? Non ai “poveri” turisti vittime di questi “operaiacci” incatenati al piu’ importante monumento simbolo di Piombino?  Eppure spesso i turisti ci esprimono solidarietà!

Se siamo qui è per difendere il diritto sacrosanto sancito dalla nostra costituzione di avere un lavoro! Di averlo noi oggi e i nostri figli domani ! Di   non vedere sparire le botteghe una ad una e la citta’ morire! Ringraziamo  i commercianti che in questi giorni ci hanno offerto cibo e bevande. Il loro dramma e’ il nostro; ha le stesse cause, è effetto delle stesse irresponsabili politiche : queste sono indecorose, non quel “fatiscente” presidio pieno di striscioni !
Anche a noi piacerebbe andare al mare ma se siamo qui è  perché chi ci doveva tutelare ha stordito la città coi sedativi e ci ha trascinati fino all’ orlo del baratro.
A chi ci amministra diciamo: dove vi piacerebbe che andassimo? A fosso alle canne?  Così potreste continuare a somministrare alla cittadinanza e ai turisti il vostro metadone sociale.

L’aggravarsi della situazione dopo il mancato emendamento, alla “manovrina economica”,  per il prolungamento della legge Marzano, ci costringe a non abbassare i toni della protesta.
Il 1 luglio è alle porte e questa è una scadenza chiave non solo per la  vertenza Lucchini/Aferpi, ma per il destino di tutti i cittadini e per la storia di questa città.  E’ per questo motivo che decideremo in piena autonomia  come proseguire la mobilitazione per i nostri obiettivi.  E’ per questo motivo che sollecitiamo le altre categorie in sofferenza a  fare fronte comune. Siamo in una situazione di assoluta emergenza e solo con una grande mobilitazione unitaria se ne puo’ uscire!

SCIOPERO GENERALE ZONALE DI TUTTE LE CATEGORIE !

Coordinamento Art. 1  – Camping CIG

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IL TIRRENO DEL 17-06-2017 (CRONACA DI PIOMBINO)

Spirito Libero e Ascolta Piombino invitano i manifestanti di Camping cig a cambiare zona

«Basta con quel sit in davanti al Torrione»

PIOMBINO Le liste Spirito Libero e Ascolta Piombino, seppur dalle diverse posizioni di maggioranza e opposizione, da qualche tempo sono impegnate in un confronto che le trova unite anche nel giudizio sulla vicenda del presidio di Articolo 1 Camping cig al Rivellino, che molto ha fatto discutere negli ultimi giorni.
«Ci siamo impegnati nell’intera vicenda Aferpi dentro e fuori il consiglio comunale – dice una nota congiunta delle due forze politiche – e oggi siamo pienamente concordi nel ritenere legittima ogni forma di manifestazione da parte di chiunque, purché tuttavia non si trascendano mai i democratici confini del rispetto della cosa pubblica e dell’altrui sentire, della civile e pacifica convivenza». Una premessa che serve a sostenere che «non ci sembra rientrare in questi canoni il permanere dell’attuale protesta al Torrione, bivaccarvi e dormirci con le tende, riempirlo di striscioni e incatenarsi alle cancellate».
Per Spirito Libero e Ascolta Piombino «una manifestazione, per poter essere considerata un esercizio di democrazia, deve avvenire nel rispetto dei luoghi in cui si va a inserire, di ciò che magari accade in quel periodo, degli altri che, con pari dignità e importanza, lavorano in quegli stessi luoghi o adiacenze, magari rischiando in proprio e senza tutele alcune. In quest’occasione, siamo invece con una tendopoli allestita in pieno centro storico, in un periodo stagionalmente cruciale come l’inizio estate, con eventi importanti di attrazione turistica già programmati da tempo e commercianti che forse potrebbero finalmente avere quella necessaria quanto agognata boccata d’ossigeno».
Le due liste civiche quindi, concludono il loro intervento chiedendo ai manifestanti «una presa d’atto della delicata situazione in cui versa tutta la città, con la speranza di uno spostamento del sit in di protesta dove fu svolto precedentemente, con la stessa ampia visibilità».
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IL COMUNICATO ORIGINALE:

CAMPING CIG SPOSTI IL SIT INLe liste Spirito Libero e Ascolta Piombino, seppur dalle diverse posizioni di maggioranza e opposizione, si sono impegnate nell’intera vicenda Aferpi dentro e fuori il Consiglio Comunale. Entrambe le forze politiche, oggi, sono pienamente concordi nel ritenere legittima ogni forma di manifestazione da parte di chiunque, purché tuttavia non si trascendano mai i democratici confini del rispetto della cosa pubblica e dell’altrui sentire, della civile e pacifica convivenza.

Detto questo, non ci sembra rientrare in questi canoni il permanere dell’attuale protesta al Torrione, bivaccarvi e dormirci con le tende, riempirlo di striscioni e incatenarsi alle cancellate.
Una manifestazione, per poter essere considerata un esercizio di democrazia, , deve avvenire nel rispetto dei luoghi in cui si va ad inserire, di ciò che magari accade in quel periodo, degli altri che, con pari dignità e importanza, lavorano in quegli stessi luoghi o adiacenze, magari rischiando in proprio e senza tutele alcune.

In quest’occasione, siamo invece con una tendopoli allestita in pieno centro storico, in un periodo stagionalmente cruciale come l’inizio estate, con eventi importanti di attrazione turistica già programmati da tempo e commercianti che forse potrebbero finalmente avere quella necessaria quanto agognata boccata d’ossigeno.

Le due liste civiche quindi, chiedono ai manifestanti, una presa d’atto della delicata situazione in cui versa tutta la città, con la speranza di uno spostamento del sit-in di protesta dove fu svolto precedentemente, con la stessa ampia visibilità.

SPIRITO LIBERO e ASCOLTA PIOMBINO.

 

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Scritto da il 18.6.2017. Registrato sotto Economia, Foto, Toscana-Italia, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

1 Commento per “PIOMBINO: QUALE DECORO VALE PIU’ DI UN OPERAIO IN CATENE?”

  1. ciuco nero

    il pd deve avere il monopolio di tutto. deve gestire la politica locale, la sanità, i sindacati, l arpat, le usl, la tiemme e anche la sei. ahh dimenticavo la coop e l autorità portuale. chi non è con loro è considerato eversivo, diverso, pericoloso.

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DA QUANTO TEMPO...

  • QUANTO E' PASSATO DAL 1 LUGLIO 2017 DATA TERMINE DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA CON CEVITAL?

    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
    9 mesi, 20 giorni, 18 ore, 55 minute fa

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