SEI TOSCANA: SI DIMETTONO MARCO BUZZICHELLI E L’A.D. EROS ORGANNI

sei toscanaTOSCANA – Sei Toscana comunica, in data 14 novembre, che sono pervenute al Consiglio di amministrazione le dimissioni del consigliere Marco Buzzichelli e dell’amministratore delegato Eros Organni. Questa mattina il Consiglio di amministrazione, dopo aver preso atto delle dimissioni presentate, ha conferito le deleghe e le procure protempore a Roberto Paolini, nominato presidente di Sei Toscana lo scorso 19 maggio, adottando in tal modo tutti i provvedimenti necessari a garantire l’operatività dell’azienda. Non è mai stata messa in discussione la continuità dei servizi quotidiani di spazzamento e raccolta rifiuti.

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L’inchiesta della magistratura riguarda un appalto ventennale per un totale di circa 3,5 miliardi di euro. La gara era per la gestione completa del ciclo di rifiuti nelle province di Arezzo, Siena e Grosseto, l’area governata dall’Ato Toscana Sud.

La vicenda è iniziata lo scorso 9 novembre quando il direttore generale dell’Ato Toscana Sud, Andrea Corti, 50 anni, è stato arrestato nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Firenze, con le accuse di turbativa d’asta e corruzione. L’operazione è stata denominata “Clean city”.  Il provvedimento è stato eseguito dal Comando provinciale della Guardia di Finanza in esecuzione di un’ordinanza emessa dal gip Matteo Zanobini. Per Corti sono stati disposti gli arresti domiciliari, mentre è stata applicata la misura cautelare dell’interdizione dai pubblici uffici nei confronti di tre professionisti toscani: l’avvocato Valerio Menaldi (avrebbe per l’accusa predisposto il bando di gara), il commercialista Eros Organni, amministratore delegato di Sei Toscana (che si è aggiudicata l’appalto) e l’amministratore delegato di Siena Ambiente, Marco Buzzichelli. Altre sei persone sono state indagate.

Secondo le indagini della Fiamme gialle è emerso un sistema di “commistione” tra controllori e controllati per cui gli indagati avevano concordato preliminarmente, nonostante i ruoli distinti ed incompatibili fra loro, i dettagli della procedura di aggiudicazione nonché la redazione materiale dei documenti. Così, in una conferenza stampa, gli inquirenti hanno spiegato che di fatto il bando di gara era strutturato “su misura” per favorire il raggruppamento con a capo Siena Ambiente e per scoraggiare eventuali altri concorrenti inserendo nel bando stesso clausole particolarmente vessatorie. L’appalto nel 2013 fu effettivamente aggiudicato a Siena Ambiente con un consorzio di 6 imprese.

Sempre per le indagini, il direttore generale dell’Ato Toscana sud avrebbe ottenuto guadagni illeciti per oltre 380 mila euro, tramite compensi che figuravano come consulenze, prestazioni d’opera professionale o altri costi tipo rimborsi spese.

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IL 9 NOVEMBRE IN UNA NOTA CONGIUNTA DI SEI TOSCANA E SIENA AMBIENTE CONFERMANO FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA

«In merito agli ultimi sviluppi dell’inchiesta, iniziata due anni fa – inizia la nota stampa – sulla gara che ha portato all’affidamento della gestione dei rifiuti nell’Ato Toscana Sud, Sei Toscana e Siena Ambiente ribadiscono la massima fiducia nell’operato della magistratura confidando che si faccia tutto il possibile per chiudere celermente e con la necessaria chiarezza questa spiacevole vicenda.

Siamo convinti della legittimità delle nostre azioni e che al termine dell’iter giudiziario sarà accertata la regolarità dell’operato messo in atto dalle due aziende.

Consapevoli di essere solo all’inizio di un percorso che potrà durare alcuni anni e che – ad oggi – non è stata ancora formulata alcuna richiesta di rinvio a giudizio per i nostri manager, chiediamo di utilizzare toni rispettosi verso aziende che assicurano un servizio pubblico importante ad oltre un milione di cittadini e che danno lavoro a circa 1200 persone.

Sei Toscana e Siena Ambiente sono pronte ad affrontare con serenità questo percorso garantendo servizi all’altezza delle aspettative dei cittadini così come sempre fatto in questi anni.

La vicenda non influisce in alcun modo sul servizio quotidiano».

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IL 10 NOVEMBRE I SINDACI DELL’AREA “ASIU” PASSATA RECENTEMENTE IN ATO SUD INVIANO UNA NOTA CONGIUNTA

I Sindaci dei Comuni di Castagneto Carducci, San Vincenzo, Sassetta, Campiglia Marittima, Suvereto e Piombino sulla vicenda ATO TOSCANA SUD (ciclo rifiuti urbani).

Apprendiamo dagli organi di stampa la notizia dell’arresto da parte della guardia di Finanza di Firenze del direttore di Ato Sud, autorità di servizio rifiuti per le province di Arezzo, Siena, Grosseto e di 6 comuni della provincia di Livorno (Piombino, Castagneto Carducci, Campiglia, Suvereto, San Vincenzo e Sassetta). L’inchiesta che ha portato all’arresto riguarda l’appalto ventennale per la gestione completa del ciclo dei rifiuti, con gara iniziata nel 2013, per il quale sono stati contestati i reati di turbativa d’asta e corruzione.

Le parole del procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo sono allarmanti e ci impongono massima attenzione.  Come sindaci sottoposti all’autorità di Ato sud, subentrati in rapporto con la società vincitrice dell’appalto in virtù della gara oggetto di contestazione, esprimiamo sconcerto e preoccupazione per la vicenda e massima fiducia nell’ operato delle forze dell’ordine e della magistratura.

Per quanto di nostra competenza agiremo per approfondire la conoscenza degli atti, riservandoci eventuali altre azioni a tutela dei cittadini fruitori dei servizi e dei Comuni, qualora si rendessero opportune.

La Sindaca Comune di Castagneto Carducci  Sandra Scarpellini,
Il Sindaco Comune San Vincenzo Alessandro Bandini
Il Sindaco Comune Sassetta  Luciano Cencioni
La Sindaca Comune Campiglia Marittima   Rossana Soffritti
Il Sindaco Comune Suvereto   Giuliano Parodi
Il Sindaco Comune Piombino   Massimo Giuliani

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RIFIUTI ATO SUD, FATTORI (Sì -TOSCANA A SINISTRA):

“Gli arresti sono il risultato del modello fallimentare voluto dal PD. Come può il privato tutelare l’interesse pubblico?”

“Per chi come me sostiene la necessità di una gestione totalmente pubblica dei rifiuti, situazioni di assoluta gravità come quella che ha portato alle indagini e agli arresti nel grossetano sono purtroppo prevedibili e previste. La politica deve prendersi le sue responsabilità. Gli arresti non sono altro che la dimostrazione di ciò che diciamo da sempre: il soggetto privato non ha nessun interesse ad una gestione dei rifiuti efficiente, economica, che rispetti l’ambiente e favorisca l’occupazione. L’interesse dei privati è semplicemente fare profitti, con il tacito assenso dei Comuni, che si accontentano di ricevere l’indennità di disagio ambientale e non hanno alcuno stimolo a fare scelte diverse”, afferma Tommaso Fattori, capogruppo in consiglio regionale di Si Toscana a Sinistra.

“E in tutto questo cosa ha fatto la Regione Toscana? Ha programmato una politica di gestione basata sugli inceneritori anziché sul riciclo, giustificandola sulla base di una previsione errata e artificialmente gonfiata di produzione di rifiuti. Nel solo ATO sud, vi è un eccesso di 30.000 tonnellate l’anno di rifiuti. E cosa succede al momento del bando di assegnazione? Guarda caso si finisce sempre per favorire aziende “politicamente vicine”.

Per l’ATO Sud è stato elaborato un bando che ha subito destato enormi sospetti, visti i prerequisiti  richiesti all’aspirante gestore, come il fatto che avrebbe già dovuto gestire un inceneritore sul medesimo territorio e avrebbe dovuto accollarsi i debiti dei precedenti gestori, senza che fossero quantificati. Insomma, non avrebbe potuto essere che SEI la società vincitrice. Di fatto abbiamo sei gestori dei rifiuti che fanno capo a tre Cooperative che gestiscono tre inceneritori. Un muro di interesse difficile da scalfire se non cambiando radicalmente direzione.”

Sì -Toscana a Sinistra

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MA L’ATTACCO PIU’ FORTE ARRIVA DALLE LISTE CIVICHE DELLA VAL DI CORNIA

«APPALTO TRUCCATO DELLA GARA ATO SUD, RESPONSABILITA’ GIUDIZIARIE E POLITICHE»

«La regione Toscana – inizia la nota delle liste civiche – con la Legge Regionale n. 69 del 28 dicembre 2011, all’art. 30 istituì tre ambiti (ATO) per la gestione dei rifiuti che attraverso l’autorità di riferimento avrebbero poi  dovuto procedere a gara unica per l’affidamento del servizio : ATO Toscana Centro, ATO Toscana Costa e ATO Toscana Sud.

Quando nel 2011 le amministrazioni comunali PD chiesero alla Regione di essere inserite nell’Ato sud per la gestione dei rifiuti, con motivazioni incomprensibili e mai suffragate da dati e documenti, ci raccontavano che andare con Grosseto, Arezzo e Siena avrebbe comportato minori costi, più efficienza e migliori servizi e che la dimensione gigantesca del gestore avrebbe permesso massicci investimenti e grandi risultati nella corretta gestione dei rifiuti.

E’ notizia di questi giorni l’arresto del direttore dell’Ato sud, autorità di ambito per la gestione del servizio rifiuti per le province di Grosseto, Arezzo e Siena e dei  5 comuni della Val di Cornia oltre a Castagneto Carducci  e l’interdizione dai pubblici uffici per l’amministratore delegato di Sei Toscana, società vincitrice dell’appalto, e di altri professionisti toscani  coinvolti, ai quali sono stati contesti reati di turbativa d’asta e corruzione( il direttore generale dell’Ato Toscana sud avrebbe ottenuto guadagni illeciti per oltre 380mila euro). Queste le parole del  procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo  “Il direttore generale dell’Ato Toscana sud ha fatto mercimonio delle proprie funzioni pubbliche al fine di favorire un intreccio di intese davvero sconcertante a vantaggio dell’aggiudicatario dell’appalto e traendone vantaggi personali. Ha agito nonostante le incompatibilità funzionali. Controllati e controllori agivano insieme per raggiungere il risultato comune di far ottenere l’appalto ad un preciso raggruppamento di imprese”.

Non sono ancora ipotizzabili gli scenari che si apriranno in seguito all’indagine, ma appare evidente che come le liste denunciano da anni, non  solo questi grandi ambiti non hanno  portato nessun vantaggio ai cittadini , ma anzi che hanno indebolito se non azzerato il potere di controllo  dei comuni creando terreno fertile per azioni illecite a danno degli utenti e dei comuni stessi, visto l’importo delle cifre in gioco.

Auspichiamo che ci sia una rapida conclusione delle indagini giudiziarie che accertino le responsabilità del managment, mentre al contempo si apre uno scenario di responsabilità quantomeno politica di una classe politica che ha scelto, senza motivazione concreta e razionale, l’ingresso dei nostri comuni in AtoSud.

Viste le ricadute sui cittadini di quanto emerso dalle indagini, proponiamo ai comuni della Val di Cornia di costituirsi in giudizio come parte lesa  e chiediamo al partito democratico che a partire dalla regione fino ai territori ha sostenuto  i macro ambiti e il passaggio in Atosud ( il solito partito che ora vuol modificare la costituzione) di prendersi le proprie responsabilità e spiegare ai cittadini il perché di una scelta rivelatasi così dannosa».

Assemblea Popolare Suvereto
Assemblea sanvincenzina
Comune dei Cittadini
Un’altra Piombino

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Scritto da il 15.11.2016. Registrato sotto ambiente/territorio, Foto, politica, Toscana-Italia, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

1 Commento per “SEI TOSCANA: SI DIMETTONO MARCO BUZZICHELLI E L’A.D. EROS ORGANNI”

  1. cotonesepuro

    Bello, bello davvero.

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DA QUANTO TEMPO...

  • QUANTO E' PASSATO DAL 1 LUGLIO 2017 DATA TERMINE DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA CON CEVITAL?

    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
    39 mesi, 21 giorni, 12 ore, 21 minute fa

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