CAMPING CIG: PERCHE’ LE BONIFICHE LE DOVEVANO PAGARE I LAVORATORI?

una immagine dei cumuli Lucchini

una immagine dei cumuli Lucchini

Piombino (LI) – Nuovo comunicato dall’associazione «Articolo 1 – Camping CIG» sul futuro dello stabilimento piombinese. Questa volta sull’erogazione del TFR, e sul fatto che il Governo aveva bloccato 400 milioni di euro a Lucchini, in quanto era quella la cifra stimata per risolvere il danno ambientale dell’area industriale. Il sottosegretario all’ambiente Silvia Velo però recentemente aveva messo a disposizione di circa 50 milioni di euro per l’avvio delle bonifiche. Quindi di conseguenza all’appello mancano almeno altri 350 milioni di euro per completarle come stimato entro il 2021. Vedremo come proseguirà questa intricata vicenda… ma se non saranno i lavoratori a pagarle, di sicuro alla fine saranno i contribuenti a rimanere con il cerino in mano, in una vicenda che assomiglia sempre di più a quella dello stabilimento di Bagnoli.

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alcuni dei partecipanti all'iniziativa in consiglio comunale

alcuni dei partecipanti all’iniziativa in consiglio comunale

Piombino dodicesimo mese dell’Era Cevital. Nel comunicato sindacale del 14 giugno 2016  si informano i lavoratori che “ la Cassazione ha reso inammissibile la richiesta del Ministero dell’ambiente di avere  diritto di prelazione nei confronti dei lavoratori “.  Augurandoci che la sentenza che sarà emessa prossimamente dia corso al pagamento delle nostre spettanze TFR , FERIE NON FRUITE , ECC., restiamo allibiti da tale richiesta in quanto per legge i  crediti del lavoratore hanno la precedenza rispetto a ogni altro credito privilegiato. Il privilegio generale si esercita su tutti i beni mobili del debitore (imprenditore fallito) ed è riconosciuto nel nostro caso dall’art 2751 bis cc : le retribuzioni dovute, sotto qualsiasi forma, ai prestatori di lavoro subordinato e tutte le indennità dovute per effetto della cessazione del rapporto di lavoro.

Sapevamo della richiesta di risarcimento per danno ambientale da parte del Ministero dell’ ambiente, ma non che addirittura il ministero stesso ( cioè lo Stato) avesse fatto richiesta all’ autorità giudiziaria per anteporsi ai lavoratori per il risarcimento nella causa fallimentare della Lucchini. Tale atteggiamento ha di fatto bloccato la possibile erogazione degli emolumenti ai lavoratori inserite al passivo, tali somme avrebbero alleviato i gravi disagi economici che gli stessi e le loro famiglie stanno subendo.

Per il danno ambientale quantificato con la somma di 400 milioni di euro e del quale i lavoratori sono oltremodo incolpevoli, lo Stato invece di agevolarli si è contrapposto a loro.

Riportiamo un passo di una  interrogazione parlamentare  a supporto di quanto su esposto presentata da alcuni senatori dell’ opposizione ( M5S) della 17ª Legislatura  – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 492 del 28/07/2015 : “a parere degli interroganti le istituzioni avrebbero dovuto lavorare soprattutto nell’interesse dei lavoratori e invece ci si è trovati di fronte ad un contenzioso tra Ministero delle politiche ambientali e la Lucchini SpA in procedura di amministrazione straordinaria, ammessa dal Ministero dello sviluppo economico, che penalizza ulteriormente i lavoratori della Lucchini, i quali non sono certamente i responsabili del danno ambientale; lo spirito con cui il legislatore concepisce il decreto Ronchi del 2006 è quello di far risarcire ai responsabili il danno ambientale procurato; nel caso in questione accade che i veri responsabili restano totalmente impuniti, mentre i lavoratori, che sono sempre il soggetto più debole, finiscono con il pagare per un danno ambientale del quale non sono soggetti responsabili “.

I politici locali , parlamentari di maggioranza,  hanno sempre assicurato i lavoratori  che la causa di risarcimento era un “atto dovuto”, invece a noi sembra essere tutt’altro.

Infine confidiamo nella Suprema Corte di Cassazione affinché giustizia sia fatta.

Articolo 1 – Camping CIG

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Scritto da il 18.6.2016. Registrato sotto ambiente/territorio, Foto, Toscana-Italia, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

1 Commento per “CAMPING CIG: PERCHE’ LE BONIFICHE LE DOVEVANO PAGARE I LAVORATORI?”

  1. Ciuco nero

    È quello che io dico da mesi. L incolpevole operaio si vede bloccare la liquidazione.e i veri responsabili sono sempre lì beati in direzione a far casini con stipendi da nababbi e qualcuno addirittura è in pensione e lo hanno chiamato come consulente…loro distruggono,guadagnano e l operaio paga …io a mandarne in galera alcuni non ci vedrei nulla di male.

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  • QUANTO E' PASSATO DAL 1 LUGLIO 2017 DATA TERMINE DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA CON CEVITAL?

    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
    39 mesi, 18 giorni, 21 ore, 41 minute fa

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