POGGIO ALL’AGNELLO: IN CONSIGLIO COMUNALE LA VARIANTE

Carla Maestrini e Valerio Fabiani

Carla Maestrini e Valerio Fabiani

Piombino (LI) – In consiglio comunale, martedì 7 febbraio, l’approvazione della delibera di avvio del procedimento di Variante al Piano Strutturale d’Area e al Regolamento urbanistico per il complesso ricettivo di Poggio all’Agnello. La struttura, recuperata e ristrutturata in anni recenti con un investimento di 45 milioni di euro da parte della società immobiliare Milanese 2006 srl, era destinata esclusivamente a funzioni ricettive.

Con la variante che verrà discussa in consiglio l’amministrazione comunale propone un mutamento d’uso parziale a fini residenziale per una porzione corrispondente al 40% circa della slp complessiva della struttura, pari a 108 unità ricettive, come richiesto dal soggetto gestore. Va detto però anche che se quando hanno fatto il bando ci scrivevano che il 40% delle unità immobiliari sarebbero state trasformate in RTA e vendute… forse i potenziali acquirenti della struttura sarebbero stati di più.

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La richiesta è fondata soprattutto su motivazioni di ordine economico (perdite gestionali notevoli dopo circa 5 anni di esercizio da parte della società) con una situazione finanziaria deficitaria per la questo la società ha proposto all’Amministrazione di mantenere attiva la struttura attraverso la trasformazione di una parte della R.T.A. in  unità abitative da destinarsi alla vendita, al fine di recuperare nuove risorse finanziarie necessarie alla prosecuzione dell’attività di gestione del complesso turistico e dei livelli occupazionali.

il sito di Poggio all'Agnello nel 2012

il sito di Poggio all’Agnello nel 2011

“Attualmente la struttura, che nel 2011 ha sostenuto un intervento di riqualificazione e di valorizzazione significativo in un’area pregiata del nostro territorio, dà lavoro a 62 lavorator – spiega l’assessore all’urbanistica Carla Maestrini – Purtroppo, a fronte di un’attività importante svolta in questi anni dal punto di vista turistico, la struttura è in perdita da qualche tempo. Da parte dell’amministrazione comunale c’è quindi la volontà di sventare la minaccia di una sua chiusura, che significherebbe un grave danno dal punto di vista occupazionale e per l’immagine del territorio. Per questo abbiamo pensato di introdurre un elemento di flessibilità nella gestione della Rta con la possibilità di un cambiamento parziale di destinazione urbanistica fino a un massimo del 40%, da realizzare gradualmente e solo in caso di effettiva necessità. Abbiamo quindi firmato un’intesa dove la società si è impegnata a mantenere la piena occupazione dell’azienda e a lasciare il 60% a destinazione turistica.

la piscina olimpionica

la piscina olimpionica

“Oltre a questo, continua l’assessore,  e oltre agli oneri di urbanizzazione previsti, l’azienda dovrà versare al Comune anche il cosiddetto “contributo straordinario” previsto dalla legislazione vigente e la realizzazione, a parziale scomputo del suddetto contributo straordinario, di una nuova viabilità di accesso alla struttura mediante intervento di adeguamento della viabilità poderale esistente.  Questa nuova viabilità consentirà di liberare l’abitato di Populonia stazione dal traffico diretto a Poggio all’Agnello che, nel periodo estivo, produce disagi e criticità per i residenti della frazione.”

“Esiste poi anche un contenzioso ancora pendente dal 2012 nei confronti del Comune dinanzi al Tar Toscana contro la mancata attuazione della previsione convenzionale di concessione di una spiaggia attrezzata nel golfo di Baratti a servizio del complesso ricettivo – spiega Maestrini – ma ormai, a distanza di molti anni dalla firma della convenzione relativa, la questione che si pone non è più spiaggia si o spiaggia no. La questione è la situazione economica e finanziaria del complesso turistico e la necessità di mantenere questa struttura che offre servizi turistici importanti per il territorio.”

Abbiamo deciso inoltre di portare in consiglio la Variante, nonostante fosse sufficiente una delibera di giunta, proprio per favorire la massima discussione con trasparenza e spirito di confronto. Se verrà approvata, metteremo a punto un programma di incontri con il Quartiere aperti anche ai residenti per consentire un’adeguata informazione e partecipazione.”

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PIOMBINO IL COMITATO PER CAMPIGLIA CRITICO PER POGGIO ALL’AGNELLO

«Del piano particolareggiato di Baratti non è stato fatto nulla». Il Comitato per Campiglia contro la trasformazione di Poggio all’Agnello del 40% da Rta in appartamenti (in approvazione in consiglio comunale), si domanda cosa ne sarà del Casone di Baratti. Il Comitato per Campiglia è quindi critico sulla variente urbanistica proposta dall’amministrazione comunale e condivide le parole critiche del segretario Udc Luigi Coppola, che abbiamo pubblicato ieri, sul tentativo della proprietà di Poggio all’Agnello «di sfruttare indebite e illegittime promesse fatte da una passata amministrazione, sulla ammissibilità di una spiaggia privata per gli ospiti della struttura ricettiva».

A questo proposito il Comitato vuole ricordare che «nel percorso partecipativo sul Piano particolareggiato di Baratti e Populonia, fu previsto e accolto l’ampliamento dei bagni esistenti sull’arenile di Baratti, proprio per venire incontro ad esigenze di Poggio all’Agnello. Evidentemente tutti se ne sono già dimenticati, come si sono dimenticati del fatto che del Piano particolareggiato non è stato fatto nulla: la scuola di vela è rimasta nella pineta, i ruderi dell’ex Club Mediterranée sono ancora in piedi, la pista ciclabile e pedonale è rimasta un sogno insieme ai parcheggi necessari ad alleggerire il traffico nel golfo e ai bus navetta, le sistemazioni d’arredo urbano del lungomare sono rimaste sulla carta così come la sistemazione dei manufatti del porto.

Dopo il casodi Poggio all’Agnello – incalza il presidente Alberto Primi – ci si chiede poi cosa succederà al Casone dove la fantomatica previsione di un albergo di lusso non è mai decollata né mai potrà decollare visti i vincoli esistenti, la mancanza di spiaggia privata, la mancanza di spazi esterni privatizzabili.

Sicuramente se tutte le persone e i gruppi che anni fa si ribellarono ad un piano particolareggiato demenziale, non si faranno nuovamente sentire, Baratti vedrà la Rta di Poggio all’Agnello trasformata al 40% in appartamenti e il Casone anch’esso trasformato in appartamenti di lusso nell’oblio generale. In questo modo il Comune incasserà un po’ di soldi, il golfo di Baratti sarà ulteriormente privatizzato, il traffico caotico resterà quello che è, e nessuna opera pubblica verrà realizzata perché si useranno i soldi, pochi e insufficienti, su altre destinazioni, visto poi che gli aventi diritto al voto a Baratti e Populonia sono quattro gatti».

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Scritto da il 7.6.2016. Registrato sotto Economia, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

3 Commenti per “POGGIO ALL’AGNELLO: IN CONSIGLIO COMUNALE LA VARIANTE”

  1. Rossi Mario

    Non soffermandosi sul perchè e come una amministrazione comunale abbia in passato “promesso” una concessione di suolo demaniale (cioè dello stato) attraverso la firma di una convenzione senza un regolare bando di gara, non si può che rimanere ancora più sconcertati da come l’attuale amministrazione voglia risolvere le difficoltà economiche di una struttura turistico ricettiva come quella dell’RTA in questione. Se una attività è in difficoltà economiche non si ripianano i debiti trasformandola per quasi la metà in appartamenti.
    Premesso che il mercato è saturo di seconde, terze, quarte ecc… case invendibili perchè oggetto di una tassazione eccessiva da parte dello stato e dei comuni e a causa di un sistema bancario “strapieno” di immobili dati in garanzia, diventa quasi imbarazzante sentire le parole dell’assessore che per garantire l’occupazione ai dipendenti della struttura avvallerebbe una tale modifica allo strumento urbanistico.
    Forse l’assessore non sa di cosa sta parlando o qualcuno gli scrive cosa dire perché una volta approvata la variante se le cose andranno male e la struttura si troverà davvero in difficoltà economiche con il rischio di chiusura il comune di Piombino si infilerà in una serie di cause civili e ricorsi al TAR per far si che quel 40 % di residenze venga comunque realizzato anche a seguito del ridimensionamento della struttura turistica alla faccia dei lavoratori e del livello occupazionale; ricordiamoci che siamo in Italia e più le leggi sono articolate e complesse più facilmente si riesce a trovare il cavillo o la “vera interpretazione” per ottenere quello che si vuole.
    Quindi con molta probabilità ci ritroveremo con una struttura turistica chiusa e con l’altra metà trasformata in appartamenti di “lusso” come le ville progettate a Rimigliano.
    Se una struttura turistica non va bene si investe sui servizi offerti, si fanno sconti, convenzioni con associazioni sportive, culturali ecc. per far arrivare più persone, si fa più pubblicità ecc. non si trasforma di certo per metà in residenza.
    Infine, perché il comune di Piombino si mette in prima fila per la difesa di questa attività???
    Forse nel comune non ci sono altre aziende in difficoltà???
    Magari potrebbero fare una variante e permettere di trasformare i capannoni in residenze ed attività commerciali “mantenendo” l’occupazione.
    Purtroppo le motivazioni del mantenimento dei posti di lavoro sono talmente inconsistenti che diventa veramente difficile crederci.

  2. Sergio Tognarelli

    INFATTI era già tutto stabilito, anche per la strada era già stato preparato lo svincolo, ora ci raccontano dei problemi economici, dei lavoratori etc.
    Continua la farsa delle frottole ai cittadini.
    (Un sindaco e un imprenditore andavano a braccetto).

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