PIOMBINO: «LA COSTITUZIONE NON E’ UNA COSA DI PARTE»

Favilli ricorda il "compagno" Montomoli

no costituzione 1

l’intervento di Rossano Pazzagli

Piombino (LI) – Tanta gente anche al gazebo del “NO” alla riforma costituzionale, con punte di 400 persone, che hanno partecipato ieri al sit-in promosso nella centralissima Piazza Gramsci dal Comitato Val d Cornia Salviamo la Costituzione in contemporanea alla presenza a Piombino della ministra Boschi. Si sono ritrovate associazioni, forze politiche, amministratori locali e comitati provenienti da tutta la Val di Cornia, da Castagneto e da Follonica in nome dei valori costituzionali e per invitare tutti a votare NO nel referendum che si svolgerà a ottobre. Ma l’iniziativa è stata anche un chiaro messaggio alla Boschi, che invece è stata fatta entrare in teatro da una porta laterale e sotto scorta.

“Siamo qui in piazza, alla luce del sole – ha detto il coordinatore del Comitato Rossano Pazzagli nel suo intervento – prima di tutto per difendere la Costituzione e i suoi valori  e per esprimere il nostro disappunto, la nostra indignazione per la presenza a Piombino di una ministra senza storia, che è venuta a proporre di stravolgere la Costituzione in una città oggi in crisi, ricca di tradizioni democratiche, medaglia d’oro della Resistenza, culla del movimento operaio e sindacale.

parodi no costituzione

l’intervento del sindaco Parodi

E’ inaccettabile dal punto di vista democratico che il governo abbia voluto trasformare la Costituzione in una questione di parte. In paese democratico – ha proseguito – i rappresentanti del governo dovrebbero preoccuparsi di rispettare la Costituzione, non di stravolgerla”.

Sulla Costituzione come patrimonio condiviso, non modificabile solo da una parte, ha insistito anche il sindaco di Suvereto Giuliano Parodi. Presente anche l’assessore alla cultura di Piombino Paola Pellegrini. Sono poi intervenuti i rappresentanti delle associazioni, tra cui i giovani di Stat di Emergenza, e della minoranza sindacale Camping-CIG per richiamare l’attenzione sulla perdita di sovranità del mondo del lavoro, che invece dovrebbe rappresentare il caposaldo della Costituzione come recita l’articolo primo.

Favilli ricorda il "compagno" Montomoli

Favilli ricorda il “compagno” Montomoli

Lunghe code si sono formate ai banchetti allestiti dagli organizzatori per la raccolta delle firme contro la modifica della Costituzione e per l’abrogazione della legge elettorale Italicum, che, secondo gli organizzatori, insieme alla riforma Renzi-Boschi-Verdini segnerebbe un grave colpo per la democrazia italiana, con il rafforzamento del potere esecutivo e l’indebolimento del ruolo del Parlamento, delle regioni e degli enti locali, prefigurando di fatto un passaggio dalla democrazia all’oligarchia.

«La riforma Boschi – illustravano i rappresentanti del NO – prevede infatti una riduzione dell’importanza del Senato, non più eletto a suffragio universale, stravolge il procedimento legislativo con un iter preferenziale per i provvedimenti del governo. Vengono inoltre cambiate le modalità di elezione del presidente della Repubblica e della Corte costituzionale, indebolendone il ruolo di garanzia. Risulta ridotto anche il ruolo delle Regioni e vengono resi più difficili gli strumenti di partecipazione dei cittadini. Contrariamente a quanto sostengono quelli del si, mossi da ragioni di partito, la riforma complica il sistema politico, lo appesantisce e lo mette sempre più nelle mani di pochi».

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Scritto da il 3.6.2016. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

2 Commenti per “PIOMBINO: «LA COSTITUZIONE NON E’ UNA COSA DI PARTE»”

  1. Paolo Gianardi

    Aggiungo una riflessione a quanto è stato detto ieri nel corso della nostra bella manifestazione per il NO alla “deforma” della Costituzione. Fra i risultati più importanti della Resistenza, della svolta repubblicana e della Costituzione, ci fu l’abolizione delle infami leggi razziali antiebraiche, volute dal fascismo e dalla monarchia sabauda. E’ bene ricordarcene, nel momento in cui, con immensa ipocrisia, l’Europa-fortezza asseconda i razzisti dei governi ungherese e polacco, affidando al tiranno Erdogan – dietro lauto compenso – la “gestione” dei migranti, con il consenso del governo italiano, lo stesso che deforma la Costituzione. Idem per l’art. 11 della Carta: come dimenticare che nel 2011 Berlusconi e Pd furono d’accordo per la nuova guerra di Libia, a cento anni esatti dall’invasione coloniale italiana di inizio secolo?

  2. Sergio Tognarelli

    “Tanta gente anche al gazebo del “NO” alla riforma costituzionale, con punte di 400 persone,”… Ma come si permettono questi a osare tanto nella città del “pensiero unico” ? ( Ora che siamo diventati tutti “renziani”, non fai in tempo ad uniformarti e arrivano quelli del NO, ma che rompiscatole !!!)

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