SAN VINCENZO: RIENTRATI A LAVORO GLI OPERAI DELLA SIRTI

gli operai in agitazione

gli operai in agitazione

San Vincenzo (LI) – Sono momentaneamente rientrati a lavoro i  dipendenti della Sirti del cantiere di San Vincenzo, i due giorni di sciopero e presidio, quelli di giovedì e venerdì scorso, hanno dato il loro primo risultato o almeno così sembra. L’azienda infatti nella tarda serata di venerdì scorso ha inviato una comunicazione ai rappresentanti sindacali per comunicare una data, il 24 aprile, in cui intende aprire un tavolo di discussione.

La vicenda:i 30 lavoratori avevano organizzato venerdì scorso uno sciopero di otto ore con un presidio di fronte ai cancelli dell’azienda per impedire lo svuotamento del magazzino. L’azienda, di impiantistica delle telecomunicazione e che da lavoro a oltre 4000 dipendenti in tutta Italia, intende infatti, nell’ottica della riorganizzazione, chiudere il cantiere di San Vincenzo e trasferire dal prossimo primo aprile tutti i dipendenti presso la sede di Calenzano.

“La convocazione dell’azienda per un esame congiunto della situazione ci fa ben sperare” ha commentato David Romagnani per la segreteria Fiom CGil Livorno “I lavoratori hanno sospeso lo sciopero e sono rientrati normalmente a lavoro in attesa dell’incontro del 24 marzo dal quale sperano di ricevere notizie confortanti sulla loro situazione”.

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ANCHE “MINORANZA SINDACALE/CAMPING CIG” AVEVA DATO SOSTEGNO AGLI OPERAI  SIRTI

Riportiamo integralmente una nota del 12 marzo scorso di “Minoranza Sindacale” sull’argomento.

Esprimiamo solidarietà e vicinanza ai lavoratori della Sirti di San Vincenzo in lotta per la difesa del loro posto di lavoro. Solo la  mobilitazione, come stanno facendo da giorni questi lavoratori ,potrà permettere  di salvaguardare i loro diritti , la stessa cosa dovrebbe valere per la vertenza Aferpi ,per la quale le prossime scadenze saranno decisive. Gli ultimatum dati (sperando non siano a salve come è successo fino ad oggi) per l’ acquisto della nuova acciaieria e del nuovo treno per le rotaie. Vedremo inoltre cosa succederà nella riunione del 17 p.v. del comitato esecutivo per l’ accordo di programma (la famosa cabina di regia senza registi).

I lavoratori non possono aspettare inermi, è opportuno che i sindacati da qui al 24 aprile facciano pressione e dispongano iniziative e manifestazioni, affinché l’azienda ottemperi agli impegni presi anche al MISE e non temporeggi e rimandi ulteriormente la posa della prima pietra della nuova acciaieria e del nuovo laminatoio, tanto più dimostri in modo inequivocabile la volontà per l’ attuazione del piano industriale nel suo complesso ( Agroindustriale – porto e logistica ) .

Chiediamo fin da ora che subito dopo la riunione del 17 ( quella della cabina di regia ) venga convocata un’ assemblea unica dei lavoratori compresi quelli dell’ indotto per decidere in quale modo e con quali forme di mobilitazione Piombino possa  diventare un’ emergenza nazionale da affrontare, da parte delle istituzioni, senza ulteriori attese e giochi sulle spalle dei lavoratori.

La nostra proposta ( bocciata dai Sindacati ) per far uscire l’Azienda allo scoperto, capendo così le vere intenzioni , l’avevamo fatta in assemblea al  Phalesia e la ribadiamo, con forza , oggi : realizzare un accordo (clausola di miglior favore) dove l’azienda si impegna a far iniziare i due anni imposti dalla legge sul mantenimento dell’ occupazione e delle attività produttive, non dall’atto di acquisto avvenuto il 30.06.2015 e con scadenza 30.06.2017, ma dal momento dell’ inizio dei lavori per la realizzazione della nuova acciaieria. Di conseguenza anche gli ammortizzatori sociali sarebbero prorogati e questo tutelerebbe ulteriormente i lavoratori e la fabbrica (ricordiamo che dal 30.06.2017 l’azienda potrà disporre dei lavoratori e della fabbrica come vuole senza alcun tipo di vincolo).

Non c’e’ più spazio per l’ambiguità e per l’ipocrisia, come abbiamo visto anche nel convegno, sulla siderurgia, di sabato scorso, al centro giovani. In quel convegno sembrava di vivere in una realtà dissociata: quattro giorni prima i sindacati avevano detto ai lavoratori, nell’assemblea svoltasi al  Phalesia, che il progetto Aferpi  aveva i giorni contati, mentre in quel convegno, gli stessi rappresentanti sindacali non hanno citato minimante la tragicità della situazione, come se tutto andasse bene, tutto fosse a posto.

Dimostrino i sindacati di essere con e per i lavoratori , indipendenti dalla politica e dal potere costituito.

Citando Faticanti Segr. Naz. Fiom per la siderurgia e riprendendo ciò che noi da tempo fortemente sosteniamo: finché non si colerà acciaio, ( ma , aggiungiamo anche , finché non si sarà con chiarezza avviato il piano di risanamento ambientale e riconversione ecologica del SIN di Piombino ) nessun bullone, macchinario e/o impianto lascerà Piombino per essere trasferito in Brasile o in qualsiasi altra parte del mondo. Chiediamo infine che i lavoratori, per rafforzarne l’affermazione ,nella prossima assemblea votino con le nostre integrazioni a favore della salute di lavoratori e cittadini , quanto sostenuto dal Faticanti».

Piombino 12 marzo 2016

Gruppo Minoranza Sindacale – Camping CIG

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Scritto da il 15.3.2016. Registrato sotto Economia, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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