CONFESERCENTI E COSTI DEL POS, INCONTRO CON I PARLAMENTARI

il tavolo sul POS

il tavolo sul tema dei costi del POS

Confesercenti Livorno ha raccolto l’appello del presidente regionale di Confesercenti Toscana Nico Gronchi impegnato a frenare gli elevati costi delle transazioni elettroniche e lunedì mattina ha incontrato il senatore Marco Filippi per prospettargli la questione della disciplina del costo dei pagamenti con carte di credito e bancomat.

Quello legato all’uso della moneta elettronica rappresenta un costo troppo alto, che pesa mediamente per migliaia di euro nelle tasche dei commercianti – un costo tra i più alti in Europa – anche se i benzinai, i tabaccai,le edicole e tutti coloro che vendono valori per lo Stato sono i più penalizzati.
Un balzello, quello che pesa sui Pos, a vantaggio del sistema bancario, che adesso è destinato a lievitare alla luce della nuova legge di stabilità che ha abbassato a cinque euro la soglia minima – precedentemente fissata a trenta euro – per la quale il consumatore può chiedere al commerciante di pagare con la banconota elettronica.

“Il commercio – ha puntualizzato Alessandro Ciapini direttore di Confesercenti durante l’incontro con Filippi – è favorevole, in linea di principio, alla diffusione dei pagamenti con carte per due ragioni. La prima attiene al rischio che corrono ad avere contante nelle casse in un momento in cui sale la percezione di insicurezza: alcune categorie, ad esempio i benzinai o i tabaccai sono soventi soggetti a furti e rapine. La seconda è legata alla predisposizione a spendere quindi a favorire la crescita dei consumi. Indagini indicano che la moneta elettronica favorisce i consumi e in un paese propenso al risparmio l’immaterialità del denaro favorisce la spesa”.

“D’altra parte ciò che pesa negativamente sulla diffusione di questa forma di pagamento è l’eccessivo costo che grava sulle imprese, che non solo frena la diffusione tra i consumatori ma rappresenta una tassa occulta sulle imprese. Con i costi attuali si ‘arricchiscono’ banche e sistemi interbancari che gestiscono le carte, ‘impoverendo’ i commercianti” ha continuato Ciapini snocciolando anche qualche dato. In Italia infatti attualmente il costo medio è 0,7% per i bancomat, e 1,5% per le carte di credito; a questi costi si devono aggiungere quelli relativi al canone del lettore, 30 euro medi mensili e il costo di accredito nel conto, che se giornaliero ha un costo medio di 1,5 euro al giorno. Insomma, ha concluso Ciapini “Se sommiamo questi costi pur in presenza di una relativa diffusione di questa forma di pagamenti, in Italia 18-20% dei pagamenti, contro il 40% del resto d’Europa, ogni azienda in media spende 2.000 euro all’anno e se pensiamo che, con la nuova legge di stabilità, si abbassa a cinque euro l’eventualità di chiedere il pagamento tramite bancomat e carte, è evidente ipotizzare che la richiesta di utilizzo da parte dei clienti possa lievitare traducendosi in un raddoppio dei costi che gravano sulle imprese”.

Ecco che lo scopo dell’iniziativa promossa da Confesercenti acquisisce un valore concreto importantissimo: chiedere la rapida applicazione della direttiva europea che prevede la riduzione delle commissioni allo 0,2% per i bancomat, e allo 0,3% per le carte di credito, tutte senza eccezione alcuna. “sarà mia precisa premura fare pressione presso le commissioni parlamentare competenti e coinvolgendo i colleghi che si occupano dell’argomento, affinché nel decreto attuativo siano recepite le giustissime istanze sostenute da Confesercenti che comprendo e condivido appieno” ha dichiarato alla fine dell’incontro il senatore Filippi.

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Alcuni esempi di acquisto di prodotti più esposti al costo del pagamento elettronico: bancomat (commissione considerata 0,7%), carta credito(commissione considerata 1,2%).

(E’ esclusa dagli esempi l’incidenza dei costi di gestione del POS. Tutti gli esempi sono relativi all’acquisto di € 100 di prodotto)

Distributore carburante acquisto di€ 100 benzina
Margine percepito dal gestore su € 100 di carburante Seil pagamento non è in contanti ma con Bancomat al gestore costa: Seil pagamento non è in contanti ma con Carta di credito al gestore costa:  
€ 2,47 € 0,5 € 1  
Il gestore percepisce su € 100 di carburante il 2,47% Il20,24% di quanto percepisce come aggio Il40,48% di quanto percepisce come aggio  

 

 

Ricarica telefonicaacquisto € 100
Margine percepito dal venditore su € 100 di ricaricatelefonica Seil pagamento non è in contanti ma con Bancomat al commerciante costa: Seil pagamento non è in contanti ma con Carta di credito al commerciante costa:
€ 2 € 0,7 € 1,2
Il venditore su € 100 ricariche telefonica percepisce il 2% Il35% di quanto percepisce come aggio Il60% di quanto percepisce come aggio

 

 

Valori bollati € 100
Margine percepito dal venditore su € 100 di valori bollati Seil pagamento non è in contanti ma con Bancomat al commerciante costa: Seil pagamento non è in contanti ma con Carta di credito al commerciante costa:
€ 4,7 € 0,8 € 1,2
Il venditore su € 100valori bollati percepisce il 4,7% Il17% di quanto percepisce come aggio Il25,5% di quanto percepisce come aggio

 

Tabacchi esempio su€ 100 di acquisto
Margine percepito dal venditore su € 100 di tabacchi Seil pagamento non è in contanti ma con Bancomat al commerciante costa: Seil pagamento non è in contanti ma con Carta di credito al commerciante costa:
€ 10 € 0,8 € 1,2
Il venditore su € 100 di tabacchipercepisce il 10% Il 8 % di quanto percepisce come aggio Il12 % di quanto percepisce come aggio

 

 

 

 

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Scritto da il 16.2.2016. Registrato sotto Economia, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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