PIOMBINO: TUTTI DICONO “NO” ALLA CHIUSURA DEL PUNTO NASCITA

sanita_medicoPiombino (LI) – E’ questo il grido di tutte le forze di opposizione della Val di Cornia all’annuncio della ipotetica chiusura del punto nascite dell’ospedale di Piombino.

«Al peggio non c’è mai fine – inizia il M5S – come se non bastasse la disastrosa crisi economica e sociale che di fatto sta togliendo ogni prospettiva a questo territorio, sembra che la politica si accanisca sadicamente sui cittadini piombinesi. Facciamocene una ragione: i piombinesi sono destinati ad estinguersi, sia per la mancanza di lavoro che spinge i giovani ad emigrare, sia perché semplicemente diventeremo tutti cecinesi.

Da quanto appreso ieri a mezzo stampa, l’assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi ha dichiarato che è in corso una “riflessione” sul punto nascite di Villamarina. Da tempo la voce era nell’aria, ma fino ad oggi avevamo sperato vanamente che il pudore verso un provvedimento così scellerato prevalesse sull’aspetto puramente ragionieristico. Mai speranza fu così vana. Da tempo la sanità non è più considerata né un servizio, né un sacrosanto diritto del cittadino, ma una merce. E come tale viene gestita solo in termini di costi e ricavi. Ne consegue che la soluzione più facile da applicare sono i soliti tagli lineari, anziché il contrasto allo spreco.

La Val di Cornia è, oltre ogni ragionevole dubbio, il territorio più penalizzato di tutta la Toscana in termini di perdita di servizi sanitari e questa ulteriore penalizzazione è assolutamente inaccettabile. Anche perché questa volta non c’è in ballo solamente il disagio o l’aumento di costo per le tasche del cittadino, questa volta stiamo parlando di vite umane. Il nostro è un territorio per sua natura isolato, nonché mal collegato alla variante Aurelia e l’ospedale di Cecina dista 50 km. Viene da sé che la prossimità con il presidio ospedaliero può rappresentare, in caso di complicazioni, la salvezza per madri e bambini. Il consigliere regionale Gianni Anselmi tutto questo lo sa benissimo e ci auguriamo che lo abbia fatto presente all’assessore Saccardi durante la loro visita all’ospedale. Invece di indicarci soluzioni ‘verso sud’ o altrove, invitiamo il consigliere Anselmi, che è espressione di questo territorio, a prendere una posizione chiara e netta contro questo assurdo accorpamento.

Cogliamo l’occasione – conclude il Movimento 5 Stelle –  per ribadire l’assurdità del valutare i servizi ospedalieri in base ai confini provinciali: (province che ci avevano assicurato sarebbero state abolite) abbiamo Pisa, dopo 15 km Livorno, dopo 20 km Cecina, dopo 50 Piombino, poi Grosseto. Dove vanno dislocati, secondo voi, i servizi?!».

Stesso tono dalla lista civica “Un’Altra Piombino”:

«L’assessore alla sanità toscana Stefania Saccardi ha annunciato la quasi certa chiusura del punto nascita di Piombino, con la motivazione del numero di parti troppo al di sotto dei 500 annui previsti dal decreto Balduzzi. I piombinesi nasceranno tutti a Cecina, dove invece di nascite se ne contano 700. Tanto la distanza è minima, dice l’assessore. 50 km da fare, magari in piena notte, magari con i dolori di parto iniziati, magari con qualche ingorgo estivo o con qualche imprevisto che non si può certo escludere in una percorrenza non proprio irrilevante. Ma questi elementi non contano nelle tabelle di calcolo, dove la fanno da padrone le cifre dei bilanci. Bisogna però ricordare ai vari amministratori che la salute e la sicurezza non sono   parametri quantificabili. Ora che le elezioni sono passate, ci si ripara dietro la solita, ineludibile necessità del risparmio e della razionalizzazione. E ci si profonde in rassicurazioni : l’offerta sanitaria sarà migliore e più qualificata. Insomma il fine è quello di garantire eccellenza di servizio e sicurezza all’utente. Niente di tutto questo. Il fine è uno solo: tagliare, togliere servizi e impoverire l’offerta sanitaria alle periferie, concentrando le risorse nei punti di eccellenza. I disagi e i costi per   chi è costretto a fare km, quelli non pesano sul bilancio sanitario.   La regione toscana ha tagliato risorse al servizio sanitario pari a 300/350 milioni di euro e questo passa anche da   una pesante penalizzazione delle realtà periferiche. Se a queste misure si aggiunge il decreto appropriatezza del ministro Lorenzin si ha un quadro chiaro di dove stia andando la sanità nel paese e nella regione.

La nostra ASL si è andata progressivamente impoverendo: chiusura notturna e festiva di alcune specialistiche con conseguenti spostamenti verso Livorno, liste d’attesa insostenibili, tickets onerosi , delocalizzazione delle analisi di laboratorio e ora la chiusura del punto nascita. Il privato fiorisce e addirittura, come dice lo stesso assessore, i suoi “prezzi” sono concorrenziali con il pubblico. Del resto – a dirlo è sempre l’assessore- le liste d’attesa si ridurranno anche grazie alle misure governative: tradotto, significa che le liste d’attesa si accorceranno perché molte indagini diagnostiche non saranno più prescrivibili. Chi necessiterà di certe prestazioni e avrà la disponibilità economica, si rivolgerà al privato. Chi non potrà, ne farà a meno.

Noi continuiamo a dire che la salute non è una merce, e che il servizio sanitario è un bene comune che non si può gestire come un’azienda qualsiasi. Piombino dista 50 km da Cecina, 70 km da Grosseto, 80 da Livorno, 100 da Pisa. Gli ospedali che immaginano sono virtuali, ma i km da fare , i costi e i disagi per la gente sono reali».

Un’Altra Piombino

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Scritto da il 6.10.2015. Registrato sotto Foto, sociale, Toscana-Italia, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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