LUCCHINI: JSW STEEL HA OFFERTO MENO DI 75 MILIONI DI EURO

Un momento di un assemblea Lucchini

Un momento di un assemblea Lucchini

AGGIORNAMENTO:  Piombino (LI) – L’indiana JSW Steel – in base a quanto indicato in un comunicato della Reuters di oggi 15 settembre – ha offerto meno di 100 milioni di dollari (circa 77 milioni di euro) per acquistare il complesso siderurgico del gruppo Lucchini a Piombino e non intende farsi carico del debito della società.

Lo ha dichiarato il presidente del gruppo indiano Sajjan Jindal che parla per la prima volta da quando Lucchini, il secondo gruppo siderurgico italiano per capacità produttiva, ha annunciato la scorsa settimana che stava valutando un’offerta vincolante da JSW Steel. “Il costo di acquisizione di Lucchini sarà sotto i 100 milioni di dollari”, ha detto Jindal a margine di un evento a Mumbai.

Nessun commento è uscito dallo stabilimento piombinese. Il complesso siderurgico di Piombino impiega circa 2.000 persone e può produrre 2,5 milioni di tonnellate di acciaio all’anno. Lucchini è stata dichiarata insolvente nel 2012 e posta in amministrazione straordinaria.

Confermato inoltre l’incontro di Fim, Fiom e Uilm insieme ai coordinatori dello stabilimento in direzione il 16 settembre alle 17,30 per fare il punto della situazione sulla nuova offerta di Jindal. Sarà Nardi a doverla esaminare per poi trasmetterla al Comitato di sorveglianza e al ministero per lo Sviluppo economico. Probabile anche un nuovo incontro dei sindacati  in Regione il 18 settembre.

L’11 settembre scorso era stata ritirata presso lo studio del Notaio David Morelli l’offerta vincolante migliorativa, relativa alla procedura di vendita del complesso aziendale di Piombino, presentata dalla società indiana JSW Steel Limited.  

Il Commissario Straordinario, dott. Piero Nardi, con l’assistenza dei legali, del management aziendale e dei periti che assistono la procedura, sta analizzandol’offerta ricevuta. I contenuti di questa verranno resi noti al Comitato di Sorveglianza e al Ministero dello Sviluppo Economico, al termine del processo istruttorio, per quanto di loro competenza.

Certo é che questa notizia, qualora fosse confermata, getta cupe ombre sul destino di questa storica azienda e dei suoi dipendenti.

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ROSSI OTTIMISTA: GLI INDIANI PUNTANO A FARE IL POLO SIDERURGICO PIU’ GRANDE D’EUROPA

“Gli indiani puntano a fare di Piombino il polo siderurgico più importante d’Europa e credo che si possa fare”. Ne è convinto il governatore della Toscana Enrico Rossi che a ‘Si Può Fare’ su Radio24 commenta la proposta vincolante migliorativa da poco consegnata dal gruppo indiano Jindal al commissario straordinario della Lucchini, Piero Nardi.

Intanto, spiega Rossi, la situazione di Piombino è molto migliorata: “Prima c’era un altoforno che mangiava soldi, ora con il porto nuovo, con le bonifiche, con il supporto all’economia anche grazie ai fondi europei, ci sono le condizioni perché un investitore venga e sia attratto”. Quanto alla proposta degli indiani “va bene”, commenta il presidente toscano, “però non dovrebbe limitarsi a riattivare i laminatoi con acciaio che proviene dall’India perché gli stessi indiani mi dicono che questa non potrebbe essere la soluzione perché non rientrerebbero nei costi. La proposta deve specificare come riusciamo a riattivare l’area a caldo. Su questo c’è un impegno da parte degli indiani e da parte di Jindal che riconosco come una persona seria e affidabile”.

Forse il problema è che gli indiani devono scegliere se produrre a Piombino o all’Ilva di Taranto qualora la loro offerta entrata nella ‘short list’ dovesse andare avanti? “Temo di sì”, ammette Rossi “ma con tutto il rispetto per la disgraziata realtà di Taranto: riaprire un forno per la produzione dell’acciaio a Piombino è molto più facile che non riaprire un forno a Taranto. A Piombino avrebbero gli applausi del popolo, del Comune, delle istituzioni toscane e non avrebbe problemi ambientali e di altro tipo come ci sono a Taranto”. L’arrivo degli indiani sarebbe una limitazione della sovranità per l’Italia? “Dalle mie parti si dice: non inviti il matto alla sassata! Non mi faccia dire con troppa verve quello che mi rode in cuore. Diciamo che il capitalismo italiano sulla vicenda della siderurgia non ha fatto proprio una figura di alto profilo. La parabola delle privatizzazioni e l’impegno degli imprenditori italiani in questo settore è stata complessivamente deludente”. Ha aggiunto Enrico Rossi commentando la vicenda .

“Se ci fossero stati imprenditori italiani all’altezza sarebbe stato meglio, ci si capiva meglio – ha detto Rossi -. Ma io ho avuto di fronte a me un imprenditore indiano alle cui parole credo” e “che ha detto vogliamo e possiamo fare di Piombino il polo più competitivo in Europa per la produzione dell’acciaio”.

Fonte ANSA

“Gli indiani puntano a fare di Piombino il polo siderurgico più importante d’Europa e credo che si possa fare”. Ne è convinto il governatore della Toscana Enrico Rossi che a ‘Si Può Fare’ su Radio24 commenta la proposta vincolante migliorativa da poco consegnata dal gruppo indiano Jindal al commissario straordinario della Lucchini, Piero Nardi. Intanto, spiega Rossi, la situazione di Piombino è molto migliorata: “Prima c’era un altoforno che mangiava soldi, ora con il porto nuovo, con le bonifiche, con il supporto all’economia anche grazie ai fondi europei, ci sono le condizioni perché un investitore venga e sia attratto”. Quanto alla proposta degli indiani “va bene”, commenta il presidente toscano, “però non dovrebbe limitarsi a riattivare i laminatoi con acciaio che proviene dall’India perché gli stessi indiani mi dicono che questa non potrebbe essere la soluzione perché non rientrerebbero nei costi. La proposta deve specificare come riusciamo a riattivare l’area a caldo. Su questo c’è un impegno da parte degli indiani e da parte di Jindal che riconosco come una persona seria e affidabile”. Forse il problema è che gli indiani devono scegliere se produrre a Piombino o all’Ilva di Taranto qualora la loro offerta entrata nella ‘short list’ dovesse andare avanti? “Temo di sì”, ammette Rossi “ma con tutto il rispetto per la disgraziata realtà di Taranto: riaprire un forno per la produzione dell’acciaio a Piombino è molto più facile che non riaprire un forno a Taranto. A Piombino avrebbero gli applausi del popolo, del Comune, delle istituzioni toscane e non avrebbe problemi ambientali e di altro tipo come ci sono a Taranto”. L’arrivo degli indiani sarebbe una limitazione della sovranità per l’Italia? “Dalle mie parti si dice: non inviti il matto alla sassata! Non mi faccia dire con troppa verve quello che mi rode in cuore. Diciamo che il capitalismo italiano sulla vicenda della siderurgia non ha fatto proprio una figura di alto profilo. La parabola delle privatizzazioni e l’impegno degli imprenditori italiani in questo settore è stata complessivamente deludente”. Ha aggiunto Enrico Rossi commentando la vicenda . “Se ci fossero stati imprenditori italiani all’altezza sarebbe stato meglio, ci si capiva meglio – ha detto Rossi -. Ma io ho avuto di fronte a me un imprenditore indiano alle cui parole credo” e “che ha detto vogliamo e possiamo fare di Piombino il polo più competitivo in Europa per la produzione dell’acciaio”.Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2014/09/15/lucchini-rossi-gli-indiani-puntano-a-crare-il-polo-siderurgico-piu-importante-deuropa-il-capitalismo-italiano-non-e-allaltezza/
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Scritto da il 15.9.2014. Registrato sotto Economia, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
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