GUIDO CIONINI: «NO AL CARRIERISMO POLITICO»

GUIDO-CIONINI-4E’ tempo di primarie nel PD di San Vincenzo. A pochi giorni dalle consultazioni abbiamo intervistato il candidato “renziano” Guido Cionini. Tra analisi del lavoro dell’amministrazione Biagi e prospettive per il futuro ecco cosa ci ha raccontato.

1) Da più parti viene ritenuto il volto nuovo di queste elezioni. Da dove è nata la scelta di candidarsi alle primarie come sindaco di San Vincenzo?

La mia candidatura nasce come risposta alla richiesta di cambiamento emersa dal voto che ha eletto Renzi segretario nazionale l’8 dicembre. Dopo aver rinnovato il PD di San Vincenzo, con Massimiliano Roventini e un nuovo direttivo, proviamo a cambiare anche l’amministrazione del Comune, spezzando una lunga linea di continuità. Per farlo dobbiamo portare tanta gente a votare alle primarie.

Come è nato il suo impegno nel sociale e nella politica?

Ho maturato esperienze nel mondo associativo, culturale e dell’impresa. Mi sono avvicinato alla politica attiva con l’Osservatorio per l’autonomia di San Vincenzo, occupandomi di sovracomunalità e delle questioni di cessione di sovranità. Ho detto no progetto del Comune Unico della Val di Cornia, mi sono opposto alla cessione della tassa di soggiorno, che deve rimanere a disposizione della comunità e non essere destinata all’Alta Maremma, una sub-regione creata a tavolino che vede San Vincenzo ai margini di un’area che ci vede penalizzati, sempre che si abbia a cuore una corretta promozione del nostro territorio. Io ritengo che San Vincenzo debba fare altre scelte, anche se queste sono in contrasto con la linea della federazione piombinese.

2) Ci dica quali sono le sue idee per migliorare la città, e cosa risponde a chi dice che lei non ha esperienza rispetto agli altri due candidati?

Idee per la città: totale rinnovo dell’isola pedonale, rilancio dei commerci e delle attività produttive; rilancio della zona artigianale che va considerata parte della città e non periferia lasciata a sé stessa; no a nuove lottizzazioni; no alle grandi opere, sì alla manutenzione e valorizzazione del patrimonio esistente; tenuta e coesione del tessuto sociale; massima attenzione al mondo della scuola che deve essere considerato sistema e non involucro, da qui la mia opposizione al nuovo polo scolastico da 17 milioni di euro.

Sulla mia inesperienza aministrativa, dico che è giunto il tempo di dire no al carrierismo politico vecchia maniera, e che della cosa pubblica sempre più spesso dovrebbero occuparsi soggetti che provengono e hanno maturato esperienze nella società civile e nel mondo dell’impresa. Chi l’ha detto che solo i professionisti della politica sono affidabili?

Detto ciò, a chi va bene la “velocità” amministrativa degli ultimi cinque anni, e a quanti sono soddisfatti dell’amministrazione uscente, dico: non mi votate! votate Bandini o Cecchini, scegliete l’usato sicuro.

L’essere renziano lo reputa un valore aggiunto nella competizione locale?

L’essere renziano è un fatto, non so dire se si tratti di un valore aggiunto. Mi sono speso per Renzi perchè parla a segmenti della società tradizionalmente dimenticati dalla sinistra; la politica italiana aveva bisogno di una scossa secondo me, e a quanti sono spaventati dall’attivismo di Renzi rispondo che il PD possiede gli anticorpi per superare questa fase, che io reputo comunque efficace e propositiva.

3) Come giudica questi 10 anni di giunta Biagi? Cose positive e cose negative.

La riappropriazione del cinema teatro Verdi è un regalo che Biagi ha fatto alla città, e per questo lo ringrazio. Io nel 2004 formai un comitato di cittadini affinchè il Verdi non facesse la fine del Tirreno e del Centrale, cioè diventare un agglomerato di mini-appartamenti. Della giunta Biagi si ricorderà anche un buon mantenimento dei servizi al sociale, con un occhio di riguardo per la vita delle associazioni.

Tra le cose negative ci sono la crescente distanza e scollamento tra la società e la pubblica amministrazione; ma soprattutto la mancanza di protagonismo e di una linea nostra sulle politiche d’area, e di questo Bandini e Cecchini sono direttamente responsabili, perché come amministratori avrebbero sempre dovuto difendere l’autonomia del nostro Comune.

4) Secondo lei San Vincenzo passerà indenne o subirà danni dalla crisi della grande industria siderurgica.

San Vincenzo segue con grande preoccupazione le vicende di Piombino, e io aderisco appieno all’appello PIOMBINO NON DEVE CHIUDERE: la crisi del polo siderurgico investirebbe tutto il territorio della Val di Cornia, e anche oltre. La speranza sembra attualmente riposta nell’interessamento di un nuovo investitore. Speriamo bene.

5) Come giudica il fenomeno delle nuove liste civiche a San Vincenzo?

Ogni espressione organizzata di cittadini, sfiduciati dalla politica, per me è sempre un valore aggiunto per la vita democratica di una comunità: tutti i contributi alla discussione servono; e aggiungo che molti argomenti e priorità delle liste civiche sono per me pienamente condivisibili.

Detto questo, sono altresì convinto che i partiti debbano fare la loro parte, giocando ancora un ruolo fondamentale nella società, di raccordo tra l’uomo che cammina per strada e le istituzioni. Io non credo per esempio che i partiti siano morti, come dice Grillo, o in via di estinzione.

Aggiungo che a volte i promotori delle liste civiche mi danno l’impressione di arrestare la riflessione e le posizioni politiche al primo stadio, quello della denuncia, osservando ciò che non funziona. Ma il bello (e il difficile) viene dopo, con l’analisi, l’approfondimento e la possibile risoluzione dei problemi.

6) Quali saranno le sue priorità se diventerà sindaco?

A San Vincenzo dobbiamo trovare misure efficaci per coltivare la crescita demografica dell’ultimo decennio, aumentare la popolazione residente stabile è un obiettivo primario.

Dopodichè dobbiamo tornare a sapere chi siamo, e dunque considerare il turismo come la nostra industria. Così come una città di porto ha un’authority, noi dobbiamo subito istituire una Consulta Permanente per il Turismo, con tutti gli operatori del settore: albergatori, balneari, commercianti, ristoranti, bar. Da questo soggetto operativo dovrà nascere una Pro Loco: attenzione però, non un fantoccio in mano alla politica, ma un contropotere vero, formato da privati che lavorano sul campo.

Giocheremo questa partita all’attacco, il terreno di gioco dobbiamo sceglierlo noi e ovviamente non potrà essere quello dell’Alta Maremma. San Vincenzo deve dialogare con tutti, anche con i comuni a Nord, in una logica di geometrie variabili, secondo un modello di rilancio di turismo costiero riscoprendo le profondità collinari.

 

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Scritto da il 21.2.2014. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

3 Commenti per “GUIDO CIONINI: «NO AL CARRIERISMO POLITICO»”

  1. Roberta

    Renziano? Ma Renzi nella sua vita dove ha lavorato? 2 lavori Presidente della provincia di Firenze, Sindaco di Firenze. Ora è al 3 , Presidente del Consiglio.

  2. Astuto Cacciatore

    Come, Renzi non ha lavorato? Ma nella sua azienda di famiglia, pergiove! Così si è fatto anche una bella doppia pensione e “i contributi sono stati a carico degli enti che ha guidato dal 2004 a oggi”. Leggetevi questo bel link, informatevi, cortesemente!
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/26/governo-renzi-ora-lasci-la-societa-di-famiglia-e-il-trucco-per-la-doppia-pensione/895342/

  3. trillo

    A san Vincenzo chi entra in politica fa un terno al lotto e risolve i propri e degli amici problemi economici,basta guardare il passato. Andate a lavorare

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