PIOMBINO: «CI SONO ASSOCIAZIONI NON GRADITE AL COMUNE?»

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Piombino (LI) – Continua il botta e risposta tra l’assessore Marco Chiarei e l’associazione che si occupa degli animali “Casa di Margot”. Dopo la prima lettera della presidente dell’associazione Maria Cristina Biagini, da noi pubblicata in data 19 giugno, sono seguiti i commenti di Chiarei, di Luigi Coppola (UDC) e di nuovo della Biagini. In particolare Coppola (al termine dell’articolo) espone un dubbio che deve far riflettere, chiedendosi se esistono a Piombino delle associazioni non gradite all’amministrazione, facendo un analisi a più ampio raggio rispetto all’episodio in questione. Riportiamo integralmente tutti gli interventi.

Questo il commento di Chiarei.

«La presidente dell’associazione ha una pittoresca idea della democrazia e degli strumenti che la garantiscono. Mi pare insostenibile affermare che gli atti di un Consiglio Comunale perdano di valore, od addirittura decadano, passando da una legislatura ad un’altra. Secondo questa tesi ogni piano, regolamento o quant’altro approvato da un Consiglio Comunale richiederebbe ad ogni legislatura un nuovo voto che lo riconfermi o lo abroghi.

Non è così che funziona. Il sistema di regole non lo si può tirare da una parte o da un’altra a seconda delle convenienze del momento. Tra l’altro all’epoca dell’approvazione della mozione la signora Biagini apparteneva ad un’associazione riconosciuta a livello nazionale e non abbiamo atti in cui risulti la sua opposizione a tale impostazione. Il Consiglio Comunale è sovrano, e se intende avviare un’iniziativa che riveda i dettati della mozione del 2005 può sicuramente farlo, ma ne io ne la signora Biagini possiamo interferire con tale procedimento. Credo che il coinvolgimento delle associazioni animaliste ed ambientaliste sulla redazione del nuovo regolamento comunale degli Animali sia piuttosto ampio e garantisca rappresentatività.

Non vedo ragioni ostative che impediscano all’associazione della signora Biagini di interloquire con le altre per dare il proprio contributo, sarebbe un atteggiamento maturo che personalmente auspico».

Ass. Marco Chiarei

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Di seguito invece la risposta della presidente di “Casa di Margot”, dopo la pubblicazione da parte della stampa del commento di Chiarei.
«Ho letto le dichiarazioni dell’Ass. Chiarei su Il Tirreno di oggi e ritengo di dover precisare:
1) L’assessore ignora o vuole ignorare l’abissale differenza che c’è tra un regolamento , che è un provvedimento amministrativo, e una mozione consiliare, che è una petizione di principio. Il primo vige per legge fino alla sua abrogazione, la seconda è solo espressione di una sensibilità politica, frutto di una determinata maggioranza o di un determinato Consiglio ed ha un valore (politico)in quel momento  per quella maggioranza e quel Consiglio, non per
un’altra;
2) quando il CC  nel 2005 approvò la mozione  ,che io sappia avevano sede a Piombino solo l’ENPA e il WWF. Perché avrei dovuto protestare ? Comunque se qualcuno fosse stato escluso, era questi a doversi fare avanti;
3) passano gli anni, l’ENPA Sezione di Piombino viene commissariata, nascono, forse anche da ciò, una serie di Associazioni protezionistiche;
4) La casa di Margot per prima crede nella collaborazione, a fatti, non a discorsi: abbiamo collaborato con Maremma Randagia, con OIPA, con Zampe d’oro ONLUS, con la LAV, con molte associazioni del Sud e con il canile di Donoratico. Personalmente ho offerto all’attuale Presidente ENPA la nostra collaborazione per la gestione del canile, collaborazione che non è stata accettata. Abbiamo realizzato e partecipato a manifestazioni ed eventi insieme ad altri, aiutato i loro gatti e i loro cani. Abbiamo pensato di riunirci con tutti per elaborare documenti, che sono stati elaborati e prodotti. Nostra è
stata l’idea della collaborazione, ma le buone idee che abbiamo ci vengono spesso scippate da chi ne ha molte meno. E questa della collaborazione è solo una di tante.
5) infine La casa di Margot è iscritta all’albo del volontariato e la l.R.T. 28 /93 individua noi, proprio noi, come interlocutori degli Enti locali. Sappiamo, da sempre, di non essere un interlocutore gradito per l’Ass.re Chiarei, che infatti ci risponde sempre negativamente ad ogni richiesta e iniziativa, e che ora pretende di escluderci anche da una discussione in virtù di una mozione di otto anni or sono.
E’ proprio di mancanza di democrazia che lo accuso e non sono certo io ad averne un concetto strano. E mi limito logicamente alle nostre situazioni e ai nostri temi  perché non siamo né un partito né un movimento. Mi dispiace solo che questa polemica non raccolga, almeno per ora, altre voci, che forse a Piombino sarebbe bene ogni tanto  si alzassero, non a difesa de La casa di Margot o della sottoscritta, ma appunto dell’agire democratico».
La presidente de La casa di Margot
Maria Cristina Biagini
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Ecco infine l’interessante commento di Luigi Coppola (UDC).

«Purtroppo non c’ è niente da fare, vi sono delle associazioni che operano sul territorio locale che per l’amministrazione sono indigeste e lo si vede in modo evidente.

Non sappiamo quali siano i motivi e nemmeno ci interessano, però non possiamo in qualità di forza d’opposizione non accorgerci che ciò accade, nonostante qualche componente consiliare che dovrebbe stare dalla nostra parte, visto che non è in maggioranza, non condivide il nostro atteggiamento ed addirittura ci critica perchè siamo troppo attivi nel svolgere il compito per cui siamo stati eletti.

Ebbene, fino a fine legislatura manterremo gli impegni presi con coerenza e serietà, cercando nei limiti del possibile di esprimerci in piena libertà e con dignità, visto che il nostro interesse è il bene dei cittadini senza secondi fini.

Stavolta e non è la prima, nel mirino c’è “La Casa di Margot” associazione a tutela degli animali, che si è lamentata per non essere stata invitata ad un incontro con l’amministrazione  su temi specifici di interesse associativo. L’assessore ha replicato facendo riferimento ad un ordine del giorno consiliare del 2005 che sanciva i criteri per riconoscere a livello comunale le associazioni di volontariato ed a quanto sembra “La casa di Margot” non rientra in quei parametri.
Però vi è una legge regionale in materia, che è prevalente rispetto ad un atto consiliare e che secondo interpretazioni diverse prevedrebbe il riconoscimento della suddetta associazione di volontariato da parte del comune.

A questo punto, trattandosi di un settore come quello del volontariato senza scopo di lucro, diventa difficile ritenere che ci si debba appellare a norme specifiche, quando invece si dovrebbe permettere la discussione ad ampio raggio nel rispetto di tutti e perlomeno in termini di cortesia, ma questa è una prerogativa che non ha mai caratterizzato l’amministrazione.

Purtroppo ricordiamo episodi simili e modifiche anche alle norme statutarie comunali:  le polemiche in passato con La Commissione Pari Opportunità e con alcune associazioni che ne facevano parte esautorate con provvedimenti sostenuti dalla maggioranza.

Nei confronti della Pro Loco l’atteggiamento è più o meno lo stesso, anche se tutto avviene nella legittimità, ma ciò non esula da precise valutazione politiche e di episodi simili ve ne sono tanti altri che oggettivamente lasciano qualche perplessità.

Insomma si potrebbe supporre che chi non è gradito dall’amministrazione potrebbe avere difficoltà ad interloquire con la stessa e nonostante continuiamo a voler credere che non sia così, poiché riteniamo che la politica debba essere un’altra cosa, sinceramente qualche dubbio ci sta sorgendo».

Luigi Coppola

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Scritto da il 24.6.2013. Registrato sotto Foto, sociale, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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