SUVERETO: APPELLO PER DIRE “NO” ALLA CENTRALE A BIOMASSE

Una centrale a Biomasse oleose

Riportiamo il testo di un appello contro il progetto di realizzazione di una centrale a biomasse in Loc. Metocca, Comune di Suvereto, scritto a nome del tessuto produttivo di Suvereto e Val di Cornia , e redatto di comune accordo con molte aziende di varia tipologia e del quale è già stata avviata la raccolta di firme.  Il documento sarà inviato al Presidente della provincia Kutufà, al Sindaco di Suvereto Pioli, agli  Assessori  e Consiglieri provinciali e comunali.

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«Egregio Presidente, Egregio Sindaco,

in riferimento al procedimento unico ai sensi dell’art. 14.4 del DM 10/09/2010, per il rilascio dell’Autorizzazione unica ai sensi del D.Lgs 387/2003, conseguente all’istanza di Autorizzazione Unica energetica dell’Azienda Agricola a R.L. SUVENERGY, in qualità di aziende ed associazioni operanti nel tessuto produttivo e sociale del Comune di Suvereto, esprimiamo con la presente la nostra più ferma contrarietà alla realizzazione dell’impianto in oggetto.

Al di là dell’improbabile o quantomeno discutibile “fattibilità tecnica” rispetto alla quale alcune aziende si sono mosse già singolarmente per dimostrare l’insostenibilità territoriale ed ambientale di un intervento invasivo di questo tipo, riteniamo che sia palese ed evidente la totale incongruenza tra il progetto e la vocazione turistica, enogastronomica, commerciale, agricola, artigianale, paesaggistica, storico-sociale del quale vive e si pregia una terra d’eccellenza come la nostra.

Suvereto è oggi quello che dagli anni novanta hanno creato coloro che in questo territorio hanno creduto ed hanno investito. In poco tempo lo stesso paesaggio rurale è cambiato e rifiorito; territori prima incolti sono adesso fiori all’occhiello d’immagine nel mondo  simbolo di qualità e selezione. Per fare rinascere questo territorio sono stati impiegati e reimpiegati ingenti capitali da parte di tutti gli imprenditori nei loro singoli settori di competenza. Tutto ciò fornisce ricchezza quotidiana, garantisce un indotto e soprattutto posti di lavoro locali e non. Tale sistema che favorisce turismo e agricoltura, veicolo di marketing territoriale produce investimenti continui e sempre crescenti posti di lavoro neppure minimamente paragonabili a quelli indicati nel “progetto centrale a biomasse”.

La filosofia stessa di sviluppo seguita dalle varie amministrazioni, dalle associazioni, dagli imprenditori e dalla cittadinanza ha sempre affermato con fierezza un concetto di integrità, autenticità e tradizione che ha annoverato il paese tra i Borghi più Belli d’Italia, lo ha insignito Bandiera arancione del Touring Club e reso membro delle associazioni Città Slow, Città del Vino e Città dell’Olio.

Possono il semplice recupero di un’azienda agricola in disuso , la realizzazione di un progetto industriale relativamente innovativo e l’impiego di un numero molto esiguo di risorse umane, giustificare il forte impatto negativo su tanti fronti ?

Queste alcune delle conseguenze della costruzione della centrale:

TURISMO

–         Snaturamento dell’immagine di borgo naturale e di vita rurale vicino al mare

–         Impatto paesaggistico negativo

–         Aumento del traffico e della rumorosità

–         Improbabile contestuale sviluppo di attività termali

–         Ridotta qualità dell’aria

Alcuni segmenti di mercato come l’enogastronomico, il trekking, il ciclismo, il rurale/balneare e possibilmente in futuro il termale, che scelgono solitamente Suvereto quale meta turistica, ne risulterebbero compromessi. Inevitabili le ricadute negative su strutture ricettive, ristoranti, attività commerciali e artigianali del centro storico e dei dintorni.

AGRICOLTURA

–         Problematiche approvvigionamento idrico

–         Impatto fortemente negativo su vigneti e cantine dei vini di pregio (DOCG)

–         Scarsa compatibilità tra i prodotti da combustione e tutte le altre colture agricole tipiche della Val di Cornia (olio, carciofo, spinacio, meloni, cocomeri, pomodori)

La necessità di introdurre produzioni intensive di prodotti  idroesigenti andrebbe ad inficiare definitivamente l’equilibrio idrico della Val di Cornia, non essendo in alcun modo compatibile il consumo di acqua previsto per l’irrigazione di tali colture.  Inoltre, l’immagine dei vini esportati in tutto il mondo verrebbe intaccata dalla vicinanza ad una struttura in antitesi alla concezione del prodotto vino di eccellenza.

COMMERCIO

–         Decremento delle attività commerciali in particolare del centro storico

–         Svalutazione degli immobili

–         Ridotti volumi di vendita di tutti gli esercizi in genere

dopo la crisi dell’industria Suvereto è riuscito a sopravvivere, rinnovarsi e distinguersi grazie al duro lavoro delle tante attività commerciali ed artigianali, un intervento esterno inadeguato e calato dall’alto,  potrebbe rompere un fragile equilibrio.

 

Per questo ribadiamo formalmente la nostra totale avversità alla realizzazione del progetto».

 

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Scritto da il 28.8.2012. Registrato sotto ambiente/territorio, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

4 Commenti per “SUVERETO: APPELLO PER DIRE “NO” ALLA CENTRALE A BIOMASSE”

  1. angelo

    Brava Suvereto che non chiude gli occhi e non si gira da un’altra parte come qualcuno ( il sindaco e la sua giunta ) ha sperato, ma difende con i denti il proprio patrimonio e con questo il futuro dei suoi figli.
    Ben fatto, davvero.

  2. ASTUTO CACCIATORE

    E l’eolico, invece ?

  3. angelo

    Sig. Astuto Cacciatore,
    l’eolico invece cosa ?

  4. ASTUTO CACCIATORE

    Gli impianti per l’energia eolica sono altrettanto devastanti per la val di Cornia

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