LUCCHINI: LA VENDITA DI ASCOMETAL ASSICURA DUE ANNI DI SOPRAVVIVENZA?

Secondo un report dell’agenzia stampa Il Sole 24 Ore Radiocor, il termine ultimo per la cessione del gruppo Lucchini sarebbe stato fissato nel 2014. Questo emergerebbe dalla richiesta di omologa della ristrutturazione dei debiti, depositato presso il Tribunale di Milano dai legali della società. Nel corso dei prossimi due/tre anni, comunque, il gruppo siderurgico rilevato nel 2005 dal magnate russo Alexey Mordashov (CEO di Severstal) avrebbe la possibilità di continuare ad operare.

Come comunicato da SteelOrbis, poco prima di Natale l’azienda aveva raggiunto in extremis un accordo con le banche per rinegoziare un debito da 1,17 miliardi di euro. Secondo l’attestatore del piano di  risanamento “la società dispone già attualmente, per effetto della sola dismissione della partecipazione nel gruppo francese Ascometal, dei mezzi necessari a far fronte alle obbligazioni di rimborso previste nell’accordo di ristutturazione”.

Sempre secondo l’agenzia stampa, il piano industriale depositato in Trubunale prevederebbe alcuni investimenti mirati sul complesso siderurgico di Piombino come l’upgrade del laminatoio rotaie (da effettuarsi nel 2013) per portare la qualità del prodotto allo stato dell’arte, il rifacimento dell’altoforno e la costruzione di un impianto di sinterizzazione, per i quali bisognerebbe attendere il 2014.

Inoltre, sempre secondo quanto riportato dal quotidiano Milano Finanza, tra le ipotesi per l’acquisizione del gruppo siderurgico Lucchini ci sarebbe anche la possibilità di un passaggio di mano ad un’altra società russa.

Fonti finanziarie non specificate avrebbero comunicato che il dossier Lucchini sarebbe già al vaglio dei principali gruppi del settore siderurgici, anche se non è stata avviata nessuna trattativa vera e propria. Tra i nomi circolati c’è quello di Novolipetsk Steel (NLMK), ma anche di gruppi più estesi come Evraz e dell’ucraina Metinvest.

Sempre secondo indiscrezioni non confermate, anche il colosso Tata Steel starebbe monitorando la situazione: già nel 2006 il gruppo indiano aveva presentato con successo un’offerta di 12 miliardi di dollari per rilevare le attività di Corus (poi acquistata nel 2007 e rinominata Tata Steel Europe), confermando il suo interesse per i mercati europei. Inoltre sembra che anche una cordata italiana con sede a Brescia sia interessata all’acquisto.  Come si dice in questi casi “chi vivrà, vedrà”. E speriamo in bene per il futuro di questa azienda e del territorio della Val di Cornia.

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Scritto da il 21.1.2012. Registrato sotto Economia, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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