COSTA CONCORDIA SI INCAGLIA ALL’ISOLA DEL GIGLIO

La Concordia subito dopo l'incidente

La nave nei giorni successivi all'incidente

La Concordia sugli scogli davanti all'isola del Giglio (Twitter)

AGGIORNAMENTO 5 (18-01-12) – Sale ancora il bilancio del naufragio della Concordia: i vigili del fuoco, dopo il cadavere di uno dei passeggeri dispersi ritrovato il 16 gennaio, hanno recuperato altri sette corpi, portando ad undici le vittime accertate fino a questo momento. Sarebbero 23 i dispersi, anche se le persone che mancano all’appello sono ufficialmente ancora 28, visto che i cinque corpi recuperati ieri non hanno ancora un’identità.

LA LISTA DEI DISPERSI: La Prefettura di Grosseto ha rilasciato la lista delle persone ancora non individuate. Uno dei 14 tedeschi che mancavano all’appello è stato rintracciato in Germania. Gli altri sono di varie nazionalità: oltre a Germania, Italia, Francia, Usa, Ungheria, Perù e India. I sei italiani sono William Arlotti di Rimini e sua figlia Daiana di 5 anni; la 30enne Maria D’Introna di Biella; le due amiche siciliane Maria Grazia Trecanico e Lucia Virzì, e Giuseppe Girolamo, un musicista 30enne di Alberobello.

Erano a bordo della nave 4234 persone, tra passeggeri emembri dell’equipaggio, mentre a Porto Santo Stefano, al termine delle operazioni di trasbordo dall’Isola del Giglio,  sono state censite dalla capitaneria di porto 4.179 persone.

La nave da crociera Costa Concordia, salpata venerdì 13 gennaio alle 19 da Civitavecchia per un giro del Mediterraneo e incagliatasi poco dopo la partenza in una secca nei pressi dell’isola del Giglio, inclinandosi su un lato e imbarcando acqua. Lo riferisce la Protezione Civile sulla base delle informazioni ricevute dal 118.

Uno squarcio lungo almeno 70 metri sulla fiancata di sinistra e un’inclinazione di 80 gradi dalla parte opposta: si presenta così la Concordia. A bordo della nave sono in corso le operazioni di soccorso con i vigili del fuoco alla ricerca di eventuali dispersi. La nave è a ridosso degli scogli.

La nave da crociera Costa Concordia, si è incagliata in una secca di Punta Gabbianara, non lontana dall’Isola del Giglio. L’imbarcazione era partita alle 19 da Civitavecchia per un Giro del Mediterraneo e diretta a Savona. I 4.229 passeggeri a bordo sono stati soccorsi. Sul posto sono intervenute unità della Guardia costiera per l’evacuazione.

La situazione sabato mattina (Giglionews)

Una “tragedia che sconvolge”. Costa Crociere definisce così l’incidente avvenuto nella notte a Costa Concordia. “Il primo pensiero – si legge in una nota diffusa dalla compagnia genovese – va alle vittime: vogliamo esprimere il nostro cordoglio e la nostra vicinanza ai loro famigliari e amici”. In una nota l’azienda ringrazia anche le autorità e i cittadini dell’isola dell’arcipelago toscano “che si sono prodigate – si legge – nelle operazioni di salvataggio e assistenza agli ospiti e all’equipaggio”.

I primi naufraghi giunti al Giglio sono stati ospitati all’interno della chiesa di San Lorenzo e Massimiliano, che il parroco ha aperto per l’occasione, in mancanza di altri ripari immediatamente disponibili, poi sono stati riaperti gli alberghi e le case private, ma l’isola del Giglio e’ troppo piccola per dare ospitalita’ a 4.200 persone spuntate improvvisamente dal mare. La Regione Toscana ha subito attivato un piano di soccorsi. Gli ex passeggeri della Concordia sono stati trasportati per mezzo di traghetti questa mattina a Porto S. Stefano. Il Trasbordo è iniziato alle prime luci dell’alba ed è terminato all’ora di pranzo.

 

“Quello scoglio non doveva essere lì”. I vigili del fuoco hanno recuperato la “scatola nera” della Costa Concordia. La procura di Grosseto ha aperto un fascicolo ipotizzando i reati di naufragio, disastro e omicidio colposo, giungendo all’arresto del comandante Schettino. Per quanto riguarda le cause dell’urto della nave contro lo scoglio, le ipotesi più plausibili, secondo le stesse fonti investigative, sarebbero un “errore umano” o un guasto nella strumentazione. Prima del fermo di Schettino, a Porto Santo Stefano è giunto il direttore della Costa Crociere, Gianni Onorato, che ha incontrato il comandante.

Uno squarcio di 70 metri

A Tgcom24, il comandante Schettino ha dichiarato : “Stavamo navigando sotto costa, lungo una rotta turistica consentita, quando la nave ha urtato su un fianco una roccia non segnalata sulla carta nautica. In teoria, lì quella roccia non ci doveva stare”. Schettino è stato a lungo interrogato nella sede della capitaneria di porto all’isola del Giglio. Il comandante ha tenuto a precisare: “Gli uomini dell’equipaggio sono stati gli ultimi ad abbandonare la nave, assicurandosi prima di salvare i passeggeri”.

La Costa Concordia avrebbe impattato nelle rocce Le Scole, un’area a poco meno di un chilometro dalla costa. In una nota della Costa Crociere, si afferma che la nave è sbandata di diversi gradi rispetto alla rotta e per questo il comandante avrebbe deciso di avvicinarsi il più possibile alle coste dell’isola del Giglio. Secondo Costa Crociere, il passaggio tra l’isola del Giglio e Porto Santo Stefano è un itinerario consueto quando si vuole mostrare ai passeggeri il tratto di costa. Il comandante Schettino avrebbe spiegato agli inquirenti che la rotta era corretta e che la Costa Concordia avrebbe avuto un margine di 12 miglia, tra est e ovest, che le consente tanto il passaggio al largo dell’isola, quanto, com’è avvenuto stanotte, all’interno.

“Non è corretto dire che la nave fosse fuori rotta – ha confermato anche il direttore generale di Costa Crociere -. E’ stato un evento imprevedibile aggravato da una non prevedibile inclinazione della nave”. La nave viaggiava “da Civitavecchia a Savona, come fa 52 volte l’anno”, ha aggiunto Onorato, “ha urtato contro uno scoglio e a seguito di questo evento il comandante ha valutato i primi danni, ha deciso di mettere in sicurezza la nave e ha dato ordine di evacuazione. Solo le analisi tecniche ci diranno che cosa è successo”. “Credo sia giusto – ha continuato Onorato – che sia l’autorità competente a fare questo tipo di analisi. Noi possiamo soltanto collaborare. La nave ha sistemi sofisticati sia per tracciare le rotte, sia per capire che cosa è successo, grazie a sistemi che sono qualcosa di più di una scatola nera”.

Sembra aggravarsi la posizione del comandante Francesco Schettino, in stato di fermo con l’accusa di omicidio colposo plurimo, disastro e abbandono della nave. Un membro dell’equipaggio ha raccontato agli inquirenti che Schettino avrebbe dato l’ordine di puntare verso il Giglio, avvicinandosi così eccessivamente alla costa, per fare vedere l’isola a un maitre gigliese.

La stessa compagnia di navigazione ha preso di fatto le distanze da Schettino, in una nota emessa nella notte, in cui parla di “gravi errori del comandante”. L’armatore sostiene che Francesco Schettino potrebbe “non aver seguito le procedure di Costa Crociere che sono in linea e, in alcuni casi vanno oltre, gli standard internazionali”.
Contro di lui “sono state mosse gravi accuse. Sembra – si legge nella nota – che abbia commesso errori di giudizio che hanno avuto gravissime conseguenze: la rotta seguita dalla nave è risultata troppo vicina alla costa, e sembra che le sue decisioni nella gestione dell’emergenza non abbiano seguito le procedure”.

La scatola nera racconta che la nave si è incagliata alle 21.58. Alle 22.10 l’equipaggio comunica alla capitaneria di porto di avere un problema al generatore ma non parla di urti o secche. L’allarme vero e proprio scatta alle 22.30, molto in ritardo, come messo in rilievo dai pm di Grosseto che indagano sulla sciagura. Schettino invece rivendica “la correttezza della manovra” e dice di aver puntato sul Giglio “per evitare il naufragio in mare aperto”.

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Scritto da il 14.1.2012. Registrato sotto cronaca, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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