PARODI: PICCOLI E GRANDI CONFLITTI D’INTERESSE NEL PD TOSCANO

Riportiamo un comunicato stampa di Giuliano Parodi, e un articolo di Ferruccio Sansa (de il Fatto Quotidiano) che chiarisce abbastanza la situazione riguardo ai numerosi conflitti d’interesse, grandi e piccoli dentro il PD Toscano. Conflitti che mettono in crisi la credibilità dello stesso partito davanti agli occhi dei loro elettori. Quando prenderà provvedimenti la segreteria del partito?

«Il binomio affari-politica,  inizia Giuliano Parodi,  non e’ mai garanzia di trasparenza e giustezza delle scelte per i cittadini e per il bene comune. Fin qui niente di nuovo, ma se il maggior partito di opposizione ovvero il PD, che dovrebbe rappresentare l’alternativa al Governo attuale e alle sue poco chiare attivita’ di gestione della res pubblica, si trova immerso in conflitti di interesse e violazioni palesi del codice etico e dello statuto del loro stesso partito, devo dire che la cosa diventa preoccupante.

Riccardo Conti, dopo aver fatto per 10 anni l’assesore alle infrastrutture e ai trasporti della Regione Toscana, ora siede nel consiglio di amministrazione della F2i, una societa’ per
azioni che ha per soci nomi eccellenti: dalla Cassa depositi e prestiti al gotha del sistema bancario italiano, presieduta dal dott.Ettore Gotti Tedeschi gia’ presidente dello Ior -la
banca Vaticana-, indagato dalla procura di Roma per per riciclaggio. L’attivita’ principale della societa’ in questione e’ investire su infrastrutture di rete gestite in
concessione: in poche parole la F2i, deve far fruttare per i suoi azionisti un capitale di oltre 2 miliardi di euro. Lo scorso anno l’utile e’ stato di quasi 6 milioni di euro.
Cosi’ troviamo quote della societa’ nella gestione di tutti i servizi pubblici locali: acquedotti, aeroporti, autostrade, parchi fotovoltaici, rete del gas e porti turistici.
Non ci sarebbe niente di strano, siamo in un paese capitalista dove la libera impresa e’ consentita, peccato che il signor Riccardo Conti, oltre a fare il procacciatore di affari per la
F2i ha anche un ruolo politico strategico rilevante, e’ il coordinatore nazionale per le infrastrutture del Partito Democratico.

Il dubbio e’ lecito: c’e’ il rischio che una persona che deve investire oltre 2 miliardi di euro per conto di una societa’ privata possa influenzare le politiche infrastrutturali del PD?
Tra l’altro per evitare tale spiacevoli situazioni il PD si e’ dotato giustamente di un codice etico a cui gli iscritti sono tenuti ad attenersi, che al capitolo 3) “Responsabilità personale
e autonomia della politica” comma B recita: “rinunciare o astenersi dall’assumere incarichi esecutivi nel Partito …qualora, a causa del ruolo ricoperto in imprese, associazioni, enti o
fondazioni, aventi scopo di lucro o titolarità prevalente di interessi economicofinanziari, possa configurarsi un conflitto di interessi tale da condizionare i propri comportamenti”;
Norma del codice che non mi pare sia attualmente adottata dal signor Conti, che ne decreterebbe o l’uscita dal partito o le dimissioni dal cda di F2i.

Ma al conflitto di interessi in Toscana ci siamo abituati da tempo, l’Avv.Bargone attualmente presidente della SAT e commissario Governativo per la Tirrenica (ufficialmente
il controllore di se stesso), per anni e’ stato consulente sempre dell’assessore Riccardo Conti.

Concludo la mia riflessione sulla politica e il rispetto delle norme dei componenti del PD ricordando che Matteo Tortolini svolge il suo ruolo pubblico in palese contrasto con le
norme del suo stesso partito, che gli impedirebbero di sedere su due poltrone allo stesso tempo. Tortolini ricopre attualmente la carica di Consigliere Provinciale e Consigliere
Regionale.

Lo Statuto Nazionale del PD ed il Codice Etico  – conclude Parodi – sono chiarissimi in proposito e stabiliscono che gli iscritti al Partito Democratico “non possono far parte
contemporaneamente di più di un’assemblea elettiva” (articolo 21 comma6). In questo quadro poco rassicurante per trasparenza e confusione dei ruoli, la mia
domanda e’ rivolta al segretario nazionale Bersani: e’ possibile con queste premesse chiedere ai cittadini di credere che il PD sia l’alternativa al Governo Berlusconi? O servirebbe una politica diversa che prima di tutto faccia piazza pulita di ogni dubbio e che si svincoli dai comitati di affari, dai conflitti di interesse per ritornare al suo ruolo principe,
ossia quello di decidere liberamente senza vincoli sulle scelte migliori per il paese e i suoi cittadini.

Giuliano Parodi
Segreteria PRC Elba-Val di Cornia

_______________________________

Per approfondire l’argomento riportiamo anche un articolo di Ferruccio Sansa del 16 aprile che ha scatenato molti mal di pancia dentro il partito.

Data: 16.04.2011   IL FATTO QUOTIDIANO    Estratto da Pagina: 7

IL CONFLITTO DI INTERESSI PD PRENDE IL VOLO A FIRENZE

Nell’affare del nuovo scalo il fondo gestito dall’ex assessore

di Ferruccio Sansa
Un ex assessore alle Infrastrutture della Regione Toscana che quindici giorni dopo aver lasciato l’incarico entra nel cda di un fondo pronto a investire nelle stesse infrastrutture. Un uomo che mentre siede nel consiglio di amministrazione è coordinatore del settore Infrastrutture del Pd.
La storia di Riccardo Conti, esponente del Pd vicino a Massimo D’Alema, è emblematica delle polemiche che rischiano di spaccare il centrosinistra toscano. Oggetto: le grandi opere. Due in particolare: gli aeroporti (Firenze, ma anche Siena) e la famigerata autostrada Livorno-Civitavecchia. Da una parte il Pd, soprattutto la componente dalemiana, che sostiene le opere in singolare consonanza con il Pdl (il ministro alle Infrastrutture, Altero Matteoli). Dal-l’ altra l’ Idv e la sinistra che mostrano più di una cautela.

COMINCIAMO dall’aeroporto di Firenze (tra i soci il gruppo Benetton). Nessuno ha dubbi: la struttura attuale non è adeguata a una città con 8 milioni di turisti l’anno. Le ipotesi: la realizzazione di una pista parallela all’autostrada (200 milioni) oppure l’allungamento di quella attuale (60 milioni). A chi, soprattutto a Firenze, si schiera per la costruzione del nuovo tracciato, rispondono i comuni vicini: la pista parallela “peserebbe” su di loro invadendo zone agricole di pregio. Il progetto è fortemente avversato dal Coordinamento dei Comitati della Piana di Prato, Firenze e Pistoia.
Ma il dibattito non è solo logistico. Imprenditori e politici giocano ruoli chiave. E il centro-sinistra segue, appunto, due piste diverse. Le cronache cittadine registrano le prese di posizione a favore della nuova pista. Prima fra tutte quella del sindaco Matteo Renzi che vedrebbe l’aeroporto ampliarsi liberando aree da destinare magari allo stadio (altre polemiche). Ma tra gli alleati di Renzi spunta il toscanissimo ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli (Pdl).

I NODI, PERÒ, sono altri. L’Idv è perplessa. A cominciare da Anna Marson, assessore regionale all’Urbanistica, che sta suscitando malumori nel Pd toscano per le sue scelte anti-cemento: “La Regione ha approvato un documento che prevede entrambe le ipotesi. Ma per la pista parallela dobbiamo ancora valutare il rapporto con l’ambiente”. Marson racconta: “Vedo grandi manovre a livello nazionale per la nuova pista”. Quali? “Il ministero delle Infrastrutture ha presentato uno studio in cui l’aeroporto di Firenze improvvisamente diventa di interesse nazionale”, spiega l’assessore. Aggiunge: “Poi c’è l’Enac, che dovrebbe essere garante. Invece si è schierato per la seconda pista”. 11 presidente Vito Riggio l’ha detto chiaramente: “Senza nuova pista l’aeroporto finirà in serie B”.
Qui la questione si allarga. Ampliare l’Amerigo Vespucci significherebbe mettere in sofferenza tre scali importanti nel raggio di 150 chilometri: Firenze, Bologna e Pisa. E infatti a Pisa non l’avevano presa bene perché l’aeroporto va a gonfie vele (4 milioni di passeggeri l’anno). Oggi il sindaco Marco Filippeschi pare più tranquillo: “La Regione ha stanziato 28 milioni per il trasporto veloce tra la stazione e l’aeroporto. Questo indica la scelta di puntare su Pisa.
Con Firenze non dobbiamo essere concorrenti, ma alleati”. L’assessore Marson ricorda altri “dettagli”: “La pista parallela potrebbe porre problemi di sicurezza e di rumore nei paesi vicini”. Ancora: “Così si allontanerebbe l’aeroporto dalla Piana di Castello, aumentando il valore delle aree dove Salvatore Ligresti deve costruire (il re del mattone lombardo è anche socio dell’aeroporto, ndr”.

NON BASTA. Marco Manneschi, consigliere regionale Idv, punta il dito sul Pd: “Il fondo di investimenti F2i vuole entrare nella società dello scalo fiorentino. È stato proprio l’ex assessore Riccardo Conti a comunicarlo. Ci colpisce che si ritrovi, in veste di manager, a voler comprare le infrastrutture di cui si occupava come amministratore”.
Ecco le due anime del centrosinistra. Conti è anche coordinatore del settore Infrastrutture del Pd. E soprattutto è stato uno degli sponsor della con testatissima autostrada Livorno-Civitavecchia (che dovrebbe essere realizzata dalla Sat, controllata da Benetton): “Certo che sono favorevole, è l’unica zona costiera d’Europa senza un’autostrada. Ma va fatta bene, deve essere ambientalizzata, non un troiaio”, spiega oggi Conti. Una grande opera che, di nuovo, ha sollevato questioni di opportunità sul doppio ruolo (prima politico, poi manageriale) di un esponente Pd: Antonio Bargone è stato sottosegretario proprio ai Lavori Pubblici e oggi si ritrova presidente della società che realizzerà l’autostrada.
Sempre il Pd vicino a D’Alema. Conti non si scompone: “Sono amico di Massimo, è un peccato?”. E il passaggio dalla poltrona di assessore a quella di manager nelle infrastrutture? “Il nostro fondo è pubblico-privato e non ha intenti speculativi”. Ma chi l’ha indicata per la poltrona? “La fondazione Monte dei Maschi di Siena”.

La “banca rossa”, l’ultimo tassello dell’amore tra il centrosinistra e gli aeroporti toscani. Mps è tra i soci del fondo F2i. Non solo: è anche nello scalo di Siena (21 per cento) di cui sostiene l’ampliamento (avversato dagli ambientalisti, e non solo). Una storia finita in Procura: il presidente di Mps, Giuseppe Mussari, è sotto inchiesta per concorso morale in turbativa d’asta e falso in atto pubblico. Secondo i pm Mario Formisano e Francesca Firrau, la selezione del partner privato per l’adeguamento infrastrutt urale dell’aeroporto di Ampugnano fu falsata.

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Scritto da il 21.4.2011. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

1 Commento per “PARODI: PICCOLI E GRANDI CONFLITTI D’INTERESSE NEL PD TOSCANO”

  1. Antonio

    Non viene mai nominato Enrico Rossi ; non conta nulla o non vale la pena di citarlo ?

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